04/10/2025
Oggi, 4 ottobre, mentre camminiamo insieme da Sansepolcro a San Giustino, uniti da un’unica voce – “Palestina libera, stop al genocidio!” – celebriamo anche una figura fondamentale per chiunque creda nella pace, nella giustizia e nella fraternità: San Francesco d’Assisi.
Francesco è stato un uomo che ha saputo spogliarsi del potere, dell’odio, della vendetta. Un uomo che ha scelto la via più difficile: quella della nonviolenza. In un tempo di crociate e di conflitti religiosi, lui ha attraversato i mari per incontrare il nemico, non per combatterlo, ma per parlargli, per riconoscerne l’umanità. Oggi, in un mondo lacerato da guerre, genocidi e oppressioni, il suo esempio risuona più forte che mai.
Il nostro corteo, da Sansepolcro a San Giustino, è un pellegrinaggio laico, ma profondamente spirituale. È un cammino fatto di volti, di mani, di passi, di speranza. È la testimonianza concreta che esiste ancora chi crede che la pace non sia una parola vuota, ma un’azione quotidiana. Un impegno. Una responsabilità.
Oggi, abbiamo scelto di non restare in silenzio. Abbiamo scelto di camminare insieme per dire basta all’orrore, basta all’indifferenza. Per gridare che nessuna giustificazione, nessuna ideologia, nessuna ragione geopolitica può legittimare la distruzione di un popolo, la cancellazione di vite innocenti, la negazione dei diritti umani.
Francesco ci ricordava che “la pace è possibile solo quando riconosciamo nell’altro un fratello”. E noi oggi, camminando fianco a fianco, riconosciamo in ogni vittima, in ogni madre, in ogni bambino sotto le bombe, un fratello, una sorella. Perché la pace non è solo il silenzio delle armi, ma la costruzione di giustizia, di equità, di verità.
Grazie a chi ha partecipato, a chi ha organizzato, a chi ogni giorno sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
Continuiamo a camminare. Da Sansepolcro a San Giustino, e oltre.
Passo dopo passo, per la pace.
Grazie.