09/10/2026
Domani saremo in piazza Maria Immacolata ore 18:00: per la Palestina, per la libertà e per la fine del genocidio. Invitiamo tutte e tutti a esserci: il silenzio non è un'opzione, esserci è responsabilità collettiva.
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LA FINE DEL GENOCIDIO É LA FINE DEL SIONISMO
Taranto 10 ottobre 2026
ore 18:00
piazza Maria Immacolata
Il coordinamento Freedom Flotilla Italia Taranto e provincia risponde all'appello di mobilitazione nazionale fatto da Unione Democratica Arabo Palestinese - UDAP
Giovani Palestinesi d'Italia e التجمع الفلسطيني في ايطاليا Associazione dei Palestinesi in Italia
Il genocidio del popolo palestinese va avanti senza sosta. É nostro dovere riportare la centralità della lotta palestinese al centro del movimento politico e popolare in Italia.
In piazza per chiedere la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell'esercito di occupazione.
In piazza, al fianco di tutti i popoli che resistono all'imperialismo e alle aggressioni sioniste e contro le politiche di guerra che devastano i territori e le popolazioni.
In piazza per esprimere Solidarietà a chi, anche in Italia, subisce la repressione per essersi mobilitato al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio.
▼ Stop alla guerra e all'economia di guerra
▼Stop alla criminalizzazione del dissenso: Ritiro immediato del "DDL Antisemitismo" (che usa la definizione IHRA per equiparare l'antisionismo all'antisemitismo e silenziare la critica politica)
▼Libertà per i prigionieri politici in Italia: Liberazione immediata per Anan Yaeesh, Ahmed Salem, Mohammed Hannoun, Ra'ed Dawoud, Yaser Elasaly, Riyad Albustanji e Abdelnuti Abunada.
▼ Per il diritto del popolo palestinese alla resistenza, all'autodeterminazione, alla liberazione.
▼ Contro la complicità diretta dello Stato italiano, terzo esportatore al mondo di armi verso "Israele" e corresponsabile nel genocidio del popolo palestinese.
▼ Contro le politiche di riarmo europeo e italiano che pretendono di destinare fino al 5% del PIL alle spese militari e all'industria bellica, a scapito dei diritti sociali, sottraendo risorse fondamentali a sanità, istruzione, lavoro e welfare.
Invitiamo tutti a mobilitarsi, intrecciando la lotta contro il genocidio e la guerra con quella contro lo sfruttamento e l'attacco continuo a diritti sociali.