Todi Aria Pulita

Todi Aria Pulita No al Termovalorizzatore a Todi

Terni, Gennaio 2024
16/01/2024

Terni, Gennaio 2024

Bando di gara per il Termovalorizzatore di Roma.Trattasi di INDUSTRIA INSALUBRE, scritto nero su bianco, altro che gioie...
09/12/2023

Bando di gara per il Termovalorizzatore di Roma.

Trattasi di INDUSTRIA INSALUBRE, scritto nero su bianco, altro che gioiellini tecnologici come vogliono farci credere!

Vale anche per l'Umbria è!

Inceneritore? No e neanche grazie!!Un inceneritore o un termovalorizzatore non serve né a Todi né in Umbria. Un mostro c...
05/12/2023

Inceneritore? No e neanche grazie!!
Un inceneritore o un termovalorizzatore non serve né a Todi né in Umbria. Un mostro che dovrebbe bruciare 150. 000 tonnellate l'anno di rifiuti? Se tutti i Comuni umbri facessero una NORMALE raccolta differenziata non avremo mai quelle 150.000 tonnellate di rifiuti, per cui ci toccherà farli ve**re dalle regioni vicine. Immaginate cosa accadrà? 40-50 camion al giorno, tonnellate di acqua per raffreddare, vapore acqueo in quantità incredibile, una stazione elettrica di alto voltaggio con inevitabile inquinamento elettromagnetico, fumo più o meno tossici che libereremo nella nostra aria.
Ragazzi, è vero che di figli ne facciamo pochi, ma così rischiamo di averne anche di malati. Come se non bastassero gli inquinanti che già siamo costretti a respirare per una modernizzazione che andrà anche bene in Veneto, nel Lazio, decidete voi, ma in Umbria proprio no!! Non a Todi, ma neanche in Umbria, noi facciamo la differenziata!! Succederà che saremo costretti a farne di meno per alimentare quel mostro. Ma vi sembra intelligente questa cosa? A me no!! All'estero stanno ripensando/ rifiutando questa tecnologia, che comporta vantaggi SOLO a chi lo costruisce e chi lo gestisce. Non a noi utenti che non riceveremo indietro neanche i benefici ( in termini di riscaldamento ed energia prodotta) che ricevono a Monaco. A noi resterà solo lo sporco, il danno è i costi da pagare in bolletta. Lo facciano nel Lazio dove noi porteremo i nostri POCHI rifiuti, frutto di una campagna ed una efficienza della raccolta differenziata, che oggi viene premiata anche in Europa e di cui l'Italia è capofila. Ragazzi è ora di affilare le lingue e non tacere di fronte a queste soluzioni inefficaci, dannose e anti economiche.
Saluti a tutti

Dott G. Troianiello
pediatra dalla parte dei bambini
—----------------

Fiamme alte e fumo denso nel cielo:brucia deposito di Rifiuti Terni 2021
04/12/2023

Fiamme alte e fumo denso nel cielo:
brucia deposito di Rifiuti

Terni 2021

http://www.umbriaon.it - Le impressionanti immagini del rogo divampato giovedì pomeriggio. Sul posto i vigili del fuoco ternani, Arpa Umbria e forze dell'ordine

Acerra, De Luca sospende la quarta linea dell'inceneritore e vieta nuovi impianti per i rifiutihttps://napoli.corriere.i...
02/12/2023

Acerra, De Luca sospende la quarta linea dell'inceneritore e vieta nuovi impianti per i rifiuti

https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/23_novembre_30/acerra-de-luca-sospende-la-quarta-linea-dell-inceneritore-e-vieta-nuovi-impianti-per-i-rifiuti-b786daed-fee2-4438-8d7a-6945cb757xlk.shtml?fbclid=IwAR3dEkDK4tETcHpXKydx2O5gS2sxIA0ODUqYo5WaICP2E5uubPck3nQo2Kw&refresh_ce-cp

Il governatore incontra alla Regione il vescovo Di Donna. «Operazione trasparenza» sull'impatto ambientale e «comitato di saggi» per Terra dei Fuochi

Bruciare rifiuti non ha senso dal punto di vista climatico, ambientale, sanitario, ma soprattutto economico e finanziari...
29/11/2023

Bruciare rifiuti non ha senso dal punto di vista climatico, ambientale, sanitario, ma soprattutto economico e finanziario
Nessuno, a casa propria, costruirebbe un oggetto perfettamente funzionante per usarlo una sola volta e poi buttarlo via
Eppure, il 14 novembre 2023 la Regione Umbria ha deliberato di costruire un nuovo inceneritore di rifiuti. Perche’ un gesto che nessuno compirebbe a casa propria diventa plausibile se a farlo e’ la collettivita’ ?........
La spiegazione che ci viene data per l’incenerimento e’ il mercato : nella raccolta ci sono economie di scala, nell’ incenerimento si produce energia, e dunque a conti fatti si emette meno CO2. Ma e’vero ? Il Parlamento Europeo sostiene il contrario:
Dal 2024 in poi i paesi membri dell’ Unione Europea dovranno misurare, pubblicare, e verificare le emissioni degli impianti municipali di incenerimento dei rifiuti. Entro il 31 gennaio 2026 la Commissione Europea includera’ gli inceneritori nel sistema ETS dei crediti di carbonio, con effetto a partire dal 2028, o dal 2030 al più tardi.[1]

Il mercato e’ anche la spiegazione che viene fornita per la produzione degli imballaggi monouso. COREPLA e’ il Consorzio nazionale per la loro raccolta, recupero e riciclo. L’ adesione al consorzio e’ obbligatoria per tutti i produttori di imballaggi di plastica e dei materiali necessari a produrli.

Nel 2022 COREPLA ha raccolto 1.166.479 di Tonn di imballaggi di plastica di cui ha inviato a riciclo 727.481 Tonn (95% da raccolta urbana -cioe’ la nostra spesa- e 5% da raccolta commercio e industria) . Inviare a riciclo significa trasformare gli imballi in pellet o scaglie che saranno usate per produrre nuovi oggetti di plastica.

Il resto, cioe’ circa 440.000 Tonn sono stati bruciati per produrre energia[2] .

Il direttore generale COREPLA Giovanni Bellomi sostiene che in questo modo si riduce l’ emissione di CO2 . Questa affermazione da’ per scontato che, se quegli imballaggi non venissero “riciclati”, sarebbe necessario produrre materiale plastico nuovo. COREPLA non dice che, anziche’ tritarli o incenerirli, quegli imballaggi possono essere lavati e riutilizzati. Se cosi’ fosse, la riduzione di CO2 sarebbe reale e il risparmio molte volte maggiore.

Certo, in questo modo si produrrebbero meno imballaggi: e come possiamo aspettarci che il consorzio dei produttori di imballaggi di plastica scelga di ridurre volontariamente il giro d’ affari dei consorziati ? Percio’ il dottor Bellomi e’ costretto a giocare alle tre carte con la riduzione di CO2.

Minimizzare le conseguenze del cambiamento climatico puo’ avere effetti disastrosi, perche’ ci coglie impreparati sul piano meteorologico: eventi estremi contro cui non abbiamo difese (Cantiano), o agricolo: raccolti distrutti dalla siccità, o culture distrutte da nuovi insetti e batteri come la xilella, favorita dagli inverni piu’ caldi. ( https://www.mdpi.com/2079-7737/11/9/1299 )

Ignorare i cambiamenti cimatici oggi taglierà anche le vostre pensioni domani. In un articolo molto citato, il prof. Steeve Ken di University College, Londra ha dimostrato che quasi tutti i fondi pensione britannici sottovalutano fortemente l’ impatto del cambiamento climatico sull’ economia futura. Questo avviene perche’ gli economisti che decidono gli investimenti dei fondi pensione non ascoltano gli scienziati del clima. [3]

Un esempio? Secondo i fondi pensione un aumento di 3 gradi causerà la riduzione del prodotto globale di 2 punti percentuali nel 2100, mentre secondo i climatologi la riduzione sara’ tra il 10 % e il 23%. Non solo: nel frattempo saremo tre miliardi in piu’. Per ottenere pensioni paragonabili a quelle attuali, il rendimento sul capitale investito dai fondi dovrebbe essere molto piu’ alto, e gli investimenti particolarmente mirati.

Il direttore degli investimenti di Deutsche Bank, Markus Mueller, ha spiegato che negli ultimi due secoli ci siamo dimenticati di includere il costo della natura nelle nostre decisioni di investimento. il cambiamento climatico e’ la conseguenza di quella dimenticanza.

Non è troppo tardi: secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite sul riscaldamento globale più del 40% delle emissioni totali di carbonio sono avvenute dopo il 1990 , anno in cui IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) pubblicò il suo primo rapporto sui rischi del global warming. Frenare è urgente perché’ le emissioni crescono più che linearmente. Ed e’ possibile.

Cominciamo col decidere che la raccolta e la gestione dei rifiuti deve essere un servizio pubblico, come la scuola e la sanita’, e non un affare privato gestito dai produttori di imballaggi.

Francesco Della Porta

Global change is expected to modify the threat posed by pathogens to plants. However, little is known regarding how a changing climate will influence the epidemiology of generalist vector-borne diseases. We developed a high-throughput screening method to test for the presence of a deadly plant patho...

26/11/2023

I dati ufficiali dicono che il Comune di Todi è virtuosissimo per la raccolta differenziata superando il 75%

Il comportamento dei cittadini Tuderti è esemplare e se gli altri Comuni Umbri fossero virtuosi nella stessa maniera eviteremmo anche la concepibilità di una “opera” come il Termovalorizzatore

Pubblicato l’aggiornamento della mappa interattiva con i dati provvisori del secondo trimestre 2019 sulla raccolta differenziata.

Questa la mappa determinata per l'Umbria che valuta in idonee e non idonee le zone per la localizzazione del Termovalori...
20/11/2023

Questa la mappa determinata per l'Umbria che valuta in idonee e non idonee le zone per la localizzazione del Termovalorizzatore

19/11/2023

L'ONCOLOGO DÌ FORLÌ:
NUOVI INCENERITORI? NON È UNA SOLUZIONE IPOTIZZABILE

FORLÌ. «Nuovi termovalorizzatori? Fare nuovi termovalorizzatori vorrebbe dire tornare indietro di vent’anni. L’ultimo gradino è la discarica, il penultimo sono gli inceneritori che comunque non evitano la discarica perché producono ceneri che poi vanno stoccate a loro volta in qualche impianto». Ruggero Ridolfi è l’oncologo dell’Isde che, assieme alla collega Patrizia Gentilini, ha coordinato il biomonitoraggio condotto tra il 4 marzo e l’8 aprile 2017 a Forlì prelevando campioni di unghie di bambini alla ricerca di metalli pesanti per mappare l’inquinamento nelle aree urbane di Forlì.
«Da un lato ci si lamenta delle temperature che aumentano e dell’inquinamento e dall’altra parte chiediamo di fare inceneritori. Che comunque hanno bisogno di sette o otto anni prima di funzionare. Non credo che la soluzione sia pensabile - ragiona Ridolfi -. A Forlì, ad esempio, i Cinque stelle avevano detto: se vinciamo noi chiudiamo l’inceneritore il giorno dopo. È chiaro che è una sciocchezza. Non si può. Ma bisogna arrivare a diminuire il quantitativo di rifiuti da bruciare. Bisogna arrivare alla chiusura degli impianti per gradi. Ma poi, termovalorizzatori? Cosa valorizzano? Consumano molto di più di quello che producono».

Nello studio coordinato da Ruggeri il risultato dichiarato è che le due zone della città dove sono presenti le imprese produttive, l’autostrada e i due inceneritori, la presenza di sostanze inquinanti riscontrabili nelle persone è ampiamente maggiore rispetto alle altre aree urbane. «Non era partito come uno studio vero e proprio, poi la raccolta è stata di 236 campioni di unghie di alluci di bambini tra 6 e 9 anni inviati al laboratorio Eurolab di Torino, così abbiamo fatto una notifica al comitato etico perché si configura come studio osservazionale. Le due aree a nord ed est della città vedono la presenza di due inceneritori e guardando la concentrazione globale nelle unghie dei ragazzi ci si accorge che c’è un 60% in più di metalli pesanti: piombo, manganese, nichel, rame, zinco, alluminio, cobalto e anche tracce di uranio. Alcuni di questi, come nichel, cadmio e cromo sono considerati cancerogeni, altri comunque sono tossici. Poi abbiamo riscontrato che altri metalli essenziali, perché presenti naturalmente nel corpo, come ferro e cobalto, qui avevano però dosaggi più pesanti».

CORRIERE DI ROMAGNA

Indirizzo

Todi
06059

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Todi Aria Pulita pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Todi Aria Pulita:

Condividi