01/02/2026
💥 A GAZA LA CARNEFICINA CONTINUA 🇵🇸
💣 1-I BOMBARDAMENTI DELLE ULTIME ORE
Il Ministero della Salute di Gaza ha annunciato che 29 palestinesi (saliti a 32 nelle ultime ore) inclusi bambini, sono stati uccisi e decine sono stati feriti in continui bombardamenti israeliani dall’alba di sabato, sabato 31 gennaio, in varie aree della Striscia.
L’esercito israeliano ha preso di mira un quartier generale della polizia nel quartiere Sheikh Radwan, distrutto case nel quartiere di Al-Nasr e campi di sfollati a Mawasi Khan Yunis, nel sud.
Continuare a parlare di cessate il fuoco e “piano per Gaza” è un grande bluff.
Dall’inizio della tregua a ottobre sono ormai quasi 500 i gazawi uccisi dai militari israeliani; le stesse autorità israeliane hanno confermato solo ora la stima di 71 mila palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023 ad oggi.
Ad uccidere la popolazione non sono solo i proiettili: nelle tendopoli sferzate dalle intemperie si muore di ipotermia, di fame e per la mancanza di cibo e medicine.
🚑 2-L’ALLONTANAMENTO DELLE AGENZIE UMANITARIE
37 grandi Agenzie umanitarie tra un mese esatto rischiano di dover lasciare GAZA. Motivo? Israele ha annunciato di non voler rinnovare i permessi a causa del mancato rispetto di nuove regole di registrazione; il tutto col pretesto di prevenire presunti abusi o infiltrazioni militari.
Le organizzazioni internazionali, Onu in primis, parlano di conseguenze “catastrofiche” per la popolazione della Striscia dal primo marzo, quando il divieto dovrebbe entrare in vigore.
Nella lista delle ong escluse da Israele figurano, tra le altre, Medici Senza Frontiere, Norwegian Refugee Council (Consiglio Norvegese per i Rifugiati), Care International, Oxfam, ActionAid e Caritas Jerusalem.
Nonostante i divieti, alcune organizzazioni hanno espresso la volontà di continuare le operazioni umanitarie il più a lungo possibile. Il blocco sta già riducendo drasticamente le cure e l'assistenza alla popolazione civile, già provata da oltre due anni di guerra.
🪤 3-LA FASE 2 DEL PIANO DI PACE
La pressione di Trump affinché si parlasse di pace aveva due obiettivi:
1 - velocizzare l’ingresso degli Usa nelle vicende mediorientali;
2 - mettere a tacere l’opinione pubblica internazionale.
La Flotilla ha mobilitato tanta gente e creato un’ondata di sdegno che i governi occidentali vicini a Israele non potevano gestire. Così tutti, anche nel governo italiano, si sono affannati a parlare di pace.
La fase 2 dei Trattati prevede la costrizione dei palestinesi sopravvissuti in zone di concentramento, all’interno di riserve come i nativi in America.
Parallelamente, il Board di Trump vuole sostituire il Consiglio di Sicurezza nella gestione territoriale, negando il diritto internazionale e la volontà della maggior parte dei paesi Onu. Per ora, al progetto di Trump hanno aderito Argentina, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Emirati, ma non i Paesi Ue e il Regno Unito. Funzionerà anche così?
Dall’Italia, intanto, continuano ad arrivare armi e assistenza tecnica. Siamo al punto più basso della diplomazia italiana in Medio Oriente.
Negli ultimi mesi l’opinione pubblica ha espresso in massa il proprio dissenso verso la sudditanza del nostro paese nei confronti di Trump e Netanyahu. E questo ha portato ai decreti che funzioneranno da bavaglio nei confronti della libertà di espressione contro chi è sceso in piazza.
🇵🇸 IL COMITATO PRO PALESTINA DI RUTIGLIANO CONTINUERA’ LA SUA AZIONE DI PROTESTA E DI INFORMAZIONE PER LA LIBERTA’ DEL POPOLO PALESTINESE E CONTRO OGNI BAVAGLIO!!