Associazione Europea Italia-Ucraina Maidan

Associazione Europea Italia-Ucraina Maidan Associazione culturale Europea Itala - Ucraina MAIDAN, in ucraino significa LA PIAZZA, per noi qui sarà un momento d’incontro.

L'Associazione Nazionale Italia Ucraina Maidan nasce nel 2014 a seguito della Rivoluzione della Dignità. Si prefigge di riunire e coordinare le tante realtà associative Ucraine presenti in Italia alfine di diffondere la conoscenza della cutlura Ucraina, di fornire informazioni e aiuto agli Ucraini in Italia, di organizzare eventi culturali ed appoggiare e/o organizzare iniziative che prevedano un aiuto concreto alla popolazione Ucraina in questo difficile momento.

In occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della russia, il 22/02/2026 si ...
24/02/2026

In occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della russia, il 22/02/2026 si è svolto ad Ancona un doppio evento : la conferenza dedicata all’analisi, alla memoria e alla responsabilità e la manifestazione di commemorazione. L'evento è stato organizzato dall' associazione Italia -Ucraina Maidan nelle Marche con Aurora per le Marche, con la partecipazione di tante altre forze politiche e sociali.
Non è stato soltanto un momento di riflessione, ma un richiamo alla coscienza collettiva. Le testimonianze e gli interventi hanno ricordato che dietro le analisi politiche ci sono vite reali, famiglie spezzate, città distrutte — ma anche una straordinaria capacità di resilienza.
Grazie a tutti: ai relatori, agli organizzatori e a chi ha partecipato con attenzione e rispetto.
Continuiamo a informare, a parlare, a non dimenticare. Continuano a sostenere con le azioni concrete.

Solidarietà tra i popoli.
24/01/2026

Solidarietà tra i popoli.

*SOS - RISCALDIAMO L'UCRAINA 🇺🇦*
Come? Grazie ad un progetto di raccolta fondi urgente, che parte stasera. NAU si unisce ad altre associazioni e realtà aderenti italiane, con il patrocinio di Посольство України в Італії/ Ambasciata d'Ucraina in Italia, per portare ai nostri fratelli e sorelle ucriani un poi di solievo ... dall'Italia con calore!

❄️ In Ucraina milioni di persone sono senza luce e riscaldamento a causa degli attacchi dei russi, che continuano a colpire le infrastrutture energetiche. La situazione è critica, ma siamo ancora in tempo per offrire un aiuto concreto e prevenire una catastrofe umanitaria.

🔥Abbiamo deciso di unire le forze per una raccolta fondi importante e mirata sui bisogni concreti. Per fare la differenza nella vita di chi è rimasto senza energia elettrica e riscaldamento, dobbiamo riuscire a raccogliere almeno 100mila euro per acquistare e distribuire in Ucraina generatori e accumulatori.

Per riuscirci abbiamo bisogno anche di te: insieme possiamo aiutare l'Ucraina a resistere e a superare questo inverno. Dona ora 👇🏻
🔹 Visita la pagina ufficiale della Raccolta Fondi "SOS Inverno Ucraina" sul sito di Whydonate (link nel primo commento)
🔹 In alternativa, per gli importi più elevati, puoi donare tramite un bonifico bancario: UCRAINA - ITALIA LILEA APS
IT11X0103002818000000677579
📌 Causale: "SOS Inverno Ucraina"
Le donazioni sono fiscalmente detraibili.

17/12/2025

Salvini assolto : "difendere i confini del proprio paese non è reato, ma svolgere il proprio dovere" però è contrario a inviare armi in Ucraina per fare altrettanto.
IPOCRITA!

Oggi nella  Sala Caduti di Nassirya, al Senato si è svolta la conferenza stampa "Le torture sistematiche contro i civili...
12/12/2025

Oggi nella Sala Caduti di Nassirya, al Senato si è svolta la conferenza stampa
"Le torture sistematiche contro i civili e i prigionieri ucraini come arma più diffusa dell'aggressione russa".

Sono intervenuti:
• Sen. Filippo Sensi, vicepresidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e membro della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato della Repubblica
• Alisa Kovalenko, regista ucraina, membro della European Film Academy e della Ukraine Film Academy
• Iryna Dovhan, direttrice di Sema Ukraine, organizzazione impegnata nel sostegno delle donne donne ucraine che sono state vittime di violenza nelle zone di conflitto e nelle prigioni russe
• Oleksiy Sivak, presidente associazione ALUMNI, rete di civili ucraini che hanno subito torture
• Maryna Mukhina, giornalista e attivista per i diritti umani ucraina, International Partnership for Human Rights (IPHR)
• Eleonora Mongelli, vicepresidente Federazione Italiana Diritti Umani
Modera Antonio Stango, Presidente Federazione Italiana Diritti Umani
Durante l’evento è stato trasmesso un estratto di “Traces”: film a cura Alisa Kovalenko, che racconta le storie delle dolorose esperienze di sei donne straordinarie sopravvissute a violenze sessuali e torture durante l’aggressione russa in Ucraina.

https://www.ilgiornale.it/news/guerra/bambino-sfigurato-violenze-sulle-donne-ucraine-e-lacrime-dei-2581914.html
https://www.adnkronos.com/politica/ucraina-in-senato-le-storie-delle-donne-stuprate-dai-russi_5zPd7GGSKiwsHutLlpt3eY

Oggi abbiamo portato alla attenzione di tutti un tema che rappresenta una delle ferite più profonde della guerra in corso: la violenza sessuale, le torture e i maltrattamenti sistematici inflitti dalla Federazione Russa ai cittadini ucraini – civili e prigionieri di guerra.

Abbiamo già parlato in più occasioni dei casi di violenza sessuale, ma in caso dei stupri di guerra c'è qualcosa di ulteriore e di ancora più terribile. Qui lo stupro diventa uno strumento deliberato di annientamento, un’arma di guerra utilizzata per distruggere non solo la dignità di una donna /e in generale di un popolo/, ma anche la sua continuità biologica e storica. La donna, in quanto generatrice di vita, diventa il bersaglio attraverso cui si tenta di spezzare la possibilità stessa di un futuro per il popolo aggredito.

Nel XXmo secolo abbiamo già visto questa logica operare in modo sistematico anche sul suolo europeo, quando, nella fase finale della guerra, l’Armata Rossa si rese responsabile di violenze costanti contro la popolazione civile tedesca (ma anche quella polacca, austriaca ecc) caratterizzati da una ferocia estrema.

Una dinamica analoga è presente nella guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina. Mosca nega l’esistenza di un’identità culturale, politica e storica ucraina distinta, riducendo l’Ucraina a una presunta secessione illegittima dalla “madrepatria” russa. In quest’ottica si collocano le violenze avvenute a Bucha e in molti altre città occupate nella prima fase dell’offensiva: non è la semplice brutalità casuale e individuale, bensì parte di un disegno di distruzione del popolo aggredito.
Qui lo stupro non è più soltanto l’iniziativa del singolo combattente diventato predatore, ma un’arma finalizzata all’annientamento sistematico di un’identità collettiva. E per questo diventa sempre più atroce e non prevede alcun limite d'età e neanche sesso delle vittime, come lo dimostrano le testimonianze recenti.

L’Ucraina ha già riportato a casa oltre 6380 prigionieri di guerra. Quasi 4970 hanno testimoniato le torture subite.
Le testimonianze delle vittime parlano di:
- percosse brutali con manganelli e calci di fucile;
- violenti scosse elettriche;
- finte esecuzioni;
- privazione di acqua, cibo e cure mediche;
- minacce di morte e violenze sessuali ai prigioneri e ai familiari ;
- umiliazioni e pressioni psicologiche continue.
e molto altro

Le loro storie sono drammaticamente simili, il che dimostra che non si tratta di eccezioni, ma di un metodo di guerra.

Tra le vittime della violenza russa ci sono anche bambini: almeno otto minori di 7–14 anni che sono stati rapiti - detenuti illegalmente e torturati.
In alcuni casi, come quello registrato nella regione di Zaporižžja, la tortura è terminata con l’omicidio. E qui parliamo dei casi registrati e confermati, ma quanti altri ci ne sono ancora ?!

Dall’inizio dell’aggressione su vasta scala, sono stati identificati 176 luoghi di detenzione, tra cui scuole, stazioni di polizia, scantinati, colonie penali e strutture della Federazione Russa.
La loro diffusione geografica — dal Donbass alla Siberia — e la ripetizione degli stessi metodi di violenza mostrano chiaramente un sistema organizzato e centralizzato.
Ogni reparto militare ch'è entrato sul territorio ucraino è dotato di macchinari per le torture.
Sevizie, torture, violenze sessuali, trattamenti inumani, omicidi volontari e detenzioni illegali: tutti questi atti sono crimini di guerra secondo le Convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma. In molti casi possono configurarsi anche come crimini contro l’umanità.

Ciò che la Russia sta facendo in Ucraina è parte di una più ampia strategia di terrore e annientamento. E noi non possiamo restare in silenzio.

L’Ucraina chiede:
1. Il pieno sostegno ai meccanismi internazionali di giustizia.
2. Il riconoscimento e la condanna chiara di questi crimini.
3. Il rafforzamento degli sforzi per documentare le violazioni e proteggere le vittime.
4. L’avvio di un meccanismo efficace di risarcimento internazionale, compresa la confisca dei beni dell’aggressore.

La giustizia non è soltanto una necessità morale.
È una condizione essenziale per una pace duratura.
E noi siamo qui oggi per ribadirlo: le vittime ucraine non devono essere dimenticate.
I responsabili devono essere puniti.
La verità deve prevalere.

Grazie per la vostra attenzione.
Grazie per il vostro sostegno all’Ucraina.

La violenza sulle donne come arma di guerra. Dai silenzi alla sorellanza.Un incontro organizzato da Magen David Keshet I...
01/12/2025

La violenza sulle donne come arma di guerra. Dai silenzi alla sorellanza.
Un incontro organizzato da Magen David Keshet Italia - Gruppo Ebraico lgbtqai+
CollettivA Shani
Meretz Italia
con la partecipazione di Linda Laura Sabattini, statistica italiana nota in particolare come pioniera europea delle statistiche per gli studi di genere
e Alesya Tataryn, rappresentante di Sema Ukraine in Italia.

Alla base di ogni stupro c’è sempre l’idea della donna come oggetto, come strumento per il soddisfacimento del piacere di chi abusa. Questo vale anche per lo stupro di guerra, ma in quel caso, purtroppo, si aggiunge un fattore ancora più terribile.

Oggi parliamo dei casi in cui lo stupro diventa uno strumento deliberato di annientamento, un’arma di guerra utilizzata per distruggere non solo la dignità di un popolo, ma anche la sua continuità biologica e storica. La donna, in quanto generatrice di vita, diventa il bersaglio attraverso cui si tenta di spezzare la possibilità stessa di un futuro per il popolo aggredito.

Nel XXmo secolo abbiamo già visto questa logica operare in modo sistematico anche sul suolo europeo, quando, nella fase finale della guerra, l’Armata Rossa si rese responsabile di violenze costanti contro la popolazione civile tedesca (ma anche quella polacca, austriaca ecc) caratterizzati da una ferocia estrema.
Era proprio una direttiva concreta del comando dell'Armata Rossa e dell'Unione Sovietica: stuprare quante più donne tedesche possibili per annientare non soltanto la dignità di quel popolo, ma addirittura la sua possibilità di continuare ad esistere. Stuprare quante più donne possibile era un obbligo per il soldato russo, sovietico.

Una dinamica analoga è presente nella guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina. Mosca nega l’esistenza di un’identità culturale, politica e storica ucraina distinta, riducendo l’Ucraina a una presunta secessione illegittima dalla “madrepatria” russa. In quest’ottica si collocano le violenze avvenute a Bucha e in molti altre città occupate nella prima fase dell’offensiva: non è la semplice brutalità casuale e individuale, bensì parte di un disegno di distruzione del popolo aggredito.

Qui lo stupro non è più soltanto l’iniziativa del singolo combattente diventato predatore, ma un’arma finalizzata all’annientamento sistematico di un’identità collettiva. E per questo diventa sempre più atroce e non prevede alcun limite d'età delle vittime.
..Le donne ucraine stanno vivendo questo incubo già da 11 lunghi anni....
Dopo aver vissuto sulla propria pelle quei orrori, si sono riunite per sostenersi a vicenda, e continuano a combattere per quelle che rimangono ancora imprigionate....
Come dice la presidente di SEMA UKRAINE, Iryna Dovgan: “questa è una comunità delle donne che hanno trasformato la loro esperienza traumatica in forza, coraggio e crescita post-traumatica.”
Iryna personalmente ha documentato molti casi di violenza.
Alcune di queste testimonianze hanno costituito la base del film documentario "Tracce" della pluripremiata regista ucraina Alisa Kovalenko, membro della European Film Academy. Avendo la regista stessa subito violenze all'inizio della guerra nel 2014, nel suo documentario Alisa ha raccontato le storie delle sue consorelle, cercando di evidenziare le tracce che lo stupro lascia nelle anime e nelle vite delle donne (persone).

Mentre la comunità internazionale aspetta di vedere presentate all’Aia le prove dei crimini degli occupanti russi, le donne ucraine di fatto sono già le prove viventi dei crimini russi.

Le sopravvissute alle violenze sottolineano l'importanza della solidarietà tra le donne per rompere il silenzio e promuovere i loro diritti.

Vogliono anche ricordare, che ogni minuto che passa, migliaia di altre donne continuano a subire stupri e sevizie nelle carceri russe e sotto l’occupazione russa.
Perciò, dobbiamo unire i nostri sforzi per liberare le prigioniere e garantire la giustizia. È il nostro dovere sia nei confronti delle donne uccise, che di quelle che sono riuscite а sopravvivere alle torture e violenza sessuale.

Lo stupro sta diventando sempre più uno strumento barbaro che ci precipita in uno scenario che mai avremmo immaginato possibile nell’Occidente democratico, nella parte più avanzata e più progredita del pianeta. Ci stiamo affacciando su uno scenario veramente terribile, in cui la violenza sessuale non è più solo l’espressione della brutalità individuale, ma una vera e propria arma strategica.

Per questo il vostro incontro, il vostro approfondimento, le tante voci che abbiamo ascoltato oggi, sono fondamentali: ci aiutano a capire quali rischi abbiamo davanti e quanto sia fragile la linea che separa la civiltà dalla barbarie.
Oggi tocca alle donne israeliane, oggi tocca alle donne ucraine. Ma lo scenario che si va delineando non riguarda soltanto noi: riguarda tutti NOI. Riguarda la tenuta stessa dei valori su cui si fondano le nostre società.

Ecco perché è molto importante non girarsi dall’altra parte e porre questo tema al centro della riflessione pubblica: perché non si tratta solo di denunciare degli orrori, ma di difendere l’idea stessa di umanità, di dignità e di futuro democratico.

Proseguendo nel nostro impegno a sostenere le donne vittime di violenza sessuale e a dare voce alle loro storie, rinnovi...
19/11/2025

Proseguendo nel nostro impegno a sostenere le donne vittime di violenza sessuale e a dare voce alle loro storie, rinnoviamo la nostra determinazione a creare spazi sicuri, percorsi di ascolto qualificato e interventi concreti che possano contribuire alla loro rinascita. Ogni testimonianza è un passo verso il riconoscimento, la giustizia e la costruzione di un futuro libero dalla violenza.

Nella settimana del venticinque novembre, vi invitiamo a partecipare a due incontri, per affrontare insieme il tema: "Violenza sulle donne come arma di guerra".

Il silenzio e l'abbandono di molte donne che soffrono in situazioni di conflitto da parte di molti ambienti femministi ha segnato per noi una ferita profonda, da cui l'esigenza di confrontarci sull'urgenza di una risposta alternativa a questa ulteriore forma di violenza sui corpi delle donne.

Programma:
- 26 novembre, ore 19:30, online: "La storia sul corpo delle donne"
Intervengono Stefania Mazzone e Angelica Edna Caló
- 30 novembre, ore 15:30, a Roma: "Dai silenzi alla sorellanza"
Intervengono Linda Laura Sabbadini e Olesya Tataryn
Proiezione di estratti da "Screams before Silence" e "Le tracce"

È una collaborazione Keshet Italia, Meretz Italia e Collettiva Shanì.

A breve maggiori informazioni! ✨💜
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https://www.instagram.com/p/DRK3RARjfnE/?igsh=MXY3dGFmMG1zaXBtcQ==

Buongiorno la nostra associazione con il nostro responsabile Claudio Cavallaro ha deciso di sostenere ed aiutare economi...
08/10/2025

Buongiorno la nostra associazione con il nostro responsabile Claudio Cavallaro ha deciso di sostenere ed aiutare economicamente l'invio di 5 ambulanze per un totale di 25.000,00 € compresi i costi di consegna a Kmelnitsky. Le ambulanze sono in viaggio ma una di queste dobbiamo finire di pagarla. Chiediamo il sostegno economico dei nostri amici versando tramite il conto corrente.
Basterebbero pochi euro a testa, magari il costo di una colazione al bar o di una pizza da ognuno, un piccolo sforzo attraverso il quale la comunità che mi segue avrà fatto un piccolo miracolo.
Per questo mi permetto riportare i dati del conto della Parrocchia di Novara ed Aosta che mi supporta così chi di Voi vorrà potrà contribuire.
Parrocchia Natività di Maria Vergine
di Novara
Banca BPM sede Novara
IBAN : IT07U 0503410100 000000044104
Causale: Contributo per ambulanze.
Ringrazio tutti per ciò che farete,

Pregiatissimi Amici dell'ODV Italia-Ucraina e gentilissimo signor Presidente buongiorno! Grazie alla dedizione dell'Amic...
27/09/2025

Pregiatissimi Amici dell'ODV Italia-Ucraina e gentilissimo signor Presidente buongiorno!

Grazie alla dedizione dell'Amico Claudio mi pregio rivolgere a Lei la presente richiesta di supporto all'iniziativa che mi vede impegnato a raggiungere l'obiettivo di riuscire ad acquistare e trasferire al sistema di pronto soccorso Ucraina cinque Ambulanze.

Per questa iniziativa il Suor referente, Claudio Cavallaro, sarà al mio fianco alla guida di una di esse e questo è già un importantissimo aiuto ma, vista la sempre minore sensibilità alla terribile esperienza che il Popolo Ucraino sta dovendo affrontare sono ancora incerto di riuscire a raccogliere il necessario per saldare e poi trasportare I preziosi mezzi.

A tal fine chiedo alla Sua Associazione ed a Lei di voler partecipare alla raccolta fondi ed aiutarmi nell'iniziativa.

A tal motivo Le trasmetto alcuni dati relativi alla spedizione:

1. Il fornitore dei mezzi di soccorso è la Alea di Torino, uno degli allestitori più quotati in Piemonte;

2. Le cinque ambulanze, completamente attrezzate, revisionate sia nella meccanica che nelle componenti di allestimento sanitario, hanno un costo totale di euro 20.000,00 a cui bisogna aggiungere circa euro 5.000,00 per il trasporto (assicurazione temporanea, carburante, autostrade, pernottamenti e rientro in aereo dei volontari etc);

3. Partenza del convoglio formato da n. 5 ambulanze e da un pick-up di supporto, domenica 05 ottobre da Novara ed arrivo previsto per il 07 pomeriggio a Khmel'nyts'kyi dove i mezzi di soccorso saranno consegnati ai vari reparti assegnatari;

4. Tutti i mezzi saranno caricati con viveri, farmaci, materiale e tecnoligie sanitarie che saranno li consegnati;

5. Il rientro dei sette volontari avverrà con volo Wizz da Suceava (Romania) a Malpensa il 08 ottobre.

Mi permetto allegare alcune foto dei veicoli e l'articolo pubblicato sul quotidiano "La Stampa" di alcuni giorni fa.

In attesa di una Sua gradita risposta mi pregio salutarLa distintamente.

In fede,
Antonio Moschetto

dr. A.A.Moschetto

Cari Amici buongiorno!
Questa volta non Vi informo di un ulteriore carico di aiuti umanitari trasferiti in Ucraina, lo sto preparando.
Alcune settimane fà ho ricevuto dalla Alea di Torino l'offerta di quattro ambulanze per una somma pari a 15.000 euro, in cui sono comprese le revisioni e la messa a punto dei veicoli.
Inutile dirVi che sono mezzi di cui c'è estrema necessità, soprattutto nelle zone prossime alle aree di combattimento.
Considerando anche i costi per trasferirle in Ucraina che, via strada, ammonteranno a circa 3.500/4.000 euro (cifra molto inferiore a quella necessaria per un trasferimento su biblici), con circa 19.000 euro, si fornirà al sistema di soccorso locale quattro mezzi, caricati poi di medicine, attrezzature sanitarie ed alimenti già in nostro possesso.
Si sono resi disponibili già quattro volontari, oltre a me, che sono pronti a guidarle ma, nonostante tutti gli sforzi fatti, in queste settimane sono riuscito a raccogliere solo una parte della somma, circa la metà.
Ho deciso ugualmente di fissare la data di partenza per il convoglio umanitario, domenica 05 ottobre, quelle ambulanze, il cibo, il materiale sanitario e le attrezzature qui non servono a nulla, bisogna riuscire a farle arrivare lì dove servono.
A questo punto e per la prima volta Vi chiedo:
Esiste la volontà di fare qualcosa anche Voi?
Di dare una mano concreta?
Basterebbero pochi euro a testa, magari il costo di una colazione al bar o di una pizza da ognuno, un piccolo sforzo attraverso il quale la comunità che mi segue avrà fatto un piccolo miracolo.
Per questo mi permetto riportare i dati del conto della Parrocchia di Novara ed Aosta che mi supporta così chi di Voi vorrà potrà contribuire.
Parrocchia Natività di Maria Vergine
di Novara
Banca BPM sede Novara
IBAN : IT07U 0503410100 000000044104
Causale: Contributo per ambulanze.
Ringrazio tutti per ciò che farete,
Antonio.
P. S. : Ogni singolo versamento, con le iniziali di chi lo farà, sarà oggetto di ringraziamento in questa pagina ed è, inoltre, deducibile.

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