06/05/2026
1976-2026
Staffetta dell’Orcolat, per non dimenticare. La corsa.
Si è da poco conclusa l’ennesima pazzia ideata dal CIM.
160 km e 7000 m di dislivello da Trieste a Venzone, corsi senza interruzione dalle 8.00 di sabato 2 maggio alle 11.15 di domenica 3 maggio da una trentina di atleti CIM che si sono dati il cambio a Malchina, San Martino del Carso, Dobrovo in Slovenia, Santuario di Castelmonte, Prossenicco, Passo Tanamea, Lischiazze in Val Resia e infine hanno raggiunto Venzone.
A 50 anni dal Terremoto del 6 maggio 1976, che ha segnato profondamente il Friuli, il CIM ha sentito il bisogno di ricordare questa sciagura e di onorare chi non c’è più, chi ha saputo rialzarsi con determinazione e tanta forza e tutti coloro che con grande senso di umanità e solidarietà hanno offerto il proprio aiuto.
Gli atleti si sono passati il testimone, una piastrella simbolo del grande lavoro di ricostruzione che il Friuli ha saputo far proprio per rinascere.
Negli occhi e nella testa di chi ha partecipato ci sono ancora i sentieri, i paesi, le campagne e le montagne, le persone incontrate, le parole scambiate, il calore ricevuto. Ci sono 4 mesi di lavoro organizzativo. C’è il legame tra chi ha condiviso il giorno, la notte, il cibo, il viaggio, l’impegno, la preparazione, la corsa, le foto, l’aiuto reciproco, la fatica, la festa, le emozioni.
Dusty: “In questi due giorni siamo riusciti a realizzare un progetto talmente assurdo e difficile, ma altrettanto bello e toccante.
Bello nel percorso, bello nello spirito, bello negli aneddoti accaduti, grande nella partecipazione e nel supporto ricevuto.
Grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato e che hanno collaborato nella logistica, dormendo poco, preparando a tutte le ore del giorno e della notte da mangiare e da bere per gli altri, caricando e scaricando i furgoni, e allestendo le piazze, il campo base ecc.”
Grande storia che rimarrà storia del CIM.