Giustizia per Taranto

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Giustizia per Taranto Associazione politico-culturale per la giustizia sociale, ambientale e la partecipazione come strumento per favorire democrazia e inclusione.

Vigilanza, riflessioni, denunce, eventi e proposte per il bene comune nel territorio di Taranto Giustizia per Taranto nasce il 25 Febbraio 2017, a seguito di una mobilitazione cittadina in favore dell'Ambiente che portò in piazza circa 7.000 persone. Quel gruppo ha poi sentito la necessità e la responsabilità di dare continuità a quell'esperienza dando vita all'associazione formalizzatasi l'8 marzo 2018. Un percorso per continuare a lavorare insieme per Taranto, a partire dai problemi ambientali, fino ad abbracciare tutti i temi che incidono sulla qualità della vita delle persone sul nostro territorio

Domani saremo in piazza Maria Immacolata ore 18:00: per la Palestina, per la libertà e per la fine del genocidio. Inviti...
09/10/2026

Domani saremo in piazza Maria Immacolata ore 18:00: per la Palestina, per la libertà e per la fine del genocidio. Invitiamo tutte e tutti a esserci: il silenzio non è un'opzione, esserci è responsabilità collettiva.

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LA FINE DEL GENOCIDIO É LA FINE DEL SIONISMO

Taranto 10 ottobre 2026
ore 18:00
piazza Maria Immacolata

Il coordinamento Freedom Flotilla Italia Taranto e provincia risponde all'appello di mobilitazione nazionale fatto da Unione Democratica Arabo Palestinese - UDAP
Giovani Palestinesi d'Italia e التجمع الفلسطيني في ايطاليا Associazione dei Palestinesi in Italia

Il genocidio del popolo palestinese va avanti senza sosta. É nostro dovere riportare la centralità della lotta palestinese al centro del movimento politico e popolare in Italia.

In piazza per chiedere la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell'esercito di occupazione.
In piazza, al fianco di tutti i popoli che resistono all'imperialismo e alle aggressioni sioniste e contro le politiche di guerra che devastano i territori e le popolazioni.
In piazza per esprimere Solidarietà a chi, anche in Italia, subisce la repressione per essersi mobilitato al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio.

▼ Stop alla guerra e all'economia di guerra
▼Stop alla criminalizzazione del dissenso: Ritiro immediato del "DDL Antisemitismo" (che usa la definizione IHRA per equiparare l'antisionismo all'antisemitismo e silenziare la critica politica)
▼Libertà per i prigionieri politici in Italia: Liberazione immediata per Anan Yaeesh, Ahmed Salem, Mohammed Hannoun, Ra'ed Dawoud, Yaser Elasaly, Riyad Albustanji e Abdelnuti Abunada.
▼ Per il diritto del popolo palestinese alla resistenza, all'autodeterminazione, alla liberazione.
▼ Contro la complicità diretta dello Stato italiano, terzo esportatore al mondo di armi verso "Israele" e corresponsabile nel genocidio del popolo palestinese.
▼ Contro le politiche di riarmo europeo e italiano che pretendono di destinare fino al 5% del PIL alle spese militari e all'industria bellica, a scapito dei diritti sociali, sottraendo risorse fondamentali a sanità, istruzione, lavoro e welfare.

Invitiamo tutti a mobilitarsi, intrecciando la lotta contro il genocidio e la guerra con quella contro lo sfruttamento e l'attacco continuo a diritti sociali.

RESOCONTO INCONTRO CON GLI ESPERTI EX-ILVAMercoledì abbiamo ospitato nella nostra sede un interessantissimo incontro con...
09/10/2026

RESOCONTO INCONTRO CON GLI ESPERTI EX-ILVA

Mercoledì abbiamo ospitato nella nostra sede un interessantissimo incontro con cinque ex funzionari e capi area del siderurgico. L’occasione è stata preziosa per dotarci di conoscenze tecniche utili a comprendere lo scenario attuale e, soprattutto, quelli che si prospettano dopo il giudizio della Corte di Cassazione.

Il primo, attualmente più concreto, prevederebbe la cessione a privati e la prosecuzione della sola area a freddo con l’importazione di bramme; il secondo vedrebbe anche l’installazione di un impianto DRI per l’esportazione di preridotto alle altre fabbriche italiane dotate di forni elettrici e il terzo, fortemente caldeggiato dal Governo in caso di sentenza sfavorevole agli altiforni, con la costituzione di una nuova area a caldo con forni elettrici e, probabilmente, anche un rigassificatore.

Assieme agli esperti abbiamo analizzato le tre possibilità dal punto di vista della percorribilità tecnica e delle ricadute ambientali e occupazionali e messo a fuoco i punti da attenzionare maggiormente nelle nostre vertenze, tanto dal punto di vista ambientale e sanitario, che economico e occupazionale.

Le conferme avute su talune pratiche adottate, soprattutto dopo la cessione ai privati, hanno suscitato profondo sdegno e la constatazione della portata delle bonifiche necessarie al ripristino dei danni prodotti. Interventi per i quali sarà fondamentale appurare che le garanzie economiche che le aziende inquinanti sono obbligate a versare siano state richieste e trattenute allo scopo. Considerando a riguardo che la fabbrica è stata pubblica per diversi anni e che, pertanto, responsabilità e oneri delle bonifiche dovranno necessariamente essere prese in carico dallo Stato.

Siamo lieti di esserci dati e aver offerto questa possibilità di approfondimento di estrema utilità e grati ai tecnici che ci hanno messo a disposizione competenze ed esperienza pluriennale di alto profilo per costruire con ancora più contezza le nostre posizioni politiche per il bene della nostra città.

Vi ricordiamo l’interessante appuntamento di questa sera.Nella nostra sede di piazza Marconi ospiteremo un incontro di p...
07/10/2026

Vi ricordiamo l’interessante appuntamento di questa sera.

Nella nostra sede di piazza Marconi ospiteremo un incontro di particolare rilievo con alcuni ex tecnici della fabbrica, che ci aiuteranno a capire se e a quali condizioni sia possibile mantenere in attività la sola area a freddo, ma soprattutto quale sarebbe il costo sociale di questa scelta.

Un’occasione importante per approfondire, con competenza e conoscenza diretta, prospettive e scenari per il futuro dello stabilimento.

Vi aspettiamo questa sera in piazza Marconi 1 / Taranto.

Mentre il destino dell’area a caldo dell’ex-Ilva resta legato al responso della Corte di Cassazione del 20 ottobre, l’unica possibilità per chi vuole continuare a produrre acciaio a Taranto resta la cessione dell’area a freddo.
La prosecuzione dell’attuale area a caldo non solo rimane molto improbabile, ma non pare aver interessato alcun serio acquirente. Per l’area a freddo, invece, c’è la manifestazione d’interesse presentata da una cordata italiana composta da quattordici imprese siderurgiche che starebbe valutando il da farsi.

Sullo sfondo il Governo già pensa di rilanciare con una nuova fabbrica di DRI e con la possibilità di attrarre aziende che l’affianchino nella costituzione di un’area a caldo 2.0 con forni elettrici e rigassificatore.

Sta dunque per aprirsi una nuova fase, per la fabbrica e per la città, con scenari che saranno dettati dai prossimi eventi. Una fase da seguire con attenzione e in cui provare a incidere per pretendere un futuro nuovo e di prospettiva.

Per comprendere meglio gli accadimenti e le possibili ricadute delle proposte in campo, mercoledì 7 ottobre dalle 19.30 alle 21.30 ospiteremo nella nostra sede di piazza Marconi un incontro di alto profilo con alcuni ex tecnici della fabbrica che ci spiegheranno se e come possa stare in piedi la sola area a freddo e a quale costo sociale.

Appuntamento in piazza Marconi 1, mercoledì 7 ottobre h. 19.30.

EX ILVA, SULL’AMIANTO LA PROCURA GENERALE CHIEDE DI RIVALUTARE LE PROVEIn un mondo normale, dopo tre pronunce della Cort...
06/10/2026

EX ILVA, SULL’AMIANTO LA PROCURA GENERALE CHIEDE DI RIVALUTARE LE PROVE

In un mondo normale, dopo tre pronunce della Corte d’Appello di Milano che hanno confermato lo stop dell’area a caldo, oggi dovremmo essere concentrati su una domanda semplice: come accompagnare Taranto verso un futuro diverso, proteggendo il lavoro e mettendo finalmente al centro la salute?

E invece la vicenda giudiziaria continua a riservarci nuovi passaggi che non ci fanno ben sperare.

Il 5 ottobre la Corte d’Appello di Milano ha confermato, per la seconda volta, il provvedimento che impone lo spegnimento degli altoforni entro il 25 ottobre, respingendo la nuova richiesta di sospensiva di Ilva e Acciaierie d’Italia. La Corte ha ribadito che il diritto alla salute deve prevalere sul pregiudizio economico legato allo spegnimento degli impianti.

Oggi arriva il parere del Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, in vista dell’udienza del 20 ottobre davanti alle Sezioni Unite.

Non è una sentenza e non è vincolante, ma contiene elementi importanti.

Sul tema dell’amianto, il Procuratore Generale chiede di rivalutare le prove relative alla presenza dell’amianto nei cowpers degli altiforni, ritenendo che questo materiale, per come sarebbe collocato, non determinerebbe un pericolo di dispersione delle fibre.

Ma il parere riguarda anche l’AIA 2025. Secondo la Procura Generale, la Corte d’Appello avrebbe errato nel ritenerla in parte illegittima, omettendo di considerare lo studio VIS e il parere favorevole dell’ISS, riferiti proprio allo scenario produttivo autorizzato, fino a 6 milioni di tonnellate annue.

Sono dunque questi alcuni degli elementi che, secondo la Procura Generale, dovrebbero essere rivalutati. Ma sarà la Cassazione, il 20 ottobre, a decidere. E, per quanto emerge dal parere, il tema delle emissioni non viene messo in discussione nello stesso modo.

Per Taranto resta una domanda enorme: possiamo davvero continuare a ridimensionare o rivalutare i rischi per la salute ogni volta che entrano in conflitto con la continuità produttiva?

Noi non siamo magistrati e non pretendiamo di sostituirci ai giudici. Siamo cittadini. Ma dopo decenni di esposizione, malattie e morti facciamo fatica ad accettare che, ogni volta che salute e produzione entrano in conflitto, si torni a discutere di quanto quel rischio sia davvero pericoloso.

Ora sarà la Cassazione a decidere.

Noi continueremo a fare quello che possiamo fare: tenere alta l’attenzione, protestare e chiedere che Taranto non venga nuovamente condannata a scegliere tra lavoro e salute.

Per questo saremo in piazza il 17 ottobre.

Il futuro di Taranto non può essere deciso ancora una volta soltanto sulla base di quanto acciaio si riesce a produrre con il sacrificio umano dei tarantini.

Il futuro di Taranto dobbiamo deciderlo noi!

EX ILVA, LA CORTE DI MILANO CONFERMA IL BLOCCO DEGLI ALTOFORNILa Corte d’Appello di Milano ha respinto anche la seconda ...
05/10/2026

EX ILVA, LA CORTE DI MILANO CONFERMA IL BLOCCO DEGLI ALTOFORNI

La Corte d’Appello di Milano ha respinto anche la seconda richiesta di sospensione presentata da AdI ed ex Ilva in amministrazione straordinaria.

Lo spegnimento degli altoforni, disposto a luglio, resta quindi confermato e dovrà essere completato entro la fine di ottobre.

Ora però attendiamo la Cassazione, con l’udienza fissata per il 20 ottobre.

Per Taranto, dopo decenni di emissioni, malattie e morti, è un altro passaggio decisivo…Continuiamo a sperare.

TARANTO LIBERA!!!

Sabato 17 ottobre, all'ennesimo bivio con la sua storia, Taranto torna a manifestare per pretendere salute, lavoro digni...
04/10/2026

Sabato 17 ottobre, all'ennesimo bivio con la sua storia, Taranto torna a manifestare per pretendere salute, lavoro dignitoso e tutela ambientale.
Facciamoci sentire!

Info e tragitto a questo link

📆 Sabato 17 ottobre dalle ore 16:00: Taranto torna a vivere!

🚩 Partecipa al corteo e pretendiamo insieme: salute, un lavoro dignitoso e tutela dell’ambiente 🌱

📲 Clicca su https://facebook.com/events/s/17-ottobre-taranto-torna-a-viv/1072582692435507/ poi su “parteciperò”, invita i tuoi contatti e condividi l’evento Facebook

📣 Chiediamo:

- La chiusura del siderurgico e la bonifica del SIN da parte dei lavoratori ex Ilva, indotto, disoccupati e precari del territorio dopo adeguata formazione
- ⁠Una legge speciale per Taranto
- ⁠Il rilancio sostenibile dell’area jonica

🗣️ Smettiamola di subire le decisioni altrui calate su Taranto, unisciti anche tu, e da adesso in poi scegliamo il nostro futuro.

Mentre il destino dell’area a caldo dell’ex-Ilva resta legato al responso della Corte di Cassazione del 20 ottobre, l’un...
03/10/2026

Mentre il destino dell’area a caldo dell’ex-Ilva resta legato al responso della Corte di Cassazione del 20 ottobre, l’unica possibilità per chi vuole continuare a produrre acciaio a Taranto resta la cessione dell’area a freddo.
La prosecuzione dell’attuale area a caldo non solo rimane molto improbabile, ma non pare aver interessato alcun serio acquirente. Per l’area a freddo, invece, c’è la manifestazione d’interesse presentata da una cordata italiana composta da quattordici imprese siderurgiche che starebbe valutando il da farsi.

Sullo sfondo il Governo già pensa di rilanciare con una nuova fabbrica di DRI e con la possibilità di attrarre aziende che l’affianchino nella costituzione di un’area a caldo 2.0 con forni elettrici e rigassificatore.

Sta dunque per aprirsi una nuova fase, per la fabbrica e per la città, con scenari che saranno dettati dai prossimi eventi. Una fase da seguire con attenzione e in cui provare a incidere per pretendere un futuro nuovo e di prospettiva.

Per comprendere meglio gli accadimenti e le possibili ricadute delle proposte in campo, mercoledì 7 ottobre dalle 19.30 alle 21.30 ospiteremo nella nostra sede di piazza Marconi un incontro di alto profilo con alcuni ex tecnici della fabbrica che ci spiegheranno se e come possa stare in piedi la sola area a freddo e a quale costo sociale.

Appuntamento in piazza Marconi 1, mercoledì 7 ottobre h. 19.30.

La Procura Generale di Milano si è espressa contro una nuova sospensione dello spegnimento dell’area a caldo. Un passagg...
28/09/2026

La Procura Generale di Milano si è espressa contro una nuova sospensione dello spegnimento dell’area a caldo. Un passaggio importante.

Vi spieghiamo in breve cosa sta succedendo, cosa ha detto il PG e quali saranno i prossimi passaggi giudiziari.

Scorri per approfondire.

Ci sono immagini che non dovrebbero lasciarci indifferenti.Un cercapersone esibito all'ONU e un discorso delirante.È dif...
27/09/2026

Ci sono immagini che non dovrebbero lasciarci indifferenti.

Un cercapersone esibito all'ONU e un discorso delirante.

È difficile non provare rabbia.

Crediamo che ci siano temi dai quali non possiamo chiamarci fuori. Perché la dignità umana, il rispetto della vita e il diritto a non essere vittime della violenza non appartengono a una categoria, a una nazione o a uno schieramento.

Riguardano tutti noi.

Significa rifiutarsi di considerare normale ciò che normale non dovrebbe essere.

E soprattutto, significa non lasciare che l'indifferenza diventi abitudine.

Indirizzo

Taranto

Orario di apertura

18:00 - 21:00

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