05/08/2026
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Slitta a settembre l'apertura del reparto di Medicina.
Il laboratorio analisi è ancora bistrattato.
La logica del Medioevo non è mai morta per qualcuno.
È la stessa logica che trasforma i diritti di tutti in favori, che usa la lentezza amministrativa come strumento di dipendenza e sudditanza, che alimenta propaganda mentre la gente deve “persistere” per ottenere ciò che le spetta.
I diritti non sono mai concessioni: sono conquiste, e bisogna imparare a riconoscerle come tali, perché solo così si resta vigili, pronti al confronto e al conflitto con chi li deturpa, anche quando e se si raggiungono risultati.
Nei diritti negati ci sono ospedali chiusi o incompleti, servizi essenziali mai attivati, territori lasciati senza trasporti adeguati, senza continuità assistenziale, senza ciò che altrove è normale.
E di ciò Cariati è un esempio emblematico:
il laboratorio analisi pubblico dell’ospedale continua a funzionare solo nelle ore diurne e con pochissimi tipi di esami, mentre i laboratori privati accreditati ne garantiscono molti di più; l’apertura del reparto di Medicina slitta ancora, questa volta a settembre, dicono.
Solo per citare delle problematiche.
Che stia arrivando del personale previsto ( infermieri) è l’ennesima notizia di un ritardo che è uno schiaffo alla dignità di questi territori.
E ogni volta che si muove qualcosa prevista dal decreto di apertura, o c'è chi dice senza cognizione che "non cambia niente", "sono tutti uguali", e rifiuta di conoscere le notizie e quindi la realtà bella o br**ta che sia o c’è chi festeggia come se fosse arrivato un dono da Babbo Natale, come se l’ospedale non fosse stato già riaperto grazie alla popolazione e come se non ci fosse già e da tempo un elenco delle "cose da avere".
C'è la legge, non bisogna esaltarsi senza motivo e baciare le pantofole di Occhiuto o chicchessia per nulla.
Perché quelli che oggi, sotto la pressione e attenzione costante della comunità, da posizioni di comando, hanno reinserito nella rete ospedaliera il Vittorio Cosentino sono gli stessi che il nostro ospedale l'hanno chiuso!
E le chiusure degli ospedali sono state il risultato di un'intera classe politica di destra e sinistra che in questi territori ha avuto un atteggiamento servile verso il potere regionale.
Festeggiare i ritardi di cose già previste confonde solo le persone.
La differenza tra chi lotta e chi si vende è tutta lì: nel coraggio di stare nel conflitto, nel rifiuto della logica del potente che concede, nel non piegarsi mai a chi vuole trasformare la conquista in favore. Nel rispetto della vita degli altri.
Dalle nostre parti o ci sono i Ros i Paula che si autocelebrano, o ci sono quelli che promettono, giurano e spergiurano che farebbero meglio di chi si impegna ma non fanno mai nulla, e poi c'è chi addirittura invidia coloro che sono riusciti a raggiungere un risultato per tutti ( fora mal'occhio...🌶️), fino addirittura a negare l’evidenza e preferendo celebrare il proprio carnefice. Una specie di sindrome di Stoccolma.
Altroché diritti, altroché lotta di classe: qui c'è chi è rimasto ancora al Re che concede, con la sua corte di leccapiedi e giullari affini.
L'Ospedale di Cariati deve essere funzionante in tutti i suoi servizi.
Quindi, che facciamo? Ammesso che a settembre aprirà Medicina il resto dei servizi rimane inattivo? Non è tempo di fare una cosa alla volta e cioè un selfie per volta....un sopralluogo a favore di telecamere ogni 15 giorni....
E basta!...
Bisogna aprire e subito TUTTO ciò che è previsto perché la Calabria e il territorio di Cariati sono in perenne emergenza sanitaria.
Eh povera , in provincia di Stoccolma...
Stop Medioevo, vogliamo i Diritti.