29/08/2026
Queste sono le condizioni anomale delle acque del Tara a pochi giorni dal rito della processione.
Le minoranze non hanno voce. Anzi, vengono messe a tacere quando la loro voce rischia di ostacolare progetti estrattivi e interessi che, evidentemente, valgono più della tutela del territorio e della salute della comunità.
La precaria condizione delle acque è stata rilevata da ARPA Puglia e dalla ASL di Taranto. Entrambi gli enti hanno trasmesso tempestivamente le proprie osservazioni al Comune di Taranto.
Eppure, intervenire oggi significherebbe, in qualche modo, agevolare il ricorso contro il dissalatore portato avanti dalla comunità.
Ed è qui che il silenzio diventa una scelta.
Si potrebbero riprendere le dichiarazioni del sindaco Bitetti, dell’assessora all’Ambiente Gravame e di tutte quelle figure politiche che si affacciano sui drammi sociali con grande puntualità, soprattutto quando questi possono trasformarsi in consenso elettorale.
Ma forse non è questo il momento.
Perché accostare a un rito così significativo chi ha scelto il silenzio e l’inerzia davanti a una situazione tanto delicata rischierebbe di compromettere qualcosa che dovrebbe avere un valore ben più grande di qualsiasi consenso: la dignità di una comunità e la tutela del suo territorio.
Il Tara non ha bisogno di passerelle ma di risposte.
E soprattutto, di qualcuno che abbia il coraggio di darle.