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difesafiumetara In difesa del fiume Tara, NO al dissalatore
Facciamo sentire le nostre voci!!

08/06/2026

++DISSALATORE DEL TARA: PRESENTATO RECLAMO FORMALE AD ARERA E DIFFIDA ALLE AUTORITÀ COMPETENTI - COMUNICATO STAMPA

La comunità del Tara, i cittadini ionici, le associazioni e i comitati, rappresentati dall'Avv. Nicola Russo, hanno presentato un formale reclamo ad ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e una diffida indirizzata all'Autorità Idrica Pugliese e ad Acquedotto Pugliese in relazione al progetto del dissalatore sul Tara.

Al centro dell'iniziativa vi è la contestazione dell'incremento dei costi del progetto, approvato dall'Autorità Idrica Pugliese con deliberazione n. 27 del 28 marzo 2025.

Secondo quanto evidenziato nel reclamo, il quadro economico dell'opera sarebbe stato incrementato di oltre 30 milioni di euro, con una quota superiore a 31 milioni destinata a gravare direttamente sulla tariffa idrica e quindi sulle bollette dei cittadini pugliesi.

I firmatari chiedono ad ARERA di non riconoscere tali maggiori costi in tariffa e di avviare tutte le verifiche necessarie sulla conformità e sulla legittimità dell'operazione sotto il profilo amministrativo, regolatorio e contrattuale.

Il progetto è stato affidato mediante appalto integrato "a corpo", una formula che prevede un corrispettivo fisso e invariabile e che attribuisce all'appaltatore il rischio delle variazioni e delle maggiorazioni di costo prevedibili in fase progettuale. Per questo motivo gli extracosti non dovrebbero essere trasferiti agli utenti attraverso la bolletta dell'acqua.

Nel documento viene inoltre richiamata la sentenza del TAR Lombardia n. 1854/2025, successivamente confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 1582/2026, con la richiesta di procedere alla restituzione di circa 28 milioni di euro relativi a partite tariffarie riferite agli anni 2022-2023 e ritenute non dovute.

Non è possibile scaricare sui cittadini ulteriori costi derivanti da carenze progettuali, soprattutto in considerazione del fatto che non è stata ancora chiarita pubblicamente da Acquedotto Pugliese la destinazione e l'utilizzo della quota di finanziamento PNRR, pari a circa 27 milioni di euro, il cui termine perentorio di utilizzo è scaduto il 31 marzo 2026.

Ci riserviamo di rendere pubbliche ulteriori questioni finanziarie dell'opera che riteniamo meritevoli di attenzione e approfondimento.
Non vogliamo e non dobbiamo pagare di tasca nostra la compromissione dell'habitat del Tara.

Associazione "Genitori tarantini"
Associazione Dis-Education
Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Convocatoria Ecologista Taranto
Confederazione COBAS
Gambe di Mazinga
Taras Futura

05/06/2026

COMUNICATO STAMPA

In data 5 giugno 2026, Acquedotto Pugliese ha pubblicato un comunicato stampa di precisazione con il quale ha espresso la propria estraneità rispetto ai lavori di innalzamento degli argini del fiume Tara.

Tali interventi non sono direttamente collegati al progetto del dissalatore: essi sono infatti stati affidati dal Commissario straordinario per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione Puglia nell'ambito delle opere di mitigazione della pericolosità idraulica dell'area del Tara.

Conosciamo bene quali siano i lavori riconducibili al progetto del dissalatore e quali, invece, riguardino gli interventi di messa in sicurezza idraulica. In questi mesi abbiamo imparato a distinguere con chiarezza le modalità operative dei due distinti cantieri.

Cogliamo tuttavia l'occasione per ricordare ad Acquedotto Pugliese le responsabilità giuridiche connesse al proprio ruolo. Oltre al monitoraggio ambientale dell'area del Tara, AQP ha il dovere, in qualità di gestore del Servizio Idrico Integrato e concessionario della derivazione, di vigilare sullo stato del fiume e di segnalare alle autorità competenti eventuali criticità.

Da ottobre risulterebbe evidente un peggioramento del fenomeno di eutrofizzazione delle acque del Tara, con tutte le conseguenze che ciò comporta per l'ecosistema fluviale. Ricordiamo inoltre quanto evidenziato da ARPA Puglia: pur utilizzando opere di presa già esistenti, un prelievo massiccio di acqua da un corso d'acqua classificato in stato ecologico scarso, fino a superare il deflusso minimo vitale, rischierebbe di comprometterne ulteriormente l'equilibrio ambientale.

Per questo motivo, nessuna campagna di comunicazione potrà rassicurare la nostra comunità. Continuiamo a ritenere il dissalatore incompatibile con la tutela del fiume Tara e con il suo valore ambientale, sociale e culturale per il territorio ionico.

Cogliamo infine l'occasione per chiedere ad Acquedotto Pugliese di aggiornare il proprio sito web, nella sezione "Acqua per Taranto", pubblicando i dati dei monitoraggi ambientali nelle aree dedicate che risultano tuttora prive di informazioni. Si tratta di monitoraggi non facoltativi, la cui diffusione rappresenta un elemento essenziale di trasparenza nei confronti dei cittadini.

Tara resiste.

Rete Difesa Fiume Tara

È stata inviata all'ufficio ambiente del comune di Taranto una diffida e messa in mora per inerzia amministrativa e omes...
01/06/2026

È stata inviata all'ufficio ambiente del comune di Taranto una diffida e messa in mora per inerzia amministrativa e omessa adozione di provvedimenti a tutela del fiume Tara.
È stata allegata una segnalazione di grave deterioramento ambientale, ed una richiesta di immediato riscontro con riserve di ricorso al TAR per silezio-inadempimento e di segnalazione giudiziaria.

L'ufficio ha 30 gg di tempo per rispondere a tutti i punti sottoposti tramite diffida.
Dopodiché oltre a prendere i provvedimenti sopra indicati, sarà guerra politica all'Assessora all'Ambiente Gravame.

Questa diffida arriva dopo ben 4 segnalazioni ignorate e scadute (tutte regolarmente protocollate dagli uffici comunali).

Il fiume è in stato di grave sofferenza, ci è stato negato l'accesso alle acque e agli spazi che ci appartengono ed il suo habitat è unico e necessita di tutela. La legge europea e nazionale impone l'adozione di provvedimenti per migliorare lo stato qualitativo delle acque, che ad oggi è di tipo 'scarso'.

Avast mo: AVS, Pd e ambientalisti in cerca di gloria hanno costruito una campagna elettorale su un dramma sociale.
Questa è la vostra cifra.

Dovete rispondere a noi, non ai vostri padroni.

Un progetto, un disegno ben preciso.L'esistenza di una serie di opere impattanti non è frutto di una casualità, è il com...
28/05/2026

Un progetto, un disegno ben preciso.
L'esistenza di una serie di opere impattanti non è frutto di una casualità, è il compimento di una volontà dettata da pochi.

Ci raccontano di classifiche che ci ritraggono agli ultimi posti per vivibilità, aspettative di vita e opportunità per giovani.
Sarebbe strano il contrario.

La privazione di spazi abitativi, del diritto allo studio, di luoghi di scambio politico, l'introduzione del precariato, della povertà e dell'emarginazione, la distruzione del patrimonio storico e culturale, sono tutti strumenti funzionali alla cannibalizzazione di un territorio che offre risorse in quantità da poter estrarre.
È necessario che tutto ciò avvenga con il minor disturbo possibile.

La vicenda del dissalatore è solo uno dei tanti esempi che si possono fare, si sceglie di rispondere ad esigenze che non sono quelle della comunità che vive i luoghi.
La questione tecnica è solo un mezzo, quando si affrontano con strumenti e conoscenze le motivazioni poste alla base della realizzazione di tali opere, ci si rende conto di quanto sia precaria l'impostazione tecnica rispetto alle reali esigenze estrattive.

Le figure istituzionali sono parte integrante del sistema: la partitocrazia ha devastato il dibattito politico comunitario rendendolo sterile e fine a se stesso.
La politica è diventata un sistema autoreferenziale capace di rigenerarsi senza la partecipazione popolare.

Siamo pochi e divisi.
Urge un confronto.

Al fine di evitare inutili strumentalizzazioni, puntualizziamo quella che è stata l’azione amministrativa del Comune di ...
19/05/2026

Al fine di evitare inutili strumentalizzazioni, puntualizziamo quella che è stata l’azione amministrativa del Comune di Taranto e in particolare quella del sindaco Bitetti e della sua amministrazione.
È bene essere il più trasparenti possibile quando in gioco c’è l’interesse di un’intera comunità, soprattutto quando questa comunità è stata lasciata sola da chi avrebbe dovuto, prima per etica e poi per rispetto del mandato ricevuto, schierarsi immediatamente al fianco della gente.

Il 13 ottobre viene presentata una mozione in Consiglio comunale. Tale mozione avrebbe impegnato il sindaco Bitetti a presentare ricorso contro l’autorizzazione definitiva del dissalatore.
Nella stessa seduta consiliare, la mozione viene emendata e trasformata nel “valutare” se vi siano i presupposti per presentare ricorso.
A tutti gli effetti, diventa una presa di tempo.

A novembre viene comunicato, in via indiretta e mai tramite una comunicazione ufficiale, che non vi sono i presupposti legali per impugnare l’autorizzazione del dissalatore.

Nel frattempo, viene presentato il ricorso da parte della cittadinanza: un passaggio comunitario, partecipato e dovuto nei confronti del Tara. Un ricorso redatto partendo proprio dagli elementi che erano stati consegnati in precedenza all’assessora all’Ambiente Gravame, ritenuti dall’Amministrazione non sufficienti.

Il 2 marzo 2026, tramite determina e sempre senza alcuna comunicazione ufficiale, il Comune di Taranto incarica uno studio legale per costituirsi a sostegno del ricorso.
Ma come? Non avevano detto che non vi erano i presupposti?

Il ricorso presentato dal Gruppo di Intervento Giuridico per conto della comunità del Tara è il frutto di un lavoro meticoloso, strutturato e ben documentato.
Come ha contribuito il Comune di Taranto a tale azione? Allegando un solo documento, introdotto tramite una mezza riga nel ricorso originale.

Resteranno vani i tentativi di autoassoluzione, anche l'inerzia è una colpa.

Nel corso di una visita effettuata in area esterna al cantiere nei pressi della Masseria Carmine a Paolo VI, è stata ril...
16/05/2026

Nel corso di una visita effettuata in area esterna al cantiere nei pressi della Masseria Carmine a Paolo VI, è stata rilevata la presenza di un cartello recante la dicitura di sequestro probatorio ex art. 354 c.p.p.

Dalla documentazione visibile sul posto, il provvedimento appare riferibile all'ASL di Taranto Taranto in particolare allo SPESAL (servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro).
Al momento, nella zona delle condotte le attività risultano ferme e i mezzi di movimento terra non sono più presenti.
Prendiamo atto di quanto rilevato e restiamo in attesa degli accertamenti e delle comunicazioni ufficiali delle autorità competenti.
Continueremo a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda nell’interesse della tutela del territorio e della corretta informazione.

Tara resiste!

Vogliamo aggiornare la cittadinanza e la comunità del Tara sugli sviluppi relativi all’udienza svoltasi martedì 12 maggi...
15/05/2026

Vogliamo aggiornare la cittadinanza e la comunità del Tara sugli sviluppi relativi all’udienza svoltasi martedì 12 maggio presso il TAR di Bari.

Attraverso il ricorso proposto, oltre a contestare gli aspetti relativi all’iter di rilascio dell’autorizzazione definitiva, è stata avanzata un’istanza cautelare, ossia la richiesta di sospensione dei lavori fino alla decisione definitiva del TAR.
Tale richiesta è stata presentata allo scopo di prevenire, o quantomeno contenere, i danni attualmente in corso derivanti dalle attività di cantierizzazione: danni ambientali, sociali ed economici. L’udienza del 12 maggio è stata quindi dedicata alla discussione di questa richiesta.

Le motivazioni poste a fondamento dell’istanza cautelare evidenziavano un danno concreto, attuale e documentato. I vizi dell’iter autorizzatorio risultano molteplici e concorrono a delineare l’autorizzazione definitiva come il risultato di un procedimento carente sotto diversi profili istruttori e valutativi.
Sono state portate all’attenzione del Collegio, con precisione e puntualità, numerose criticità, tra cui:
• la trasformazione materiale e irreversibile dei luoghi dovuta alla cantierizzazione;
• la precaria, o in alcuni casi inesistente, gestione delle interferenze tra le condotte idriche previste e i metanodotti SNAM già esistenti, con i conseguenti rischi per la sicurezza;
• l’utilizzo della tecnica di scavo del microtunneling in un’area classificata SIN, con il rischio concreto di mobilizzazione delle sostanze contaminanti presenti nel sottosuolo;
• le criticità evidenziate da ARPA Puglia in merito al prelievo idrico previsto e ai possibili effetti sull’equilibrio ecosistemico del Tara;
• il rischio concreto di perdita dei fondi PNRR destinati alla realizzazione dell’opera.

In data 14 maggio il TAR di Bari ha pronunciato l’ordinanza con cui è stata respinta l’istanza cautelare proposta.
Nella motivazione si legge che “…non si ravvisano gli elementi del prospettato danno grave e irreparabile… soprattutto in previsione della stagione estiva, sulle esigenze di approvvigionamento di adeguate risorse idriche nell’area interessata.”

Nella motivazione dell’ordinanza tali profili non risultano affrontati in modo approfondito.
Secondo il TAR di Bari, la sospensione dei lavori potrebbe compromettere l’approvvigionamento idrico del territorio tarantino durante la stagione estiva. Ma di quale stagione estiva si parla?
AQP, rispondendo alle richieste di chiarimento avanzate dalla CIGL sulle tempistiche dell’opera, ha indicato febbraio 2027 come data prevista per la conclusione dei lavori.
E allora viene spontaneo chiedersi: quale emergenza estiva giustifica oggi il rigetto della cautelare?
Il sindacato, inoltre, non dovrebbe forse preoccuparsi della tutela e dell’incolumità degli operai impegnati in un’area in cui è stata segnalata la presenza di condotte del gas non censite?

Il Comune di Taranto è intervenuto nel giudizio solo successivamente all’iniziativa promossa dai cittadini per difendere la cosa pubblica.
L’intervento ad adiuvandum del Comune si è tradotto, nei fatti, nell’aggiunta di una sola riga rispetto al meticoloso lavoro già svolto dagli avvocati Colapinto e Sgobba.

Ci riserviamo di comunicare nei prossimi giorni quelle che saranno le iniziative, sia legali che di mobilitazione, in risposta a quanto accaduto durante l’ultima settimana.

Un senso di rabbia ci attraversa, ma non è questo il momento di arrendersi.
Anzi, è proprio ora che dobbiamo reagire come una comunità innamorata del Tara.
Chi ama non si arrende mai.

11/05/2026

Bakari Sako, 35 anni, è stato assassinato a Taranto all'alba, mentre si recava a lavoro.

La diffusione della notizia via social ha dato vita ad una proliferazione di commenti razzisti, xenofobi e del tutto ingiustificati.
Questo è il risultato raggiunto da chi da anni alimenta rabbia, odio e divisioni, sfruttando il crescente malcontento generale.

La difesa della nostra terra è strettamente correlata alla difesa delle vite umane, senza distinzione alcuna.
Sono due aspetti inseparabilmente collegati.
Non si può rimanere in silenzio, non dobbiamo.

Va******lo a chi odia,
va******lo a chi rimane in silenzio,
va******lo a chi trasforma tutto ciò in consensi elettorali.

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Taranto

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