20/10/2026
Desidero farvi conoscere una pianta autoctona ormai rarissima che in agricoltura naturale è perfetta da coltivarsi.
Il suo nome è Sisaro (Sium sisarum) e qualcuno potrebbe conoscerla con il nome di “sedanina” o “radice dolce”. Si tratta di un antichissimo ortaggio da radice appartenente alla famiglia delle Apiaceae ( o Ombrellifere), in pratica è della famiglia delle carote, del sedano e della pastinaca...
Come dicevo oggi è ormai quasi del tutto dimenticata e gli esperti l’hanno derubricata a “rarità botanica”, ma in realtà la sua è una storia lunga, affascinante e gloriosissima, oltre a vantare caratteristiche culinarie e colturali molto particolari.
In epoca romana era considerato il cibo dei Re e degli Imperatori. Pensate che Plinio il Vecchio (noto scienziato e filosofo della natura, vissuto nel primo secolo dopo Cristo)racconta del “siser” come di
un ortaggio amatissimo dall'imperatore Tiberio, che lo faceva arrivare appositamente dalla Germania.
Ma anche in epoche successive il sisaro è stato un pilastro dei giardini e degli orti monastici medievali, capace di sfamare con la sua radice, dolce e rustica, intere comunità, in periodi davvero difficili in termini di sopravvivenza. Nel Rinascimento venne considerato una vera prelibatezza e fu servito costantemente sulle tavole di re e nobili.
La sua scomparsa fu graduale, con l’avanzare di specie alloctone come la patata o le carote, provenienti da mondi lontani… e si sa che la novità è sempre stata preferita e preferibile dall’essere umano, che in quanto a lungimiranza compete solo con il topo talpa n**o delle caverne.
Come accennavo, il sisaro è una pianta erbacea perenne molto rustica, che può raggiungere un'altezza compresa tra gli 80 e i 150 cm. Produce ombrelle di piccoli fiori bianchi durante l'estate e foglie seghettate verde scuro.
La parte più nobile ed edibile è rappresentata da un grappolo di radici tuberose, solitamente una decina, lunghe circa 15-20 cm, di colore bianco. Al loro interno si trova nucleo centrale fibroso e legnoso che non è commestibile (come del resto nella pastinaca, a noi già molto nota e sua cugina)
Oggi, poi, sappiamo che le sue caratteristiche sono eccellenti e superiori ai suoi concorrenti esotici. Il suo punto di forza e sicuramente il sapore, il quale risulta essere molto dolce, farinoso e aromatico che ricordano un incrocio tra la carota, la pastinaca e la castagna, arricchite da una sfumatura balsamica leggermente piccante.
Tradizionalmente queste radici vengono consumate bollite, fritte, stufate o cotte al forno, in modo simile alle carote.
In primavera, si possono considerare come buon cibo anche le prime (primissime) tenere foglie, da consumarsi fresche in insalata, insieme ai germogli di tarassaco, ai radicchi, ai carletti e alle tante altre “erbette” abbondanti in quel periodo.
Dal punto di vista nutritivo, il sisaro offre un ottimo apporto di fibra, utile per regolare l’intestino ma soprattutto ottimo per tenere a bada gli indici glicemici!
Contiene eccellenti quantità di vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B.
Coltivare il Sisaro poi è piuttosto semplice e gratificante. La pianta è estremamente resistente, tollera molto bene i climi freddi e addirittura le gelate invernali. Predilige posizioni in pieno sole o mezz'ombra e terreni leggeri, fertili e soprattutto umidi. Più il terreno è fresco e umido, più le radici crescono tenere e prive di fibre dure.
Le radici si estraggono a partire dall'autunno, preferibilmente dopo le prime gelate, poiché il freddo intenso concentra gli zuccheri rendendole ancora più dolci. Possono essere lasciate tranquillamente nel terreno e raccolte al bisogno durante tutto l'inverno
L’altra grande e apprezzata proprietà del sisaro è la sua moltiplicazione, che risulta essere molto semplice. Essa può avvenire, in autunno, attraverso la divisione dei cespi, o anche dopo aver prelevato le radici, dividendo la corona superiore della pianta. Così facendo avremo una produzione infinita e gratuita di questa nobile risorsa alimentare.
Il periodo migliore per seminare (inizialmente si dovrà partire dai semi) è proprio questo, tra metà ottobre e metà novembre. Ed ecco la grandiosa notizia: siamo riusciti a recuperare circa 300 semi di sisaro che nei prossimi venerdì semineremo nel semenzaio dell’Oasi e per la primavera prossima contiamo di distribuire ai Custodi interessati!!!
Pertanto il consiglio è di seguire questo canale e soprattutto gli sviluppi di questa nuova impresa di recupero che Strada Bianca sta portando avanti, con l’aiuto di tutti voi.
Piace l’idea?