22/07/2026
Vi aspettiamo numerosi
L'altro festival.
Ci sono festival che inseguono i grandi numeri. Altri che cercano il personaggio televisivo del momento. Altri ancora che si consumano nel tempo di una serata. Ammajare sceglie una strada diversa. Per questo amiamo definirlo l'altro festival. Non "un altro festival", ma l'altro. Quello che mette al centro le idee prima dei nomi, la cultura prima dell'intrattenimento, il dialogo prima dell'esibizione. Un festival che nasce in Sardegna, ma che guarda lontano, convinto che i piccoli paesi possano diventare luoghi in cui si produce pensiero.
Dal 5 all'8 agosto 2026 Siligo ospiterà la terza edizione di Ammajare, dedicata a "La Repubblica delle donne", un titolo che racchiude una domanda e una provocazione. Perché senza il voto delle donne, conquistato nel 1946, forse dalle nostre parti ci sarebbe ancora un re.
Da questa intuizione prende forma un percorso che attraversa secoli di storia, dalla Sardegna delle guaritrici e delle donne perseguitate per stregoneria fino alle protagoniste della Costituente, passando per Eleonora d'Arborea, Grazia Deledda, Michela Murgia e le tante figure femminili che hanno cambiato il nostro modo di guardare il mondo.
Ammajare non racconta soltanto le donne. Affida alle donne il compito di raccontare la società.
Per quattro giorni il festival intreccia letteratura, teatro, musica, storia, antropologia, giornalismo e riflessione civile in un unico racconto. Sono 21 appuntamenti, con 9 presentazioni di libri, 6 spettacoli teatrali, 4 eventi musicali e 2 panel che trasformano Siligo in una piccola capitale della cultura.
Il programma è costruito come un viaggio.
Si parte con Julia Carta, simbolo delle donne accusate di stregoneria, attraverso gli spettacoli originali L'ultima strega e Anime in viaggio, scritti da Giampaolo Cassitta, accompagnati dalle sonorità dell'arpa di Beatrice Melis, del flauto di Tony Chessa e dalle danze rituali della compagnia Kerkos.
Il secondo giorno conduce il pubblico dentro la Sardegna delle tradizioni e della memoria con il processo medievale a Julia Carta, la presentazione di Maghias di Giulio Concu, il volume dedicato a Eleonora d'Arborea di Donatella Pau Lewis e Il cuore scalzo, il libro con cui Silvia Sanna racconta Grazia Deledda. La serata si conclude con lo spettacolo musicale Gli uomini cantano le donne, affidato alla voce di Denise Gueye e la chitarra di Marco Carta.
Il 7 agosto il tema si sposta sul Novecento e sulla nascita della Repubblica italiana. Lo spettacolo Le tre donne rende omaggio a Nadia Gallico Spano, Margherita Sanna e Ninetta Bartoli; seguono l'incontro con Massimo Dadea e lo spettacolo Laudata sii mia Repubblica. Da Francesco alla Costituente, che lega il pensiero francescano ai valori costituzionali. La giornata si chiude con Le donne cantano gli uomini, un dialogo musicale affidato alla voce di Rita Casiddu, al violino di Peppino Anfossi e al piano di Maurizio Pulina.
L'ultima giornata guarda al presente. Michela Murgia è al centro del panel Io e Kelledda, mentre il teatro porta in scena Accabadora. Seguono gli incontri con Nando dalla Chiesa, autore impegnato da decenni sui temi della legalità, e con la giornalista Emanuela Pala, protagonista della recente missione della flottiglia umanitaria verso Gaza. Il festival si conclude con il conferimento del premio Donna Ammajare 2026, la presentazione della Carta di S'Aspru e il concerto finale dei Bertas, una delle formazioni più longeve e rappresentative della musica sarda.
Il valore di Ammajare risiede anche nella qualità degli ospiti.
Scrittori, giornalisti, storici, musicisti, attori e studiosi provenienti da esperienze molto diverse condividono lo stesso spazio culturale. Partecipano, tra gli altri, Nando dalla Chiesa, Emanuela Pala, Massimo Dadea, Donatella Pau Lewis, Giulio Concu, Silvia Sanna, Agostino Loriga, Rita Nappi, Anna Sulis, Nicolò Migheli, insieme a interpreti come Elisa Zedda, Andrea Congia, Rita Casiddu, Denise Gueye, Marco Carta, Valentina Capasso, Beatrice Melis, Tony Chessa, Roberta Campagna, i Bertas e numerosi altri artisti che rappresentano alcune delle espressioni più significative della cultura sarda contemporanea.
Il festival sceglie inoltre di dare spazio ai musicisti del territorio, ai giovani interpreti e alle associazioni culturali, costruendo una rete che mette insieme competenze, esperienze e linguaggi differenti. Non è una semplice successione di eventi, ma un progetto culturale condiviso.
Ammajare continua così il percorso iniziato nelle precedenti edizioni: raccontare la Sardegna senza stereotipi, intrecciando memoria e futuro, ricerca storica e narrazione, spettacolo e impegno civile.
"La Repubblica delle donne" è un invito a guardare la storia da un'altra prospettiva. Per capire che la democrazia italiana non è nata soltanto da una scelta istituzionale, ma anche dal coraggio di milioni di donne che per la prima volta entrarono nelle urne e cambiarono il destino del Paese.
E forse è proprio questa l'idea che rende Ammajare l'altro festival: quello che non si limita a celebrare la cultura, ma prova a farla dialogare con la coscienza civile, con la memoria e con il futuro.