17/10/2026
Trieste “città turistica”.
Che i Triestini debbono sopportare.
Ora francamente che Piazza Unità, una delle tre piazze al mondo che si affaccia sul mare, un gioiello architettonico seppur col neo di quella orrenda fontana dei “Quattro Continenti” di cui pure l'imperial regia Monarchia Austroungarica si vergognava, venga periodicamente deturpata alla vista, ed al passeggio, da Tir, muletti, cessi biologici, cataste di tubi Innocenti, transenne ed amenità varie, è una triste consuetudine.
Che i Triestini vengano privati di uno degli spazi più suggestivi per le loro passeggiate urbane, insomma il “liston” di vecchia memoria, per piazzarvi mercatini, tendoni modello Suk di Tangeri, che la limitrofa Piazza Verdi subisca analoga sorte e che la Galleria Tergesteo sia stata rovinata ed inibita a classico luogo di ritrovo, è cosa purtroppo subita da anni.
Che poi le amministrazioni comunali scoprano, da Illy in qua, la necessità di dover rifarne la pavimentazione che non ha durato nemmeno un quarto di secolo visto che agli eterni Masegni si è preferita una pietra di arenaria che assorbe tutto e si sbriciola ad ogni tocco, ecco continuare a permettere il transito, la sosta di mezzi strapesanti, il montaggio di tonnellate di ferraglia certo non aiuta.
Senza contare che al tanto bramato turista scattare una delle foto simboliche di Trieste, o ammirane l'architettura sette/ottocentesca viene reso impossibile dalla maestosa e gigantesca sagoma di un Tir nero. Ma spostare queste baraccopoli in Porto Vecchio no?