27/01/2026
YAHOSHUA E IL MISTERO DELLE MENTI QUANTICHE
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Nel cuore delle Scritture, tra le parabole e le predicazioni, emerge un dettaglio che spesso passa inosservato: Yahoshua (Gesù) affermò più volte di non appartenere a questo mondo. Non si trattava solo di una metafora spirituale, ma di una dichiarazione precisa, ripetuta, che lascia aperte implicazioni profonde.
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1. “Io non sono di questo mondo”
Il Vangelo di Giovanni conserva alcune delle dichiarazioni più dirette:
• “Il mio regno non è di questo mondo” (Giovanni 18:36)
• “Voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo” (Giovanni 8:23)
• “Padre, glorificami presso di te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse” (Giovanni 17:5)
In queste parole, Yahoshua non si presenta come un uomo comune, ma come una coscienza antica, preesistente, discesa per un tempo limitato.
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2. Yahoshua Ben Yoseph: un uomo semplice
Prima di tutto questo, però, Yahoshua era noto semplicemente come “il figlio del falegname” (Matteo 13:55).
Viveva a Nazaret, lavorava il legno, frequentava la sinagoga, aiutava la madre e i fratelli. Era un uomo radicato nel quotidiano, come tanti. La sua umanità era visibile, concreta, comprensibile. Nessuna aura divina sembrava circondarlo, almeno agli occhi di chi gli stava vicino.
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3. La memoria del “prima”
Poi, qualcosa cambia.
Nel corso del suo ministero, Yahoshua inizia a parlare di sé come di qualcuno che viene dall’alto, che “discende” e che ha una missione proveniente da un’altra realtà.
• “Sono disceso dal cielo” (Giovanni 6:38)
• “Prima che Abramo fosse, io sono” (Giovanni 8:58)
In queste parole affiora la memoria di un’identità antica, qualcosa che va ben oltre i trent’anni di vita terrena. È come se una mente superiore si fosse riattivata all’interno del suo corpo umano.
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4. Una mente quantica in un corpo umano?
Secondo una lettura contemporanea e non dogmatica, potremmo dire che Yahoshua era una mente quantica inserita in un essere umano.
Una coscienza “non locale”, non nata sulla Terra, che ha abitato temporaneamente un corpo biologico.
La quantistica moderna ci suggerisce che la coscienza non è legata al cervello come prodotto, ma potrebbe essere un campo preesistente, che usa il cervello come interfaccia. Yahoshua, in questa visione, non si risvegliò semplicemente alla divinità, ma si ricordò di ciò che era sempre stato.
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5. Una mente antica, nobile, originaria
La sua mente, o coscienza, sembrava esistere fin dall’origine della nostra realtà.
“Nel principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio” (Giovanni 1:1).
Parole che non descrivono un uomo, ma una presenza eterna, che ha attraversato le ere, e ha assunto forma umana solo per un tempo.
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6. Le domande che rimangono:
Se Yahoshua era una mente quantica incarnata, allora è l’unico?
Esistono oggi altre menti simili, silenziose, dormienti, in attesa di risvegliarsi nei loro corpi umani?
E se sì, quando saranno radunate?
Perché sono qui? E cosa dovranno fare, quando il tempo verrà?
…
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LA VIA DEL RITORNO
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