05/03/2026
DIATOMEA CONSIGLIA:
Un vero gioiello.
Donna J. Haraway
MANIFESTO
CYBORG
Donne, tecnologie
e biopolitiche del corpo
Traduzione a cura di Liana Borghi
Collana Interzone
Una collana di frontiera in grado di fornire, per i suoi orientamenti trasversali, idonei strumenti di lettura di una realtà sempre più multiforme e complessa. Una collana editoriale che prende
avvio dalla consapevolezza teorica che la rivoluzione digitale iniziata da più di un decennio sia irreversibile e destinata a mutare in maniera profonda gli ambiti della produzione, del consumo, del piacere e in sede ultima anche l'identità dei soggetti.
Una collana di editoria cyber che fornisce un'interpretazione alternativa della rivoluzione culturale e tecnologica in atto, e che fa
propri i principi irrinunciabili del diritto all'informazione per tutti i
soggetti sociali.
Rileggiamo un classico della teoria femminista posthuman: il Manifesto cyborg di Donna Haraway che, uscito negli Stati Uniti nel 1985 sulla rivista “Socialist Review”, presenta nell’edizione italiana una interessante introduzione di Rosi Braidotti.
Il cyborg è una teoria epistemologica femminista e un mito femminista. Donna Haraway crea un mito rivoluzionario. Chi scrive immagina una cosa non scritta dalla filosofa femminista: il cyborg come creatura ideata in laboratorio e poi fuggita. Il cyborg, infatti, non è nato né da uno scienziato, né da alcuno, tantomeno da un progetto scientifico intenzionale, e rappresenta la realizzazione di una perfetta fusione tra macchina e umano. Per un cyborg vengono immediatamente meno i dualismi che il sapere occidentale ha fatto propri: natura/cultura, maschile/femminile, e umano-animale/macchina. L’assunto è che nel cyborg non ci sono barriere dualistiche tra umano e meccanico. Si tratta di un costrutto post metafisico: non è manovrabile politicamente, sia perché conosce il significato degli ordini codificati dalle varie forme del potere, sia perché può smontare e riassemblare i suoi spazi e le sue funzioni e dunque il suo Sé. Quest’ultimo è un insieme di esperienze condivise con altri individui cyborg, una carta dove è tracciato il viaggio nomade di sottrazione al potere occidentale fondato sulle divisioni ontologiche e sui loro relativi valori. E in questo processo può trovare alleanze utili di altri cyborg.