04/09/2026
Fumo nero e denso, ancora una volta, sui cieli salentini.
Oggi abbiamo percorso increduli la SS101, a veder divampare un nuovo incendio nell’area interna all’azienda Ecotecnica nel comune di Lequile. Ore 13, stessa area del 29 agosto scorso, minuti di angoscia, sgomento e fastidio in gola e nei polmoni, urticanti le domande nelle viscere: come fa un’area che è stata dichiarata bonificata da un incendio a prendere nuovamente fuoco al suo interno? Come può accadere che un sito messo sotto sequestro dalla Procura ricominci a bruciare con la stessa intensità del primo incendio? Non doveva essere presidiata e monitorata?
La nota emessa dalla Prefettura, nel CCS in cui si invitano le Amministrazioni della Provincia di Lecce a controllare gli impianti e incentivare l’installazione di sistemi di sicurezza e sorveglianza remota pone l’accento su una questione: non dovrebbero esistere dei piani di sicurezza aziendale che prevedono già queste dotazioni e garantiscano il loro corretto funzionamento, in aziende che stoccano e manovrano materiali sensibili?
Quanti luoghi a rischio d’incendio ci sono, nel Salento? Le Istituzioni e i governi locali conoscono il loro territorio?
La politica è responsabile, i Sindaci sono responsabili, la Provincia, la Regionestanno manifestando una totale incapacità di gestione di una situazione fuori controllo. O di indifferenza verso un territorio lasciato solo, n**o e a rischio.
L’ARPA assicura a una settimana dal primo incendio che i valori di PM10 nell’aria sono nella norma. La popolazione, però, chiusa in casa per raccomandazione di cautela e per disturbi alla respirazione, assiste sgomenta.