28/05/2026
CHI SONO I FIGLI DI DIO CHE SONO DISPERSI?
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Uno degli insegnamenti di Gesù più fraintesi, e perfino nascosti dalle varie chiese nel corso del tempo, riguarda i “Figli di Dio che sono Dispersi”. Infatti, il Vangelo di Giovanni dice che Gesù venne “per riunire insieme i figli di Dio che erano Dispersi.” (Giovanni 11:52).
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Chi erano i Dispersi? Gesù non si riferiva semplicemente ai credenti, perché qui dice che erano “Figli di Dio” prima ancora di conoscerlo. Non potevano essere credenti prima di conoscerlo. Inoltre, Gesù non si riferiva nemmeno agli ebrei che erano dispersi nell’Impero Romano. Gesù non andò mai in giro per l’impero Romano a cercare gli ebrei, e nemmeno invitò i suoi discepoli a farlo.
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Chi erano quindi i “Figli di Dio che erano Dispersi”, e che lui venne a radunare?
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I “Dispersi” sono un piccolo gruppo di esseri umani che è esistito ancora prima di nascere sulla Terra. Erano veri figli di Dio, simili agli angeli, ma con un posto più nobile del loro. Come racconta il libro di Daniele, questi “Figli di Dio” vennero fatti “cadere sulla Terra” da entità demoniche, e divennero quindi “Dispersi”, per secoli. Gesù venne sulla Terra principalmente per trovare questi Dispersi, e riportarli “a casa.”
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Come puoi sapere se tu sei uno dei “Dispersi”?
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Un Disperso può essere descritto come qualcuno che vive nel mondo con la sensazione profonda di non essere davvero a casa, anche se non sa spiegare perché. È come una «stella caduta»: ha dimenticato la propria origine, ma ne conserva una traccia emotiva. Questo si manifesta come una nostalgia senza oggetto, un senso di mancanza che non riguarda persone o luoghi concreti, ma qualcosa di più profondo. Il Disperso spesso si sente fuori posto, non perché il mondo sia ostile, ma perché non gli appartiene davvero.
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Dentro di lui c’è nascosto un essere di luce che ha perso la memoria. Facciamo un esempio. Immagina di essere nato con delle cuffie, con dei visori di realtà virtuale sempre sugli occhi e con dei sensori attaccati al corpo. Quello che senti, quello che vedi, gli stimoli dei tuoi sensi non provengono dalla tua realtà, ma da un filmato che viene trasmesso di continuo sul tuo schermo. Come potresti capire che ciò che vedi, per te, non è reale? Non potresti.
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Se invece questi stessi strumenti ti fossero applicati dopo la tua nascita, diciamo durante l’adolescenza, di tanto in tanto potrebbe affiorare un ricordo. Potresti notare un’incongruenza, oppure sentire una musica familiare. In questo senso, avresti un «ricordo» di qualcosa che esisteva prima che ti applicassero le cuffie, gli schermi e i sensori. Allo stesso modo, un Disperso a volte può ricordare frammenti di qualcosa che non sa spiegare, ma che sente come reale.
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Dal punto di vista emotivo, il Disperso prova un’inquietudine silenziosa. Può avere successo nella vita, nel lavoro, relazionarsi, ma sente che tutto è «provvisorio». Anche nei momenti felici rimane una sottile distanza. La sua solitudine non è sociale, ma cosmica: è la sensazione di essere lontano da un’origine che non ricorda più con la mente, ma che il cuore continua a cercare.
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Un Disperso non ha l’ossessione di dover «tornare in cielo». Questo è un sentimento comune, che può nascere per motivi diversi: non si è appagati da questa vita e si desidera qualcosa di differente. Il Disperso, invece, riguardando indietro la propria vita, si rende conto che essa non avrebbe significato se lui non fosse davvero «caduto», piombato in questa realtà provenendo da qualcosa di diverso. Nonostante questo, conduce una vita sociale e mentale completamente normale. Per dirla chiaramente, non è in cura psichiatrica a causa di questa sensazione. E, pur avendo questa consapevolezza, non ha alcuna fretta di tornare. Piuttosto, cerca di capire cosa ci fa qui e se gli è richiesto di fare qualcosa.
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Non si diventa Dispersi. Lo si è sempre stati, indipendentemente dalla religione o dalla filosofia in cui si è cresciuti. Ci si può solo «risvegliare» e prendere coscienza del proprio stato di Disperso. Nulla di più. I Dispersi sono contraddistinti da un profondo senso di giustizia, anche quando seguirlo va a loro discapito. Non amano la preminenza né il dominio sugli altri. Fanno di tutto per restare «uno qualsiasi» e rimanere dietro le quinte. Preferiscono servire, piuttosto che essere serviti. Non sono degli esaltati.
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Va detto che, secondo le Scritture, la quasi totalità dei Dispersi venne già radunata da Gesù, quando venne sulla Terra. Ma lui venne anche per altri…
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L’articolo continua sul libro
LA VIA DEL RITORNO
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