02/09/2026
𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚' 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐮𝐜𝐜𝐢 (𝐔𝐆𝐋 𝐒𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨): «𝟏𝟏𝟖, 𝐁𝐞𝐧𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐦𝐚 𝐝𝐮𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨. 𝐄 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 "𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐚"»
𝐼𝑙 𝑠𝑖𝑛𝑑𝑎𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑑𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑢𝑡𝑜𝑚𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎, 𝑚𝑎 𝑛𝑒 𝑟𝑖𝑣𝑒𝑛𝑑𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑙 𝑟𝑎𝑓𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜: 𝑑𝑢𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑖𝑛𝑐𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎𝑛𝑜, 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑢𝑛𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑐𝑜 𝑎 𝑏𝑜𝑟𝑑𝑜. 𝑁𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑓𝑓𝑖𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒𝑠𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒: 𝑙𝑎 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑎𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑜𝑐𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎.
Teramo, 1° settembre 2026 — «Avevamo apprezzato ed apprezziamo il cambiamento e l'efficienza del servizio 118 Teramo, ora il documento tecnico c’è, e dice qualcosa di più netto di quanto immaginassimo». Stefano Matteucci, Segretario Regionale della UGL Salute Abruzzo, interviene sulle Linee di indirizzo del Sistema di Emergenza Territoriale 118 approvate dal Comitato Regionale Emergenza-Urgenza il 29 luglio scorso.
«Il documento applica il criterio nazionale AGENAS, quello del decreto ministeriale 70 del 2015, e calcola quante postazioni medicalizzate servono a ciascuna Azienda. Per Teramo il risultato è sei. Ne vengono programmate due, entrambe automediche. Ambulanze con medico a bordo: nessuna, su diciotto previste in Abruzzo. L’Aquila ne ha dodici di fabbisogno e quattordici assegnate, Chieti sette e nove, Pescara cinque e sette. Tre Aziende in eccedenza di due, una in deficit di quattro. È sempre la stessa storia e ci diranno che la carenza di medici è nazionale, o forse non siamo attrattivi?».
Il sindacato precisa subito il punto. «Il modello dell’automedica lo condividiamo, e lo diciamo senza riserve: un medico che raggiunge il target rapidamente, copre più postazioni di base e si libera prima, perché non accompagna il trasporto non necessario, è una scelta giusta. Il documento stesso scrive che le automediche vanno incrementate nei numeri assoluti. Ecco: a Teramo sono due. Non chiediamo meno automediche, ne chiediamo di più. Chiediamo che non siano solo due in una provincia di trecentomila abitanti».
«Due automediche H24, Teramo e Giulianova, devono coprire la costa, la Val Vibrata, la fascia collinare e tutto l’entroterra montano fino al Gran Sasso. Quando sono impegnate, e con ventisettemila interventi l’anno lo sono spesso, sul territorio non resta nulla con un medico a bordo. Non è un modello: è un modello applicato a metà».
«Il documento chiude questo passaggio scrivendo che la dotazione regionale, trentadue postazioni contro un fabbisogno di ventinove, “può essere ritenuta congrua”. Sul totale regionale è vero. Ma quel più tre è la somma algebrica di tre eccedenze e di un buco. Sommare le province significa far sparire l’unica che non raggiunge lo standard».
«𝐸 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑛𝑜𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒. 𝑖𝑙 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑙 𝑓𝑒𝑛𝑜𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑒 𝑝𝑜𝑖, 𝑛𝑒𝑙 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑎𝑠𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜, 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑙𝑜 𝑙𝑜 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑎 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑚𝑒. 𝐷𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑖𝑡𝑎̀ 𝑟𝑖𝑙𝑒𝑣𝑎𝑡𝑎 𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎».
Il sindacato torna anche sui numeri della rete di base. «Delle ventuno ambulanze di base permanenti programmate in tutto l’Abruzzo, nove stanno nella sola provincia di Teramo: il 43 per cento, a fronte del 23 per cento della popolazione regionale. Montorio al Vomano, Torricella Sicura-Rocca Santa Maria, Sant’Egidio alla Vibrata, Castellalto, Notaresco, Martinsicuro, ora anche Cermignano. L’entroterra e la Val Vibrata. Roseto e Alba Adriatica adesso sono infermieristiche».
Il passaggio più delicato riguarda però chi gestirà questa rete. «Il documento prevede la messa a gara, per lotti, di tutte le postazioni di base, e apre all’affidamento in convenzione anche dei mezzi avanzati infermieristici e delle automediche nonché degli autisti. Significa che il pubblico programma il soccorso ma non lo esegue più. Su questo la nostra posizione è netta: non possiamo accettare che il servizio di emergenza-urgenza venga progressivamente appaltato a soggetti terzi in sostituzione del servizio sanitario pubblico. La titolarità del soccorso, il personale e la responsabilità clinica devono restare in capo alla ASL».
«Chi programma deve poter garantire. Quando la gestione è esterna, l’Azienda non governa più il personale, non governa i contratti applicati, non governa la continuità del servizio».
La UGL Salute Abruzzo chiede l’apertura immediata del confronto sindacale che il documento stesso prevede. «Il paragrafo 3.7 stabilisce che le Aziende definiscono il cronoprogramma attuativo entro centoventi giorni, previo confronto con le organizzazioni sindacali. Non è una cortesia: è un passaggio scritto nell’atto. Chiediamo che sia attivato subito, con i documenti sul tavolo prima e non dopo» .
«𝐋𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐯𝐢𝐬𝐚𝐭𝐨: 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐧𝐞 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐧𝐨. 𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐮𝐞, 𝐞 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐞𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐮𝐭𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐝 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚𝐥𝐞. 𝐈𝐥 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐮𝐥𝐚 𝐞 𝐢 𝐬𝐮𝐨𝐢 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢, 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚 𝐓𝐞𝐫𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨 𝐚 𝐛𝐨𝐫𝐝𝐨. 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢» 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐝𝐞 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐮𝐜𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐔𝐠𝐥 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐀𝐛𝐫𝐮𝐳𝐳𝐨.
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