UGL Salute Abruzzo

UGL Salute Abruzzo UGL Salute, parte integrante della Confederazione UGL, è una organizzazione sindacale nazionale

𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚' 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐮𝐜𝐜𝐢 (𝐔𝐆𝐋 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨): «𝟏𝟏𝟖, 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐦𝐚 𝐝𝐮𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨. 𝐄 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨...
02/09/2026

𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚' 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐮𝐜𝐜𝐢 (𝐔𝐆𝐋 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨): «𝟏𝟏𝟖, 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐦𝐚 𝐝𝐮𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨. 𝐄 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 "𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐚"»

𝐼𝑙 𝑠𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑢𝑡𝑜𝑚𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎, 𝑚𝑎 𝑛𝑒 𝑟𝑖𝑣𝑒𝑛𝑑𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑙 𝑟𝑎𝑓𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜: 𝑑𝑢𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑖𝑛𝑐𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎𝑛𝑜, 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑢𝑛𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑐𝑜 𝑎 𝑏𝑜𝑟𝑑𝑜. 𝑁𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑓𝑓𝑖𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒: 𝑙𝑎 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑎𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑜𝑐𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎.

Teramo, 1° settembre 2026 — «Avevamo apprezzato ed apprezziamo il cambiamento e l'efficienza del servizio 118 Teramo, ora il documento tecnico c’è, e dice qualcosa di più netto di quanto immaginassimo». Stefano Matteucci, Segretario Regionale della UGL Salute Abruzzo, interviene sulle Linee di indirizzo del Sistema di Emergenza Territoriale 118 approvate dal Comitato Regionale Emergenza-Urgenza il 29 luglio scorso.

«Il documento applica il criterio nazionale AGENAS, quello del decreto ministeriale 70 del 2015, e calcola quante postazioni medicalizzate servono a ciascuna Azienda. Per Teramo il risultato è sei. Ne vengono programmate due, entrambe automediche. Ambulanze con medico a bordo: nessuna, su diciotto previste in Abruzzo. L’Aquila ne ha dodici di fabbisogno e quattordici assegnate, Chieti sette e nove, Pescara cinque e sette. Tre Aziende in eccedenza di due, una in deficit di quattro. È sempre la stessa storia e ci diranno che la carenza di medici è nazionale, o forse non siamo attrattivi?».

Il sindacato precisa subito il punto. «Il modello dell’automedica lo condividiamo, e lo diciamo senza riserve: un medico che raggiunge il target rapidamente, copre più postazioni di base e si libera prima, perché non accompagna il trasporto non necessario, è una scelta giusta. Il documento stesso scrive che le automediche vanno incrementate nei numeri assoluti. Ecco: a Teramo sono due. Non chiediamo meno automediche, ne chiediamo di più. Chiediamo che non siano solo due in una provincia di trecentomila abitanti».

«Due automediche H24, Teramo e Giulianova, devono coprire la costa, la Val Vibrata, la fascia collinare e tutto l’entroterra montano fino al Gran Sasso. Quando sono impegnate, e con ventisettemila interventi l’anno lo sono spesso, sul territorio non resta nulla con un medico a bordo. Non è un modello: è un modello applicato a metà».

«Il documento chiude questo passaggio scrivendo che la dotazione regionale, trentadue postazioni contro un fabbisogno di ventinove, “può essere ritenuta congrua”. Sul totale regionale è vero. Ma quel più tre è la somma algebrica di tre eccedenze e di un buco. Sommare le province significa far sparire l’unica che non raggiunge lo standard».

«𝐸 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑛𝑜𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒. 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑙 𝑓𝑒𝑛𝑜𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑒 𝑝𝑜𝑖, 𝑛𝑒𝑙 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑎𝑠𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜, 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑙𝑜 𝑙𝑜 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑎 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑚𝑒. 𝐷𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑟𝑖𝑙𝑒𝑣𝑎𝑡𝑎 𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎».

Il sindacato torna anche sui numeri della rete di base. «Delle ventuno ambulanze di base permanenti programmate in tutto l’Abruzzo, nove stanno nella sola provincia di Teramo: il 43 per cento, a fronte del 23 per cento della popolazione regionale. Montorio al Vomano, Torricella Sicura-Rocca Santa Maria, Sant’Egidio alla Vibrata, Castellalto, Notaresco, Martinsicuro, ora anche Cermignano. L’entroterra e la Val Vibrata. Roseto e Alba Adriatica adesso sono infermieristiche».

Il passaggio più delicato riguarda però chi gestirà questa rete. «Il documento prevede la messa a gara, per lotti, di tutte le postazioni di base, e apre all’affidamento in convenzione anche dei mezzi avanzati infermieristici e delle automediche nonché degli autisti. Significa che il pubblico programma il soccorso ma non lo esegue più. Su questo la nostra posizione è netta: non possiamo accettare che il servizio di emergenza-urgenza venga progressivamente appaltato a soggetti terzi in sostituzione del servizio sanitario pubblico. La titolarità del soccorso, il personale e la responsabilità clinica devono restare in capo alla ASL».

«Chi programma deve poter garantire. Quando la gestione è esterna, l’Azienda non governa più il personale, non governa i contratti applicati, non governa la continuità del servizio».

La UGL Salute Abruzzo chiede l’apertura immediata del confronto sindacale che il documento stesso prevede. «Il paragrafo 3.7 stabilisce che le Aziende definiscono il cronoprogramma attuativo entro centoventi giorni, previo confronto con le organizzazioni sindacali. Non è una cortesia: è un passaggio scritto nell’atto. Chiediamo che sia attivato subito, con i documenti sul tavolo prima e non dopo» .

«𝐋𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐯𝐢𝐬𝐚𝐭𝐨: 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐧𝐞 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐧𝐨. 𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐮𝐞, 𝐞 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐮𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐝 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚𝐥𝐞. 𝐈𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐮𝐥𝐚 𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢, 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐓𝐞𝐫𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨 𝐚 𝐛𝐨𝐫𝐝𝐨. 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢» 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐝𝐞 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐮𝐜𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐔𝐠𝐥 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨.

#118

30/08/2026

UGL SALUTE ABRUZZO
Segreteria Regionale
COMUNICATO STAMPA

"𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗗𝗔 𝗧𝗘𝗥𝗔𝗠𝗢", 𝗨𝗚𝗟 𝗦𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮 𝘁𝗲𝗹𝗲𝗳𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶. 𝗥𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮.

Teramo, 22 agosto 2026

Ci sono silenzi che pesano più di mille comunicati, e quello che da tempo circonda le criticità della sanità teramana è tra questi. UGL Salute annuncia l’attivazione di una propria linea telefonica dedicata ai cittadini e ai lavoratori, per raccogliere segnalazioni sulle criticità organizzative e assistenziali riscontrate nelle strutture della ASL di Teramo. Chi rappresenta i lavoratori e i cittadini deve ascoltare per primo, non per ultimo — e deve farlo sul serio.
𝗜𝗟 𝗡𝗨𝗠𝗘𝗥𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗘 𝗦𝗘𝗚𝗡𝗔𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜: 𝟯𝟴𝟵𝟮𝟯𝟱𝟰𝟰𝟳𝟬
𝗔𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝟮𝟰 𝗼𝗿𝗲 𝘀𝘂 𝟮𝟰 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶.

L’iniziativa nasce per dare voce a chi la sanità la vive ogni giorno da entrambi i lati: i cittadini che chiedono cure e gli operatori che cercano di garantirle, spesso in condizioni difficili. Le criticità che non vengono rappresentate restano, di fatto, invisibili — e ciò che è invisibile non entra mai nelle scelte di programmazione.
Non è una caccia all’uomo e non sarà una guerra tra chi si prodiga per le cure. Le segnalazioni non riguardano l’operato dei singoli professionisti, che quotidianamente si adoperano per garantire il servizio, ma la mancanza di programmazione da noi sempre lamentara, l’organizzazione e l’effettiva erogazione delle prestazioni: carenze di personale e di mezzi, liste di attesa, criticità logistiche, difficoltà di accesso ai servizi, disabilità. La distanza tra le dichiarazioni istituzionali e il disagio reale di chi chiede cure e di chi ogni giorno cerca di darne è precisamente ciò che intendiamo documentare.
Il servizio garantisce la riservatezza di chi segnala: nessuno deve trovarsi a scegliere tra il proprio posto di lavoro e la propria coscienza. I dati saranno trattati nel rispetto del Regolamento UE 2016/679 e non saranno diffusi né comunicati a terzi senza il consenso dell’interessato. La linea è aperta a tutti i cittadini e a tutti i lavoratori della sanità, pubblica e privata a prescindere dall’appartenenza sindacale.
Le segnalazioni raccolte saranno oggetto di verifica e, ove riscontrate, portate nelle sedi istituzionali competenti — Direzione Generale della ASL, Regione Abruzzo, organismi di vigilanza — nell’ambito delle relazioni sindacali e degli strumenti previsti dalla legge. La linea non sostituisce le procedure di reclamo dell’URP aziendale né le segnalazioni alle autorità competenti, alle quali resta sempre possibile rivolgersi.
“Partiamo da Teramo sarà il motto di questa campagna”, dichiara Stefano Matteucci, Segretario Regionale UGL Salute Abruzzo. “per poi estenderla anche alle altre province abruzzesi, per il tramite della rete regionale della Ugl salute abruzzo”.
UGL Salute ribadisce, senza necessità di visibilità, il proprio impegno a tutela dei diritti dei cittadini e dei lavoratori della sanità, nella convinzione che la trasparenza, per quanto scomoda, resti il primo dovere di chi si occupa di rappresentanza. Le segnalazioni che arriveranno non resteranno in un cassetto: saranno verificate e portate al tavolo, una per una.

🇮🇹👉Non ci facciamo intimorire da nessuno, avanti con la forza e caparbietà che ci ha sempre contraddistinto, per i lavor...
28/08/2026

🇮🇹👉Non ci facciamo intimorire da nessuno, avanti con la forza e caparbietà che ci ha sempre contraddistinto, per i lavoratori e per i cittadini👈🇮🇹

𝐥𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐬𝐚, 𝐚𝐝𝐢, 𝐚𝐬𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐜𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀, 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐭𝐞 𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐮𝐠𝐥 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐚𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨, 𝐝𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐨𝐬𝐭𝐫𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.

il problema è che si tende solo a far vedere!

🇮🇹📢👉Teramo, 21 agosto 2026UGL SALUTE ABRUZZO, MATTEUCCI «NESSUNO HA MAI PARLATO DI ASSISTENZA NEGATA.MA IL 18 AGOSTO NON...
21/08/2026

🇮🇹📢👉Teramo, 21 agosto 2026
UGL SALUTE ABRUZZO, MATTEUCCI «NESSUNO HA MAI PARLATO DI ASSISTENZA NEGATA.
MA IL 18 AGOSTO NON È L’UNICO GIORNO»👈📢🇮🇹

UGL Salute Abruzzo prende atto della nota diffusa dalla ASL di Teramo e chiarisce, senza polemica, ciò che ha scritto e ciò che non ha mai scritto.
Nel comunicato la parola “chiudere” è sempre comparsa tra virgolette, perché indicava in forma giornalistica l’attivazione della procedura aziendale per l’iperafflusso. Non abbiamo mai messo in dubbio che l’assistenza sia stata garantita, né sostenuto che un cittadino sia rimasto senza cure. Né abbiamo mai sminuito il lavoro degli operatori: al contrario, li difendiamo da anni, e continuiamo a ritenere che il personale dell’emergenza-urgenza e non solo meriti un riconoscimento fatto di organici adeguati e turni sostenibili, non soltanto di attestati verbali di stima.
La ASL, del resto, conferma i fatti che avevamo segnalato: non la sera del 18 agosto ma per la giornata la procedura è stata attivata, ne è stata data comunicazione alla Centrale Operativa 118 e i pazienti con patologie non tempo-dipendenti sono stati indirizzati verso i presidi risultati al momento non congestionati. La divergenza, dunque, non riguarda i fatti ma la parola scelta per descriverli. "Resta che in quelle giornate un qualsiasi cittadino con una patologia non tempo-dipendente del territorio di afferenza del presidio hub è stato accompagnato ad Atri, a Giulianova o a Sant’Omero anziché al presidio di riferimento della provincia".
Colpisce, semmai, il dato fornito dall’Azienda: 171 accessi a fronte di una media estiva di 150-160. Uno scostamento di poche unità è bastato a mandare in congestione il pronto soccorso dell’ospedale hub. È esattamente il problema che denunciamo, cioè un sistema privo di margini. E se l’afflusso di Ferragosto è, come correttamente si osserva, fisiologicamente più alto, allora era prevedibile: chiediamo quali rinforzi di organico fossero stati programmati prima del 18 agosto e non dopo.
Il punto, però, è un altro, ed è il motivo per cui abbiamo scelto la strada dei documenti anziché quella delle polemiche: il 18 agosto non è l’unica giornata critica di questa estate. Le segnalazioni raccolte anche dai cittadini descrivono condizioni di congestione ricorrenti, sia nell’ospedale hub sia nei presidi periferici, con una frequenza che non si spiega con il solo picco di Ferragosto. Se il ricorso alla procedura per l’iperafflusso fosse davvero episodico, sarebbe agevole dimostrarlo con i numeri.
Per questo abbiamo formalizzato un’istanza di accesso agli atti alla ASL di Teramo. Abbiamo chiesto quante comunicazioni di sovraffollamento siano state trasmesse dal 1° febbraio a oggi per ciascuno dei quattro pronto soccorso, con data, orario e causale; quali misure del piano aziendale siano state attivate in ciascuna occasione; quanti pazienti siano stati accolti nelle Admission Room e nelle Discharge Room dall’inaugurazione di febbraio e a seguire per gli spoke, in particolare proprio nelle giornate di iperafflusso, e se quelle aree siano oggi operative; e quanti trasporti secondari urgenti siano partiti dal 1° gennaio dai presidi spoke verso il “Mazzini” per consulenze specialistiche non disponibili nelle varie sedi spoke. Sono dati che l’Azienda possiede e che possono essere forniti in forma aggregata e anonima, senza alcun profilo di riservatezza. Attendiamo gli ulteriori documenti e sui documenti torneremo.
«Rispondere a un’organizzazione sindacale con l’annuncio di una denuncia, per episodi avvenuti, non fornisce alcuna risposta ai cittadini né agli operatori — dichiara Stefano Matteucci, segretario regionale di UGL Salute Abruzzo —. Rappresentare le criticità organizzative del servizio sanitario è l’esercizio di una funzione costituzionalmente tutelata, e continueremo a esercitarla nelle sedi opportune, con serenità e senza alcun timore. Invitiamo inoltre la cittadinanza a raccontare le proprie disavventure e a giorni sarà fornito un numero di telefono per le segnalazioni in forma anonima a tutto campo della nostra sanità locale ».

📢🇮🇹👉«UN OSPEDALE CHE ASPIRA AL DEA DI SECONDO LIVELLO NON PUÒ “CHIUDERE” IL PRONTO SOCCORSO PER SOVRAFFOLLAMENTO»👈🇮🇹📢Acc...
20/08/2026

📢🇮🇹👉«UN OSPEDALE CHE ASPIRA AL DEA DI SECONDO LIVELLO NON PUÒ “CHIUDERE” IL PRONTO SOCCORSO PER SOVRAFFOLLAMENTO»👈🇮🇹📢

Accade sempre più sovente che i pronto soccorso teramani “chiudano” per sovraffollamento. Non solo quelli periferici: anche l’hub. E questo, per UGL Salute Abruzzo, è il punto su cui la Regione e la ASL devono fermarsi a riflettere.

Come denunciamo da tempo, i pronto soccorso spoke ed hub della provincia scontano una carenza nazionale di medici e di personale infermieristico che non risparmia nessuno. Ma il nodo che pesa di più sui presidi periferici è la mancanza di specialisti: senza consulenze disponibili sul posto, il paziente medio e grave viene inevitabilmente centralizzato su Teramo. Ogni specialista che manca ad Atri, Giulianova o Sant’Omero si traduce in un’ambulanza in più verso il “Mazzini”. Poi, quando anche il “Mazzini” satura, la catena si spezza.

A monte c’è il vero fallimento: quello della riforma dell’assistenza territoriale. Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità sono nati con il DM 77/2022 proprio per alleggerire gli accessi ai pronto soccorso e dare risposte immediate alla popolazione. Ma senza medici di medicina generale e senza specialisti restano quello che l’ultimo monitoraggio Agenas fotografa a livello nazionale: su 1.715 Case della Comunità programmate, appena 66 risultano pienamente operative, con un fabbisogno stimato di oltre 2.500 medici e quasi 7.000 infermieri. Strutture inaugurate e non, ma sottorganico, che rischiano di ridursi a semplici poliambulatori con un’insegna nuova. E finché la funzione filtro non funziona, tutto il carico continua a gravare sull’emergenza-urgenza.

Il sovraffollamento viene misurato con l’indice NEDOCS, uno strumento validato che fotografa in tempo reale il rapporto tra pazienti in carico e risorse disponibili: oltre quota 100 il pronto soccorso è sovraffollato, oltre 140 gravemente sovraffollato. La Regione Abruzzo, con la DGR n. 493/2025, ha stabilito cosa deve accadere al superamento delle soglie: posti letto riservati quotidianamente al pronto soccorso, dimissioni programmate anche nei festivi, blocco temporaneo dei ricoveri non urgenti, rinforzo del personale, aree di ricovero esterne al pronto soccorso.

Che uno spoke vada in affanno è grave ma prevedibile. Che ad andare in difficoltà sia l’hub di un ospedale che aspira a diventare DEA di secondo livello — in una regione che è l’unica in Italia a non averne ancora individuato uno — impone una domanda seria: quelle misure sono state attivate, oggi come nelle altre giornate critiche di questa estate?

«Ogni anno si ripetono le stesse identiche criticità e ogni anno si risponde con gli stessi annunci — dichiara Stefano Matteucci, segretario regionale di UGL Salute Abruzzo —. Serve rafforzare davvero l’organizzazione dei pronto soccorso e gli organici, a partire dagli specialisti nei presidi periferici, chiedendo anche alla Asl che fine abbiano fatto le admission room e discharge room tanto decantate ed inaugurate dalla Asl a febbraio di quest’anno e se siano attualmente in uso a supporto dei Pronto Soccorso».

𝗖𝗵𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟭𝟴?𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲, 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗔𝗦𝗟 𝗱...
18/08/2026

𝗖𝗵𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝟭𝟭𝟴?
𝗨𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲, 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗔𝗦𝗟 𝗱𝗶 𝗣𝗲𝘀𝗰𝗮𝗿𝗮. 𝗘 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝗹𝗶𝘀𝗼𝗰𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝘀𝘂 𝗰𝘂𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶.

Il 28 luglio scorso, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato, è stato presentato il disegno di legge di riforma del Sistema di Emergenza Territoriale 118: atto Camera n. 2951, prima firma dell’on. Pittalis, su iniziativa del vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
Fin qui, ordinaria attività parlamentare. Il punto è un altro, e lo dicono gli stessi promotori: il testo è stato elaborato in stretta collaborazione con la Società Italiana Sistema 118 (SIS 118), presieduta da Mario Giosuè Balzanelli, riconfermato alla guida nazionale dell’associazione lo scorso 9 giugno.
Una sola associazione. Per una riforma che riguarda migliaia di medici, infermieri, autisti soccorritori e operatori di centrale operativa, e la sicurezza di milioni di cittadini.
NON LO DICIAMO SOLO NOI
Nel giugno scorso otto tra le principali società scientifiche dell’emergenza-urgenza — SIMEU, SIAARTI, ANIARTI, IRC, COSMEU, SIEMS e altre — hanno firmato uno statement congiunto per chiedere l’immediata convocazione di tavoli tecnici nazionali permanenti, denunciando l’assenza di un confronto strutturato con chi nel sistema ci lavora ogni giorno.
Il 3 agosto l’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, con una nota del presidente Manuel Ruggiero, ha indicato sette priorità di metodo e ha scritto una frase che condividiamo parola per parola: il presidente della SIS 118 non deve diventare l’unico interlocutore del Governo su questa materia.
Come UGL Salute Abruzzo lo andiamo dicendo da tempo, anche a mezzo stampa: il rischio di una sanità pubblica che si fa dettare l’agenda da soggetti privati è concreto. Oggi non è più un’ipotesi teorica.
𝗘 𝗤𝗨𝗜 𝗔𝗥𝗥𝗜𝗩𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗜𝗡 𝗔𝗕𝗥𝗨𝗭𝗭𝗢
Perché la questione, da nazionale, diventa immediatamente nostra. Basta mettere in fila alcuni elementi, tutti ricavabili da atti e comunicazioni pubbliche.
▪ LA CONVENZIONE. Con deliberazione n. 895 del 29 maggio 2024, è stata sottoscritta dal Direttore Generale della ASL di Pescara, Vero Michitelli, e dal Presidente nazionale SIS 118, Mario Giosuè Balzanelli, la “Convenzione tra la Società Italiana Sistema 118 e la ASL di Pescara per attività formativa 2024-2025-2026”, a titolo gratuito, con utilizzo dell’apparato organizzativo del centro di formazione aziendale EASC.
▪ IL CUMULO DI FUNZIONI. Dagli atti aziendali pubblici risulta che il Direttore della UOC 118 della ASL di Pescara, che dirige anche il Dipartimento di Urgenza-Emergenza, il centro di formazione EASC e il coordinamento della base di elisoccorso HEMS/HSAR, è al tempo stesso Vicepresidente nazionale della SIS 118.
▪ LA PRESENZA FORMATIVA SUL TERRITORIO. Risulta attiva una struttura di formazione riconducibile alla SIS 118 operante in ambito regionale, con docenti e referenti provenienti dalle ASL abruzzesi.
Fuori dalla Puglia, dove la SIS 118 ha il proprio radicamento storico, è difficile trovare in Italia una concentrazione paragonabile. E capita proprio qui.
Sia chiaro: nessuno sta attribuendo condotte illecite ad alcuno. Ma quando il vertice aziendale di un servizio 118 coincide con il vertice nazionale della società scientifica che ha collaborato alla stesura della riforma di quel servizio, ci troviamo davanti a una situazione oggettiva di potenziale conflitto di interessi. E l’ordinamento chiede di presidiarla con misure di trasparenza, non di affidarla alla valutazione discrezionale dei singoli.
Non sospetti. Atti.

𝙄𝙇 𝙋𝙍𝙀𝘾𝙀𝘿𝙀𝙉𝙏𝙀 𝘿𝙀𝙇𝙇’𝙀𝙇𝙄𝙎𝙊𝘾𝘾𝙊𝙍𝙎𝙊

𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨.

𝐈𝐥 𝟗 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨, 𝐢𝐧 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐕 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝’𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨 — 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐧𝐨𝐢 — 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐫𝐨 𝐬𝐮 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐥𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐥𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨: 𝐢𝐥 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐚𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝟓𝟎 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐢 𝐫𝐞𝐪𝐮𝐢𝐬𝐢𝐭𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢, 𝐥𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐢 𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐢, 𝐥’𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐥𝐚𝐭𝐞𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐧𝐭𝐢. 𝐋𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢 𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨.
𝐓𝐫𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨, 𝐢𝐥 𝟏𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨, 𝐥𝐚 𝐀𝐒𝐋 𝐝𝐢 𝐏𝐞𝐬𝐜𝐚𝐫𝐚 𝐡𝐚 𝐚𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧. 𝟖𝟗𝟕 𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐢𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐜𝐥𝐮𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐥𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨. 𝐌𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐞𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨. 𝐍𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐯𝐨𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚.

Il nodo è semplice e va detto con chiarezza: i requisiti formativi sono la chiave d’accesso al servizio. Se i percorsi abilitanti passano, in tutto o in parte, attraverso convenzioni con un’unica società scientifica, e se i vertici di quella società coincidono con i vertici aziendali che governano il servizio e la selezione del personale, allora quella non è più una questione tecnica. È una questione di equità di accesso al lavoro pubblico.
UNA SEGNALAZIONE CHE CHIEDIAMO DI CHIARIRE
Ci sono arrivate segnalazioni dal personale in servizio su disposizioni aziendali particolarmente restrittive in materia di autorizzazione a incarichi esterni e ad attività svolte a titolo gratuito dagli operatori del 118, a fronte di un regime che risulterebbe di fatto diverso per le attività svolte nell’ambito della convenzione con la società scientifica.
Non disponiamo, allo stato, di riscontro documentale. Proprio per questo non le diamo per acquisite: ne chiediamo formale verifica alla Direzione Generale della ASL di Pescara, riservandoci ogni valutazione all’esito.
COSA CHIEDIAMO
Al Ministero della Salute e al Parlamento: l’istituzione immediata di un tavolo tecnico nazionale permanente sulla riforma del 118, aperto a tutte le società scientifiche, alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze professionali, prima di ogni ulteriore avanzamento dell’iter del Ddl 2951.
Alla Regione Abruzzo: linee di indirizzo vincolanti per tutte le ASL sulle convenzioni con società scientifiche — evidenza pubblica, rotazione dei soggetti erogatori della formazione, misure specifiche di prevenzione del conflitto di interessi quando i referenti aziendali rivestono cariche negli enti convenzionati. E il completamento della revisione del disciplinare dell’elisoccorso, con recepimento delle osservazioni che abbiamo già formalizzato.
Alla ASL di Pescara: la revoca in autotutela della deliberazione n. 897 del 12 giugno 2026 e l’accesso agli atti su convenzione, piani formativi realizzati, costi diretti e indiretti a carico dell’Azienda, disposizioni in materia di incarichi esterni e dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi.
Al Dipartimento regionale Sanità: una ricognizione su tutte le ASL abruzzesi sulle convenzioni formative in essere nell’emergenza-urgenza, per verificare che le condizioni di accesso alla formazione abilitante siano davvero uguali per tutto il personale regionale.
IL PUNTO POLITICO
Non abbiamo alcuna pregiudiziale verso le società scientifiche: il loro apporto tecnico è prezioso e necessario. Ma un principio va ribadito, perché rischia di perdersi.
Le società scientifiche sono soggetti privati. Non sono organi dello Stato. Il loro contributo deve restare consultivo e plurale. Non può sostituire la funzione di indirizzo che spetta alle istituzioni e alla contrattazione, né tradursi in posizioni di vantaggio nella governance dei servizi pubblici o nell’accesso del personale ai servizi stessi.
Quando un unico soggetto associativo concorre a scrivere una riforma nazionale, gestisce percorsi formativi in convenzione con un’azienda sanitaria pubblica ed esprime nei propri organi di vertice i dirigenti di quella stessa azienda, il problema non è la buona fede delle persone. È la tenuta del sistema di garanzie.
Su questo continueremo a vigilare. Con tutti gli strumenti sindacali e istituzionali a nostra disposizione.

Stefano Matteucci
Segretario Regionale UGL Salute Abruzzo
#118

𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨𝐯𝐚, 𝐥'𝐨𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐝𝐨𝐧𝐞𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥'𝐞𝐥𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨. 𝐔𝐆𝐋 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞: "𝐋𝐚 𝐀𝐬𝐥 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐫𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐫...
11/08/2026

𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨𝐯𝐚, 𝐥'𝐨𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐢𝐝𝐨𝐧𝐞𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥'𝐞𝐥𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨. 𝐔𝐆𝐋 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞: "𝐋𝐚 𝐀𝐬𝐥 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐫𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚.

Giulianova — Il presidio ospedaliero "Maria SS. dello Splendore" di Giulianova, ospedale di riferimento per un bacino costiero che nei mesi estivi moltiplica la propria popolazione, ad oggi ancora non dispone di un'area idonea e a norma, nelle immediate vicinanze della struttura, per l'atterraggio in sicurezza degli elicotteri adibiti al servizio di emergenza-urgenza.

Le criticità sono note da tempo. L'area portuale, storicamente indicata tra i punti di atterraggio, risulta di fatto non utilizzabile a causa delle prescrizioni tecniche e delle limitazioni previste dalla normativa aeronautica. Analoghe difficoltà riguardano gli altri siti censiti in ambito cittadino. Il vecchio campo sportivo dell'Istituto Gualandi, adiacente al nosocomio, è stato utilizzato per anni sulla base di una intesa informale con l'Azienda sanitaria, ma la mancanza di una convenzione formalmente vigente e le condizioni di manutenzione dell'area ne hanno di fatto impedito l'ulteriore impiego.

Il risultato è che, in una città come Giulianova, il sistema dell'emergenza si trova oggi privo di una soluzione stabile, certa e immediatamente disponibile a poche centinaia di metri dal Pronto Soccorso.

È bene chiarire un punto tecnico che spesso genera confusione. Nelle missioni di soccorso primario, l'equipaggio HEMS può individuare e utilizzare un sito occasionale non preparato, purché il comandante ne valuti l'idoneità e la sicurezza al momento dell'intervento. Diverso è il caso dei trasporti secondari e dei trasferimenti interospedalieri urgenti — quelli, cioè, che riguardano i pazienti tempo-dipendenti da inviare verso i centri hub — per i quali occorre un'elisuperficie regolarmente individuata, a norma e disponibile, possibilmente in prossimità del presidio ospedaliero.

È esattamente questa la condizione che manca a Giulianova. E riguarda i pazienti più fragili: politraumi, infarti, ictus, emorragie cerebrali, patologie nelle quali il fattore tempo determina l'esito clinico e la qualità della sopravvivenza.

"Non chiediamo opere faraoniche né investimenti insostenibili" — dichiara Stefano Matteucci , Segretario Regionale UGL Salute Abruzzo. "Chiediamo che la Asl di Teramo ,assieme al comune di Giulianova, assuma un'iniziativa concreta e a costo pressoché nullo: la stipula di un'apposita convenzione non onerosa per l'utilizzo di un'area idonea in prossimità dell'ospedale, con l'impegno dell'Azienda a garantire la manutenzione ordinaria dei luoghi, la loro costante accessibilità e la conformità ai requisiti previsti dalla normativa. Un accordo formale, scritto, verificabile, che sostituisca finalmente le intese verbali e le soluzioni improvvisate."

"Ogni minuto perso nel trasferimento di un paziente critico" — prosegue Matteucci — "è un minuto sottratto alle sue possibilità di sopravvivenza. Non è accettabile che un ospedale sede di Pronto Soccorso, Rianimazione, Cardiologia e UTIC resti senza un punto di atterraggio certo e sicuro. È una questione di sicurezza delle cure, ma anche di dignità e di tutela per gli operatori del 118, che quotidianamente lavorano in condizioni difficili e ai quali va il nostro pieno riconoscimento."

La UGL Salute Abruzzo chiede pertanto alla Direzione Generale della Asl di Teramo e all'Amministrazione comunale di Giulianova di individuare formalmente, con il supporto tecnico del Servizio 118 e degli organi competenti, un sito idoneo all'atterraggio in prossimità del presidio ospedaliero di Giulianova garantendo l'accessibilità permanente dell'area ai mezzi di soccorso, evitando il ripetersi di episodi di cancelli chiusi, aree ostruite da veicoli in sosta o terreno impraticabile;
La UGL Salute Abruzzo conferma la propria disponibilità a un confronto immediato e costruttivo con l'Azienda e con le istituzioni del territorio, nella convinzione che sulla sicurezza dei cittadini e sulla tutela del diritto alla salute non possano esistere divisioni conclude Matteucci.

Di seguito il link del 2025

https://youtube.com/shorts/LsT3IwCNb7I?is=YabKzySjEuPjWu9j

Ed anche oggi, il miglior contratto di sempre!!!!!
07/08/2026

Ed anche oggi, il miglior contratto di sempre!!!!!

PRONTO SOCCORSO: IN ARRIVO UN TAGLIO IN BUSTA PAGA?

⚠️ L'ipotesi di rinnovo del CCNL Sanità 2025-2027 introduce una delle modifiche più controverse degli ultimi anni.

❌ Per il personale del Pronto Soccorso, l'indennità di disagio pari in media a 100 euro mensili [ 5 euro giornaliere ] è stata soppressa e di fatto non sarà più cumulabile con l'indennità specifica di Pronto Soccorso.

💸 Il risultato? Per molti professionisti questo potrebbe tradursi in una riduzione del trattamento economico accessorio, con una possibile perdita in busta paga nonostante l'aumento dell'indennità di Pronto Soccorso.

🏥 Chi lavora ogni giorno in uno dei reparti più complessi, usuranti e a maggior rischio del Servizio Sanitario potrebbe ritrovarsi con un riconoscimento economico inferiore rispetto a quello attualmente percepito.

❓È questa la valorizzazione prevista per chi garantisce assistenza nelle emergenze 24 ore su 24?

📢 Una scelta destinata ad accendere il dibattito e a far discutere migliaia di professionisti della sanità che dovrebbero aprire gli occhi quando decidono da chi farsi tutelare.

Indirizzo

Via Dell'aeroporto 23
Teramo
64100

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