La nebbia di Seregno

La nebbia di Seregno nell'impegno
la nostra vita
trova
la libertà. Una nebbia che solo il ricordare può rendere meno spessa e grigia.

Questa pagina vuole ricordare la nebbia che nasconde,confonde ,offusca, tutti i casi irrisolti di verità e giustizia. Aderiamo per
PROMUOVERE E PRATICARE:
- i diritti di cittadinanza
- la cultura della legalità democratica
- la giustizia sociale
- la pace
- la solidarietà
- l'ambiente
PER VALORIZZARE
- la memoria delle vittime innocenti delle mafie e di ogni violenza
- e non dimenticare chi si è

impegnato a costruire giustizia
PER CONTRASTARE
secondo i principi della non violenza, la diffusione della illegalità e il dominio mafioso del territorio
PER PARTECIPARE
alle iniziative di LIBERA

03/09/2026

Nel giorno dell’anniversario dell’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo, ricordiamo con profonda gratitudine un servitore dello Stato che ha dedicato la propria vita alla difesa delle istituzioni e alla lotta contro la mafia.

A 44 anni dalla strage di via Carini, l’impegno, il coraggio e il rigore morale del generale Dalla Chiesa continuano a rappresentare un esempio per le istituzioni e per le nuove generazioni. La sua storia ci ricorda che il contrasto alle mafie richiede determinazione, responsabilità e una presenza forte e credibile dello Stato, ma anche un impegno quotidiano per diffondere la cultura della legalità e respingere ogni forma di indifferenza e complicità. Onorare la memoria di Dalla Chiesa significa continuare questa battaglia, senza arretramenti, facendo vivere ogni giorno i valori per i quali ha combattuto.

03/09/2026

"Qui muore la speranza dei palermitani onesti", recitava così il cartello lasciato sul luogo della Strage di Via Carini, in cui persero la vita il Prefetto Gen. , sua moglie Emanuela e l'agente di scorta Domenico .

Era il 1982, il Generale era da 100 giorni a e stava aspettando i poteri speciali per combattere la che insanguinava le strade della città.

Sicari e mandanti sono stati condannati, ma come per ogni cosa in restano più domande che risposte. La cassaforte della villa del prefetto venne trovata vuota; la sua borsa sparita dall'A112 e ritrovata solo 30 anni dopo, anch'essa vuota; alcune carte notate durante il primo sopralluogo della polizia sparite e mai più ritrovate.

Che interesse aveva a uccidere , che era e sarebbe rimasto a lungo senza poteri, esibito come un vanto da uno Stato che non aveva però intenzione di combattere la mafia? Gli stessi boss se lo chiesero, considerato che si rivelò un boomerang: dopo anni ferma nei cassetti, in dieci giorni il Parlamento introdusse il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni.

Chi chiese a quella strage? E chi sapeva che il Generale aveva detto alla moglie dove trovare alcune carte in caso gli fosse successo qualcosa?

Trovate la sua storia su WikiMafia 👉 bit.ly/CarloAlbertoDallaChiesa, mentre su trovate il vlog "GENERALE" a lui dedicato nella serie dell' 2018 (👉 bit.ly/Unitinerante2018_2), dove è ricordato dal figlio Nando dalla Chiesa.

"Li avete uccisi ma non vi siete accorti che " ⁣🌸

02/09/2026

"Poi ieri anche l'on. mi ha chiesto di andare e naturalmente, date le sue presenze elettorali in , si è manifestato per via indiretta interessato al problema. Sono stato molto chiaro e gli ho dato però la certezza che non avrò riguardi per quella parte di elettorato alla quale attingono i suoi grandi elettori" (dal diario del Generale , 6 aprile 1982).

Una settimana dopo la strage, intervistato da Giampaolo Pansa alla Festa dell'Amicizia (la festa della Democrazia Cristiana), rispose così alla domanda sul perché non fosse andato a ai funerali del Prefetto: “Perché preferisco andare ai battesimi”.

02/09/2026

Giovedì 3 settembre si terranno le celebrazioni istituzionali in ricordo di Carlo Alberto dalla Chiesa, Generale dei Carabinieri e Prefetto di Palermo, di Emanu

https://www.facebook.com/share/1Ay5PRqPEC/
30/08/2026

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Quella di è una storia poco conosciuta. Il 1980 veniva ucciso nella hall del suo albergo, davanti alla moglie e ad altri ospiti.

La sua colpa? Quando la polizia gli aveva chiesto di usare agenti sotto copertura nella sua struttura per pedinare il chimico marsigliese Andreè Bousquet, Carmelo aveva accettato. Per senso del dovere e spirito civico.

Erano gli anni in cui "la non esisteva" e infuriava la Seconda Guerra di Mafia. Sarebbe stato più comodo opporre il solito rifiuto. Tre settimane dopo Bousquet fu arrestato con altri due complici in un villino adibito a raffineria, insieme al boss mafioso .

Come fece a sapere il boss del coinvolgimento di Carmelo? Gli agenti sotto copertura furono impiegati nell'operazione e quindi dal carcere ordinò l'omicidio dell'albergatore. All'epoca non c'era il e i boss in carcere era come se non ci stessero (non a caso il carcere palermitano era stato soprannominato Grand Hotel Ucciardone).

La più grande operazione e antidroga del 1980 si deve a un albergatore, la cui famiglia però venne abbandonata dallo Stato. I due killer a volto scoperto che uccisero Carmelo non furono mai individuati, per la sua morte invece sono stati condannati all'ergastolo come mandanti Gerlando Alberti e Vincenzo Citarda.

Fate conoscere la storia di Carmelo , la trovate su 👉
bit.ly/carmelo_iannì

"Li avete uccisi ma non vi siete accorti che " 🌸

Un fiume  è l' anima di un territorio.. È la vita che scorre e deve essere amato e custodito.
30/07/2026

Un fiume è l' anima di un territorio.. È la vita che scorre e deve essere amato e custodito.

Redazione Digiesse Nella puntata di ATUXTU andata in onda mercoledì 29 luglio, ospiti di Biagio Pepe sono stati Toni Iorio, ex sindaco di Tortora e componente del Comitato a difesa del fiume Noce, e Giuseppe Ricciardi, responsabile di Legambiente Maratea e presidente del Comitato. Al centro dell’...

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