03/01/2026
Stasera…
Roberto Veracini, poeta Volterrano, presenta:
“Ma d’ogni cosa resta un poco”
raccolta di poesie.
Vi aspettiamo
📚SABATO 3 GENNAIO 2026, ore 21:15📚
Ospiteremo Roberto Veracini per la presentazione di un suo libro di poesie.
Di seguito, la biografia del poeta e la prefazione del libro.
Roberto Veracini, nato a Volterra, dove vive. Ha pubblicato sei raccolte di poesie:
“La ragazza in bianco” (1985); “Situazioni, attese” (1990); “Epifanie dell'Angelo” (2001), tradotta in francese da Bernard Vanel nel 2006 con il titolo di èpiphanies de l'anger”; “Da un altro mondo” (2011); “Via de' laberinti” (2016); “Esercizi di distanza” (2021); ed una guida poetica di Volterra, insieme al pittore Stefano Tonelli, Come una guida dell'anima (1992).
Nel 2010, è stato inserito nell'antologia francese “Les Pòetes de la Meditérranée”.
Nel 2016, insieme a S. Guichard, F. Parrini e B. Vanel, ha pubblicato in Francia “Figurines”.
Ha partecipato a numerose letture pubbliche di poesia e collaborato con musicisti ed artisti in varie
manifestazioni nazionali ed internazionali.
Nel 1993 è stato uno dei fondatori della rivista fiorentina “Pioggia obliqua”.
Nel 1999 è stato uno dei promotori del premio letterario “Ultima frontiera” (dedicato a Carlo
Cassola).
Questo libro dà conto di un doppio smarrimento: quello del senso della società umana, del mondo in cui ci troviamo a vivere e della Storia, e quello più strettamente individuale del senso della propria vita. Lo si può vedere come un lungo e sofferto cammino, di elaborazione in vista di un superamento e di ricerca di una possibile risposta.
Roberto Veracini dice che si tratta del suo libro “più intimo e più politico”. In effetti in esso coesistono, o meglio quasi si contrappongono, un aspetto intimistico che ripercorre la vita dell'autore, partendo dalle figure dei genitori e risalendo attraverso l'infanzia, il ragazzo che è stato, e poi attraverso l'adolescenza su su fino al fiorire della giovinezza, alla sua ricchezza di fermenti, di speranze, di gioiose aspettative e succhi e germogli, e un aspetto in senso lato “politico” che diventa grido di dolore e di denuncia.
In questo cammino, il poeta, al di là dell'omologazione e dell'appiattimento, dello straniamento che oggi soffocandoci sembra voler annientare tutti quei valori che sono tuttavia tuttora profondamente
radicati nel profondo della nostra umanità, cerca di recuperare una qualità si spera indistruttibile della persona tentando una ricostruzione del Senso a partire dalle radici.
E dando così voce ad un bisogno, oggi, di tutti noi.
Dalla prefazione di Donatella Bisutti.