SìSepara Scandiano

SìSepara Scandiano Il Comitato Sì Separa Scandiano promuove informazione e confronto sulla separazione delle carriere nella magistratura, con approccio laico e garantista.

Un tema complesso da discutere con serietà, senza slogan né populismi.

19/03/2026

Carissimi,

grazie a tutti coloro che hanno partecipato, ascoltato, discusso e sostenuto il nostro impegno per promuovere un confronto democratico sul referendum per la separazione delle carriere.

Nel corso di queste settimane abbiamo costruito, con serietà e rispetto, uno spazio di dialogo vero tra avvocati, imprenditori, cittadini, magistrati e persone animate soltanto dal desiderio di capire e di scegliere con consapevolezza. Ed è proprio di questo che siamo orgogliosi: di avere favorito un confronto libero, aperto, mai settario, sempre orientato ad approfondire le ragioni di una riforma che, a nostro giudizio, può rappresentare un passo avanti per la qualità della democrazia e della giustizia nel nostro Paese.

La nostra posizione non nasce da appartenenze di schieramento, né da riflessi ideologici. Nasce invece dalla convinzione che su temi così rilevanti servirebbero più coraggio riformatore e meno tifoserie. Perché una riforma della giustizia, quando è seria, equilibrata e meditata, non dovrebbe dividere per principio, ma unire attorno all’interesse generale. Tanto più se si considera che il tema della separazione delle carriere ha radici antiche nel dibattito pubblico italiano ed è stato, in tempi diversi, presente anche nelle riflessioni e nei programmi di culture politiche molto lontane tra loro.

Noi continuiamo a pensare che questa riforma possa aiutare l’Italia a compiere quel passo di maturazione istituzionale che da troppo tempo attendiamo, avvicinandoci ai modelli più avanzati delle democrazie europee. Non per inseguire mode straniere, ma per rendere più chiari i ruoli, più forte l’equilibrio tra le funzioni, più credibile la giustizia agli occhi dei cittadini.

Un ringraziamento sentito va all’Avv. Nicola Tria, al Presidente di Crea LiberaMente Roberto Bedenghi, all’Avv. Luigi Scarcella, all'Avv. Germano Artioli al Dott. Stefano Fi*****io, al Dott. Francesco Pancheri e all’Assessore Enrico Baschieri per il confronto social e all'assessore Jessica Guidetti .

Oggi, nella festa del papà, ci piace ricordare che anche la Costituzione ha una sua paternità. Ma, come accade per ogni eredità viva, custodirla non significa imbalsamarla: significa proteggerla e insieme farla crescere. Riformare, quando necessario, non è tradire. È assumersi una responsabilità verso il futuro, nel rispetto dei Padri Costituenti e nello spirito più autentico della libertà democratica.

Per questo il nostro invito è semplice e convinto: andate a votare. Partecipate. E votate SÌ.

Viva la democrazia, Buon Referendum e Buona Festa del Papà!














19/03/2026

Partecipa al nuovo incontro pubblico a Campegine sul referendum sulla giustizia: un’occasione per informarsi e confrontarsi in modo civile e approfondito. Martedì 22 e mercoledì 23 marzo — informazioni e dettagli nell’articolo. Leggi di più: https://wix.to/vILiIFr

16/03/2026

FAKEROOM, PIU’ CHE DATAROOM. Oggi Gabanelli sul Corriere si improvvisa esperta della riforma costituzionale che sarà oggetto di referendum ma finisce per snocciolare una serie di bufale e notizie fuorvianti da far impallidire. Cito le principali:
1) Sulla separazione delle carriere: “Oggi un pm può diventare giudice e viceversa soltanto una volta e cambiando regione, la media dei trasferimenti è una trentina l’anno”. Di nuovo si fa confusione tra separazione delle carriere e separazione delle funzioni per trasmettere il messaggio che la riforma in realtà ha un altro intento (quello di ridurre l’indipendenza dei magistrati). Ma il passaggio tra una funziona e l’altra non ha nulla a che vedere con la separazione delle carriere: pm e giudici oggi rispondono a un unico organo di governo autonomo (il Csm) che decide su tutti gli aspetti delle loro carriere (promozioni, trasferimenti, nomine ecc.) e che è composto sia pm che da giudici, secondo una commistione illogica e assurda che ha ovvie conseguenze.

2) “Per il No i giudici non sono accondiscendenti ai pm, tant’è che le assoluzioni ci sono nel 30% dei casi con punte del 50%”. Dato fuorviante: il punto non è mai stato il tasso di assoluzione in dibattimento, bensì la tendenza del giudice ad appiattirsi alle tesi dell’accusa soprattutto nella fase delle indagini. Recenti statistiche del Ministero della Giustizia dimostrano come le richieste avanzate dai pm durante le indagini (come le intercettazioni) vengono accolte con un tasso di oltre il 90% da parte dei gip.

3) “Con un Consiglio tutto dei pm il rischio è che venga tenuta in piedi l’accusa a tutti i costi, mentre oggi devono cercare le prove anche a favore dell’imputato”. Falso. La riforma non cancella l’articolo 358 del codice di procedura penale, secondo cui il pm deve svolgere anche indagini su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini.

4) “Con due Csm i costi passano da 50 a 100 milioni di euro l’anno”. Falso. Non essendo ancora stato stabilito dalla legge ordinaria il numero dei componenti dei due futuri Csm è impossibile calcolarne il costo.

5) “I laici saranno sorteggiati dal Parlamento in un elenco di giuristi scelto dalla maggioranza”. Falso. Sarà la legge attuativa a stabilire il quorum richiesto al Parlamento per stilare l’elenco dei giuristi dal quale saranno poi estratti a sorte i membri laici dei Csm. La maggioranza quindi non è ancora stata stabilita, ma secondo la dottrina costituzionalistica più autorevole il quorum non potrà essere la maggioranza semplice: trattandosi di un organo di garanzia (come il Csm) dovrà essere richiesta una maggioranza qualificata, che implica il coinvolgimento delle opposizioni.

6) “Per il Sì bisogna togliere la sezione disciplinare al Csm perché troppo indulgente e affidare la funzione a un’Alta Corte. Per il No parlano i numeri: in 15 anni su 1.399 processi disciplinari ci sono state ben 644 condanne”. Falso. Qui non si comprende veramente da dove siano stati presi questi numeri. Secondo i dati forniti dalla procura generale della Cassazione, titolare dell’azione disciplinare, dal 2015 al 2025, quindi in 11 anni, i procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati sono stati 1.443 e le condanne 382, quindi il 26% (anziché 46% come riferito da Gabanelli). Senza dimenticare che oltre il 90% degli esposti viene archiviato ancor prima di arrivare a un vero procedimento disciplinare (e senza considerare che nella stragrande maggioranza dei casi la "condanna" irrogata è costituita da sanzioni che non impediscono al magistrato di proseguire la sua attività).

7) “Inoltre è pericoloso, perché il sanzionato non potrà più come oggi fare ricorso in Cassazione, ma soltanto davanti alla stessa Alta Corte”. Falso. Data la natura di sentenza pronunciata dall’Alta Corte non può ritenersi abrogata la possibilità di impugnare il provvedimento in Cassazione per violazione di legge.

8 ) “Il dato certo, per voce degli stessi promotori della riforma, è che non c’entra nulla con l’efficienza della giustizia e la separazione delle carriere non renderà i processi più veloci. Come dire: i problemi nostri restano tali e quali”. Cara Gabanelli, siamo di fronte a una riforma dell’ordinamento, non a una riforma del processo penale o civile, quindi appare surreale contestare il mancato miglioramento dell’efficienza della giustizia.
Per quanto riguarda “i problemi nostri” direi che non restano affatto “tali e quali”: se non avremo una giustizia più rapida avremo sicuramente una giustizia migliore. La riforma rende pienamente terzo e imparziale il giudice e lo libera da qualsiasi contaminazione con il pm: il giudice non nascerà nella stessa ‘culla’ del pm, non farà lo stesso concorso, non si formerà insieme a lui, non si scambierà più i giudizi di professionalità, sarà più libero di decidere secondo scienza e coscienza. Con la separazione delle carriere avremo un giudice che mette sullo stesso piano le prove dell’accusa con le prove della difesa, come prevede esattamente l’articolo 111 della Costituzione, che sancisce la parità fra le parti. E' dunque ragionevole aspettarsi una riduzione dei casi di ingiusta detenzione e di errori giudiziario.
No, direi proprio che “i problemi nostri” non resteranno “tali e quali”, anzi… Ma con la diffusione di queste bufale la vittoria del Sì è ancora più in salita.

11/03/2026

Sul sorteggio

11/03/2026

09/03/2026
08/03/2026

       oggi sabato 7 Marzo e sabato 14 marzo in centro  a Scandiano fino alle 12: 00 .
07/03/2026

oggi sabato 7 Marzo e sabato 14 marzo in centro a Scandiano fino alle 12: 00 .

06/03/2026

01/03/2026
28/02/2026

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Scandiano
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