07/06/2026
SMETTIAMOLA DI CHIAMARLI "BAMBINI SPECIALI" 🚫👦👧
Definire una persona con disabilità “speciale” può sembrare un gesto affettuoso o positivo. In realtà, spesso si rivela una scelta linguistica riduttiva, distante e persino dannosa.
Questo modo di esprimersi rientra in quello che la comunità internazionale definisce inspiration p**n: una narrazione che utilizza le persone con disabilità come meri simboli motivazionali o fonti di ispirazione per gli altri, anziché riconoscerle semplicemente per ciò che sono: individui.
Quando usiamo l'aggettivo "speciale", senza rendercene conto, stiamo spostando il baricentro dell'attenzione dalla persona alle emozioni di chi guarda. Non stiamo valorizzando le sue reali capacità o la sua unicità, ma stiamo costruendo un racconto che serve a far sentire gli altri temporaneamente migliori o più fortunati.
Condividiamo profondamente la riflessione di Giorgia Sbernini, educatrice professionale e formatrice che lavora quotidianamente sul campo per l'inclusione scolastica e sociale:
“La parola speciale nasce spesso da una buona intenzione, ma a volte crea una distanza invisibile, come se ci fosse un 'noi' e un 'loro'... E invece l'educazione, quella vera, ci insegna che apparteniamo tutti alla stessa umanità. Non abbiamo bisogno di persone speciali, abbiamo bisogno di sguardi capaci di vedere la persona prima di ogni altra cosa.”
Le persone con disabilità non sono "speciali" perché portano avanti la propria quotidianità. Sono persone. Con le loro esperienze, i loro limiti, i loro sogni e le loro straordinarie potenzialità, esattamente come chiunque altro.
Fin dalla nostra nascita come Associazione NEUS, il nostro acronimo parla chiaro: "La disabilità Non è una scelta". Proprio per questo ribadiamo con forza il nostro payoff: Scegli di essere dalla mia parte. Essere dalla nostra parte significa abbandonare il linguaggio pietistico o idealizzante. Significa capire che l'inclusione non si fa con gli aggettivi di circostanza, ma si costruisce abbattendo le barriere visibili e invisibili, garantendo accessibilità, diritti e rispetto concreto ogni singolo giorno.
I bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze non hanno bisogno di etichette per avere valore. Hanno il diritto fondamentale di essere accolti, ascoltati e considerati semplicemente esseri umani. Tutto il resto viene dopo.
E voi cosa ne pensate? Scegliete di cambiare sguardo insieme a noi? 💛👇