Codice Kairòs

Codice Kairòs Contrastiamo la violenza maschile agita sulle donne. Educhiamo al digitale per un uso consapevole. Disarmiamo il bullismo/Cyberbullismo.

Raccontiamo forme di patriarcato e bullismo espresso in arte e in letteratura.

Lunedì 15 giugno, nell’Aula Magna del Liceo Artistico Statale “E. Basile” di Messina, si è svolta una 𝗰𝗲𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿...
17/06/2026

Lunedì 15 giugno, nell’Aula Magna del Liceo Artistico Statale “E. Basile” di Messina, si è svolta una 𝗰𝗲𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 di 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗹𝗯𝗮 𝗧𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗼, vittima di 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼 quarant’anni fa. Alla presenza delle autorità e della comunità scolastica, la figlia Giovanna Cardile ha ricevuto il 𝗱𝗶𝗽𝗹𝗼𝗺𝗮 che la madre non aveva potuto conseguire. Un momento sentito e coinvolgente, grazie alla volontà delle dirigenti Prof.sse Lucia Scolaro e Caterina Celesti.

Si sono susseguiti saluti, letture e testimonianze: tra gli interventi, un video messaggio del 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 Renato Schifani; da remoto il Magistrato Valerio De Gioia; erano inoltre presenti il 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 Federico Basile, la 𝗥𝗲𝘁𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 Giovanna Spatari, il 𝗣𝗿𝗼𝘃𝘃𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 Zingales, la 𝗩𝗶𝗰𝗲𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝗮 vicaria e la 𝗣𝗿𝗼𝗰𝘂𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 aggiunta. Hanno partecipato rappresentanti del mondo associativo e della società civile, tra cui 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗔𝗻𝗱𝗮𝗹𝗼𝗿𝗼, fondatrice dell’associazione 𝗣𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗢𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘁𝗼, Avvocata 𝗥𝗼𝘀𝘆 𝗔𝗺𝗮𝗱𝗱𝗲𝗼 (AMI), Avvocato 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗢𝗿𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼 (GiovAMI), 𝗘𝗿𝘀𝗶𝗹𝗶𝗮 𝗦𝗮𝘃𝗲𝗿𝗶𝗻𝗼, deputata regione Sicilia e tanti altri.

Infine il nostro intervento - 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗞𝗮𝗶𝗿𝗼̀𝘀 – in cui 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘀𝘀𝗼, dopo una premessa sull’importanza di scardinare gli stereotipi partendo dal linguaggio, ha raccontato la sua esperienza durata 13 anni, ricevendo un abbraccio partecipato inaspettato, da tutte le persone in sala.
È stata un’emozione che custodiremo nel cuore, con immensa gratitudine.
Ci portiamo dentro la certezza che dolori differenti, se condivisi, possono trasformarsi in una cordata di mani tese invisibili e una rete di salvezza, come è accaduto in quell'Aula, in cui chi è stata accolta può a sua volta accogliere.

Il pomeriggio si è concluso a Milazzo, a Palazzo D'Amico, con la presentazione del libro di Giovanna Cardile - Due vita in una, storia di una rinascita - in un'atmosfera intima e profonda.


Posto Occupato

𝗗𝗶𝗽𝗹𝗼𝗺𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗹𝗯𝗮 𝗧𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗼𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟱 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟭:𝟬𝟬𝗔𝘂𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗴𝗻𝗮, 𝗟𝗶𝗰𝗲𝗼 𝗔𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 “𝗘𝗿𝗻𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗕𝗮𝘀𝗶𝗹𝗲”,...
15/06/2026

𝗗𝗶𝗽𝗹𝗼𝗺𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗹𝗯𝗮 𝗧𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗼
𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟱 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟭:𝟬𝟬
𝗔𝘂𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗴𝗻𝗮, 𝗟𝗶𝗰𝗲𝗼 𝗔𝗿𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 “𝗘𝗿𝗻𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗕𝗮𝘀𝗶𝗹𝗲”, 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮

Siamo onorate e onorati di partecipare, oggi, alla cerimonia per il conferimento del diploma alla memoria di Rosalba Tedesco, vittima di femminicidio.

Saranno presenti istituzioni, magistratura, università, associazioni, professionisti, allievi e la cittadinanza, oltre a 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗱𝗶𝗹𝗲 - 𝗼𝗿𝗳𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼 -, figlia di Rosalba.

Per 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗞𝗮𝗶𝗿𝗼̀𝘀 interverrà 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗚𝗮𝗹𝗮𝘀𝘀𝗼, sottolineando come 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗯𝗯𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝘂𝗿𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼: 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮. Darà risalto al linguaggio, come viatico fondamentale per valorizzare le relazioni: parole scelte con cura, parole che costruiscono e non feriscono.

Richiamerà esempi letterari e artistici per mostrare come i fenomeni della violenza sulle donne e del bullismo siano presenti da millenni, e come narrazioni culturali e stereotipi (𝗱𝗮𝗹 𝗿𝗼𝘀𝗮 𝗲 𝗰𝗲𝗹𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗶 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶) alimentino dinamiche di sopraffazione.

Condividerà una testimonianza personale, evidenziando le conseguenze fisiche e psicologiche della violenza e l’𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗼𝗺𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼, credere alle vittime, offrire ascolto e 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗲𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗶 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮.

Lo stesso giorno, nel pomeriggio, ci sarà a Milazzo la presentazione del libro di 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗱𝗶𝗹𝗲, e anche in detta circostanza 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗞𝗮𝗶𝗿𝗼̀𝘀 sarà parte attiva nel dibattito.

Comprendere i legami trauma–immunità può migliorare prevenzione e cura; ascolto, supporto e ricerca sono fondamentali.  ...
12/06/2026

Comprendere i legami trauma–immunità può migliorare prevenzione e cura; ascolto, supporto e ricerca sono fondamentali.

Studi su larga scala trovano associazioni tra ACEs e MS e altre malattie autoimmuni; servono studi meccanicistici e long...
11/06/2026

Studi su larga scala trovano associazioni tra ACEs e MS e altre malattie autoimmuni; servono studi meccanicistici e longitudinali per chiarire i percorsi biologici.

Esistono evidenze osservazionali che collegano esperienze avverse in infanzia/adolescenza — incluse violenze di genere, ...
10/06/2026

Esistono evidenze osservazionali che collegano esperienze avverse in infanzia/adolescenza — incluse violenze di genere, abusi sessuali e aggressioni fisiche ripetute — a un aumento modesto ma significativo del rischio di alcune malattie autoimmuni, compresa la sclerosi multipla; i dati richiedono però interpretazione cauta.

03/06/2026

Abbiamo attraversato molte forme di cyberbullismo.
Le abbiamo spiegate, distinte, rese comprensibili.
Perché dare un nome alla violenza significa iniziare a disinnescarla.

𝙁𝙡𝙖𝙢𝙞𝙣𝙜, 𝙄𝙢𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖𝙩𝙞𝙤𝙣, 𝙊𝙪𝙩𝙞𝙣𝙜 & 𝙏𝙧𝙞𝙘𝙠𝙚𝙧𝙮, 𝘿𝙤𝙭𝙞𝙣𝙜, 𝘾𝙮𝙗𝙚𝙧𝙨𝙩𝙖𝙡𝙠𝙞𝙣𝙜, 𝙃𝙖𝙧𝙖𝙨𝙨𝙢𝙚𝙣𝙩, 𝘾𝙮𝙗𝙚𝙧𝙗𝙖𝙨𝙝𝙞𝙣𝙜, 𝘿𝙚𝙣𝙞𝙜𝙧𝙖𝙩𝙞𝙤𝙣.

Otto modi diversi di ferire, umiliare, controllare, esporre.
Otto dinamiche che non sono “ragazzate”, non sono “scherzi”, non sono “cose che succedono online”.

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗲.
E come tali vanno riconosciute, nominate, affrontate.

Il digitale non crea nuovi problemi: li amplifica.
E quando a subirli sono i minori, la responsabilità degli adulti — famiglie, scuole, istituzioni — diventa ancora più evidente.

Educare non significa spaventare ma dare strumenti, parole, consapevolezza.
Significa insegnare che la tecnologia è un ambiente, non un altrove.
E che ogni gesto, ogni parola, ogni condivisione ha un impatto reale.

Questa serie nasce per questo:
per costruire una cultura digitale che protegga, non che ferisca.
Che responsabilizzi, non che giustifichi.
Che accompagni, non che lasci sole e soli.

Il lavoro non finisce qui.
Ma oggi abbiamo un linguaggio comune per iniziare a cambiare le cose.

30/05/2026

● Supponete:
- che ogni tre giorni una donna ammazzi il suo partner (o ex) perché le sue decisioni non le piacciono.
- che 7 milioni di maschi vengano picchiati ogni giorno dalle femmine.
- che ci siano nelle strade di tutte le città uomini giovani e belli che si vendono a donne vecchie e brutte per qualche decina di euro, e che tutti disprezzino i primi e non le seconde, per cui non cercano nemmeno una definizione.
- che sia d’uso avvisare i ragazzi che devono stare attenti a non dar troppa confidenza alle ragazze e non devono provocarne gli appetiti.
- che ogni ragazzo o uomo cerchi di evitare di camminare da solo nei parchi o per strade poco frequentate.
- che il 35% degli uomini la sera non esca per paura delle donne.
- che gli uomini non possano andare tranquilli in discoteca da soli.
- che se viene fatta loro violenza la gente dica che se la son cercata.
- che nei tribunali indaghino su com’erano vestiti.
- che gli uomini vengano pagati in media meno delle donne, che abbiano più difficoltà a far carriera e che abbiano lavori più precari.
- che i datori di lavoro siano restii ad assumere uomini con figli.
- che gli uomini sul lavoro ricevano spesso molestie e siano oggetto di ricatti sessuali.
- che il 40% degli uomini non abbia autonomia economica.
- che nei social ogni uomo che abbia visibilità e successo riceva quotidianamente insulti legati al suo aspetto fisico e al suo comportamento sessuale.
- che le donne di potere nei media valutino quotidianamente la prestanza fisica dei maschi presenti e assenti.
- che in tutti i dibattiti pubblici, fossero anche sul cancro alla prostata, ci sia una schiacciante prevalenza di donne.
- che qualsiasi oggetto in commercio venga pubblicizzato con pezzi anatomici maschili.
- che gli sport giocati da donne vedano un tifo scatenato e quelli giocati da uomini siano seguiti da quattro gatti.
- che un uomo a capo di un dicastero venga chiamato ministra.

Ecco.

Come definireste una società del genere? Vorreste viverci?
*
Graziella Priulla

La 𝙙𝙚𝙣𝙞𝙜𝙧𝙖𝙩𝙞𝙤𝙣 è una forma di 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 che 𝗺𝗶𝗿𝗮 𝗮 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗽𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁...
29/05/2026

La 𝙙𝙚𝙣𝙞𝙜𝙧𝙖𝙩𝙞𝙤𝙣 è una forma di 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 che 𝗺𝗶𝗿𝗮 𝗮 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗽𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗳𝗮𝗹𝘀𝗶, 𝗼𝗳𝗳𝗲𝗻𝘀𝗶𝘃𝗶 𝗼 𝘂𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶.
Colpisce soprattutto i minori, che spesso non hanno gli strumenti per difendersi da un attacco pubblico e virale.

La reputazione è parte dell’identità: quando viene ferita, le conseguenze possono essere profonde e durature.
𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲, 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝗿𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲: 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗶 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗶 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮.

Il 𝙘𝙮𝙗𝙚𝙧𝙗𝙖𝙨𝙝𝙞𝙣𝙜 è 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝘆𝗯𝗲𝗿𝗯𝘂𝗹𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼, perché 𝘂𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲.Non è u...
28/05/2026

Il 𝙘𝙮𝙗𝙚𝙧𝙗𝙖𝙨𝙝𝙞𝙣𝙜 è 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝘆𝗯𝗲𝗿𝗯𝘂𝗹𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼, perché 𝘂𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲.
Non è un “video”, non è un “contenuto”: 𝗲̀ 𝘂𝗻’𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼, spesso ai danni di minori che non hanno strumenti per difendersi.

𝗖𝗵𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘀𝗰𝗲, 𝗰𝗵𝗶 𝗳𝗶𝗹𝗺𝗮, 𝗰𝗵𝗶 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗼𝗻𝗱𝗲: 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮.
È reato. Opponiti. Pensa con la tua testa prima di agire.

L’𝙝𝙖𝙧𝙖𝙨𝙨𝙢𝙚𝙣𝙩 è una forma di 𝗺𝗼𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 che si manifesta attraverso insulti, pressioni, commenti ostili e attacchi...
27/05/2026

L’𝙝𝙖𝙧𝙖𝙨𝙨𝙢𝙚𝙣𝙩 è una forma di 𝗺𝗼𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 che si manifesta attraverso insulti, pressioni, commenti ostili e attacchi personali.
Colpisce soprattutto i minori, che spesso non hanno gli strumenti per distinguere un conflitto da una vera e propria violenza verbale.

𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗺𝗮𝗶 “𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲”: 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗲𝗿𝗶𝗿𝗲, 𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲, 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗲́.
Intervenire, segnalare, chiedere aiuto significa interrompere una dinamica che può diventare devastante.


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Rome

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