26/11/2025
Sole e padroni.
Dovrei starti accanto nelle tue fragilità,
essere il confidente delle tue paure,
limite ai tuoi timori e alle incertezze.
Dovremmo abbracciarci, per dirti
delle mie paure, raccontarci i problemi,
custodire i segreti,
abbracciarci piano per giungere
all’amore.
Muoviamo le mani e la mente,
scacciando quel fumo leggero
prima che diventi soffocante.
Perché chiudi gli occhi?
Perché non vuoi comprendere le differenze
che la vita ci ha donato?
Abbiamo vissuti diversi,
gusti differenti e sogni lontani,
eppure ci siamo amati nel profondo,
o forse siamo stati anime alla deriva,
pronte ad aggrapparci alla prima pietra.
Se ancora mi vuoi bene,
se credi in me e nei nostri figli ignari,
salutami con un sorriso mesto,
non trafiggermi con parole taglienti,
non abbattere la mano sul mio capo,
allontanami come una farfalla,
come una barca nei giochi dei bimbi.
Vuoi il mio nome su una panchina rossa?
Vuoi far di me una persona, una donna,
una memoria?
Desidero essere pronta,
determinata al tempo che verrà,
dirti dove ho sbagliato
e raccontarti chi era Apronia.
(dì Barrasso Antonino)