18/04/2026
Sono passati quasi due mesi da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, e i danni umanitari, ambientali ed economici sono già enormi. Ma com’è stato possibile arrivare a questo punto?
Come già accaduto in Venezuela a gennaio, questo intervento militare non è stato autorizzato dall’ONU. Secondo molti esperti e osservatori internazionali, si tratta di una violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale, che vieta l’uso della forza salvo eccezioni molto limitate. ⚖️ Ma questa operazione non è solo un atto militare: rappresenta un ulteriore passo nel progressivo indebolimento delle regole internazionali.
Quando gli Stati ignorano trattati e norme condivise, non colpiscono soltanto un governo. Demoliscono l’unica barriera che, almeno in parte, ci protegge dalla “legge del più forte”. E allora la domanda diventa inevitabile: se uno Stato può decidere di attaccarne un altro senza conseguenze reali, chi lo fermerà dal farlo ancora? E ancora?
La storia recente lo dimostra chiaramente: i cambiamenti imposti con la forza raramente portano stabilità. Afghanistan, Iraq, Libia. Non serve nemmeno andare troppo indietro nel tempo. Più spesso, questi interventi aprono la strada a nuovi conflitti, nuova instabilità e altra violenza.
Per questo non restare a guardare. Informarsi è il primo passo, condividere significa non restare indifferenti. Perché la pace non è un’utopia. È un diritto ✊