10/05/2026
Come pre-annunicato, oggi vogliamo analizzare l'intervista rilasciata dall'assessora Monia Monni il 6 maggio a Toscana TV. Di seguito riportiamo la trascrizione (che troverete integrale anche nei commenti):
"C'eravamo visti prima, ci siamo sentiti anche nel corso di questi giorni. Abbiamo stabilito insieme a loro di fare un progetto speciale per la montagna. Ci stiamo lavorando con il Sant'Anna e con ovviamente l'ASL. Sarà un progetto molto improntato alla lettura, è un progetto molto improntato alla lettura dei bisogni di quel territorio che riguardano una popolazione prevalentemente anziana, molto rarefatta come abitazioni, quindi in un territorio molto difficile da raggiungere, quindi sarà previsto un importante potenziamento dei servizi domiciliari legati alla cronicità che è il tema principale di quella popolazione. Saranno previsti servizi molto innovativi anche per i giovani con anche l'utilizzo dell'intelligenza artificiale di novità tecnologiche che ci possono aiutare e tutta una serie di altre misure che potranno dare una risposta importante a quella popolazione.
Abbiamo stabilito con i sindaci che appena il progetto sarà pronto e si tratta di qualche settimana, lo condividerò con loro che hanno già condiviso l'impostazione che abbiamo dato e poi lo presenteremo alla cittadinanza."
Da queste parole emerge chiaramente che non si parla di Ospedale di Area Disagiata. Il "progetto pilota" annunciato il 27 aprile non sembra essere un’aggiunta a un ospedale dotato di Pronto Soccorso, chirurgia (day e week surgery) e medicina, ma qualcosa di diverso: una "personalizzazione" che, a nostro avviso, non offre garanzie al presidio.
Non ci resta che attendere la comunicazione ufficiale di quanto ci verrà "offerto". Sia chiaro: non ci riterremo soddisfatti finché non avremo ottenuto il riconoscimento che ci spetta e che altre zone della Toscana hanno già ricevuto.
Contemporaneamente, siamo curiosi di vedere come reagiranno i protagonisti di questa vicenda:
- i nostri Sindaci: dalle parole dell’assessora sembrerebbe abbiano già condiviso l’impostazione del progetto. Eppure, nei dibattiti del 26 aprile e del 2 maggio, hanno confermato che l'obiettivo resta l'Area Disagiata (arrivando anche a dormire in tenda per questo);
- il sottosegretario alla presidenza della regione Toscana Bernard Dika che durante il dibattito del 27 aprile ha incentrato il suo discorso sul principio di equità territoriale, sostenendo che non si possono usare "due pesi e due misure" all'interno della stessa regione;
- il consigliere regionale di minoranza Alessandro Capecchi che ha ricordato di aver fatto mozioni e interrogazioni chiedendo lumi alla regione del perchè di questa disparità di trattamento tra le varie zone della Toscana ed ha preannunciato la convocazione in Commissione Sanità del Direttore ASL Toscana Centro;
- il portavoce della minoranza in Regione Toscana Alessandro Tomasi che nel dibattito del 2 maggio ha dichiarato che l'area disagiata non è un obiettivo tecnico irraggiungibile, ma un atto dovuto che richiede solo la volontà di firmare un documento e di allocare risorse già esistenti nel sistema, smettendo di rincorrere modelli "vuoti" come le Case di Comunità senza personale;
- Giovanni Capecchi candidato a sindaco di Pistoia per il quale il riconoscimento di area disagiata è un obiettivo da perseguire attraverso un'alleanza tra pianura e montagna, ma richiede un investimento regionale extra per evitare di indebolire ulteriormente il resto della sanità provinciale.
Non ci rimane che aspettare la proposta definitiva e vedere le reazioni di chi ha speso parole importanti durante gli otto giorni di manifestazione.
La nostra posizione, invece è chiarissima:
DAL PACINI NON SI SCENDE!