07/06/2024
Sono tornato in Italia dopo sei mesi in Nuova Zelanda, in una realtà idilliaca dedicata alla ricerca personale, spirituale, sciamanica ed evolutiva.
Una realtà quasi utopica, tranquilla, serena, priva di drammi e di ansie, in intimo contatto con la natura, lontano da guerre, elezioni, paure e disagi.
Sono estremamente privilegiato, lo so. Non me ne vergogno.
Anzi, ne sono estremamente grato e felice. Di essere dove sono, di aver fatto un percorso che mi ha condotto così lontano da qualunque mia previsione e proiezione, come anche della mia famiglia, delle società in cui sono cresciuto e della cultura generale del mio paese di origine.
Ho trovato l'amore. Quello che sento vero. L'amore per me stesso, per la natura, per l'universo, per l'intera esistenza. A volte provo disgusto per l'umanità, come lo provo per me stesso. Ma passa non appena, tramite un respiro profondo, mi ricordo che straordinario regalo è la vita.
Sono rientrato diverse volte in Italia da quando a 19 anni decisi di creare la mia strada. Ogni volta sono scappato. Sconcertato, dispiaciuto e risentito. Impaurito per tanti versi.
Oggi sento quella tensione tra l'amore e l'odio. Il senso di accoglienza e apprezzamento e quello di sgomento e frustrazione.
Scapperò?
Resterò?
Morirò?
Vivrò?
Chissà?
Oggi sono qui.
Credo in quello che sono, che faccio e che rappresento.
So di non aver nulla da provare, da dimostrare, da confermare.
So che la mia vita è al servizio di qualcosa più grande del mio benessere personale. Al servizio della Vita stessa. E so anche che sono io, Vita. Quindi è inevitabile che il mio servizio alla Vita, porti benessere a me oltre che ad altre persone, alla natura, agli animali, all'acqua, all'aria e al futuro.
Sono qui, oggi, al servizio della Vita, dell'Unica Vita che scorre nell'esistenza tutta. Qualunque sia il mezzo, ci sono.
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So di essere tornato per nutrire e far crescere il germoglio di un seme raro e importante che ho piantato 7 mesi fa in Sicilia. Il seme di un Santuario dedicato alla rigenerazione della natura e alla connessione profonda con l'Unica Vita.
Si chiama SATVA - Terra Sacra
È una proprietà di più di 40 ettari, esposta a sud, con la vista sull'Etna, degradata da secoli di sfruttamento e maltrattamento. Lo so non perché ci sono stato, ma perché mi parla e mi chiama. Nei sogni e nelle meditazioni, nelle passeggiate e nei rituali. Nei viaggi tra un posto e l'altro e nelle conversazioni con chi mi ama.
Ora che sono qui, sull'Etna, la sento più che mai vicina. E la sua voce, la sua nota, la sua anima, ... la sua sete di Vita, mi chiamano.