25/09/2026
DDL LOCATELLI: LA BUBBOLA DEGLI EMENDAMENTI
Dal Corriere della sera si legge il seguente titolo: "Caregiver, finalmente in aula il disegno di legge : alzata la soglia e aiuti anche ai minori."
Alibiti da come anche altri mezzi di comunicazione riportino come una vittoria l'attuale approvazione degli emendamenti.
Noi restiamo fortemente critici.
Vediamo nel dettaglio quali sono quelli che sono stati definiti "miglioramenti" approvati in Commissione:
- da 15 mila a 25 mila euro il tetto Isee per ottenere un contributo economico;
- apertura ai caregiver minorenni;
- aumento da 25 a 40 km la "distanza consentita" tra caregiver e assistito.
Premessa: siccome qualcuno cominciava a non sperarci più, ben venga che ci sia finalmente una data per la programmazione al 2 ottobre del disegno in aula, ma: "non SCAMBIAMO LUCCIOLE PER LANTERNE" !
1. Se allarghiamo le soglie Isee da 15.000 a 25.000 euro, ma resta fermo il reddito personale a € 3.000 annuali, bisogna rendersi conto che la matematica non è un'opinione...allargo la potenziale platea ma il contributo si riduce drasticamente ;
2. L'apertura al tema dei caregiver ai minorenni fa rabbrividire da un punto di vista anche solo legislativo. Non hanno capacità d'agire, ma carichiamoli anche solo formalmente di un siffatto responsabile riconoscimento assistenziale, che seppure si traduca meramente in crediti formativi, la modalità di un simbolico riconoscimento senza offrire minima concretezza di supporto è contro ogni tutela dell'interesse primario di ogni bambino. Pur di lasciare il carico alle famiglie e dunque anche ad un minorenne, consideriamolo un emancipato, che in questi casi salva (non l'assistito, ma lo Stato);
3. L'aumento del limite da 25 a 40 km di distanza tra la residenza di chi presta cura e chi ha bisogno di cura ci fa comprendere appieno la misura irrisoria del valore che secondo questo ddl ha il caregiver famigliare, perché semplicemente ridicolo;
Pertanto, il pacchetto degli emendamenti viene presentato come un importante risultato, ma rendiamoci conto che non cambia nulla ad un disegno che continua a scaricare la cura sulle famiglie.
Invariato il carico di cura, invariati i servizi, invariata la formazione, la presa in carico, i contributi economici, i contributi figurativi, le risorse, le basi beffarde sulle quali si fondano i riconoscimenti (es. 91 ore settimanali di assistenza).
Noi alziamo le mani di fronte a tali talk show, sperando che un giorno la volontà politica coincida anche con l'interesse dei cittadini.