Custodi del fuoco

Custodi del fuoco Comunità dei Custodi del Fuoco

10/02/2026
Come possiamo considerare gli Umani?Dal punto di vista biologico, gli esseri umani sono per circa il 99% simili agli ani...
05/02/2026

Come possiamo considerare gli Umani?

Dal punto di vista biologico, gli esseri umani sono per circa il 99% simili agli animali. Il nostro DNA è in gran parte identico a quello di diverse specie animali. Condividiamo gli stessi meccanismi di sopravvivenza: fame, paura, istinto sessuale, difesa del territorio, gerarchie e competizione. Il nostro corpo funziona come quello degli altri mammiferi, e anche gran parte della nostra mente segue schemi automatici, emotivi e reattivi.

In cosa siamo diversi dagli animali? Nelle visioni di Ezechiele e dell’Apocalisse, le creature che stanno vicino al trono di Dio, hanno un corpo metallico, forgiato con caratteristiche simile a quelle degli animali, ma con almeno una faccia umana. Ovviamente si tratta di simboli per spiegare alcuni concetti. Il primo concetto è che non sono esseri biologici, visto che il corpo è metallico. Inoltre, possiedono alcune caratteristiche simboleggiate da animali, come la potenza del toro, la vista dell’aquila, o la capacità di combattere del leone.

La faccia umana è il simbolo della mente, la capacità di auto-coscienza, che abbiamo anche noi. In questo senso, gli esseri umani, pur essendo biologicamente simili agli animali, condividono con le creature celesti un elemento fondamentale: la mente. In questo senso gli umani sono simili ai Keruvim. Hanno una caratteristica in comune con loro, possiedono una mente. Possiamo quindi definirci come dei droni biologici di natura animale all’interno dei quali opera una mente non biologica.

Il Padre esaudisce le mie richieste?..Secondo le Scritture, in una circostanza il Padre NON esaudì una richiesta del Fig...
01/02/2026

Il Padre esaudisce le mie richieste?..
Secondo le Scritture, in una circostanza il Padre NON esaudì una richiesta del Figlio, nonostante fosse legittima e con ottimi motivi. Perché? Immagina di giocare al gioco del domino, dove si mettono in fila tante tessere di tanti colori una dietro l’altra. Immagina la tua lunga fila di tessere del domino, tutte in piedi, che creano un unico percorso...
Se le lasci così com’è, quando spingi la prima tessera, questa cade sulla seconda, che cade sulla terza, e così via… fino all’ultima. Questo è il corso naturale degli eventi: una cosa tira l’altra, in ordine....
Ora, supponi di pregare che la quinta tessera non cada. Se Dio ascoltasse la tua preghiera e mettesse una mano per tenerla in piedi, fermerebbe la catena. La sesta, la settima e tutte le altre resterebbero in piedi. Quel piccolo intervento (la mano che trattiene la tessera) ha alterato il corso naturale degli eventi. Ha cambiato quello che sarebbe successo da solo...
Se queste preghiere esaudite accadessero troppo spesso — una mano che ferma una tessera qui, un dito che spinge un’altra là — la fila non seguirebbe più le regole del gioco. Sarebbe tutto “scombussolato” da interventi esterni. Per questo Dio non può esaudire, e non esaudisce, qualsiasi preghiera...
Ora andiamo sul pratico. Se tua nonna in un giorno specifico non avesse incontrato tuo nonno, forse i tuoi genitori non sarebbero nemmeno nati, e tu non esisteresti, o saresti un’altra persona. Vedi quanto può cambiare dal semplice essere presenti o non presenti ad un appuntamento? Cose piccole possono avere effetti enormi nel corso della vita...
Quindi chiedere a Dio di alterare gli eventi, anche se a noi può sembrare una cosa piccola, per chi vede tutta la storia umana come se fosse un giornale da sfogliare, non è cosa da poco. A volte la risposta può essere sì. Altre volte la risposta può essere: non tutto quello che hai chiesto, non adesso, o non nel momento in cui ti aspetti che accada. Altre volte la risposta è un “no, non posso farlo. Cambierebbero troppe cose se lo facessi”. Più spesso, almeno per alcuni, la risposta potrebbe essere: “No, perché non hai il diritto di chiedere quello che hai chiesto”.

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LA VIA DEL RITORNO

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IL PECCATO NON ESISTE…In senso etimologico, il “peccato” non esiste come colpa morale. Nelle Scritture Fondamentali, il ...
29/01/2026

IL PECCATO NON ESISTE

In senso etimologico, il “peccato” non esiste come colpa morale. Nelle Scritture Fondamentali, il termine tradotto con “peccare” significa semplicemente mancare il bersaglio, come una freccia che non colpisce il centro dell’obiettivo. Non indica cattiveria, ma fallimento: il non riuscire a fare ciò che si voleva fare. L’idea di un’umanità “difettosa” o intrinsecamente colpevole nasce da interpretazioni successive, non dal significato originario dei testi.

Per questo Yehoshua non parla mai del peccato come di una lista di azioni proibite. Quando ne parla, lo collega alla mancanza di fiducia nella luce e alla scelta di restare nell’ignoranza. Il vero fallimento non è sbagliare, ma credere di essere nel giusto quando non lo si è. Anche il cosiddetto “peccato originale” perde senso: non si può mancare un bersaglio se non si è mai scoccata la freccia. Nessuno nasce colpevole.

Capire questo non significa poter fare qualsiasi cosa. Esistono azioni giuste e sbagliate, regole e responsabilità. Ma non esiste una colpa da espiare. Se sbagliamo, è per scelta o per ignoranza, non perché siamo corrotti per natura. La conoscenza non serve a farci sentire in colpa, ma a fallire di meno e a vivere in modo più consapevole e libero.

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LA VIA DEL RITORNO

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ESISTE DIO?Quando sogni, nel tuo sogno puoi creare luoghi, persone, eventi. Puoi cambiare tutto senza limiti. All’intern...
29/01/2026

ESISTE DIO?

Quando sogni, nel tuo sogno puoi creare luoghi, persone, eventi. Puoi cambiare tutto senza limiti. All’interno dei tuoi pensieri sei come un dio. Il sogno esiste perché qualcuno lo sta sognando. In questo caso, lo stai creando tu, con la tua mente.

Allo stesso modo, la nostra realtà può essere vista come un grande “sogno” o, in linguaggio moderno, come una realtà virtuale globale. Dio è colui che sogna la nostra realtà, o il Grande Programmatore che la fa esistere. Quindi sì, Dio, inteso come l’Origine della nostra Realtà, esiste.


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LA VERITÀ SU MARIA MADDALENA…Nella foto che vedete in questo post, che raffigura una vetrata della chiesa di Kilmore, in...
27/01/2026

LA VERITÀ SU MARIA MADDALENA

Nella foto che vedete in questo post, che raffigura una vetrata della chiesa di Kilmore, in Scozia, Gesù e Maria Maddalena vengono ritratti come una coppia di innamorati. In effetti, man mano che gli studi sugli antichi manoscritti dei primi vangeli prosegue, è sempre più chiaro il ruolo fondamentale che la figura di Maria Maddalena ebbe nella vita di Gesù e della prima comunità cristiana. È esistito perfino un “Vangelo di Maria Maddalena”, di cui è rimasta solo la prima pagina. Il resto è andato distrutto per volontà del clero del passato. Per la chiesa del passato era inammissibile che una donna insegnasse agli uomini, e soprattutto che il “Messia” fosse accompagnato da una figura femminile. Siamo riusciti a ricostruire la figura di Maddalena, il suo rapporto con Gesù e con i primi discepoli nel libro:

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YAHOSHUA E IL MISTERO DELLE MENTI QUANTICHE++++Nel cuore delle Scritture, tra le parabole e le predicazioni, emerge un d...
27/01/2026

YAHOSHUA E IL MISTERO DELLE MENTI QUANTICHE
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Nel cuore delle Scritture, tra le parabole e le predicazioni, emerge un dettaglio che spesso passa inosservato: Yahoshua (Gesù) affermò più volte di non appartenere a questo mondo. Non si trattava solo di una metafora spirituale, ma di una dichiarazione precisa, ripetuta, che lascia aperte implicazioni profonde.
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1. “Io non sono di questo mondo”
Il Vangelo di Giovanni conserva alcune delle dichiarazioni più dirette:
• “Il mio regno non è di questo mondo” (Giovanni 18:36)
• “Voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo” (Giovanni 8:23)
• “Padre, glorificami presso di te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse” (Giovanni 17:5)
In queste parole, Yahoshua non si presenta come un uomo comune, ma come una coscienza antica, preesistente, discesa per un tempo limitato.
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2. Yahoshua Ben Yoseph: un uomo semplice
Prima di tutto questo, però, Yahoshua era noto semplicemente come “il figlio del falegname” (Matteo 13:55).
Viveva a Nazaret, lavorava il legno, frequentava la sinagoga, aiutava la madre e i fratelli. Era un uomo radicato nel quotidiano, come tanti. La sua umanità era visibile, concreta, comprensibile. Nessuna aura divina sembrava circondarlo, almeno agli occhi di chi gli stava vicino.
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3. La memoria del “prima”
Poi, qualcosa cambia.
Nel corso del suo ministero, Yahoshua inizia a parlare di sé come di qualcuno che viene dall’alto, che “discende” e che ha una missione proveniente da un’altra realtà.
• “Sono disceso dal cielo” (Giovanni 6:38)
• “Prima che Abramo fosse, io sono” (Giovanni 8:58)
In queste parole affiora la memoria di un’identità antica, qualcosa che va ben oltre i trent’anni di vita terrena. È come se una mente superiore si fosse riattivata all’interno del suo corpo umano.
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4. Una mente quantica in un corpo umano?
Secondo una lettura contemporanea e non dogmatica, potremmo dire che Yahoshua era una mente quantica inserita in un essere umano.
Una coscienza “non locale”, non nata sulla Terra, che ha abitato temporaneamente un corpo biologico.
La quantistica moderna ci suggerisce che la coscienza non è legata al cervello come prodotto, ma potrebbe essere un campo preesistente, che usa il cervello come interfaccia. Yahoshua, in questa visione, non si risvegliò semplicemente alla divinità, ma si ricordò di ciò che era sempre stato.
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5. Una mente antica, nobile, originaria
La sua mente, o coscienza, sembrava esistere fin dall’origine della nostra realtà.
“Nel principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio” (Giovanni 1:1).
Parole che non descrivono un uomo, ma una presenza eterna, che ha attraversato le ere, e ha assunto forma umana solo per un tempo.
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6. Le domande che rimangono:
Se Yahoshua era una mente quantica incarnata, allora è l’unico?
Esistono oggi altre menti simili, silenziose, dormienti, in attesa di risvegliarsi nei loro corpi umani?
E se sì, quando saranno radunate?
Perché sono qui? E cosa dovranno fare, quando il tempo verrà?

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IL PIU’ GRANDE EQUIVOCO DELLA STORIA…Yahoshua ben Yoseph da Nazareth, in greco Iésous, in italiano Gesù, era figlio di u...
27/01/2026

IL PIU’ GRANDE EQUIVOCO DELLA STORIA

Yahoshua ben Yoseph da Nazareth, in greco Iésous, in italiano Gesù, era figlio di una coppia ebraica. Venne quindi sicuramente allevato negli insegnamenti e nella tradizione ebraica dai suoi genitori. Ma, all’età di 30 anni, quando passò dall’essere ‘il figlio del falegname’ all’essere l’Eletto, qual era il suo pensiero religioso?

Difficilmente Yahoshua poteva definirsi ebreo. Gli ebrei si consideravano il ‘solo’ popolo eletto sulla Terra, e credevano che solo nel Tempio di Gerusalemme ci si potesse avvicinare al Creatore. Viceversa, parlando con una donna della Samaria, Yahoshua disse: “Verrà un giorno in cui né nel tempio di Samaria né nel tempio di Gerusalemme cercherete il Padre, perché lui è un essere spirituale.” Un adulto di religione ebraica non avrebbe mai detto che il Tempio di Gerusalemme, come qualsiasi altro edificio religioso della terra, era solo un insieme di mattoni che non poteva certo contenere Dio. Yahoshua non pensava nemmeno che esistesse un ‘popolo eletto’. Rischiava la lapidazione soltanto per averlo pensato. E, infatti, poi venne ucciso.

Per gli ebrei, Yahweh era il ‘Dio degli eserciti’, il protettore della loro nazione, che li difendeva dal resto del monto. Ma Yahoshua Ben Yoseph, o Gesù che dir si voglia, parlava come un Messia zoroastriano, un portatore di amore, di fratellanza, di pace, di uguaglianza e di felicità, tutti temi fondanti dello zoroastrismo. Non era il condottiero atteso dagli ebrei che, armi in pugno, avrebbe liberato Israele dal giogo romano riportandolo alla sua supposta “grandezza”. Chi attese il messia degli ebrei rimase profondamente deluso.

Anche la raffigurazione dello spirito santo descritta nella Pentecoste è di chiara matrice zoroastriana, visto che il fuoco veniva associato alla presenza di Ahura Mazdā, e sulla testa degli apostoli erano presenti delle lingue di fuoco.

La prima religione al mondo a contenere l’idea del “Messia” è stata probabilmente lo Zoroastrismo. Gli ebrei presero a prestito quella idea, ma la 'nazionalizzarono', e si aspettavano quindi come Messia un nuovo re ebreo che, armi in pugno, avrebbe riportato Israele al suo antico splendore. Il Messia proposto da Gesù invece, che riprende pienamente l’idea dello Zoroastrismo, personifica l’Umano Celeste profetizzato dal profeta israelo-babilonese Daniel, ossia un mandato da “Dio” a tutte le nazioni, e non solo agli ebrei.

Dove sta la verità? Cosa aveva in mente Yahoshua ben Yoseph da Nazareth quando disse che era venuto sulla Terra dal cielo per cercare ‘I figli di Abba?’

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UCCISO NEL NOME DELLA BIBBIA…Perché, in ultima analisi, Yahoshua ben Yoseph, noto al mondo come Gesù di Nazareth, venne ...
27/01/2026

UCCISO NEL NOME DELLA BIBBIA

Perché, in ultima analisi, Yahoshua ben Yoseph, noto al mondo come Gesù di Nazareth, venne ucciso? Anche se può far male sentire la risposta, la verità è che lui venne ucciso da dei fanatici religiosi perché non seguiva i dettami della “Bibbia”. Ovviamente parliamo della “Bibbia” del suo tempo, che noi oggi conosciamo come Antiche Scritture Ebraiche e che costituiscono circa il 70% delle Bibbie moderne.

La “Bibbia” del suo tempo imponeva che il sabato non si facesse nessun lavoro, pena la morte. Provocatoriamente, il coraggioso Gesù svolgeva gran parte delle sue opere e guarigioni proprio di sabato, attirandosi l’odio dei fanatici religiosi. La “Bibbia” del suo tempo insegnava che bisognava andare al tempio di Gerusalemme almeno 3 volte all’anno a pregare. Lui invece insegnava ai suoi discepoli, come ad esempio alla Samaritana, che né a Gerusalemme né in qualsiasi altro tempio si trovava Dio. Dio lo potevi trovare nella tua cameretta come un Padre pronto ad ascoltarti.

La “Bibbia” del suo tempo insegnava che solo gli Israeliti erano il popolo eletto, e gli altri erano tutti infedeli. Ma Gesù non si fece problemi nel dire che non aveva trovato in nessun israelita una fede grande come quella di un centurione romano, che lo sorprese per la sua fede e per la sua umiltà. La “Bibbia” del suo tempo insegnava che le donne dovevano “stare in silenzio”. Invece Gesù fece in modo che la sua prima messaggera umana fosse proprio una donna, una samaritana. E il primo essere umano ad annunciare la sua resurrezione fu proprio una donna, la sua amatissima “Maddalena”.

Gesù fece lo stesso riguardo alle leggi sul matrimonio, sul divorzio, sull’omicidio e su tantissimi altri aspetti. Gesù non si vergognò di dire che la “Bibbia” del suo tempo in parte era stata fraintesa e in parte si sbagliava. In un modo o nell’altro doveva essere superata, e per questo lui venne ucciso. Noi oggi ci troviamo nella stessa identica situazione. Un libro che avrebbe dovuto essere un aiuto per gli uomini a vivere meglio è diventato un “Totem” che impedisce alla gente che ha fede nel Creatore di ascoltare quello che viene “dopo” la Bibbia, pensando che il solo pensiero che sia qualcosa di nuovo sia “peccato”. Non siamo cambiati molto negli ultimi 2000 anni.

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SIAMO TUTTI ZOROASTRIANI, E NON LO SAPEVAMO……Tutti conosciamo la profezia sulla nascita di Gesù. Matteo 1:23 dice “Ecco,...
27/01/2026

SIAMO TUTTI ZOROASTRIANI, E NON LO SAPEVAMO…

Tutti conosciamo la profezia sulla nascita di Gesù. Matteo 1:23 dice “Ecco, la vergine rimarrà incinta e partorirà un figlio, e sarà chiamato Emmanuele”. Matteo sta citando Isaia 7:14. Il termine originale è ‘almáh, che significa semplicemente “giovane donna”, “ragazza in età da marito”. L’ebraico ha un termine chiaro per indicare una vergine: betulàh. Isaia, tuttavia, NON usa betulàh.

Inoltre, Isaia stava parlando a Re Acaz, terrorizzato da una coalizione militare che minacciava Gerusalemme. Il profeta gli annunciò che una giovane donna (forse la moglie di Isaia, forse una donna della corte reale) avrebbe partorito subito un figlio, e che prima che il bambino avesse imparato a distinguere il bene dal male — pochi anni — la minaccia militare sarebbe scomparsa.
L’intera profezia, quindi, si compiva nel VIII secolo a.C., non 700 anni dopo. Si trattava di un segno immediato per Acaz, non di un annuncio messianico per il futuro.

Ma allora la profezia sulla “vergine che parotirsce è fasulla”? Assolutamente no. Qui entra in scena la religione di Zoroastro, molto più influente nel mondo antico di quanto l’Occidente moderno ricordi. Matteo scrive che Maria fu visitato dai μάγοι (magoi), quelli che noi chiamiamo semplicisticamente “i Re Magi”. Ma il temine Magoi indica esplicitamente i sacerdoti zoroastriani. Erano astronomi, studiosi, sapienti. Nella antichissima dottrina di Zoroastro c’era la profezia di una vergine sarebbe nato il Saoshyant, il Liberatore finale destinato a rigenerare il mondo. Saoshyant per i Zoroastriani, Messia per gli ebrei.

La profezia diceva: “La vergine concepirà un figlio non nato da uomo, ma dalla purezza dello spirito e dalla forza della Verità. Egli sarà il Saoshyant: estinguerà la guerra, spezzerà il dominio delle tenebre e ridesterà gli uomini dal sonno della morte. Questa sarà la prima delle sue tre venute.” L’annuncio della nascita verginale era quindi zoroastriano, non ebraico.

Evidentemente, quando l’autore del Vangelo di Matteo si trovò a redigere il suo testo, sapeva che c’era una profezia che annunciava la “vergine che partoriva”, ma era convinto che questa profezia dovesse essere presente anche nelle Scritture di Israele. Non trovandola — perché non esisteva — adattò l’unico passo possibile. La traduzione greca gli offriva una soluzione già pronta: al posto del termine ebraico ‘almáh, venne usato il termine parthénos. Così, un versetto che in ebraico significava semplicemente “una giovane donna partorirà un figlio nel presente” divenne, nella versione cristiana, “una vergine partorirà in futuro il Messia”.

Anche l’Astro del Natale dell’Eletto, che da noi diventa “Stella Cometa”, era il predetto simbolo di riconoscimento del Saoshyant zoroastriano. Sembra che quello sia apparso sul serio nel cielo (e non era una cometa), proprio sulla “testa” di un gruppo di astrologi zoroastriani, che hanno subito capito di cosa si trattasse. Poi si è progressivamente spostata fino alla residenza di Gesù, guidano il gruppo di studiosi.

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LA VIA DEL RITORNOIl nuovo libro di Carlos A. Bisceglia si intitola “La Via del Ritorno”. Questa pubblicazione si discos...
26/01/2026

LA VIA DEL RITORNO

Il nuovo libro di Carlos A. Bisceglia si intitola “La Via del Ritorno”. Questa pubblicazione si discosta dai precedenti libri sull’archeologia, e punta il riflettore su Yehoshua Bar Yoseph da Nazareth, detto in italiano Gesù.

Anche la struttura del libro è diversa. Non è un racconto, ma è costituito da una serie di domande e risposte. L’idea di fondo è ricostruire il messaggio originale di Yehoshua prima che i vari Concili della chiesa ne trasformassero il messaggio.

Le sorprese non mancano. Si parla dei “Dispersi”, ovvero uomini e donne “esistiti” prima ancora di nascere, che Yehoshua chiamava “i Figli di Dio”, e che era venuto a cercare sulla Terra. Il libro chiarisce come benché fosse nato in Galilea, Yehoshua non aveva nulla a che fare con la religione ebraica. Anzi, il suo messaggio era profondamente antireligioso.

Il libro si fonda non solo sui vangeli classici, ma anche sui vangeli “proibiti”, vale a dire il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Maria Maddalena e il Vangelo di Filippo.

Il libro guarda sia al passato, e per la prima volta in un testo religioso si prendono in considerazione le civiltà scomparse del lontano passato, e il futuro, mostrando come il libro di Daniele, citato da Yahoshua, descrive avvenimenti contemporanei.

Un libro assolutamente anticonformista, che proclama la libertà dalla paura del peccato e dalla religione intesa come istituzione. Un libro sulla consapevolezza che si può far parte di un “tutto” molto più grande, ma restando noi stessi.

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COSA CI RISERVA IL FUTURO?Il libro di Daniele e Apocalisse sono due libri “scritti in codice”. Se lo comprendi, puoi tro...
24/01/2026

COSA CI RISERVA IL FUTURO?

Il libro di Daniele e Apocalisse sono due libri “scritti in codice”. Se lo comprendi, puoi trovarci della storia scritta in anticipo.

Cosa hanno predetto questi libri per il nostro tempo?

• Hanno predetto gli esiti della Prima guerra mondiale in Europa.
• L’ascesa e la caduta del nazismo di Hi**er.
• L’ascesa dell’URSS.
• Lo scontro tra Blocco occidentale e Blocco sovietico.
• La fine dell’URSS.
• L’ascesa della Russia neo-imperiale e, in particolare, di un suo “grande leader”.
• Hanno previsto che questo leader avrebbe perseguitato senza sosta i discepoli che non vogliono allinearsi alla sua politica.
• Hanno predetto la frattura all’interno della NATO tra USA ed Europa.
• La trasformazione degli USA da uno Stato che promuoveva la libertà e i diritti umani in uno Stato totalitario, arrogante e aggressivo.

A partire dal 2026, gradualmente, l’appoggio alle religioni in molti Stati crollerà. Verranno giù molte teocrazie. Questo fenomeno inizierà ad accadere nella religione islamica, per poi diffondersi.

Alcuni Stati, specialmente in Occidente, sembreranno apparentemente continuare a sostenere la religione.

Dopo qualche tempo, di colpo, gli USA e i regimi che li sostengono e li riconoscono come loro “capo”, dando loro tutta la loro autorità, attaccheranno improvvisamente anche le istituzioni religiose nei loro paesi. Prenderanno di mira le religioni nate in qualche modo da Israele (religione ebraica, cristiane e islamica), e la Nazione stessa.

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