30/05/2026
«Il nostro territorio è un paradiso.» — Sergio Martini, al Rifugio Filzi.
➡Sabato 23 maggio, sera, abbiamo chiuso la due giorni con tre voci d'eccezione.
L'alpinista Sergio Martini ha ricordato la SAT Rovereto della sua giovinezza, e una montagna vissuta partendo a piedi direttamente dalla città: il progetto Alta Via — ha detto — si inserisce pienamente in quella tradizione roveretana fatta di amore per il territorio.
L'antropologo alpino Annibale Salsa, già presidente generale del CAI, ha definito "lungimirante" l'idea di riscoprire la "montanità" della città. Ha parlato di "iperluoghi" — luoghi autentici, ricchi di identità e relazioni — in contrasto con i tanti "non-luoghi" del turismo esotico, e ha invitato a contrastare quello che ha chiamato "analfabetismo territoriale".
Il giornalista Fabrizio Torchio ha richiamato la storica vocazione della SAT nella valorizzazione del territorio lagarino e la densità storico-culturale dei dintorni di Rovereto.
Al Filzi sono intervenute anche la Sindaca Giulia Robol e l'Assessora Micol Cossali, che hanno espresso il sostegno del Comune al progetto.
A chiudere il presidente SAT Rovereto Valentino Trainotti, che ha legato l'Alta Via alla visione di Rovereto Città Alpina: «Essere città alpina significa riconoscere che la montagna è una parte fondamentale dell'identità culturale e storica della città, e ricostruire il legame tra Rovereto e i suoi territori montani».
Grazie a tutti gli ospiti, ai soci, alle sezioni SAT di Ala, Folgaria e Vallarsa, e agli alpinisti presenti — tra cui alcuni fondatori della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Castel C***o.
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