Università della Terza Età di Noci

Università della Terza Età di Noci UTEN, ovvero, come creare un'alternativa di stile di vita sano, dinamico e efficace!

La TRAVELGIVIT in collaborazione con l' UTEN organizza una giornata a Castelmezzano e Tricarico, per informazioni e pren...
04/09/2026

La TRAVELGIVIT in collaborazione con l' UTEN organizza una giornata a Castelmezzano e Tricarico, per informazioni e prenotazioni contattatemi!

È pronto il calendario del mese di Aprile 2026!
04/09/2026

È pronto il calendario del mese di Aprile 2026!

CONFERENZE MEDICO-SCIENTIFICHE UTENA fine Gennaio, secondo tradizione Uten, si sono tenute due Conferenze nel Chiostro d...
02/13/2026

CONFERENZE MEDICO-SCIENTIFICHE UTEN
A fine Gennaio, secondo tradizione Uten, si sono tenute due Conferenze nel Chiostro delle Clarisse (Centro storico di Noci) presentate dal Presidente Cesareo PUTIGNANO e coordinate dal prof. Nicola SIMONETTI, modello ed esempio di “longevità attiva”.
La prima sul tema:” RIDARE QUALITA’ ALLAVITA ATTRAVERSO LA CURA DEL DOLORE” con l’intervento del dott. Vito GENTILE, Responsabile Ambulatorio di Terapia del Dolore PTA di Noci. Il principio affermato è che .
La lotta al dolore è diritto fondamentale, tutelato, in Italia, dalla Legge. Il dolore “totale” è sintomo, condizione complessa fisica, psichica, sociale ed esistenziale/spirituale causa di isolamento, perdita di ruolo, angoscia, ansia, depressione, paura, senso di impotenza… disperazione. Un dolore può comparire all’improvviso o dopo un trauma e lo si definisce “acuto” oppure può essere persistente, cioè “cronico” (nel mondo, un miliardo e mezzo di persone; in Italia oltre 10 milioni di adulti). Le cefalee colpiscono 1,4 miliardi di persone, specie donne. Spesso, purtroppo, c'è ritardo (anche anni) tra l'insorgenza dei sintomi, la diagnosi corretta e il trattamento specialistico. Le cause, lo ha ribadito il dott. Vito Gentile, specialista in Anestesia Rianimazione e Terapia del Dolore. In ambulatorio di terapia del dolore (del nostro Presidio Territoriale di Noci) si accede gratuitamente su richiesta del medico di famiglia per varie patologie (osteoarticolari, neurologiche, oncologiche etc.).
A Verona, di recente, il primo impianto europeo (II al mondo) di neuro stimolatore midollare eseguito, in day hospital, dal prof. Vittorio Schweiger. Il dolore deve essere “ascoltato” dal medico per comprenderne le cause, “misurato” anche per valutare l’efficacia del trattamento. Quest’ultimo si basa su approccio multidisciplinare, che include farmaci, terapie fisiche, farmacologiche d’avanguardia, tecnologie digitali, bio-ingegneristiche, stimolatori midollari, dispositivi digitali e, ora, anche dell’intelligenza artificiale, supporto psicologico, sociale e spirituale. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita, ridurre l'angoscia e preservare la dignità sempre. Un approccio che guardi anche alla persona sofferente nella sua interezza. Ippocrate (460- 360 a.C.), il "padre della medicina" sentenziò "È cosa divina lenire il dolore" a sottolineare il dovere-compito tra i più elevati e quasi sacri della medicina. Il dolore è sulla via della sconfitta.
Nella seconda Conferenza, invece, si è parlato di” MEDICINA RIGENERATIVA E CHIRURIGIA PROTESICA”. In questa circostanza i relatori, sempre stimolati da Nicola Simonetti sono intervenuti il dott. Dario RODIO ed il dott. Angelo INTINI.
Si dice medicina rigenerativa il processo di rimpiazzamento e rigenerazione di cellule, tessuti e organi umani per ripristinare le normali funzioni e guarire tessuti od organi. Essa mira a riparare, sostituire o rigenerare tessuti e/o organi danneggiati da traumi, malattie o invecchiamento, finora irreparabili: un “rimpiazzo” di tessuti usurati e, in prospettiva, cellule staminali (ematopoietiche, staminali, mesenchimali, linfociti, ecc.) di paziente o donatore per risolvere anche il problema della mancanza di organi disponibili per il trapianto, fino a giungere a ingegneria tissutale. E tecniche ed applicazioni di questa nuova branca innovativa hanno solo il limite della fantasia.
“Nell'ambito ortopedico, generazione di cartilagine, tessuto osseo e tendini (“orto biologia”) in cui ci si avvale – ha detto il dott. Dario Rodio, già direttore di ortopedia Ospedale di Putignano e specialista anche in chirurgia protesica, dell’uso di cellule mesenchimali cioè staminali totipotenti che si prelevano (in anestesia locale ed assoluta sicurezza, grazie anche all’apporto dell’anestesista dedicato) da sangue periferico, midollo osseo e, in particolare, tessuto adiposo e che si traferiscono in ginocchio, anca, spalla, gomito, caviglia, polso, tessuti muscolari e tendinei avendo capacità di differenziarsi in diversi tipi di tessuti, incluso osso, cartilagine e muscolo. Il risultato è: rigenerazione di tessuti danneggiati e recupero di funzione articolare.
Indicazione privilegiata per persone di 55-60 anni con artrosi precoce (troppo giovani per fruire di protesi che hanno tempi di uso e scadenze) e di 80-85 anni che non sopporterebbero (valutazione congiunta con anestesista) l’intervento chirurgico. La procedura si avvale dell’indispensabile e qualificato ausilio dell’anestesista il quale – ha detto il dott. Angelo Intini, specialista in anestesia, rianimazione, terapia antalgica e direttore anestesia Ospedale di Putignano – studia preventivamente il candidato all’intervento, ne registra e monitora i parametri, sceglie il tipo di anestesia (generale, loco regionale etc.) e segue il decorso post-operatorio e riabilitativo. L’elevata preparazione e capacità professionali, tecniche e metodiche studiate per il singolo paziente raggiungono miglioramenti/guarigioni prima impensabili con il 90% di risultati ottimi, buoni, soddisfacenti.

E' pronto il calendario del mese di Febbraio. disponibile in sede il cartaceo.
02/02/2026

E' pronto il calendario del mese di Febbraio. disponibile in sede il cartaceo.

Come ogni anno si confermano le due Conferenze Madico-Scentifiche come allegata locandina. La partcipazione è rivolta a ...
01/16/2026

Come ogni anno si confermano le due Conferenze Madico-Scentifiche come allegata locandina. La partcipazione è rivolta a Soci e Docenti UTEN, ma è allargata alla cittadinanza tutta. La Presidenza

E' pronto il calendario del mese di Gennaio. disponibile in sede il cartaceo.
01/16/2026

E' pronto il calendario del mese di Gennaio. disponibile in sede il cartaceo.

L’UTEN ricorda Pier Paolo PASOLINIIn ricorrenza del 50°esimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini (1975-2025)...
01/14/2026

L’UTEN ricorda Pier Paolo PASOLINI
In ricorrenza del 50°esimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini (1975-
2025), il Presidente UTEN Cesareo PUTIGNANO e la Coordinatrice delle attività
didattiche Sandra LUISI hanno ricordato, nella sede dell’Associazione, il poeta, lo
scrittore, il cineasta, l’intellettuale poliedrico, con cinque conversazioni mirate a
conoscere più da vicino le sue origini, le opere, i suoi film e le controverse
vicissitudini personali, culturali, politiche, artistiche e morali, vissute quasi sempre
da protagonista solitario e assai discusso.
La riflessione su Pasolini, fondata essenzialmente su documenti, frammenti di opere
e spunti critici d’ogni sorta, è stata strutturata e condotta dal prof. Sabato
PETTINATO, Socio e Docente Uten, con la collaborazione dialogica di Danica
PETTINATO, sua figlia. I numerosi “corsisti” hanno, sostanzialmente, partecipato ad
una riflessione culturale e storica più attenta del panorama del nostro dopoguerra e
delle attese sociali degli anni del boom economico, periodo in cui si sviluppò la
letteratura neorealista italiana con i suoi memorabili film.
Si è trattato, quindi, non solo di una narrazione essenziale di quel passato non
troppo lontano da noi, ma di un contatto nuovo e senza pregiudizi col pensiero
complesso di Pasolini.
Si è constatato chiaramente che in quello squarcio di secolo, da lui vissuto, in bilico
tra un passato disastroso da dimenticare e un mondo nuovo tutto da pensare e da
costruire, egli aveva cercato inutilmente di porre all’attenzione di una società in
cerca di spazi nuovi, questioni vere e laceranti, ponendo se stesso come strumento
di analisi e imponendosi dialetticamente con la sua arte e con l’insolito orgoglio che
lo caratterizzava, su chi gestiva la cultura e il potere, ad ogni livello.
Si è visto, tuttavia, che quel suo “grido nel deserto”, veritiero e irriguardoso verso
tutti, concentrato soprattutto negli Scritti Corsari , ma anche in altre opere e in
numerosi articoli giornalistici, comprese le interviste televisive e lo scambio
epistolare con amici e personalità, anche religiose, quel suo bisogno di
chiarificazione ad ampio raggio culturale, non ebbe fortuna, al contrario, dopo la sua
tragica morte il personaggio Pasolini fu presto dimenticato, sia come poeta e
intellettuale che come cineasta.
L’Italia, si sa, aveva altre sfide prossime e cocenti da affrontare, il terrorismo, con la
conseguente pianificazione dell’assalto allo Stato ad opera delle Brigate Rosse e
della morte della democrazia, conquistata in Italia con il sangue.

Eppure, si trattava, come sottolineò Alberto Moravia nell’orazione funebre, dinanzi
al feretro del suo più caro amico, di uno dei pochi, grandi poeti del ‘900, e che la
morte violenta riservata a Pasolini, rappresentava un’espressione indegna e
disonorevole per l’intera collettività nazionale.
Si capisce bene che aprire una finestra conoscitiva su Pasolini non poteva che partire
delle sue origini famigliari, della sua “nascita” alla poesia, con accanto la madre,
maestra elementare, dal valore antropologico e linguistico del dialetto del territorio
che lo vide fanciullo ( Poesie a Casarsa) , e successivamente dalla conversione
ideologica al comunismo, tra entusiasmo e disillusione ( Le Ceneri di Gramsci) .
Particolare impegno speculativo per Pasolini fu quello riservato agli “ultimi”, in un
mondo che galoppava verso traguardi nuovi indefinibili, l’umanità senza regole delle
borgate romane, realtà tutta da scoprire, da inseguire nei suoi meandri vitali,
lontanissimi dal sentire borghese, un micromondo, che fu materia di alcuni dei suoi
romanzi tra cui Ragazzi di vita e Una vita violenta, e da alcuni film tra cui Accattone,
Mamma Roma, Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e uccellini, ecc.
Ci si è soffermati sul significato profondo del Sentimento del sacro in Pasolini, per
nulla identificabile con il potere della Chiesa e le espressioni e le esposizioni
ritualistiche delle religioni. Il suo era un sentimento più intimo, più cosmico,
sicuramente più puro ed innocente rispetto alla fede storicamente tramandata in un
Dio troppo lontano.
In quella dimensione religiosa lui diceva di non credere.
Si è parlato anche della sua omosessualità, una realtà intima, personale che egli
difendeva a viso aperto perché espressione della sua umana naturalità, e dei suoi
amori, più o meno noti, non solo nel suo giro culturale, ma anche nell’opinione
pubblica.
Si è visto come il suo pensiero libero si scontrò fin da giovane con una certa
letteratura ufficiale e stantia, con una certa politica borghese, imposta e
omologante, e con un certo procedere dell’evoluzione dei costumi, dei mass-media,
asserviti al vorticoso richiamo del consumismo, e di una scuola dell’obbligo che lui
definiva insignificante e generalista, incapace di custodire valori e linguaggi,
appiattita, secondo il suo pensiero, su elementi culturalmente inutili, per non dire,
dannosi.
Sono stati tanti gli argomenti della sua visione del mondo confrontati con l’attuale
vivere e sentire quotidiano.
Gli stessi film, quasi tutti censurati perché ritenuti moralmente impresentabili,
avevano in lui una lettura assai diversa, rappresentavano lo sguardo sulla realtà
profonda dell’uomo, sulla vita, sulla morte, sull’amore, sul dolore, sulla rabbia,
sull’inganno, sull’abuso e su ogni altra tentazione istintuale che gravita padrona
sotto il cielo.
Si è visto che il successivo rifugio di Pasolini nel Mito , in nuovi codici comunicativi, e
nel ricorso ad un linguaggio metaforico delle sceneggiatura di alcuni suoi film, tra cui
Edipo Re, Medea e Uccellacci e Uccellini, che vide, quest’ultimo, Totò protagonista
sublime, rappresentava una nuova indagine speculativa del mistero e del dolore
umano, ben diverso da quello espresso dagli uomini e donne delle borgate romane,
figli di nessuno.
Il Vangelo secondo Matteo, si è detto, rappresenta il canto della rivoluzione mistica
(lui la vedeva come rappresentazione marxista) del Cristo uomo e di tutti gli altri
“cristi” che gridano giustizia in un mondo profondamente ingiusto, fatto di
sottoproletari perduti in un’esistenza indecifrabile e senza futuro a cui è negata ogni
forma di promessa di luce e di dignitosa sopravvivenza e di futuro.
In conclusione, dalla rilettura dei numerosi documenti analizzati è sembrato che
Pasolini, volesse quasi parlare alla nostra società; infatti, è palese agli occhi di tutti,
quanto spazio diffuso sia stato riservato quest’anno a Pasolini dalla stampa, nei
convegni di studiosi illuminati, da molte università, anche straniere, e dalle
trasmissioni televisive di ogni collocazione ideologica.
Si è parlato, tuttavia, non tanto delle ragioni della sua morte violenta di quel tragico
2 novembre del ’75 (assassinio non ancora del tutto chiarito), quanto di alcuni
principi e visioni del mondo da lui espressi, che appaiono oggi “profetici” in
relazione a quel modernismo aggressivo che invase la società dei consumi di allora,
seminando acriticamente il dolce-amaro del progresso (che lui non definì mai
progresso) e un decadimento lento e disumano dei valori profondi del nostro
passato, nobile (a suo dire) e purtroppo irripetibili in questa nostra società,
aggrovigliata mortalmente in un incomprensibile egoismo, che sa di immaturità e
che, in tutta sincerità, occorre aggrapparsi alla speranza, credere davvero che
qualcosa di serio cambi...presto.

L’UTEN al Petruzzelli per la Carmen di BizetVenerdì 26 dicembre, festività di Santo Stefano, Soci e Docenti UTEN,accompa...
01/14/2026

L’UTEN al Petruzzelli per la Carmen di Bizet
Venerdì 26 dicembre, festività di Santo Stefano, Soci e Docenti UTEN,
accompagnati dal Presidente Cesareo PUTIGNANO e da Sandra LUISI, vice
Presidente, sono stati al Teatro Petruzzelli di Bari per assistere alla
Carmen di Georges Bizet.
Nel viaggio di andata il Presidente Putignano ha invitato la dottoressa
Vincenza D’ONGHIA, Medico Chirurgo ed appassionata musicologa, ad
introdurre l’opera. Ha offerto, infatti, importanti spunti e significative
riflessioni per meglio comprendere il contenuto dell’opera che è durata
ben 3 ore e 40 minuti, intervalli compresi.
L’Opera, in scena dal 17 al 27 dicembre 2025, ha chiuso la Stagione
d'Opera con tutto esaurito, attirando grande attenzione per la sua
interpretazione del "doppio volto" dell'opera: da un lato il degrado
tragico di Don José e la libertà indomita di Carmen, dall'altro le sue
storiche corruzioni sceniche in quadretti folkloristici. Questa nuova
messinscena enfatizza la lotta tra le volontà dei protagonisti, con Carmen
come vittima della sua stessa autonomia contro la possessività di José. Il
pubblico, che ha spesso applaudito a scena aperta, ha lodato la qualità
altissima, con regia magistrale che bilancia verismo e sentimento.
L’Orchestra e coro del Petruzzelli, con scene di Jamie Vartan, costumi di
Tom Rogers, luci di Simon Corder hanno creato un’atmosfera davvero
entusiasmante.
L'opera, in buona sostanza, esplora il dualismo tra seduzione ipnotica di
Carmen e autodistruzione di José, che abbandona tutto per lei, ma non
accetta la sua libertà, culminando nel femminicidio finale. E’ evidente la
tensione passionale, con Carmen fedele a sé stessa ("nata libera e morirà
libera"). Però la brutalità verista prevale sul romanticismo, rendendola
moderna e senza compromessi.
A conclusione della serata i partecipanti sono usciti entusiasti per aver
assistito ad uno spettacolo eccezionale.

L’UTEN inaugura il XIX Anno accademicoMartedì 9 dicembre scorso l’UTEN ha inaugurato il XIX Anno accademico. Ospite d’on...
12/22/2025

L’UTEN inaugura il XIX Anno accademico

Martedì 9 dicembre scorso l’UTEN ha inaugurato il XIX Anno accademico. Ospite d’onore Lino Patruno che, per l’occasione, ha presentato il libro "IL SUD HA VINTO". La serata si è svolta, come il solito, presso l’Auditorium “C. Abbado” dell’I.C. “GALLO-POSITANO”.
Il numeroso pubblico presente ha assistito al piacevole e splendido prologo musicale a cura dei bravissimi Ragazzi di strumento accompagnati dai Docenti Catia D’ELIA e Isabella FORTUNATO. Così si è espresso il Presidente Cesareo Putignano che ha invitato la Dirigente Scolastica Vanna D’ONGHIA ed il Sindaco di Noci Francesco INTINI a consegnare gli Attestati di partecipazione ai Ragazzi ed alle coraggiose Docenti.
Il ringraziamento del Presidente è stato esteso ai Soci, Docenti e cittadini partecipanti all’appuntamento inaugurale che testimonia l’affetto, la simpatia per le attività UTEN nel contesto della comunità cittadina.
Ha salutato, esprimendo viva gratitudine, sia la Dirigente, Vanna D’ONGHIA, per la cortese ospitalità ormai consolidata da vari anni, sia il Sindaco Francesco Intini e l’Amministrazione comunale per la vicinanza ed il sostegno assicurato in questi anni in cui l’Associazione ha la sede in locali di proprietà comunale.
Il Presidente UTEN ha, subito dopo, presentato Lino PATRUNO, giornalista affermato ed ex Direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, che ha dialogato con il nocese Nicola SIMONETTI, Socio Benemerito Uten, medico, giornalista e scrittore.
L’evento è risultato interessante ed importante perché sono state esposte le ragioni del profilo di crescita e sviluppo del Sud Italia.
In questo lavoro l’illustre autore ha tracciato un profilo di crescita e sviluppo del Sud Italia, sottolineando che il Sud ha vinto su se stesso e sul suo destino storico di terra di emigrazione. Ha sostenuto che il Sud è diventato una terra di nuova modernità, basata sulla sua produttività e su uno stile di vita particolare che valorizza la lentezza come peculiarità. Egli ha indicato il Sud come la settima potenza manifatturiera d’Europa e la terza economia del Mediterraneo, con molteplici “campioni” economici e primati in vari settori fondamentali. Inoltre ha registrato un dato significativo: il Sud sta vivendo un fenomeno di controesodo (la cosiddetta “ritornanza”), con numerosi giovani che tornano, contribuendo a rovesciare il futuro dell'area. Patruno valorizza questa rinascita come un manifesto di liberazione e un invito a imparare dal Sud, soprattutto per il resto dell'Italia, evidenziando la sua modernità e la capacità di crescita nonostante difficoltà storiche e infrastrutturali.
Insomma il Sud offre anche uno stile di vita che molti aspirano a vivere, fatto di una “ricercata lentezza” che contrasta con la frenesia contemporanea. In sintesi, Lino Patruno consegna con "Il Sud ha vinto" una visione positiva e di speranza, indicando il Sud come un motore di crescita economica e culturale con importanti capacità produttive e un valore umano distintivo, da cui prendere esempio per uno sviluppo più equilibrato del Paese.
La serata si è conclusa con la consegna di Attestati di Benemerenza da parte della Coordinatrice delle Attività Sandra Luisi, vice Presidente Uten, sia a Nicola Simonetti sia a Lino Patruno a ricordo di una magnifica serata inaugurale dell’Anno accademico in corso in attesa di festeggiare il prossimo, XX Anno, che impegnerà l’Associazione con importanti iniziative sociali e culturali.

12/22/2025
Formazione di Primo Soccorso ed istanza di posizionamento di un Defibrillatore Pubblico nel centro storico di Noci.In se...
12/22/2025

Formazione di Primo Soccorso ed istanza di posizionamento di un Defibrillatore Pubblico nel centro storico di Noci.

In sede UTEN è stato riproposta l’iniziativa atta a promuovere la cultura della prevenzione. Per questa ragione il progetto di Teresa PARCHITELLI (Istruttrice BLSD, nonché valida ed esperta operatrice che si dedica da anni e con passione alla Formazione di primo Soccorso, di bimbi in sicurezza e di primo soccorso, perfino, di animali) è stato preso in seria considerazione dal Presidente Cesareo PUTIGNANO, insieme a Sandra Luisi, Coordinatrice delle attività didattiche.
Così è stato deciso di replicare l’iniziativa avviata da tempo dall’Associazione di Volontariato socio-culturale che opera da circa vent’anni a Noci.
La signora Parchitelli, d’altra parte, ha avvertito il piacere di collaborare ancora con l’Uten di Noci per promuovere la cultura della prevenzione e la conoscenza delle manovre salvavita. In questo percorso, infatti, è stato opportunamente evidenziato quanto sia fondamentale rendere la nostra città sempre più cardioprotetta, tramite formazione continua e una presenza capillare dei dispositivi DAE.
Durante la presentazione, che ha registrato attenzione ed interesse, così come alla luce dell’esperienza maturata e delle necessità emerse durante i corsi, è stata sottolineata una criticità importante: il centro storico, dove l’Uten ha sede, ad oggi non è dotato di alcun defibrillatore pubblico.
Si tratta di una zona particolarmente frequentata, non solo dai residenti, ma anche da visitatori e turisti. Noci, infatti, negli ultimi anni si sta affermando sempre più come meta turistica e culturale. Per questa ragione, garantire la presenza di un dispositivo salvavita in un’area così centrale e vissuta rappresenterebbe un passo di grande valore per tutta la comunità.
L’installazione di un DAE nel centro storico non sarebbe soltanto un segno di attenzione verso gli utenti dell’Uten, ma un vero investimento sociale e civile per tutti:
* migliorerebbe i tempi di risposta in caso di emergenza;
* aumenterebbe la sicurezza di cittadini e turisti;
* rafforzerebbe l’immagine di Noci come Comune attento alla salute pubblica e alla prevenzione.
L’Uten, stimolata dalla Parchitelli, confida che questa proposta possa essere accolta e sostenuta dall’Istituzione cittadina, nella continuità del lavoro condiviso in questi anni e con l’obiettivo comune di rendere il nostro territorio ancora più sicuro.
La Presidenza Uten, perciò, è impegnata ad inviare formale istanza al Sindaco, sempre attento a farsi carico di tematiche sociali sensibili, perché sia assicurato il posizionamento di un Defibrillatore Pubblico nel centro storico di Noci.

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