26/03/2026
Gli studenti specializzandi di area non medica seguono un percorso universitario di formazione specialistica equiparabile per impegno, responsabilità e contributo al Sistema sanitario nazionale a quello degli specializzandi medici ma, a differenza di questi ultimi, non vengono riconosciuti come beneficiari di borse di studio. Questa inaccettabile discriminazione deve finire.
Uno dei primi disegni di legge che ho presentato quando sono stato eletto in Parlamento aveva proprio questo obiettivo, superare questa disparità di trattamento prevedendo l’erogazione di borse di studio anche per i biologi, i chimici, i fisici, gli psicologi, i veterinari gli odontoiatri e i farmacisti in specializzazione. Non è mai stato approvato.
Con la Legge di Bilancio 2025, tuttavia, era stata introdotta una borsa di studio per gli specializzandi di area non medica di importo pari a 4.773 euro lordi annui, da erogarsi mensilmente dalle università. L’assegnazione di tali risorse agli atenei era stata poi demandata ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Ad oggi tale decreto non risulta ancora emanato, causando una paralisi operativa che, di fatto, impedisce l’erogazione delle borse di studio previste dalla legge, nonché la pubblicazione dei bandi di ammissione ai corsi di studio e l’avviamento dell’anno accademico, ponendo un freno all’efficace programmazione dell’attività formativa.
Ho dunque presentato un’interrogazione parlamentare alla Presidente del Consiglio dei Ministri, alla Ministra dell’Università e della Ricerca, al Ministro della Salute e al Ministro dell’Economia e delle Finanze per chiedere l’immediata erogazione delle borse di studio per gli specializzandi non medici previste dalla legge e per esigere che venga assicurata stabilità normativa, certezza delle risorse e continuità nel finanziamento delle borse di studio per gli anni accademici successivi.