28/09/2026
La poesia di Renzo Iacobucci (Premio speciale della giuria)
Ru scafista
Cu sti ddì tagli ca me trovo mbacci,
metafora arronzata re pupille spertosate,
saccio adderizzà na linea certa
mbiett’a sta pianura r’acqua e sole.
Ri scaora sale e sole
a sti quatto barbaciani
a sti quatto quasi muorti
arret’a me.
Ri trucculéano ‘e spall’assì me fermo,
ri splènnono gli uocci
e nun sann’a comme sòre se iàrde
‘a carne sfrandecat’ ‘end’ ‘e costate
sie.
Ncopp’a sta puttanizia re mare coppa mare
stanno, Giesu Crì,
ri pulemuni comm’a giarre
mo céne. mo sbacate.
véppete. stanno. vérono.
vévon’e stanno ncopp’a sta lama liscia
ca nn’è ato che puttanizia
e ato mare re mare coppa mare.
«Sagliéte» icètt’ ‘a lengua mia re carria¬muorto,
ngiarravogliènno caccosa
ca meniva troppi ropp’a me.
Sagliono e ndroppeccano.
e ‘a lama è liscia. è lengua. è linea.
«Iammo, méh».
Lengua ca tricca triccabballacca.
lengua-zezzosa-traritora.
è menuta l’ora. ca te vò zaccolià.
ca te vò mparà chello ch’adda restà.
o meglio niente. o stu ciùrese regli uocci ad¬
dozzinato
o creca stellicchènte. tiempo allariato.
Nu ciaitieglio, ‘a rena e l’acqua.
nguoglio e attuorno
ro colèo ch’annenge ‘a scafa.
nguoglio uno cu gli ato
pupate, pazziariegli
e cammise nfocat’ ‘e peruccella.
figli re Capucifero.
sore re Capucifero.
malenova.
Furastieri.
Lo scafista
Con questi due tagli che mi ritrovo sul viso, / metafora raffazzonata di pupille bucate, / sono capace di rad¬drizzare una linea sicura / nel petto di questa pianura d’acqua e sole. / Li scalda sale e sole / questi quattro barbagianni / questi quattro quasi morti / dietro di me. / Gli dondolano le spalle se mi fermo, / gli splendono gli occhi / e non sanno come piano si brucia / la carne spappolata nelle costole / loro. / Su questo puttanaio di mare sopra mare / stanno, Gesù Cristo, / i polmoni come orci / ora pieni. ora svuotati. / bevuti. stanno. ve¬dono. / bevono e stanno su questa lama liscia / che non è altro che puttanaio / e altro mare di mare sopra mare. // «Salite» disse la mia lingua di necroforo, / im-brogliandosi nel dire qualcosa / che veniva troppo dopo di me. / Salgono e inciampano. / e la lama è li-scia. è lingua. è linea. / «Andiamo, su». / Lingua che tricca triccabballacca. / lingua-sporca-traditrice. / è giunta l’ora. che ti vuole cullare. / che ti vuole inse¬gnare ciò che deve restare. / o meglio niente. o questo scadente chiudersi degli occhi / o forse limpidissimo. tempo migliorato. // Un piccolo fosso, la sabbia e l’ac¬qua. / addosso e intorno / il tanfo che riempie il bat¬tello. / addosso l’uno con l’altro / bambole, giocattoli / e camicie colme di caldo torrido. / figli di Lucifero. / sorelle di Lucifero. / cattiva notizia. / stranieri.
Le motivazioni della giuria
L’autore descrive il viaggio di una delle tante carrette del mare attraverso gli occhi cinici dello scafista, consapevole ‘necroforo’, e questo gli consente una rappresentazione plastica di crudo e asciutto realismo, del tutto priva di slittamenti retorici. Il componimento è attraversato da due linee: quella orizzontale del mare (‘“la lama è liscia, è lingua, è linea”, “mare sopra mare’”), e quella verticale del sole a picco. È l’incontro e l’incrocio di questa sorta di assi cartesiani che fa da sfondo alla deflagrazione delle esistenze dei disperati (definiti dallo scafista “barbagianni” “quasi morti”, e nell’efficacissimo explicit semplicemente “cattiva notizia”), con “polmoni” che si gonfiano e si svuotano, e da cui “sale e sole” succhiano via aria vitale. In un riuscito cortocircuito lessicale, la “lingua” di mare (“puttanaio”) e la ‘lingua’ dello scafista (“sporca” e “traditrice”) sono rappresentate come ugualmente infide, a illudere e a raggirare chi crede di trovare salvezza e invece è spesso portato alla morte. Notevole l’assoluta padronanza con cui viene sfruttato il potenziale espressivistico del dialetto, attraverso l’utilizzo di un lessico di forte tensione drammatica di grande coerenza contestuale. tempo migliorato. // Un piccolo fosso, la sabbia e l’acqua. / addosso e intorno / il tanfo che riempie il battello. / addosso l’uno con l’altro / bambole, giocattoli / e camicie colme di caldo torrido. / figli di Lucifero. / sorelle di Lucifero. / cattiva notizia. / stranieri.