Durante il Pliocene, intervallo di tempo che va da 5,3 a 2,5 milioni di anni fa, nel momento di massima espansione del Mediterraneo, molte zone della Toscana attuale erano invase dalle acque del Mare Tirreno. In quel periodo geologico, l’ecosistema marino, per milioni di anni, vide prolificare una notevole biodiversità animale e vegetale, soprattutto nella prima parte del Pliocene quando le condiz
ioni climatiche erano di tipo tropicale. Sui fondali di quel mare si depositarono i sedimenti e i resti degli organismi viventi che, grazie a condizioni chimico-fisiche eccezionali (ad esempio, il rapido seppellimento e l'assenza di ossigeno) si sono conservati fossili fino ad oggi. Il territorio toscano riportato sulla carta ( riferimento immagine del profilo pagina ) ha preservato una notevole varietà di reperti fossili afferenti soprattutto a una fauna marina pliocenica. Tra i ritrovamenti più importanti avvenuti nelle campagne toscane, spiccano esemplari di pesci, delfini, dugonghi, foche, balene e numerosi esemplari di squali, rappresentati soprattutto da denti isolati. Queste straordinarie testimonianze fossili, ed il loro contesto, sono regolate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. (http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/1226395624032_Codice2004.pdf ). Questa pagina nasce con lo scopo di far conoscere un mondo sconosciuto, dove l’immaginazione lascia il posto alla realtà attraverso le scoperte avvenute fra le pieghe di una terra chiamata Toscana.