02/08/2026
È stato un grande abbraccio, grazie a Tutte e Tutti per essere stati presenti, sguardi guidati dal medesimo sentimento si sono incrociati, mettendo in comune la rabbia, lo smarrimento, il senso di impotenza di fronte ai due grandi elementi, fuoco e vento, che si fondono in una forza distruttiva, mezzi che l’umano riesce a usare in modo criminoso, distruttivo, superficiale.
Ci siamo ritrovati in piazza Sant’Oronzo con l’arte, con le parole sagge e pesate di esperti che la terra la vivono, di chi l’incendio lo ha affrontato in casa propria e in prima persona, con i sognatori attivi che piantano e rigenerano, con le visioni, le proposte di azioni da intraprendere, gli obiettivi e le prime soluzioni da perseguire.
“Perchè il salento brucia nel silenzio?” La nostra domanda ha trovato forse una prima risposta: l’assenza prolungata di politiche lungimiranti per la nostra terra, che fossero coraggiose e di tutela, di valorizzazione e salvaguardia dalla minaccia della mercificazione turistica, delle speculazioni edilizie ed energetiche, dei modelli agricoli intensivi.
Non accettiamo come normale un fenomeno tragico e anomalo, servono mezzi e uomini, serve una tecnologia aggiornata, serve mettere a sistema un sistema che funzioni, con leggi efficienti e ragionevoli ma soprattutto aggiornate e funzionanti. Serve investire per garantire salute e sicurezza. Serve pianificazione, serve prevenzione, serve la visione di lungo periodo, per la gestione corretta dei fenomeni. Serve conoscenza del territorio.
Prendiamoci in carico la cura, custodiamo il nostro paesaggio (per quanto ancora ricco?), scrigno di biodiversità, di bellezza, di memoria, di identità. Intraprendiamo il lungo cammino di proteggerlo insieme.