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Ariminensis Ariminensis, identità, turismo, sicurezza, viabilità, sanità, qualità della vita e lotta al degrado, ascolto, partecipazione, proposte e risultati.

ARIMINENSIS E COMITATO RIMINI SUD: INSIEME PER DARE VOCE AI CITTADINIOggi sul Corriere Romagna un’intera pagina dà spazi...
16/10/2026

ARIMINENSIS E COMITATO RIMINI SUD: INSIEME PER DARE VOCE AI CITTADINI

Oggi sul Corriere Romagna un’intera pagina dà spazio alle riflessioni di ARIMINENSIS e del Comitato Rimini Sud sul futuro della nostra città.

Grazie alla redazione per l’attenzione e per aver dato voce a problemi e proposte che nascono dal confronto quotidiano con chi vive e lavora a Rimini.

Come presidente di ARIMINENSIS (Andrea Turci), desidero ringraziare tutti i componenti dell’associazione: Claudio Mazzarino, Gabriele Bernardi, Palmiro D’Addario, Umberto Casalboni, Menotti Pace, Nicoletta Gagliani, Marco Gobbi, Davide Bigucci, Daniele Merlini e Patrick Mezzavia.

A ciascuno va il mio grazie per il tempo, le idee, la disponibilità e l’impegno che mette a disposizione di un progetto civico che vuole contribuire concretamente al miglioramento della nostra città.

Questa pagina racconta anche le sinergie e la sintonia con il Comitato Rimini Sud, del quale condividiamo il percorso e sosteniamo l’impegno. Un ringraziamento particolare al presidente Roberto Urbinati e ai componenti Massimiliano Baietta, Vainer Nanni e Claudio Mazzarino.

Crediamo nel progetto della Novarese e lo sosteniamo con convinzione. Agli amici del Comitato va il nostro saluto affettuoso, insieme a un caloroso abbraccio e al grazie per quanto stanno facendo per il territorio.

Dietro questi interventi c’è un lavoro di squadra che si costruisce stando in mezzo alla comunità: incontrando le persone, ascoltando le loro difficoltà, tornando nei luoghi e confrontandosi sulle possibili soluzioni. Sono problemi che spesso viviamo anche noi, perché prima di tutto siamo cittadini di Rimini.

Quando ne parliamo pubblicamente, portiamo con noi quelle conversazioni, quelle preoccupazioni e il desiderio di vedere migliorare la città. Sentiamo la responsabilità di dare seguito alla fiducia di chi ci racconta ciò che vive ogni giorno.

Essere sul giornale è una bella soddisfazione, ma per noi non rappresenta un punto di arrivo. Il nostro auspicio è che a questa attenzione segua un confronto concreto con l’amministrazione comunale: che le proposte vengano lette e valutate nel merito, che ci siano occasioni per discuterle e che possiamo contribuire alle scelte che riguardano il territorio.

Chiediamo di essere ascoltati e coinvolti. Da parte nostra c’è piena disponibilità a sederci a un tavolo, illustrare le nostre osservazioni e lavorare insieme per individuare soluzioni concrete.

Quando associazioni e comitati collaborano, mettendo da parte divisioni e personalismi, possono diventare una voce autorevole per la comunità. È questa la strada che vogliamo continuare a percorrere: unire esperienze, competenze e sensibilità diverse per perseguire obiettivi comuni.

La politica ha il compito di decidere, ma non può dimenticare di ascoltare. Il voto affida una responsabilità, non consegna una delega in bianco. Quando tra le istituzioni e il territorio si apre una distanza, le associazioni e i comitati possono diventare un ponte, riportando al centro le esigenze reali delle persone. Perché la politica non si misura soltanto nelle decisioni che prende, ma anche nella capacità di ascoltare e dare risposte ai cittadini.

Grazie davvero a tutti coloro che partecipano, ci danno fiducia e dedicano una parte del proprio tempo a Rimini.

Perché una città migliore si costruisce insieme, partendo dall’ascolto dei cittadini e dalla volontà di trasformare le parole in fatti. L’unione fa la forza!


Rimini, segnalare un problema non dovrebbe diventare un secondo lavoroUna buca davanti a casa, un cassonetto pieno, un a...
12/10/2026

Rimini, segnalare un problema non dovrebbe diventare un secondo lavoro

Una buca davanti a casa, un cassonetto pieno, un attraversamento con le strisce quasi cancellate. Si fa una foto, si indica la strada, si manda la segnalazione. Poi, passando di nuovo da lì, si guarda se qualcosa è cambiato.

Quando il problema rimane, comincia il dubbio: qualcuno ha letto? È stato fatto un sopralluogo? Bisogna aspettare oppure scrivere ancora?

Siamo cittadini che hanno a cuore Rimini e i suoi quartieri. I problemi di cui parliamo vengono dalle segnalazioni e dai racconti delle persone: chi cerca un passaggio accessibile, chi aspetta la manutenzione di una strada, chi vorrebbe sapere che fine ha fatto una richiesta.

Non tutte le esperienze sono uguali. Ci sono interventi riusciti e risposte puntuali, che meritano di essere raccontati. Ci sono anche attese, solleciti e problemi che ritornano. Come ARIMINENSIS vogliamo dare spazio a queste esperienze, verificando i fatti e accompagnandole con domande precise e proposte concrete.

Segnalare è un atto di senso civico e di amore per la propria città. Non può e non deve trasformarsi in un secondo lavoro per ottenere l’ordinaria amministrazione.

Abbiamo cercato i dati, perché una discussione utile deve partire anche da quelli.

Il Comune di Rimini comunica che nel 2025 l’URP ha ricevuto 11.336 segnalazioni, contro le 9.587 del 2024: un aumento del 18,24%. Circa 31 al giorno. Precisa inoltre che tutte vengono prese in carico e smistate agli uffici competenti.

Dietro questi numeri c’è il lavoro degli operatori che ricevono le richieste. Ma c’è anche il tempo dei cittadini: cercare il canale giusto, spiegare il problema, allegare una fotografia e, qualche volta, sollecitare.

Quante richieste portano a una soluzione? Quante riguardano lo stesso problema? Quante sono solleciti o segnalazioni di un disagio ricomparso?

Sono domande alle quali vorremmo risposte leggibili.

I documenti comunali mostrano anche un miglioramento: le pratiche in corso, nella voce dedicata a segnalazioni, esposti, suggerimenti e reclami, passano da 12.111 alla fine del 2024 a 4.131 alla fine del 2025, circa il 66% in meno.

Questo risultato va riconosciuto. Le chiusure comprendono anche pratiche precedenti; quelle ancora aperte non possono essere considerate automaticamente tutte scadute o ignorate. Resta da capire che cosa abbia determinato ogni chiusura.

Una segnalazione ricevuta, una risposta inviata e un problema risolto sono passaggi diversi.

Una risposta può comunicare un intervento effettuato, un lavoro futuro, una competenza diversa o un diniego. Per chi aspetta sono situazioni molto differenti.

Nel monitoraggio 2025, tra le motivazioni dei ritardi, si legge: «Non sono pervenute risposte dagli uffici competenti nei tempi previsti».

È un passaggio sul quale chiediamo attenzione, perché il percorso deve funzionare anche dopo che l’URP ha inoltrato la richiesta.

Quando lasciamo nome e recapiti, l’amministrazione sa chi ha segnalato e può aggiornarlo. Chi scrive dovrebbe poter sapere quale ufficio segue il caso, che cosa sia stato deciso e quando sia previsto un intervento.

Anche sapere che un lavoro è programmato fra alcuni mesi aiuta a capire. Restare senza informazioni costringe invece a cercarle: un’altra telefonata, un’altra email, un altro interlocutore.

È così che si può arrivare a rassegnarsi a sollecitare continuamente. Oppure a smettere.

Non sappiamo quante persone abbiano rinunciato. Vorremmo che fossero ascoltate anche loro. Un calo delle segnalazioni potrebbe significare servizi migliori, ma potrebbe anche nascondere minore fiducia: bisogna verificarlo.

Chi non segnala più non deve diventare invisibile.

Le esperienze pubblicate nei quartieri aiutano a comprendere queste domande.

Alla Colonnella, una protesta del 28 aprile 2026 riconosce risposte tempestive e controlli, ma lamenta la mancanza di interventi risolutivi. È un esempio della distanza che può esserci tra ricevere una risposta e vedere il problema affrontato.

Nel verbale del Forum di Marina Centro del 15 ottobre 2025, una residente della zona porto riferisce richieste sulla viabilità e sulla riverniciatura degli stalli senza il risultato atteso, nonostante i solleciti.

Per via San Lorenzo in Correggiano, una lettera pubblicata il 1° febbraio 2026, firmata dall’avvocata dei residenti, denuncia richieste reiterate e condizioni di pericolosità. Riferisce anche incidenti e cadute: circostanze e responsabilità richiedono l’esame degli atti, senza dedurre automaticamente un legame tra le segnalazioni e gli eventi.

Lungo il Marecchia, una segnalazione dell’8 settembre 2026 torna sui rifiuti e richiama una distinzione concreta: sfalciare la vegetazione e rimuovere ciò che vi è abbandonato sono attività differenti.

Ci sono anche riscontri positivi. Alla protesta sui cassonetti di via Albertazzi, pubblicata il 17 aprile 2026, segue il giorno successivo la notizia della pulizia effettuata da Hera.

Questi sono casi documentati nelle date indicate. Non sappiamo se le criticità denunciate siano ancora presenti: sarebbe utile conoscere gli sviluppi e raccontare anche le soluzioni.

Le proteste pubblicate sui giornali e i contenuti social accessibili offrono occasioni di ascolto. Non rappresentano, da soli, l’opinione di tutti i riminesi.

Abbiamo guardato anche a Cesena. Nel 2024 ha registrato 6.362 segnalazioni: rapportandole ai residenti di fine anno, risultano circa 66 ogni mille abitanti, contro le 64 di Rimini.

I valori sono vicini, ma i sistemi hanno perimetri diversi e il confronto non considera la presenza turistica. Non basta quindi a dire quale città funzioni meglio.

Entrambe sono amministrate da coalizioni di centrosinistra guidate da sindaci del Partito Democratico. Anche per questo sarebbe utile confrontare organizzazione e risultati.

L’utilizzo delle piattaforme può essere presentato come partecipazione; chi deve scrivere più volte sullo stesso disagio può viverlo come una difficoltà del servizio. Per capire che cosa accade servono gli esiti, oltre ai conteggi.

Ci sono poi richieste per le quali il tempo cambia tutto.

Una persona che trova occupato abusivamente uno stallo per disabili può non riuscire a scendere dall’auto o a raggiungere la propria destinazione. Anche uno stallo taxi occupato abusivamente può ostacolare il servizio.

Una pattuglia impegnata in un incidente o in un’emergenza più grave può non essere disponibile. Vorremmo però sapere quante richieste restino senza intervento, in quali orari e per quali ragioni.

Il bilancio della Centrale Radio Operativa relativo a settembre 2025–settembre 2026 riporta oltre 24.800 interventi gestiti e 1.424 incidenti rilevati.

Documenta un carico importante, ma non permette di ricavare quante chiamate per stalli occupati siano rimaste insoddisfatte. Quel dato aiuterebbe a discutere turni, risorse e controlli preventivi nei luoghi dove gli abusi si ripetono.

La manutenzione riguarda anche il denaro pubblico.

Ricevere una segnalazione, inoltrarla, fare un sopralluogo e organizzare un intervento richiede personale e tempo. Quando lo stesso problema ritorna, può ripetersi anche questo lavoro.

Non abbiamo un conteggio completo del costo. Chiediamo di conoscerlo e, soprattutto, di usare le ricorrenze per capire dove intervenire meglio.

Se un cassonetto torna a essere insufficiente, vanno verificate capacità, frequenze e abbandoni. Se una postazione viene ripulita al mattino e subito qualcuno lascia un sacchetto a terra, va affrontato anche il comportamento di chi sporca. Se torna una criticità sulla stessa strada, bisogna verificare le cause e l’efficacia del lavoro precedente.

Abituarsi a un problema non lo rende inevitabile.

Lo stesso vale per la qualità dei lavori e dei materiali. Quando un intervento richiede un rifacimento ravvicinato, vorremmo conoscere le cause accertate, le verifiche svolte e chi paga.

Il deterioramento non dimostra automaticamente una cattiva esecuzione. Può dipendere da fattori diversi. Servono controlli tecnici su progettazione, materiali, posa, utilizzo e manutenzione, insieme alla verifica delle garanzie.

Il costo iniziale va valutato insieme alla durata, alle riparazioni, alle sostituzioni e ai disagi dei nuovi cantieri.

Sul Parco del Mare chiediamo un quadro comprensibile delle spese attuali e future.

La delibera di Giunta n. 118 del 2 maggio 2019 prevedeva, per i lotti 1 e 2 dell’Infrastruttura Verde Urbana, l’assenza di maggiori costi annui di gestione e manutenzione rispetto alla situazione precedente.

La previsione riguardava quei progetti, non l’intero Parco oggi realizzato. Quale riscontro ha avuto? Quanto serve oggi per manutenzione, riparazioni e sostituzioni? Quali interventi sono coperti da garanzia? Quali fabbisogni sono previsti negli anni futuri?

Non abbiamo elementi per affermare che i costi siano insostenibili. Chiediamo di renderli leggibili, anche per capire quali risorse restino disponibili per gli altri quartieri.

Sono questioni che riguardano le scelte politiche e l’organizzazione dei servizi.

A sindaco e Giunta chiediamo di rendere conto di priorità, risorse e risultati. Le deleghe individuano interlocutori: Mattia Mario Morolli per lavori pubblici e mobilità, Anna Montini per ambiente e verde, Juri Magrini per bilancio, Polizia locale, sicurezza urbana e società partecipate.

La verifica coinvolge anche uffici e gestori, secondo la competenza di ciascun caso. Anthea svolge servizi di manutenzione delle strade e del verde; Hera gestisce il servizio rifiuti nel bacino riminese; ATERSIR esercita funzioni di organizzazione, affidamento e controllo della gestione dei rifiuti.

Queste competenze non dimostrano responsabilità nei singoli episodi, che vanno ricostruite attraverso gli atti. Il cittadino dovrebbe però avere un referente che tenga insieme il percorso, senza dover cercare da solo chi può dare seguito alla richiesta.

Le nostre proposte sono queste:

* Un rendiconto trimestrale per quartiere, con tempi, esiti, richieste ancora aperte e motivazioni dei ritardi.
* Un referente e aggiornamenti comprensibili per ogni segnalazione.
* Una distinzione tra interventi eseguiti, lavori programmati, trasferimenti e dinieghi.
* Verifiche a campione delle chiusure e la possibilità di indicare che il problema persiste.
* Calendari delle manutenzioni e controlli sull’esecuzione.
* Un’analisi delle criticità ricorrenti, dei rifacimenti e dei relativi costi.
* Dati sulle richieste urgenti non soddisfatte e ascolto di chi ha smesso di segnalare.

Vorremmo discuterne pubblicamente, verificando nel tempo ciò che migliora e ciò che resta da correggere.

I controlli devono raggiungere anche le zone da cui arrivano poche richieste. E le priorità devono dipendere dalla gravità del problema, non dalla capacità di ottenere attenzione.

Segnalare è un atto di senso civico e di amore per la propria città. Non può e non deve trasformarsi in un secondo lavoro per ottenere l’ordinaria amministrazione.

Chi mette a disposizione il proprio tempo merita di sapere che cosa succede dopo. Un intervento verificabile oppure una decisione spiegata, senza dover ricominciare ogni volta da capo.

Avete presentato una segnalazione? Avete ricevuto aggiornamenti? Il problema è stato risolto?

Raccontateci zona, periodo, problema ed esito, evitando di pubblicare recapiti personali o dati di altre persone. Sono utili anche le esperienze positive: aiutano a capire quali modalità funzionano.

Condividete il post con chi può portare un’esperienza documentata. Da questi casi possono nascere richieste più precise e proposte utili per i quartieri.

ARIMINENSIS – Associazione di territorio

Riferimenti per approfondire:

• Bilancio URP Rimini 2025⁠ e bilancio 2024⁠.

• Monitoraggio comunale 2025, pagina 29⁠ e monitoraggio 2024, pagina 27⁠.

• CesenaSegnala, bilancio 2024⁠.

• Popolazione di Rimini nel 2024⁠ e andamento demografico di Cesena nel 2024⁠.

• Verbale Marina Centro, pagine 16–17⁠.

• Via San Lorenzo in Correggiano⁠, Colonnella⁠ e Marecchia⁠.

• Via Albertazzi: segnalazione⁠ e intervento di pulizia⁠.

• Bilancio della Centrale Radio Operativa⁠.

• Delibera n. 118 del 2019 sul Parco del Mare, punto 7, pagina 24⁠.

I casi sono ricavati da documenti e notizie pubbliche. Non abbiamo ancora raccolto dagli enti un riscontro specifico sul seguito delle singole vicende.

Ariminensis
Presidente Andrea Turci

Cosa succede quando un cittadino segnala un problema? A Rimini nulla, almeno secondo l'Associazione Ariminensis che chiede "richieste tracciabili,

 # ARIMINENSIS RINNOVA LA PRESIDENZA: ANDREA TURCI ELETTO A MAGGIORANZA # # # Claudio Mazzarino conclude il proprio mand...
01/10/2026

# ARIMINENSIS RINNOVA LA PRESIDENZA: ANDREA TURCI ELETTO A MAGGIORANZA

# # # Claudio Mazzarino conclude il proprio mandato. Per Ariminensis si apre una nuova fase: più presenza nei quartieri, ascolto dei cittadini e proposte concrete per il futuro di Rimini

**RIMINI –** Ariminensis rinnova la propria presidenza. Nel corso dell’ultima riunione dell’associazione, Claudio Mazzarino ha concluso il proprio mandato e **Andrea Turci è stato eletto a maggioranza nuovo presidente per i prossimi dodici mesi**.

Il passaggio rientra nella normale modalità di funzionamento prevista dallo statuto di Ariminensis, che prevede la rotazione annuale della presidenza, offrendo progressivamente ai componenti del direttivo la possibilità di assumere la responsabilità della guida dell’associazione.

Una scelta che vuole favorire **partecipazione, pluralità e responsabilità condivisa**, valorizzando le diverse esperienze e sensibilità presenti all’interno di Ariminensis.

L’associazione riunisce infatti persone provenienti da differenti esperienze civiche, professionali e culturali, accomunate dall’interesse per Rimini e dalla volontà di contribuire concretamente alla vita e al futuro della città, mantenendo autonomia rispetto alle appartenenze politiche.

Andrea Turci opera professionalmente nel campo della **sicurezza sul lavoro e della consulenza alle imprese** ed è da anni impegnato nell’associazionismo e nelle problematiche del territorio. È inoltre **presidente del Comitato di Quartiere Padulli-Covignano**, esperienza che lo ha portato a confrontarsi direttamente con cittadini e istituzioni sui temi della sicurezza, della viabilità, del verde pubblico, dei servizi e della qualità della vita nei quartieri.

# # Più presenza sul territorio e ascolto dei cittadini

Con la nuova presidenza, Ariminensis intende rafforzare il proprio rapporto diretto con cittadini, comitati e realtà locali, adottando un metodo di lavoro ancora più concreto e continuativo.

**«Vogliamo essere un’associazione di territorio, composta da persone che amano Rimini e che vogliono occuparsi concretamente della propria città. Non basta segnalare un problema: occorre ascoltare, andare sul posto, approfondire e, quando possibile, proporre soluzioni»**, sottolinea il nuovo presidente Andrea Turci.

Il metodo operativo seguirà quindi un percorso semplice: **ascoltare, verificare, approfondire e proporre**.

Dalla segnalazione di un cittadino o di un comitato si passerà, quando necessario, alla verifica diretta sul territorio, alla documentazione della problematica, all’approfondimento e quindi al confronto con le istituzioni competenti.

Comunicazione, stampa e social continueranno a rappresentare strumenti importanti per far conoscere problemi e proposte, ma saranno parte di un lavoro più ampio basato sulla presenza diretta nei quartieri.

Ariminensis intende inoltre organizzare **assemblee ed eventi di ascolto**, creando occasioni di incontro nelle quali cittadini, comitati, associazioni, imprese e altre realtà locali possano portare esigenze, idee e proposte.

# # Tre programmi territoriali costruiti dal basso

Ariminensis ha inoltre fatto il punto sui tre programmi territoriali dedicati a **Rimini Nord, Centro Storico e Rimini Sud**.

I programmi nascono da un percorso dal basso: dalle segnalazioni dei cittadini, dal confronto con i quartieri e dal lavoro dei comitati che fanno parte della rete di Ariminensis.

Ne fanno parte il **Comitato Centro Storico, il Comitato Padulli, il Comitato Rimini Sud, il Comitato Viserba Punta Capo e il Comitato Viserba Monte Mare**.

Tra i temi già emersi figurano la gestione e la trasformazione del territorio, il consumo di suolo, i parcheggi, la sicurezza, la viabilità e la mobilità, il verde e gli spazi pubblici, i servizi nei quartieri, il ruolo della Fiera e del Cupolone e la tutela della storia e dell’identità delle diverse zone della città.

L’obiettivo è però andare oltre le singole problematiche e contribuire a costruire una visione della **Rimini dei prossimi anni**: una città capace di attrarre persone, giovani, imprese e nuove opportunità, senza perdere la propria identità e la qualità della vita.

Una città nella quale **muoversi sia più semplice, sostenibile e accessibile**, conciliando le esigenze di pedoni, ciclisti, trasporto pubblico, automobilisti, residenti e attività economiche.

Una città attenta agli **spazi, ai servizi e alla comunità**, capace di offrire luoghi di incontro, verde e servizi di prossimità e di rispondere alle esigenze di giovani, famiglie, anziani e persone con disabilità.

Una città nella quale anche la **cultura possa generare creatività, partecipazione, identità e sviluppo**.

# # Confronto con tutte le forze politiche verso il 2027

In vista delle elezioni amministrative del 2027, Ariminensis intende presentare i propri programmi territoriali **a tutte le forze politiche e ai candidati**, mantenendo piena autonomia.

L’obiettivo sarà portare nel confronto pubblico le esigenze e le proposte raccolte direttamente dai cittadini e dai comitati e chiedere alle diverse forze politiche di confrontarsi nel merito.

**Ariminensis non intende sostituirsi alla politica né indicare ai cittadini chi scegliere**, ma contribuire affinché le problematiche e le proposte provenienti dai territori entrino concretamente nel dibattito sulla Rimini del futuro.

# # Il nuovo percorso partirà dai quartieri

La nuova fase dell’associazione prevede una serie di **assemblee e incontri territoriali**, a partire dai Padulli, per poi proseguire con Rimini Nord, Centro Storico e Rimini Sud, coinvolgendo progressivamente cittadini, comitati e realtà presenti nelle diverse zone.

Nel corso della riunione è stato inoltre approfondito il progetto **Novarex** e il suo possibile rapporto con una visione più ampia dello sviluppo territoriale che colleghi Rimini Nord, Centro Storico e Rimini Sud. Il tema sarà oggetto di ulteriori approfondimenti da parte dell’associazione.

Con la presidenza di Andrea Turci, Ariminensis apre quindi un nuovo mandato fondato su **ascolto, presenza, partecipazione e concretezza**.

**«Vogliamo incontrare le persone nei luoghi in cui vivono, ascoltare anche chi normalmente non partecipa alle riunioni e trasformare le segnalazioni in proposte. Ariminensis deve essere utile al territorio. Questo sarà il nostro impegno per i prossimi dodici mesi».**

Claudio Mazzarino conclude il proprio mandato. Per Ariminensis si apre una nuova fase: più presenza nei quartieri, ascolto dei cittadini e proposte concrete

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