Spi Cgil Friuli Venezia Giulia

Spi Cgil Friuli Venezia Giulia Informazioni sui diritti sindacali, civili e sociali.

MELARA, IN PENSIONE IL MEDICO DI BASE. LA PREOCCUPAZIONE DELLO SPI CGILUna lettera ad Asugi: «Nel rione 2.500 residenti,...
07/10/2026

MELARA, IN PENSIONE IL MEDICO DI BASE. LA PREOCCUPAZIONE DELLO SPI CGIL
Una lettera ad Asugi: «Nel rione 2.500 residenti, il 38% dei quali over 65. Urgente individuare soluzioni per garantire continuità assistenziale, anche per arginare il degrado e lo spopolamento»

Preoccupazione a Melara per il pensionamento del dottor Vincenzo Moretti, il medico di base che per lunghi anni ha rappresentato un importante punto di riferimento per i residenti del quartiere. A esprimerla il Sindacato pensionati Cgil di Trieste, che ha segnalato il problema ai vertici di Asugi, chiedendo di «intervenire con urgenza per individuare una soluzione e garantire la presenza di un nuovo medico di medicina generale».
A destare allarme anche la composizione demografica del rione. «La microarea di Melara – sottolinea – la segretaria provinciale dello Spi Cgil Daniela Bais – è un bacino di circa 2.500 residenti con una presenza particolarmente significativa di persone anziane: il 38% della popolazione, più di 900 persone, ha 65 anni o più. Il medico, in una realtà come questa, non rappresenta soltanto un fondamentale servizio sanitario di prossimità, ma anche un presidio di sicurezza sociale. La sua presenza consente di intercettare fragilità, solitudine e situazioni di bisogno e di mantenere il collegamento tra le persone e la rete dei servizi. Una funzione particolarmente importante in un quartiere che nel tempo ha registrato un progressivo calo dei residenti e che ha quindi bisogno di mantenere e rafforzare i servizi essenziali, per contrastare ulteriori fenomeni di degrado e spopolamento». Da qui, per lo Spi, l’urgenza di garantire continuità assistenziale ai residenti di Melara.
«La sanità territoriale – conclude Bais – non è soltanto un’organizzazione di servizi, ma un presidio che contribuisce a mantenere coesa la comunità e a garantire condizioni di maggiore sicurezza sociale. Forti di questa consapevolezza, siamo disponibili a un confronto con Asugi per rappresentare le esigenze dei residenti e contribuire a individuare una soluzione tempestiva».

I LIBERATTIVI PREMIATICome accade a ogni Festa regionale di Liberetà, anche quella di oggi svoltasi al Kinemax di Monfal...
16/09/2026

I LIBERATTIVI PREMIATI
Come accade a ogni Festa regionale di Liberetà, anche quella di oggi svoltasi al Kinemax di Monfalcone ha visto la premiazione dei Liberattivi, dieci attivisti dello Spi distintisi quest’anno per il loro impegno nell’organizzazione. Per Trieste sono state premiate Mirella Basso(lega Altipiano) e Laura Marzi (lega Est); per Udine premiati Mauro Dorigo (lega Alto Friuli), Mary Silva Remonato (lega Medio Friuli) e Luigino Fabbro (lega Basso Friuli); per Gorizia Marianna Sgrò (lega Basso Isontino) e Pantaleo Bianco (lega Alto Isontino); per Pordenone Emilia Scala (lega Azzano Decimo), Rosanna Della Flora (lega Sacile) e Luigi Pagotto (lega Pordenone). Nelle foto sotto tutti i premiati.

FESTA DI LIBERETÀ A MONFALCONE: LE PENSIONI AL CENTRO DELLA TAVOLA ROTONDA Il 45 per cento delle pensioni è sotto i 1.00...
16/09/2026

FESTA DI LIBERETÀ A MONFALCONE: LE PENSIONI AL CENTRO DELLA TAVOLA ROTONDA
Il 45 per cento delle pensioni è sotto i 1.000 euro. È da questo dato che parte la fotografia di un sistema previdenziale attraversato da criticità profonde, dove l’inflazione continua a erodere il potere d’acquisto e dove le maggiori incognite riguardano il futuro delle nuove generazioni. È stato questo il tema della tavola rotonda che si è svolta oggi al Kinemax di Monfalcone nell’ambito della sedicesima festa regionale di Liberetà, dedicata al mensile nazionale del Sindacato pensionati Cgil.
“I pensionati non sono un bancomat – ha sottolineato Natalino Giacomini, segretario dello Spi Cgil Udine – ma troppo spesso sono diventati un vero e proprio ammortizzatore sociale per le famiglie. L’aumento del costo della vita, insieme a una rivalutazione che non consente sempre di recuperare pienamente il potere d’acquisto e a una pressione fiscale elevata, sta mettendo in difficoltà soprattutto chi vive con assegni più bassi”.
A pesare è anche l’inflazione, che non si misura soltanto nel carrello della spesa. “Da troppi anni le pensioni vengono erose dai meccanismi di rivalutazione – ha evidenziato Renato Bressan –. C’è anche il carrello della farmacia, che per molti anziani rappresenta una voce sempre più pesante. Serve la piena rivalutazione delle pensioni e occorre affrontare il fiscal drag, che in tre anni ha eroso, secondo le stime presentate, 708 euro su una pensione di circa 16 mila euro lordi. Per le pensioni più basse non basta parlare di recupero: bisogna tornare a parlare di aumento del potere d’acquisto”.
Ma la vera emergenza riguarda soprattutto i pensionati di domani. Il rapporto tra pensionati e lavoratori si avvicina a una situazione di forte squilibrio: circa 70 pensionati ogni 100 lavoratori. A questo si aggiungono il calo demografico, la precarietà e livelli salariali più bassi rispetto al passato.
“Le condizioni salariali dei giovani sono peggiorate rispetto alla fase della riforma Dini – ha osservato Michele Piga –. Redditi più bassi significano contributi più bassi e quindi pensioni future più basse. È necessario intervenire anche sulla fiscalità generale per costruire un sistema più sostenibile”.
Per Marco De Sabbata, direttore dell’Inps Fvg pesa inoltre la confusione normativa, che crea disparità di trattamento. “Il tasso di sostituzione, che in passato poteva arrivare all’80-90 per cento, oggi può scendere intorno al 70 per cento. Servono educazione previdenziale e previdenza complementare, a partire dai fondi contrattuali”.

Lorenzo Mazzoli della segreteria nazionale Spi Cgil ha richiamato il valore del contratto sociale: “Ogni intervento sulla previdenza deve tenere insieme sostenibilità finanziaria e sostenibilità sociale. Non possiamo arrivare al punto in cui una persona deve scegliere tra curarsi e fare la spesa”. E sul contributivo invita a considerare anche il diverso impatto dei lavori sull’aspettativa di vita: non tutti affrontano la vecchiaia partendo dalle stesse condizioni.
Il sostegno regionale alle pensioni più basse rappresenta, secondo Giacomini, “un tampone utile, ma non sufficiente, comunque il tetto del bonus dovrebbe essere esteso a 1000 euro netti”. Perché la questione è strutturale e riguarda insieme pensionati di oggi e lavoratori di domani. “Se non interveniamo su salari, lavoro, attività usuranti, condizioni delle donne, fiscalità e previdenza complementare – ha concluso Giacomini – rischiamo di consegnare ai giovani pensioni insufficienti a garantire una vecchiaia dignitosa. Sui pensionati di domani stiamo creando una bomba di poveri, una vera e propria bomba a orologeria”.
È seguito l’intervento di Maila Nuccilli di Liberetà nazionale prima della chiusura con la premiazione dei Liberattivi.

15/09/2026
RIFORMA DISABILITÀ E SERVIZI SUL TERRITORIO, POSITIVO CONFRONTO CON L’INPSLa riforma dell’accertamento della disabilità ...
28/07/2026

RIFORMA DISABILITÀ E SERVIZI SUL TERRITORIO, POSITIVO CONFRONTO CON L’INPS

La riforma dell’accertamento della disabilità è stata il tema centrale di un importante tra il Direttore regionale dell’Inps Marco De Sabbata e i segretari generali dei sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil. L’appuntamento ha rappresentato il primo momento di un confronto che le organizzazioni sindacali intendono rendere stabile e continuativo, non solo sull’attuazione della riforma, ma più in generale sull’organizzazione dei servizi dell’Istituto, con particolare attenzione alla tutela dell’accessibilità, al rafforzamento della presenza territoriale e alle esigenze delle persone anziane e più fragili.
Al centro del confronto, come detto, la riforma dell’accertamento della disabilità e dell’invalidità civile, con particolare riferimento alla sperimentazione in corso e alle modifiche introdotte dalla legge n. 50/2026 per gli ultra-settantenni. Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp, in particolare, hanno richiesto dati aggiornati sull’andamento delle domande, sui tempi di definizione delle pratiche e sull’impatto delle nuove procedure, anche in vista del confronto che proseguirà a livello nazionale.
L’incontro ha però affrontato anche questioni più ampie, a partire dall’esigenza di rafforzare la presenza dell’Inps sul territorio, affinché lo sviluppo sempre più spinto dei servizi digitali non si traduca in un ulteriore ostacolo per le persone più anziane, fragili o meno autonome nell’utilizzo degli strumenti informatici. «La digitalizzazione – dichiarano i segretari generali Renato Bressan (Spi), Luciano Bordin (Fnp) e Michele Cipriani (Uilp) – rappresenta un’opportunità che va sostenuta, ma non può sostituire il rapporto diretto con il cittadino. Per molti anziani, per le persone con disabilità e per chi vive nelle aree più periferiche, il contatto umano e la presenza sul territorio restano condizioni indispensabili per esercitare pienamente i propri diritti. Per questo continueremo a chiedere che innovazione e prossimità procedano insieme», concludono i tre segretari regionali.
Nel corso della riunione sono stati affrontati anche i temi della prossimità dei servizi dedicati all’accertamento della disabilità, dei nuovi Centri medico-legali, della valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale nella procedura di accertamento, del costo del certificato medico introduttivo, della carenza di medici legali, del Progetto di Vita (Pua) previsto dalla normativa regionale e della necessità di rafforzare gli organici dell’Istituto. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di preservare una rete capillare di sportelli e sedi territoriali, ritenendola un elemento essenziale per garantire l’effettiva accessibilità dei servizi previdenziali e assistenziali.
Positivo il giudizio sull’incontro, anche in considerazione dell’impegno condiviso a proseguire il confronto attraverso successivi incontri, anche con il coinvolgimento della Regione. «Abbiamo apprezzato – concludono Bressan, Bordin e Cipriani – la disponibilità dimostrata dalla direzione regionale dell’Inps ad aprire un confronto stabile e non occasionale. È un metodo che riteniamo indispensabile per accompagnare una riforma tanto importante quanto delicata, mettendo al centro i diritti delle persone e la qualità dei servizi».

«BONUS PENSIONI, UN ARGINE AL DISAGIO. LA PLATEA POTREBBE CRESCERE ANCORA»«L’aumento del bonus da 350 a 450 euro e l’est...
20/07/2026

«BONUS PENSIONI, UN ARGINE AL DISAGIO. LA PLATEA POTREBBE CRESCERE ANCORA»
«L’aumento del bonus da 350 a 450 euro e l’estensione della platea dei beneficiari ai titolari di pensioni fino a mille euro lordi rappresentano un passo importante, definendo una soglia reddituale che dal 2027 sarà quella da noi indicata fin dall’introduzione della misura. Ora però riteniamo necessario proseguire il confronto con la Regione per valutare come rendere questo strumento una misura strutturale per contrastare la diffusione della povertà e del disagio sociale tra i pensionati, concentrando gli sforzi sul sostegno alle fasce più in difficoltà». È quanto dichiarano i segretari generali dei sindacati pensionati del Friuli Venezia Giulia Renato Bressan (Spi-Cgil), Luciano Bordin (Fnp-Cisl) e Michele Cipriani (Uilp) al termine tenutosi ieri con l’assessore regionale al Lavoro e alle Politiche familiari Alessia Rosolen, dedicato all’applicazione del bonus regionale destinato ai pensionati titolari di assegni di basso importo (presente per la segreteria regionale Spi anche Natalino Giacomini).
Per i sindacati le modifiche introdotte dalla Regione rappresentano un risultato positivo, sia in termini di estensione della platea dei beneficiari, attualmente circa 15.400 pensionati, che di intensità del contributo. «Abbiamo però evidenziato all’assessora – spiegano Bressan, Bordin e Cipriani – la necessità di guardare oltre il primo triennio di applicazione del bonus. In questi anni, infatti, il forte aumento del costo della vita ha inciso pesantemente sui redditi da pensione, soprattutto per quanto riguarda le spese che le persone anziane non possono comprimere: bollette, alimentazione, farmaci e cure sanitarie. Anche in Friuli Venezia Giulia cresce il numero di pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese e, in molti casi, sono costretti a rinviare o rinunciare a visite, esami e prestazioni sanitarie per ragioni economiche».
In questo contesto, secondo i sindacati, l’esperienza maturata nel triennio 2024-26 offre elementi utili per valutare un ulteriore perfezionamento e l’obiettivo, dichiarato dallo stesso assessore, di rendere strutturale la misura, che finora ha visto una spesa (16,4 milioni) pari a poco più di un terzo delle risorse stanziate per il triennio. «Da qui – spiegano Bressan, Bordin e Cipriani – l’ipotesi, di cui si è discusso con l’assessora, di un ulteriore innalzamento della soglia di reddito: allo studio, in particolare, un’estensione da 1.000 a 1.500 euro del tetto legato all’importo pensionistico, ferma restando la soglia dei 15.000 euro Isee. Si tratta di un adeguamento che, secondo le stime della Regione, consentirebbe di estendere la platea dagli attuali 15.400 beneficiari, che stanno ricevendo in questi giorni il bonus 2026, a quasi 25 mila nel 2027. Agli ulteriori 4.700 già previsti in virtù dell’innalzamento del tetto a 1.000 euro, già deciso in fase di assestamento di bilancio, se ne aggiungerebbero infatti oltre 4.000 in più. Un segnale importante di attenzione nei confronti dei tanti anziani che, pur disponendo di bassi redditi, rimangono oggi esclusi dal contributo».
Un’ipotesi già concreta, quindi, che sarà oggetto di nuove verifiche. «L’auspicio – concludono Bressan, Bordin e Cipriani – è che il confronto avviato con l’assessore possa contribuire a rendere una misura importante come il bonus ancora più rispondente ai bisogni reali delle persone anziane. Siamo convinti che il dialogo possa proseguire in questa direzione, valorizzando l’esperienza maturata nel primo triennio e individuando le soluzioni più efficaci per sostenere chi è maggiormente esposto agli effetti del caro vita e della perdita di potere d’acquisto delle pensioni».

17/06/2026

Indirizzo

Via Vidali 1
Trieste
34129

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