ANPI Sinalunga Trequanda

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L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia nasce come ente morale il 5 aprile del 1945 (decreto legge n° 224) e riunisce tutti coloro che si riconoscono nei valori democratici e dell'antifascismo

27/05/2026

𝐀𝐍𝐏𝐈 𝐕𝐀𝐋𝐃𝐈𝐂𝐇𝐈𝐀𝐍𝐀 𝐞 𝐂𝐆𝐈𝐋 𝐕𝐀𝐋𝐃𝐈𝐂𝐇𝐈𝐀𝐍𝐀 - 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨

𝐂𝐀𝐒𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐎𝐏𝐎𝐋𝐎 𝐃𝐈 𝐀𝐁𝐁𝐀𝐃𝐈𝐀: 𝐍𝐎𝐍 𝐔𝐍𝐀 “𝐑𝐀𝐆𝐀𝐙𝐙𝐀𝐓𝐀”, 𝐌𝐀 𝐔𝐍 𝐒𝐄𝐆𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 𝐍𝐎𝐍 𝐏𝐔𝐎̀ 𝐈𝐆𝐍𝐎𝐑𝐀𝐑𝐄

27 maggio 2026

MONTEPULCIANO - Le notizie emerse dall’indagine sull’incendio doloso che nell’ottobre scorso ha devastato la Casa del Popolo di Abbadia di Montepulciano suscitano sgomento e profonda preoccupazione.

Non soltanto per la gravità dei fatti contestati e per l’enorme danno materiale arrecato a un luogo storico della socialità democratica e popolare del nostro territorio, ma per ciò che emerge sul piano simbolico e culturale: libri di Gramsci dati alle fiamme, bandiere della sinistra bruciate, simboli nazi-fascisti, video realizzati dagli stessi indagati, la deliberata scelta di colpire un luogo che custodiva memoria, storia, partecipazione civile e organizzazione popolare, il tentativo di intercettare e distogliere i fondi destinati alla ricostruzione.

𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐮𝐭𝐫𝐨.
𝐄 𝐧𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 “𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐚𝐭𝐚”.

Sarà naturalmente la magistratura ad accertare responsabilità individuali, moventi e aggravanti. Comprendiamo anche che gli indagati e le loro difese possano cercare di ricondurre il gesto a motivazioni personali o contingenti, nel quadro di una legittima strategia processuale. Tuttavia sarebbe gravissimo se, fuori dalle aule giudiziarie, si finisse per rimuovere o minimizzare il contesto politico e ideologico che emerge con evidenza dagli elementi resi pubblici in queste ore.

Per troppo tempo nel nostro Paese il riemergere di culture neofasciste e naziste è stato derubricato a folklore, provocazione, nostalgia innocua, disagio giovanile o smarrimento generazionale. Eppure i fatti continuano a mostrarci altro: odio politico organizzato, radicalizzazione, violenza simbolica e materiale, costruzione di immaginari fondati sul disprezzo della democrazia e dell’altro. 𝐔𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢. E questo, anche nel nostro passato repubblicano, è un percorso già visto, lastricato poi di sangue, violenze, depistaggi.

Quanto accaduto ad Abbadia di Montepulciano non può essere separato dal clima culturale e politico che attraversa oggi anche i nostri territori, come dimostrano le recenti vicende emerse nella provincia di Siena riguardanti gruppi di adolescenti radicalizzati in ambienti neofascisti.

𝐏𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐮𝐧 𝐬𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚.

Occorre tornare a investire nella memoria democratica e antifascista, nella scuola, nella cultura, nei luoghi di socialità, nella partecipazione civile e sindacale, nella dignità del lavoro anche come luogo di costruzione civile. Occorre difendere e rilanciare il valore storico delle Case del Popolo, delle associazioni, dei circoli, delle organizzazioni sociali e sindacali che hanno contribuito alla crescita democratica del Paese e alla costruzione della Repubblica nata dalla Resistenza.

𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐧𝐞́ 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐃𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞.

𝐋𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚̀ 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐭𝐚.
E con essa continueranno a vivere i valori di solidarietà, antifascismo, giustizia sociale e democrazia che quei luoghi rappresentano.

𝐃𝐢 𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐚𝐠𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐨𝐝𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐧𝐨𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢, 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨, 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚.

Saremo nelle piazze e nei luoghi pubblici dei nostri territori a ribadire con chiarezza i valori dell’antifascismo, della Costituzione e della convivenza democratica. A cominciare da Sarteano, dove dal 30 maggio al 2 giugno si svolgerà la VII edizione della Festa della Costituzione: quattro giorni di incontri, dibattiti, musica e partecipazione civile dedicati proprio alla difesa e all’attualità dei principi costituzionali.

Link:
https://www.facebook.com/share/p/1Cq45RQgzz/

26/05/2026

𝐋𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨: 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜’𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐈𝐓𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐞 𝐜’𝐞̀ 𝐥’𝐀𝐍𝐏𝐈.

C'erano libri di Gramsci dati alle fiamme, bandiere della sinistra bruciate, simboli nazisti, una Casa del Popolo incendiata e un patrimonio storico e culturale distrutto per sempre... E c’erano due ragazzi della nostra Valdichiana: 19 e 23 anni, arrivati a tanto dopo un percorso di 'formazione', che molti vorrebbero far finta di non vedere.

Per anni ci siamo sentiti ripetere che “il fascismo è una cosa del passato”.
Che fosse soltanto memoria, folklore, qualche nostalgico innocuo.

Ma il fascismo non torna solo nelle grandi adunate o nei simboli esibiti.
𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐨𝐝𝐢𝐨.
Quando si normalizza il linguaggio della violenza.
Quando si educano generazioni intere al disprezzo dell’altro, alla sopraffazione, al culto della forza, all’idea che la democrazia sia debolezza.
𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞.
Di chi ride.
Di chi dice “sono ragazzi”.

E invece quei “ragazzi”, oggi, vengono accusati di aver incendiato un luogo simbolico della storia popolare e democratica del nostro territorio. Un luogo di socialità, memoria, mutualismo, antifascismo. E la notizia arriva appena pochi giorni dopo le gravissime accuse al gruppo di adolescenti di Siena.

È anche per questo che esiste la nostra 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Perché la Costituzione non è un rito stanco da anniversario. 𝐄̀ 𝐮𝐧 𝐚𝐫𝐠𝐢𝐧𝐞. 𝐄̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚. 𝐄̀ 𝐮𝐧’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀.

Dal 30 maggio al 2 giugno, a Sarteano, parleremo proprio di questo: di scuola e nuove pressioni ideologiche, di libertà di informazione, di aree interne, di democrazia e partecipazione.
𝐏𝐚𝐫𝐥𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝟑𝟑 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
Perché se oggi troviamo giovani cresciuti tra simboli nazisti, odio politico e fascinazione per la violenza, allora dobbiamo avere il coraggio di chiederci cosa abbiamo smesso di trasmettere. E cosa invece altri stanno insegnando al posto nostro.

𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨.
𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐢.

E oggi, purtroppo, il passato sta bussando di nuovo alle nostre porte.

https://www.facebook.com/share/16zxAoy63g/
26/05/2026

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𝐋𝐚 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨: 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜’𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐈𝐓𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐞 𝐜’𝐞̀ 𝐥’𝐀𝐍𝐏𝐈.

C'erano libri di Gramsci dati alle fiamme, bandiere della sinistra bruciate, simboli nazisti, una Casa del Popolo incendiata e un patrimonio storico e culturale distrutto per sempre... E c’erano due ragazzi della nostra Valdichiana: 19 e 23 anni, arrivati a tanto dopo un percorso di 'formazione', che molti vorrebbero far finta di non vedere.

Per anni ci siamo sentiti ripetere che “il fascismo è una cosa del passato”.
Che fosse soltanto memoria, folklore, qualche nostalgico innocuo.

Ma il fascismo non torna solo nelle grandi adunate o nei simboli esibiti.
𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐨𝐝𝐢𝐨.
Quando si normalizza il linguaggio della violenza.
Quando si educano generazioni intere al disprezzo dell’altro, alla sopraffazione, al culto della forza, all’idea che la democrazia sia debolezza.
𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞.
Di chi ride.
Di chi dice “sono ragazzi”.

E invece quei “ragazzi”, oggi, vengono accusati di aver incendiato un luogo simbolico della storia popolare e democratica del nostro territorio. Un luogo di socialità, memoria, mutualismo, antifascismo. E la notizia arriva appena pochi giorni dopo le gravissime accuse al gruppo di adolescenti di Siena.

È anche per questo che esiste la nostra 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Perché la Costituzione non è un rito stanco da anniversario. 𝐄̀ 𝐮𝐧 𝐚𝐫𝐠𝐢𝐧𝐞. 𝐄̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐚. 𝐄̀ 𝐮𝐧’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀.

Dal 30 maggio al 2 giugno, a Sarteano, parleremo proprio di questo: di scuola e nuove pressioni ideologiche, di libertà di informazione, di aree interne, di democrazia e partecipazione.
𝐏𝐚𝐫𝐥𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝟑𝟑 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
Perché se oggi troviamo giovani cresciuti tra simboli nazisti, odio politico e fascinazione per la violenza, allora dobbiamo avere il coraggio di chiederci cosa abbiamo smesso di trasmettere. E cosa invece altri stanno insegnando al posto nostro.

𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨.
𝐒𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐢.

E oggi, purtroppo, il passato sta bussando di nuovo alle nostre porte.

22/05/2026
14/05/2026

Indirizzo

Via Umberto Primo, 12
Sinalunga
53048

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