11/04/2026
Il passato si interroga
Ieri sera, nella splendida cornice del Salone dei Cristalli delle Terme Rosapepe, si respirava un’aria densa di cultura. Carmine Pinto, con Il brigante e il generale, ha offerto una lezione di storia autentica e rigorosa, riportando alla luce un passato duro, fatto di sacrifici e arretratezza, in cui persino nobili e intellettuali non erano immuni da condizioni di vita estreme. Prima di entrare nel cuore dell’analisi, lo storico ha ricordato un principio essenziale: “il passato non esiste; il passato si interroga, e non lo possiamo mai ricostruire nella sua effettiva realtà”. È nelle domande che gli rivolgiamo che la storia torna a parlare.
Da qui, Pinto ha illustrato con chiarezza il passaggio dal potere di diritto divino allo Stato liberale e la nascita del concetto moderno di Nazione, definendo il Risorgimento come una trasformazione politica radicale: da un lato il nuovo ordine liberale, dall’altro il mondo antico incarnato da Carmine Crocco e da chi ancora si appellava a un ordine voluto da Dio.
La serata si è aperta con l’intervento di Salvatore Solimene, tredici anni, che si è presentato come “ragazzo del Sud”, seguito da una drammatizzazione a tre voci che ha dato forma teatrale al conflitto tra Crocco e Pallavicini.
La Presidente dell’Associazione Insieme Per…, Livia Lardo, ha introdotto Pinto e i protagonisti del libro come figure speculari del romanticismo ottocentesco. Sono intervenuti poi Gianpiero Cerone, Carmine Di Michele e la prof.ssa Annalisa Brogna, offrendo letture storiche, satiriche e psicologiche.
Uno dei momenti più intensi è arrivato con l’Ensemble del Liceo Musicale “Teresa Confalonieri” di Campagna, diretto dal maestro Luciano Marchetta e accompagnato dai docenti Costabile Caruccio e Nicola Tommasini. Hanno dato voce alla storia i giovani musicisti Alberto Catena, Benedetta Cipresso, Vincenzo Curci, Gabriel Del Bagno, Carol Di Candia, Elide Falcone, Giada Ferrante, Cosimo Mastrangelo, Giorgia Mastrolia, Giulia Melara, Massimo Vincenzo Vertullo e Leonardo Viviani, in un crescendo che ha attraversato l’Inno partenopeo, l’inno dei Sanfedisti, Brigante se more e l’Inno italiano.
La danza di Teresa Gizzi e delle sue allieve Alice Volpe, Giulia Mascolo e Noemi Cernere ha trasformato Brigante se more in gesto, chiudendo la parte artistica con un’emozione palpabile.
Agli ospiti sono state donate le illustrazioni del maestro d’arte Antonio Boffa, mentre a Carmine Pinto è stato consegnato un piatto in ceramica realizzato da Deli a Ricca, omaggio simbolico alla sua presenza.
La Presidente ha rivolto un ringraziamento caloroso e riverente a Lucia Lena Rosapepe Viola, che ha ospitato l’evento. Quello di Pinto è stato l’ultimo appuntamento della rassegna Contursi che legge e guarda il mondo, sostenuta con convinzione dall’Associazione Insieme Per…, ormai un vero presidio culturale del territorio. A maggio, l’appendice dedicata ai bambini chiuderà questa edizione con uno sguardo al futuro.