Tasting Lover

Tasting Lover Il luogo per i veri appassionati di vino.

Capire, conoscere, provare... La degustazione è un piccolo mondo dove tutto è possibile.... Sapori, profumi, amicizia, viaggiare... Qui troverai casa tua... il tuo piccolo Club.

Ed eccoci a presentare il calendario degli eventi di giugno.Iniziamo ad andare verso l'estate per cui abbiamo aumentato ...
03/06/2026

Ed eccoci a presentare il calendario degli eventi di giugno.
Iniziamo ad andare verso l'estate per cui abbiamo aumentato le serate infrasettimanali e diminuito quelle nei weekend, abbiamo aggiunto anche qualche vino alla classica numerica per non perderci nulla e per rendere più esaustiva la tematica... sempre utile la teoria ma con qualche vino in più si capisce meglio.

𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟎 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨, il nostro Giro del Mondo farà tappa in 𝐒𝐥𝐨𝐯𝐞𝐧𝐢𝐚, una nazione che negli ultimi anni si è data tanto da fare nel creare un'identità e soprattutto uno stile inconfondibile valorizzando non solo le uve ma anche i territori, ridisegnando una storia che raccontasse meglio la Slovenia di oggi. Ecco, cerceremo di presentarvi una nuova Slovenia. 6 vini in degustazione.

𝐌𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟔 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨. Serata dedicata esclusivamente ai soci dove sarà possibile diventare protagonisti presentando un proprio vino... Serata Goliardica... come al solito.

𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟗 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨. Ogni anno dedichiamo in questo periodo una serata al 𝐏𝐢𝐧𝐨𝐭 𝐍𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 ma questa volta lo vedremo nelle due versioni: spumante e vinificato in rosso. Le nazioni che esploreremo sono Italia, Francia, Oregon, Sudafrica e Nuova Zelanda. Sarà un viaggio pazzesco. 8 vini in degustazione.

𝐌𝐞𝐫𝐜𝐨𝐞𝐥𝐝𝐢̀ 𝟐𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 il 𝐓𝐢𝐦𝐨𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 sarà il vero protagonista della serata. Un vitigno che ha rischiato di estinguersi ma grazie al lavoro di piccoli produttori oggi sta godendo di una fama incredibile non solo per la sua identità territoriale ma anche per la sua forte espressione unica e inequiparabile tra gli altri bianchi. 6 vini in degustazione.

A breve caricheremo tutti gli eventi con tutte le informazioni, ma potete iniziare a prenotarvi fin da subito, anche perchè i posti sono pochi e finiscono presto come al solito.

Il nostro viaggio di ieri sera ci ha portato a scoprire l'Argentina.Una nazione veramente affascinante e sotto alcuni pu...
29/05/2026

Il nostro viaggio di ieri sera ci ha portato a scoprire l'Argentina.
Una nazione veramente affascinante e sotto alcuni punti di vista incredibile.

I migliori vigneti sono tutti posizionati su altitudini dove da noi non è possibile coltivare la vite.

Si parte dai 900 metri per arrivare anche a 3.600m e queste perchè a quelle altitudini si riesce ad avere le condizioni ottimali di crescita. Luoghi che permettono sbalzi termici, a volte anche di 20°, una luce purissima, acque limpidi dallo scioglimento delle nevi montane, terreni ricchi e con drenaggi perfetti, un clima secco e quasi nessun patogeno che potrebbe infastidire.

Il percorso è iniziato con uno Chardonnay proveniente dalle desertiche e selvagge aree della Patagonia, un vino che ha colpito tutti per la grande sapidità. Un vino così salato da essere ricordato tra i più nei vari assaggi che abbiamo fatto.

Dalla Patagonia ci siamo spostati sulle alture di Salta nella zona più famosa: Cafayate. Un vigneto oltre i 2.000 metri ci ha fatto apprezzare la particolarità espressiva del Torrontes, il vigneto che più viene considerato autoctono dalla nazione che nasce dall'incrocio di Moscatel de Alejandría e Criolla Chica (Mission). Per la sua espressione ofattiva ha acceso un grande dibattito tra i partecipanti.

Ma è stata la principale zona produttiva dell'Argentina, Mendoza, che ha reso la serata molto interessante. A rapirci è stata una Bonarda tutta particolare per il progetto. Il produttore, come si capisce dall'etichetta, ha voluto andare controcorrente scegliendo il percorso più difficile ed elevare questa varietà utilizzata per vini quotidiani verso una vera eccellenza. La Bonarda Argentina non c'entra nulla con la varietà italiana anche se è stata catalogata così da torinesi che l'hanno confusa quando sono arrivati, la varietà di origine è il Douce noire dalla Savoia. Sempre affascinante è vedere come flussi migratori di persone e di vitigni si possano intrecciare dando forma a nomi e poi anche varietà nuove.

Con l'ultimo vino abbiamo voluto cogliere l'occasione di celebrare l'enologo più famoso al mondo venuto a mancare a fine marzo di quest'anno: Michael Rolland. L'enologo che più di tutti ha rivoluzionato il concetto di taglio bordolese e che ha, con i suoi vini, raggiunto innumerevoli 100/100 punti Parker, qui in Argentina è rimasto talmente affascinato che ha voluto impiantare la sua cantina, a Mendoza. Abbiamo avuto la fortuna di assaggiare un Malbec proveniente da un antico vigneto, piantato nel 1915, a Cafayate ad una altitudine di circa 2050m. Eleganza e fascino hanno lasciato tutti senza parole.

E ora non ci resta che aspettare il nuovo viaggio. La prossima tappa sarà in Europa, in una nazione che negli ultimi anni si è fatta tanto notare.... seguiteci per scoprire quale sarà.

Ringraziamo La cantina dei racconti per averci ospitato.

Ecco, finalmente, il calendario ufficiale di maggio!Maggio si avvicina e siamo pronti a festeggiare questo mese molto im...
05/05/2026

Ecco, finalmente, il calendario ufficiale di maggio!
Maggio si avvicina e siamo pronti a festeggiare questo mese molto importante per noi. Ci sarà l'anniversario del wineshop de La cantina dei racconti, e in un qualche modo festeggeremo anche noi visto che abbiamo dato il primo contributo alla nascita del Racconto 1. Un luogo che abbiamo tanto desiderato e che nel tempo si è trasformarmato in uno spazio, o meglio in una casa, dove poter accogliere non solo clienti, che sono diventati tutti amici, ma anche in un salotto dove poter vivere il mondo del vino in piena convivialità. Abbiamo sempre pensato che il mondo del vino debba sempre essere inclusivo e mostrare ciò che di bello esiste. Per nostra indole non potevamo sottrarci alla cultura del vino e allo stupore della scoperta.

Molte degustazioni saranno dedicate ai vini de La cantina dei racconti perchè in un qualche modo vanno celebrati ma verranno anche inseriti in contesti di confronto (tanto vincono sempre loro🤣, scherziamo). Nei prossimi giorni verranno creati tutti gli eventi con le specifiche di ognuno, seguite la pagina.

Festeggeremo noi! E con noi intendiamo tutte quelle persone che hanno creduto nel nostro progetto, nelle nostre degustazioni e sono entrate a far parte della nostra famiglia.

Preparatevi!!! Maggio sarà un mese sorprendente!

Finalmente abbiamo capito perchè nel dialetto piemontese Arneis significa "birichino", un vitigno a volte imprevedibile ...
24/04/2026

Finalmente abbiamo capito perchè nel dialetto piemontese Arneis significa "birichino", un vitigno a volte imprevedibile e che fa un pò quello che vuole.

Abbiamo selezionato 5 produttori che potessero portarci in tavola le diverse espressioni di questa piccola denominazione (Roero Arneis Docg), ma anche farci comprendere le peculiarità di questo vitigno autoctono.

Un bouquet floreale identitario e riconoscibile, una mineralità salina inconfondibile e quasi unica (simile a quella di Orvieto) e un finale leggermente amaricante molto intrigante.

Tutte le altre diversità erano date dall'annata, dal luogo e soprattutto dalla mano del produttore. Siamo partiti dalla verticalità del nostro ex Presidente della Repubblica per concludere con il "padre" dell'Arneis nel vigneto dove tutto è nato: una riserva con 12 mesi in botte che si staccava da tutti gli altri mostrandoci dove possa, questo vitigno arrivare, un vino infinito non solo di persistenza ma anche di profumi.

Una degustazione che ci ha mostrato come la diversità possa comunque portare al proprio interno un'anima molto riconoscibile.

E ora ci prepariamo a concludere il nostro percorso sulla Spagna del Sud la prossima settimana, viaggio iniziato all'inizio di questo mese.

RIngraziamo per l'ospitalità La cantina dei racconti

Ieri sera il nostro viaggio ci ha portato a conoscere un clone molto particolare del Sangiovese Grosso ossia il BBS11 di...
18/04/2026

Ieri sera il nostro viaggio ci ha portato a conoscere un clone molto particolare del Sangiovese Grosso ossia il BBS11 di proprietà esclusiva della famiglia Biondi Santi utilizzato solamente per il Brunello di Montalcino della Tenuta Greppo e per il Sassoalloro del Castello di Montepò.

Il nostro percorso si è concentrato sullo scoprire il Sassoalloro, un vino cui siamo molto legati fin dalla sua nascita, creato dalla visione di Jacopo Biondi Santi. Siamo partiti dall'annata più recente, la 2023, fino ad arrivare alla 2016. L'intruso della serata è stato il Sassoalloro Oro nato per celebrare questo vino e proveniente da un vigneto singolo dedicato: "l'Aia di Clemente".

Fare una verticale è un'esperienza unica e che credo in un qualche modo ti cambi. Hai la possibilità di mettere a n**o un vino con i suoi punti di forza e le sue debolezze, mettendo alla prova tutti i tuoi sensi per cogliere tutte le sfumature e tutte le differenze.

E' un pò come vivere un racconto dove sei il protagonista dove hai modo di vedere il cambiamento che subisce il vino con il suo tempo di invecchiamento, e hai, finalmente modo, di capire come l'annata influisca sull'espressione del vino grazie ad acidità, tannino, corpo, profumi, ma anche di poter capire il progetto vino e il suo futuro grazie al cambio stilistico che il produttore vuole apportare.

E poi ci sono i tuoi compagni di viaggio... dove attraverso il confronto si accende la discussione e lo scambio.

Alcune annate le abbiamo amate, alcune desiderate, altre un pò meno. Ma la discussione più accesa si è concentrata sulla 2023 dove si è percepito un cambio stilistico notevole rispetto al passato, una visione coerente con il progetto dell'azienda, percepito dallo scambio telefonico al momento dell'ordine. Un cambio di rotta che ha diviso la tavolata... dove però eravamo tutti d'accordo sul passato che ha segnato la storia di questo vino e di questo progetto visionario di Jacopo Biondi Santi.

Vivere una verticale è anche questo... non è semplicemente degustare un vino ma immergersi in un percorso e viverlo non solo in prima persona ma anche con il gruppo.

Ringrazio di cuore tutti i partecipanti che sono venuti senza sapere quale vino avrebbero incontrato. Non ci piace comunicare la scaletta delle degustazioni perchè amiamo il mistero, la scoperta, vivere senza pregiudizi quello che troveremo nel bicchiere e adoriamo lo scambio che si riesce ad instaurare attorno alla nostra tavola. Ma questa è stata proprio fiducia cieca. Grazie!!!!

Ringraziamo La cantina dei racconti per l'ospitalità e Davide Zilio per aver condotto e guidato la degustazione.

Ieri sera siamo partiti per esplorare la Spagna. Il nostro viaggio ci ha portato a scoprire le regioni del nord.Abbiamo ...
10/04/2026

Ieri sera siamo partiti per esplorare la Spagna. Il nostro viaggio ci ha portato a scoprire le regioni del nord.

Abbiamo iniziato con la Galizia dove, veramente, abbiamo avuto la fortuna di assaggiare un magnifico Albarino proveniente da Rías Baixas, una piccola zona di produzione ai confini con il Portogallo, dal quale, appunto, deriva questa varietà. Se chiudavamo gli occhi potevamo sentire l'oceano, non a caso alcuni vigneti di questa cantina, con le alte maree vedono le vigne più confinanti essere bagnati dall'acqua.

Dalla Galizia ci siamo spostati in Catalogna dove abbiamo trovato due vini molto interessanti e didattici. Abbiamo scelto, ovviamente, un Cava del Penedes dove però siamo andati alla ricerca di una piccola cantina artigianale che usa solo uve locali nel rispetto della "ricetta originale", un vino che ha acceso molto la tavolata. Ha messo tutti d'accordo invece l'orange wine (3 mesi sulle bucce) per la sua ricchezza e finezza. Un vino ottenuto dalla rarissima uva locale Sumoll Blanc in una bottiglia meravigliosa in ceramica.

Da lì ci siamo spostati in una piccolissima area che sta suscitando un enorme interesse e sta attirando grandi investimenti.: la denominazione Toro. Questa è caratterizzata per essere un luogo quasi desertico con un microclima veramente particolare e ostico ma che ha trasformato il Tempranillo in un biotipo veramente incredibile: la Tinta do Toro. Un'uva di una potenza e di una concentrazione incredibile.

La conclusione è stata dedicata ad una delle aree più famose e riconosciute della Spagna: La Rioja. Qui abbiamo scelto una delle cantine più grandi e prestigiose del territorio con una Riserva spettacolare.

La prima parte del nostro viaggio si è conclusa ed è stato molto curioso ed interessante ripercorrere gli ultimi 30 anni di cambiammento per iniziare a scoprire una Spagna diversa, se vogliamo anche nuova, che non ha nulla da che invidiare ad altre nazioni del mondo. La seconda tappa ci porterà verso aree ancora poco conosciute ed altre che non hanno bisogno di presentazioni. I vini che abbiamo selezionato saranno "fuori dal comune". Ci vediamo il 30 aprile.

Grazie a La cantina dei racconti per l'ospitalità e a Davide Zilio per la voce narrante.

Ci siamo!!! Pronti a pubblicare le date di aprile ossia gli eventi che ci accompagnarenno in questo mese che più che un ...
30/03/2026

Ci siamo!!! Pronti a pubblicare le date di aprile ossia gli eventi che ci accompagnarenno in questo mese che più che un nome sembra un consiglio.

A marzo avevamo sospeso il nostro Viaggio nel Mondo ma qui riprendiamo andando a scoprire una nazione molto interessante: la 𝐒𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚. E lo faremo non nel modo canonico proponendo le solite zone ma anche quelle aree che stanno emergendo e che stanno rivoluzionando il concetto di vini spagnoli nel mondo.

Affonteremo una 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝟔 𝐚𝐧𝐧𝐚𝐭𝐞 per scoprire cosa sia accaduto in quell'anno attraverso il vino e come esso varia nel tempo. Abbiamo selezionato un vino iconico da una delle uve più belle d'Italia. Non diremo nè il vino nè il vigneto perchè il mistero ci piace... ma qualche indizio da qui alla data dell'evento lo daremo... giusto per divertirci.

Abbiamo deciso di dedicare una serata con un piccolo approfondimento didattico ad un vitigno (𝐀𝐫𝐧𝐞𝐢𝐬) che nelle varie comparizioni nelle nostre degustazioni ha sempre suscitato discussioni o divisioni... è arrivato il momento di conoscerlo, una volta per tutte.

In questi giorni, pubblicheremo negli eventi, tutti i dettagli, ma potete iniziare a prenotarvi da oggi.

Dove svolgiamo i nostri eventi? La cantina dei racconti
Chi conduce le serate? ... un tipo simpatico....

Siamo felici che la masterclass che abbiamo dedicato al Giappone sabato scorso vi sia piaciuta. Il nostro intento era qu...
24/03/2026

Siamo felici che la masterclass che abbiamo dedicato al Giappone sabato scorso vi sia piaciuta.

Il nostro intento era quello attraverso prodotti selezionati di farvi scoprire, o meglio, incuriosire su alcune delle produzioni più tipiche e famose di questa nazione così diversa e così affascinante.

Anna Chiara Brunato con il suo Tè errante e storie ha saputo selezionare e presentarci 𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢 𝐭𝐞̀ che ci hanno lasciato a bocca aperta per bontà ma anche particolarità. Il Tè verde Sencha Shizuoka, il Tè verde Hojica, e il raro Tè nero Wakou Whisky Cha che viene affumicato sui legni delle botti per l'invecchiamento dei whisky, sono stati i tè della selezione di questa degustazione. Questi sono i casi in cui assaggi un prodotto e poi ti domandi cosa hai bevuto fino ad oggi.

Dal siamo passati al 𝐯𝐢𝐧𝐨 ottenuto da una delle due uve autoctone del Giappone che troviamo nella miglior area produttiva nelle vicinanze della città di Tokio, la prefettura di Yamanashi: Questo vitigno Koshu ci ha veramente incuriosito soprattutto per l'avvolgenza del suo carattere gustativo perchè al colore era un pò scarico e al naso non presentava molta ricchezza olfattiva.

Passati ai 𝐬𝐚𝐤𝐞̀ avevamo un pò di timore, perchè tante volte i gusti nuovi, o meglio, quelli a cui non siamo abituati vengono sempre un pò criticati o accolti in modo negativo. Ma la selezione che abbiamo fatto è piaciuta oltre ogni aspettativa trovando in uno dei tre un vero campione che poi con un abbinamento specifico è risultato incredibilmente buono. Abbiamo assaggiato un Honijozo con riso levigato al 70%, un Junmai Ginjo con riso levigato al 55%, e un magnifico Junmai Daiginjo con riso levigato al 45%.

Verso ora di aperitivo non potevamo che arrivare in zona 𝐆𝐢𝐧 dove abbiamo prima assaggiato questo distillato in purezza e poi in Gin Tonic. Il gin degustato era il Roku della Suntory, ottenuto, oltre le classiche, con le principali 6 botaniche rappresentative del Giappone. Grazie ad un nostro socio abbiamo avuto la possibilità di confrontarlo con un suo gin di propria produzione (anche questo strepitoso).

Dall'aperitivo alla risottata per poi concludere con un whisky abbinato ad del cioccolato. Per questo distillato abbiamo scelto il Nikka from the barrel (90 anniversario).

Una giornata molto lunga con molti approfondimenti ma che ci hanno divertito notevolmente. Ci ha sorpreso notevolmente vedere un gruppo così eterogeno diventare in un modo strabiliante omogeneo. Sembravano un gruppo di vecchi amici che non volevano più andare a casa... e alla fine è stato proprio così.

Insomma... senza volerlo abbiamo fatto nascere un nuovo format... che si chiamerà... Le maratone di Tasting Lover.

RIngraziamo La cantina dei racconti per l'accoglienza e tutto il supporto e il nostro factotum Davide Zilio per aver creato e realizzato questo evento!!!

E ora non ci resta che prepararci per il prossimo evento di venerdì dove andremo a scoprire i vini speziati. I vini speziati ossia gli aromatici nel passato hanno ricoperto funzioni veramente particolari dal semplice utilizzo di vino che non poteva essere venduto come tale, a vini per il piacere a vini con funzioni medicali. Una storia milenaria che porteremo in scena e non presenteremo solo Vermuth ma anche un piccolo viaggio tra Italia, Spagna, Grecia e Francia. Preparatevi

Il nostro giro del mondo prosegue e per anticipare un pò la primavera abbiamo fatto un giro in Grecia. Una nazione che p...
07/03/2026

Il nostro giro del mondo prosegue e per anticipare un pò la primavera abbiamo fatto un giro in Grecia. Una nazione che possiamo definire tranquillamente la culla del vino e la prima che ha reso popolare il consumo del vino staccandola dall'uso quasi esclusivo di cerimonie e di rituali religiosi.

Nonostante le produzioni delle isole oggi siano le più conosciute, grazie soprattutto al turismo, è nella terra ferma che troviamo le più interessanti. La nazione è molto particolare grazie alla notevole influenza del mare ma anche agli aspetti più continentali quando ci addentriamo.

Abbiamo iniziato il nostro percorso in Attica con uno splendido vino bianco ottenuto da Savatiano e Assyrtiko prodotto da un'azienda molto singolare che sceglie nelle diverse aree del mondo le zone e le migliori uve producendo in loco.

Lo stupore però è arrivato con il vino rosso dove abbiamo avuto la fortuna di assaggiare prodotto con una delle uve più antiche e autoctone della Grecia oggi molto rara e quasi in estinzione ma che grazie al lavoro dei vignaioli sta crescendo e diffondendosi nuovamente. Il vitigno è il Limnio e lo abbiamo degustato in questa bottiglia di soli 600 esemplari.

Quando si parla di Grecia non si può non citare e trovarsi davanti ad un Retsina. Il Retsina è un vino prodotto con un'antica tecnica millenaria dove si aggiunge un pò di resina di Aleppo al mosto in fase fermentativa. Una resina che ha la funzione di rallentare il processo di deterioramento del vino essendo un potente antiossidante. Tecnica oggi superflua ma al tempo dei greci antichi molto efficace. Nonostante ciò questi vini rappresentano ancora oggi il 30% della produzione e sono radicati nei consumi tradizionali della popoloazione.

A concludere uno splendido Moscato di Alessandria nella versione secca. Abbiamo riso molto perchè ce lo aspettavamo dolce, ed era quello l'intento, ma purtroppo non abbiamo tradotto bene l'etichetta. Vino buonissimo e ben fatto degno di essere inserito in questo percorso ma che ha regalato qualche sorriso. Intriganti sono gli sbagli che ci mostrano qualcosa che non avremo desiderato ma che poi abbiamo amato.

Ieri sera al nostro corso abbiamo affrontato e analizzato come i diversi contenitori possano influenzare l'espressione e...
13/02/2026

Ieri sera al nostro corso abbiamo affrontato e analizzato come i diversi contenitori possano influenzare l'espressione e il carattere di un vino. I vini sono stati l'esemplicficazione perfetta.

Un Verdello in anfora per 60 giorni ci ha mostrato come non solo la spinta microossigenante della porosità del contenitore abbia influenzato colore, olfatto e gusto ma anche come la sua composizione possa in un qualche modo arricchire la sua espressione.

Un Centesimino affinato in vasche di cemento per un anno, invece, ci ha fatto percepire come la micro ossigenzione, più delicata rispetto alll'anfora, abbia arrotondato i tannini ma allo stesso tempo abbia preservato tutti quegli aspetti varietali senza ossidarli.

Uno Sforzato della Valtellina maturato in botte per 36 mesi e poi 18 mesi in bottiglia è stato un campione esemplare di come si riesca ad arricchire un vino con infiniti terziari e in questo caso senza mai prevalicare le caratteristiche uniche del Nebbiolo.

Ha chiuso la nostra serata un vino da sogno e molto raro: un Vin Santo Occhio di Pernice (esclusivamente da uve Sangiovese). La sua tecnica di produzione e l'ossidazione data dai caratelli sigillati sclomi ci ha dipinto un'opera d'arte dove sentori di appassimento, ossidazione e un terziario stratosferico possano fondersi per creare un qualcosa di aulico.

E ora siamo pronti a preparare e ricercare i nuovi vini per la lezione di giovedì prossimo.

Indirizzo

Vigonovo

Orario di apertura

10:00 - 19:00

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