Comunità Slowfood del Riccio di Mare di Santa Marinella e Civitavecchia

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Comunità Slowfood del Riccio di Mare di Santa Marinella e Civitavecchia La Comunità Slow Food è un istituto il cui scopo é la tutela e la promozione del riccio di mare.

23/10/2026
19/08/2026
19/08/2026
21/07/2026
21/07/2026

Hai versato un veleno granulare sul formicaio nel tuo prato. La colonia è collassata in ventiquattr'ore. Il formicaio si è appiattito. Il prato sembra "a posto". E ti sei sentito soddisfatto. 🐜

Ma quella colonia, nel corso della sua vita, aveva portato in superficie grandi quantità di terra. Ogni galleria che aveva scavato era un canale d'aerazione — a profondità che nessun arieggiatore da prato raggiunge. Ogni granello di suolo trasportato verso l'alto mescolava materia organica negli strati più profondi. Ogni camera scavata creava un sistema di drenaggio che evita i ristagni dopo una pioggia forte.

Il formicaio che hai raso al suolo era un condotto di ventilazione. La colonia sotto di esso era un'opera di ingegneria che migliorava la struttura del tuo suolo da anni.

Le formiche trasportano anche semi nel sottosuolo, favorendo la crescita di nuove piante nel giardino. Muovono nutrienti a una scala che influenza l'intero ecosistema del suolo. Sono tra gli "ingegneri del suolo" più abbondanti del pianeta.

E il veleno che hai versato non resta nel formicaio: filtra nel terreno circostante, uccidendo lombrichi e organismi utili in un raggio intorno al punto in cui l'hai applicato.

Un formicaio. Anni di scavi. Un'infrastruttura che non vedi, distrutta in dieci secondi. 🌿

Sequestrati 1500 ricci di mare prelevati illecitamenteL'intervento della Guardia Costiera di Santa Marinella, avvertita ...
19/07/2026

Sequestrati 1500 ricci di mare prelevati illecitamente

L'intervento della Guardia Costiera di Santa Marinella, avvertita da un bagnante, che ha multato il pescatore abusivo. Il limite sono 50 esemplari a persona. Sono stati tutti rigettati vivi in mare
1500 ricci di mare prelevati illecitamente, un quantitativo davvero ingente che è stato oggi sequestrato dalla Guardia Costiera di Santa Marinella ricci di mare prelevati illecitamente lungo il litorale della nota località laziale.

L’intervento è stato possibile grazio alla segnalazione di un bagnante e alla collaborazione di un bagnino in servizio presso uno stabilimento balneare. I militari, già impegnati nelle attività di pattugliamento previste dall’operazione “Mare e Laghi Sicuri”, hanno così potuto raggiunto in pochi minuti il luogo indicato, sorprendendo il responsabile, che aveva già occultato una prima cesta contenente i ricci appena raccolti.

Inutile il tentativo dell’uomo di sottrarsi al controllo: i militari lo hanno fermato e accertato la presenza di due ceste contenenti complessivamente un quantitativo di ricci di gran lunga superiore al limite massimo consentito dalla normativa vigente, fissato in 50 esemplari per persona.

La Guardia Costiera ha sequestrato l’intero quantitativo e l’attrezzatura utilizzata per il prelievo, elevando nei confronti del trasgressore la la sanzione amministrativa prevista, che può arrivare a un massimo di 6000 euro.

Tutti i ricci, ancora vivi, sono poi stati rigettati in mare.

L'esito della campagna di monitoraggio 2025 condotta lungo le coste dal laboratorio di Zoologia e Biologia Marina del Di...
19/05/2026

L'esito della campagna di monitoraggio 2025 condotta lungo le coste dal laboratorio di Zoologia e Biologia Marina del Dipartimento di scienze e tecnologie biologiche ed ambientali di UniSalento.
Negli ultimi 40 anni la temperatura media del Mediterraneo è aumentata di circa 1,7 gradi, mettendo a rischio la salute del mare Nostrum e la sopravvivenza della fauna come cozze, vongole e ricci marini. Proprio per questi ultimi tre anni fa è stato introdotto un fermo sulla pesca per favorire il recupero degli stock e la ricostituzione della risorsa, messa a rischio dal massiccio prelievo effettuato negli ultimi anni.
Un provvedimento che ha dato i suoi primi risultati, nonostante la ancora vasta diffusione della pesca di frodo, come emerge dalla campagna di monitoraggio condotta nel 2025 lungo le coste del Salento dal Laboratorio di Zoologia e Biologia Marina del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali (DiSTeBA) dell'università del Salento che ha censito quasi 5mila esemplari del riccio edule (Paracentrotus lividus), con una taglia media in aumento. Con una rilevazione condotta su oltre due ettari di fondale marino nei primi dieci metri di profondità – dal litorale brindisino a quello di Taranto — i ricercatori hanno registrato una densità media di 0,32 individui per metro quadrato, in lieve crescita rispetto al valore di 0,25 individui/m2 del 2023.

Il dato più significativo, però, non è la densità, ma appunto la struttura della popolazione. Nel 2023, circa il 94% dei ricci censiti lungo le coste pugliesi erano al di sotto dei 5 centimetri di diametro, la taglia minima commerciale. Nel 2025, dopo due anni di fermo, la taglia media degli esemplari è passata da 3,41 centimetri nel 2023 a 3,68 centimetri nel 2025. Il rilevamento nel Salento ha dimostrato che anche la densità dei ricci tra i 5 cm ed i 6 centimetri di diametro è in aumento, seppure il dato sia ancora statisticamente poco significativo. «I dati ci restituiscono un segnale incoraggiante. La moratoria regionale sta producendo effetti concreti sulla struttura demografica della popolazione. Tuttavia, il riccio di mare è una specie a crescita lenta, con un ciclo biologico che può durare anche sino a 12-13 anni: tre anni di fermo non bastano per certificare una ripresa stabile, soprattutto perché il blocco della pesca non ha fermato il fenomeno della pesca abusiva», spiega il professor Stefano Piraino, direttore del DiSTeBA e responsabile del Laboratorio di Zoologia e Biologia Marina.

Una cautela che si traduce in una proposta precisa: il DiSTeBA e ARPA Puglia, firmatari congiunti della relazione tecnica trasmessa alla Regione, raccomandano una proroga del fermo pesca fino almeno al 31 marzo 2027, con la possibilità di valutare — sulla base dei dati di monitoraggio — finestre temporali di prelievo limitato, riservate esclusivamente ai pescatori professionisti in possesso di regolare licenza. Tenendo presente anche che, a causa del riscaldamento globale, il ciclo biologico del riccio di mare è cambiato rispetto a 30 anni fa. Centrale anche il ruolo dei pescatori, che devono essere coinvolti attivamente nelle future campagne di monitoraggio, valorizzando la loro conoscenza empirica dei fondali salentini e trasformandoli da categorie penalizzate dal blocco a «sentinelle del mare». Un significativo passo nel contrasto alla pesca abusiva è rappresentato da un rigoroso controllo della filiera commerciale del prodotto, in termini di accertamento della provenienza e della limitazione dei periodi aperti alla vendita e consumo.

Ora, al più presto anche nel Lazio!
08/05/2026

Ora, al più presto anche nel Lazio!

Dichiarazione dell’assessore regionale all’Agricoltura e allo sviluppo rurale con delega alla pesca a margine dei lavori della quarta commissione consiliare

04/05/2026

In merito ai recenti avvistamenti di squali lungo la costa toscana e maremmana, con riferimento a quello tra l’isola del Giglio e le Formiche, avvenuto il 27 aprile scorso, di un Mako di una lunghezza stimata di più di 4 metri, non l’unico peraltro, in quanto anche un altro Mako di più piccole dimensioni, non superiore al metro, è stato pescato e rilasciato sempre lungo la costa maremmana l’11 aprile scorso. Al fine di evitare inutili allarmismi, vorremmo ricordare quanto segue: in Mediterraneo ospitiamo 49 specie di squali, tra le quali le due di Mako. Con la primavera, le uscite di pesca sportiva sono più numerose e le probabilità di incontro maggiori.
Non esiste nessun rischio legato a questi animali che si avvicinano solo alle imbarcazioni da pesca attirati dalla pastura rappresentata da sangue e resti di pesci vari che possono provocare una sorta di curiosità e frenesia portandoli a rimanere per lungo tempo intorno all’imbarcazione, nella speranza di un facile pasto.
L’attacco al motore, avvenuto sempre il 27 aprile, è spiegabile con l’attrazione che hanno gli squali per le sorgenti di campi elettromagnetici, dotati come sono delle Ampolle di Lorenzini, una sorta di “metal detector” naturale, utile per trovare le prede. Durante le spedizioni del Centro Studi Squali in Sudafrica, è capitato che gli squali bianchi provassero a mordere le eliche dei motori tanto che, dopo qualche anno, fu deciso di dotarle di protezione per evitare che gli squali potessero ferirsi. Un comportamento naturale in una situazione di scavenging, termine con il quale si indica il comportamento degli squali che possono nutrirsi di prede ferite o morenti. Niente di eccezionale quindi a parte il fatto che, per ora, il nostro Mediterraneo ospita ancora specie ivi vissute per milioni di anni e adesso a rischio.
I dati raccolti saranno inseriti nella Scheda Medlem che il CSS contribuisce a compilare nell’ambito di questo programma di monitoraggio.
Si ringrazia Nicola Coppetelli per le preziose informazioni fornite.

Indirizzo

Santa Marinella
00058

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