27/05/2026
𝐀𝐍𝐏𝐈 𝐕𝐀𝐋𝐃𝐈𝐂𝐇𝐈𝐀𝐍𝐀 𝐞 𝐂𝐆𝐈𝐋 𝐕𝐀𝐋𝐃𝐈𝐂𝐇𝐈𝐀𝐍𝐀 - 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨
𝐂𝐀𝐒𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐎𝐏𝐎𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐁𝐁𝐀𝐃𝐈𝐀: 𝐍𝐎𝐍 𝐔𝐍𝐀 “𝐑𝐀𝐆𝐀𝐙𝐙𝐀𝐓𝐀”, 𝐌𝐀 𝐔𝐍 𝐒𝐄𝐆𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐔𝐎̀ 𝐈𝐆𝐍𝐎𝐑𝐀𝐑𝐄
27 maggio 2026
MONTEPULCIANO - Le notizie emerse dall’indagine sull’incendio doloso che nell’ottobre scorso ha devastato la Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano suscitano sgomento e profonda preoccupazione.
Non soltanto per la gravità dei fatti contestati e per l’enorme danno materiale arrecato a un luogo storico della socialità democratica e popolare del nostro territorio, ma per ciò che emerge sul piano simbolico e culturale: libri di Gramsci dati alle fiamme, bandiere della sinistra bruciate, simboli nazi-fascisti, video realizzati dagli stessi indagati, la deliberata scelta di colpire un luogo che custodiva memoria, storia, partecipazione civile e organizzazione popolare, il tentativo di intercettare e distogliere i fondi destinati alla ricostruzione.
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐮𝐭𝐫𝐨.
𝐄 𝐧𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 “𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚”.
Sarà naturalmente la magistratura ad accertare responsabilità individuali, moventi e aggravanti. Comprendiamo anche che gli indagati e le loro difese possano cercare di ricondurre il gesto a motivazioni personali o contingenti, nel quadro di una legittima strategia processuale. Tuttavia sarebbe gravissimo se, fuori dalle aule giudiziarie, si finisse per rimuovere o minimizzare il contesto politico e ideologico che emerge con evidenza dagli elementi resi pubblici in queste ore.
Per troppo tempo nel nostro Paese il riemergere di culture neofasciste e naziste è stato derubricato a folklore, provocazione, nostalgia innocua, disagio giovanile o smarrimento generazionale. Eppure i fatti continuano a mostrarci altro: odio politico organizzato, radicalizzazione, violenza simbolica e materiale, costruzione di immaginari fondati sul disprezzo della democrazia e dell’altro. 𝐔𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢. E questo, anche nel nostro passato repubblicano, è un percorso già visto, lastricato poi di sangue, violenze, depistaggi.
Quanto accaduto ad Abbadia di Montepulciano non può essere separato dal clima culturale e politico che attraversa oggi anche i nostri territori, come dimostrano le recenti vicende emerse nella provincia di Siena riguardanti gruppi di adolescenti radicalizzati in ambienti neofascisti.
𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐮𝐧 𝐬𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚.
Occorre tornare a investire nella memoria democratica e antifascista, nella scuola, nella cultura, nei luoghi di socialità, nella partecipazione civile e sindacale, nella dignità del lavoro anche come luogo di costruzione civile. Occorre difendere e rilanciare il valore storico delle Case del Popolo, delle associazioni, dei circoli, delle organizzazioni sociali e sindacali che hanno contribuito alla crescita democratica del Paese e alla costruzione della Repubblica nata dalla Resistenza.
𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐧𝐞́ 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐃𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞.
𝐋𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚̀ 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐭𝐚.
E con essa continueranno a vivere i valori di solidarietà, antifascismo, giustizia sociale e democrazia che quei luoghi rappresentano.
𝐃𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐚𝐠𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐝𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐧𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢, 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨, 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚.
Saremo nelle piazze e nei luoghi pubblici dei nostri territori a ribadire con chiarezza i valori dell’antifascismo, della Costituzione e della convivenza democratica. A cominciare da Sarteano, dove dal 30 maggio al 2 giugno si svolgerà la VII edizione della Festa della Costituzione: quattro giorni di incontri, dibattiti, musica e partecipazione civile dedicati proprio alla difesa e all’attualità dei principi costituzionali.
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