01/06/2026
🪻Inauguriamo il mese di giugno con la splendida foto di Gaia Villani e una citazione di Arthur Rimbaud (1854-1891) tratte dal calendario NAD 2026.
👉🏼 Nato a Charleville, nel nord della Francia, Rimbaud scrisse la sua intera opera poetica tra i 16 e i 20 anni, per poi abbandonare completamente la letteratura e il mondo delle arti e trascorrere gli anni successivi alla ricerca di fortuna nel commercio.
Al centro della sua ricerca poetica vi è la figura del veggente. Nelle celebri lettere del 1871, Rimbaud afferma che il poeta debba «farsi veggente» attraverso un «lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i sensi». Questo sregolamento ragionato serve ad accedere all’ignoto, cioè a quel punto verso cui tende il poeta e che sfugge alla sfera del reale e della contingenza. La poesia si fa così ricerca metafisica. Per esprimere e rendere accessibile agli altri ciò che viene scoperto in questo percorso non basta la lingua tradizionale: occorrono forme e linguaggi nuovi, che si esprimono in una scrittura ermetica.
Con il tempo, tuttavia, Rimbaud riformula il suo pensiero riguardo all’accesso all’ignoto, considerando che per attraversare quella frontiera che conduce oltre il reale non sia più necessario lo sregolamento dei sensi. Nei suoi ultimi poemetti in prosa egli cerca quindi non più il mistero oltre il reale, ma nella realtà stessa. Il poeta, attraverso la contemplazione, riesce ad accedere all’ignoto presente nella realtà, e la poesia stessa non è più spiegazione del mistero, ma sua manifestazione: espressione dell’ignoto che si è rivelato agli occhi del poeta.