La Repubblica siamo noi

La Repubblica siamo noi Giornalismo, dignità, indipendenza.

Questa è la pagina social delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica ~ a cura del Comitato di redazione, l'organo sindacale interno della testata

Care lettrici e cari lettori,come avrete letto in questi giorni è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli sull...
13/10/2026

Care lettrici e cari lettori,

come avrete letto in questi giorni è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli sulla vicenda Multiversity-Unipegaso università telematica.

L’indagine ha toccato editori, manager e direttori di giornali accusati a vario titolo di presunta corruzione tra privati. Secondo l’ipotesi dei pm, investimenti pubblicitari sarebbero stati promessi o erogati in cambio di articoli favorevoli e orientati o omissioni.
Per noi difendere la professionalità, la deontologia e la reputazione delle giornaliste e dei giornalisti è una questione sindacale fondamentale: non si tutelano i posti di lavoro soltanto difendendo salari, organici e condizioni contrattuali, ma anche garantendo a chi fa informazione la libertà di esercitare il proprio mestiere senza pressioni o condizionamenti. La reputazione di un'intera redazione non può essere messa a rischio da interessi estranei alla sua missione.

La vicenda impone una riflessione collettiva e condivisa che va oltre le pur importanti singole vicende aziendali. Ferma restando la presunzione di innocenza e senza anticipare valutazioni che spettano solo alla magistratura, il rapporto tra informazione, potere economico e interessi commerciali rimane un punto cruciale che, come rappresentanze sindacali, non possiamo né vogliamo eludere.

Siamo convinti che il giornalismo debba essere impermeabile a qualsiasi tentativo di interferenza, da qualunque parte provenga. La distinzione tra attività giornalistica, interessi degli inserzionisti e strategie commerciali delle aziende editoriali non può avere deroghe o zone grigie. Pubblicità, sponsorizzazioni, eventi e altre iniziative economiche, fondamentali per la tenuta del settore, non possono diventare strumenti per orientare le scelte redazionali, enfatizzare notizie favorevoli, attenuare quelle sgradite o condizionare il lavoro dei cronisti. Senza autorevolezza e credibilità, senza la fiducia delle lettrici e dei lettori, non esiste alcun modello di business capace di garantire un futuro al giornalismo.

Alle direzioni giornalistiche spetta garantire l'autonomia delle redazioni; agli editori e ai vertici aziendali il dovere di proteggerla, assicurando una separazione netta tra informazione e attività commerciali.
I Comitati di redazione del Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore e Stampa ribadiscono insieme che la difesa dell'autonomia, dell'indipendenza e della dignità professionale non è una rivendicazione corporativa, ma un impegno verso i cittadini e il loro diritto a essere informati. Tutelare la credibilità della professione significa difendere il giornalismo stesso, la sua funzione democratica e il suo futuro.

I Cdr di Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore e Stampa

Sul caso Multiversity - Unipegaso:L’inchiesta penale naturalmente farà il suo corso ma condanniamo fermamente qualsiasi ...
11/10/2026

Sul caso Multiversity - Unipegaso:

L’inchiesta penale naturalmente farà il suo corso ma condanniamo fermamente qualsiasi interlocuzione possa essere avvenuta tra i vertici aziendali, la concessionaria pubblicitaria e la direzione giornalistica dell’epoca dei fatti contestati che possa anche solo avere immaginato di condizionare il racconto dell’inchiesta

Sulle pagine di oggi trovate su Repubblica un'intera pagina di intervista al nostro precedente editore, John Elkann. Rit...
24/09/2026

Sulle pagine di oggi trovate su Repubblica un'intera pagina di intervista al nostro precedente editore, John Elkann. Riteniamo questa scelta inopportuna e controproducente, specie dopo la difficile vertenza che abbiamo vissuto con la sua proprietà.

Senza entrare nel merito delle sue parole, quelle di un miliardario che delocalizza fabbriche e al contempo parla di "scuola pubblica", da lui ci aspettiamo ben altre delucidazioni: sulla dismissione del gruppo Stellantis in primis, sulla demolizione scientifica del gruppo editoriale Gedi, sulle poco edificanti vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto.

Queste sarebbero le risposte che il giornalismo di Repubblica pretende, con i fatti e con le inchieste, e questi sono i contenuti che le lettrici e i lettori del nostro giornale si attendono.

Ricordiamo stavolta pubblicamente cosa abbiamo chiesto mesi fa, in maniera privata ma ufficiale, alla nuova proprietà, rispetto ai rapporti tra il nuovo corso del giornale e le aziende collegate a Exor: "Serve una rinnovata capacità di dettare l’agenda politica ed economica del Paese, anziché subirla: più notizie scomode per il potere, più inchieste, più coraggio nel prendere posizione in coerenza con la propria storia progressista. La discontinuità, per essere chiari, deve riguardare anche il modo in cui raccontiamo gli affari – se così si possono chiamare - del precedente editore. E in generale le vicende dell'economia e del potere finanziario".

Questa è l'occasione per ribadire tale concetto, fondamentale per noi e per la nostra credibilità.

Il Cdr

Il comunicato del Comitato di redazione
19/09/2026

Il comunicato del Comitato di redazione

Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche viole...
09/09/2026

Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche.

Anche il nostro Comitato di redazione ha aderito all’iniziativa, assieme a Fnsi, Stampa romana, Ordine dei giornalisti d...
03/09/2026

Anche il nostro Comitato di redazione ha aderito all’iniziativa, assieme a Fnsi, Stampa romana, Ordine dei giornalisti del Lazio, Rete No Bavaglio e altre decine di associazioni.
La mobilitazione nasce dalla necessità di contrastare un provvedimento che, attraverso l’adozione della definizione di antisemitismo IHRA - a differenza della Jerusalem declaration - rischia di produrre un grave restringimento degli spazi di libertà politica, culturale e accademica, colpendo la possibilità di esprimere posizioni critiche nei confronti di Israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese.

13/07/2026

Il Cdr di Repubblica è al fianco della redazione di Radio Capital dopo l’annuncio della decisione dell’azienda di tagliare significativamente i giornali radio e impoverire il presidio giornalistico della radio.
Esprimiamo solidarietà alle colleghe e ai colleghi e preoccupazione per i contratti dei collaboratori della redazione di Capital, oltre ad essere allarmati per il metodo: le decisioni sono state annunciate senza un confronto precedente.
Sono gli investimenti, e non i tagli, a produrre utili. Lo ripetiamo da anni, predicando nel deserto, lo faremo ancora oggi e nei prossimi mesi.

Su la Repubblica di oggi. La mozione di sfiducia è passata con il 74 per cento dei voti
11/07/2026

Su la Repubblica di oggi.
La mozione di sfiducia è passata con il 74 per cento dei voti

10/07/2026

L’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica, considerato il palese conflitto di interessi tra la direzione di Repubblica e il futuro incarico ad un gruppo editoriale concorrente del nostro giornale, sfiducia Mario Orfeo.
La decisione segue il tentativo di porre la questione in termini di opportunità allo stesso direttore, il quale ha risposto mancando di rispetto all’intero Comitato di redazione, quindi alla redazione tutta. Ragione in più per evidenziare anche pubblicamente, e nei confronti dell’azienda, la totale incompatibilità ambientale. Per questo motivo chiediamo infine con forza all’editore l’immediata nomina di un nuovo direttore.

09/07/2026

L’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica accoglie con stupore le dimissioni di Mario Orfeo, che da settembre sarà direttore editoriale di un’azienda concorrente, il quale sinora si era detto e fatto garante del progetto per il nostro giornale del gruppo Antenna. Progetto che, secondo le motivazioni addotte da Orfeo, non è stato finora in alcun modo concretizzato da un'azienda che invece avrebbe in mente nuovi tagli.
La redazione nei mesi di trattativa tra la vecchia e nuova proprietà non ha mai smesso di avere una posizione critica, pubblica e di grande preoccupazione per il destino editoriale di Repubblica. I primi mesi dopo l’acquisizione di Antenna sono stati sinora di stallo, un tempo di incertezza che non può durare oltre.
Pretendiamo un piano industriale, un serio progetto di rilancio e il coinvolgimento della redazione negli investimenti del gruppo Antenna in Italia.
È urgente, intanto, la nomina di un nuovo direttore, in grado di rispecchiare appieno i valori fondativi di Repubblica, in linea con la storia e l'identita del giornale e di chi lavora al quotidiano con passione e impegno.

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Rome

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