LEGIO I Minervia PF

LEGIO I Minervia PF LEGIO I MINERVIA PIA FIDELIS. d.C ed inizio del II sec. d.C. RIEVOCAZIONE STORICA RICOSTRUZIONE DIDATTICA ED ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE

Associazione culturale di rievocazione storica che si prefigge l'obiettivo di divulgare, la storia di una legione romana durante il principato di Traiano tra la fine I sec.

"Si vince il nemico con la zappa" ("muro, non armis, vinci hostem"), È la frase più significativa a descrivere la dolabr...
14/06/2026

"Si vince il nemico con la zappa" ("muro, non armis, vinci hostem"),
È la frase più significativa a descrivere la dolabra.
Pronunciata dal famoso generale romano Gneo Domizio Corbulone, riassume la filosofia militare romana: le guerre non si vincevano solo con la spada, ma soprattutto con la fatica, la logistica e la capacità di fortificare il terreno. Infatti la dolabra romana era un versatile attrezzo-ascia in uso nell'esercito romano, impiegato principalmente come strumento da lavoro e da zappa dai legionari per la costruzione e la fortificazione degli accampamenti.
I legionari la utilizzavano per scavare i fossati difensivi e tagliare i pali di legno necessari alla palizzata del campo. All'occorrenza, si rivelava un'efficace arma d'emergenza o anche di demolizione. Diverse scene della Colonna Traiana mostrano i legionari intenti a usare la dolabra per aprirsi la strada nelle foreste o distruggere le fortezze daciche.
L'affilatura delle lame era preservata con una tipica protezione in ottone anche per evitare di ferire il legionario durante la marcia

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La manica romana rinvenuta a Trimontium (il forte romano di Newstead, in Scozia) rappresenta uno dei reperti di armatura...
13/06/2026

La manica romana rinvenuta a Trimontium (il forte romano di Newstead, in Scozia) rappresenta uno dei reperti di armatura più rari e meglio conservati dell'intero Impero Romano
L'armatura è stata recuperata divisa in oltre 100 frammenti, originariamente conservati in diverse sezioni museali scozzesi.
Nel 2024, questo eccezionale parabraccio in ottone è stato interamente riassemblato per la prima volta dopo oltre un secolo dalla sua scoperta.
Serviva per proteggere il braccio destro che impugnava il gladio durante i combattimenti corpo a corpo e si estendeva fino alle nocche
Divenne celebre durante le campagne in Dacia dell'imperatore Traiano dove fu introdotta massicciamente per proteggere i soldati dalla falx dacica, una letale spada falciforme capace di aggirare lo scudo e amputare gli arti con un solo colpo.

Le tende dell'esercito romano erano elementi fondamentali per la costruzione dei castra (gli accampamenti fortificati) d...
07/06/2026

Le tende dell'esercito romano erano elementi fondamentali per la costruzione dei castra (gli accampamenti fortificati) durante le campagne militari. Erano divise gerarchicamente per ospitare i soldati, gli ufficiali e il comandante, garantendo una logistica efficiente e standardizzata. La tenda che ospitava il contubernium, l' unità base della legione e composta da 8 uomini, misurava circa 2,5 × 3 o 3 x 3 metri con un'altezza interna di circa 1,5 - 2,2 metri. Veniva trasportata, insieme ad altre attrezzature, da un mulo. Ben diversa per dimensione era la tenda assegnata al centurione, per non parlare della tenda assegnata al comandante della legione o dell' intero esercito, il praetorium, che addirittura poteva assomigliare ad una piccola domus.
Le tende erano principalmente in pelle di capra o vitello che venivano ingrassate regolarmente con grasso animale o olio per mantenerle morbide e renderle totalmente impermeabili alla pioggia e all'umidità. L' ingrassaggio era un compito quotidiano, rigoroso e cruciale per i soldati romani. Una tenda bagnata o trascurata marciva rapidamente, diventava pesantissima e inutilizzabile. Il peso di una tenda quindi era rilevante, fino a 30 kg, anche in virtù di questa costante operazione di impermeabilizzazione.
I pali erano di legni duri, resistenti e flessibili, principalmente quercia, frassino o noce. I più lunghi erano sezionabili e poi incastrabili tra loro tramite manicotti metallici di collegamento. I picchetti erano in legno ma soprattutto ferro. Lunghi tra i 20 e i 30 centimetri, con una testa piatta molto larga per essere presi a martellate ed un anello di ferro inserito nella testa, perfetto per far passare le funi.

Photo by Givlia Mementi Pictrix Giulia Tossini
Grazie a Area archeologica di Carsulae - Pagina Istituzionale per averci ospitato durante l'evento del 23 e 24 maggio
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06/06/2026

🏛️ Domenica 7 giugno ingresso gratuito a Carsulae

Come ogni prima domenica del mese, torna l’appuntamento con , l’iniziativa che consente l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali.

Se non avete ancora visitato Carsulae, questa può essere l’occasione giusta. E se già la conoscete, ogni stagione offre un punto di vista diverso sul sito e sul paesaggio che lo circonda.

⏰ Orario di apertura
8:30 – 19:30

👣 Visite guidate a cura dello staff del Centro Visita “Umberto Ciotti”
🕓 16:00
🕠 17:30

💶 Costo visita guidata: 4 € a persona

I soldati romani portavano spesso anelli.Erano solitamente realizzati in ferro o bronzo, metalli più accessibili rispett...
04/06/2026

I soldati romani portavano spesso anelli.
Erano solitamente realizzati in ferro o bronzo, metalli più accessibili rispetto all'oro o all'argento riservati alle classi elevate.
Spesso riportavano incisi il nome della legione o il simbolo a cui era legata la legione stessa: ad esempio la dea Minerva o l' ariete.
La dea Minerva era la divinità della saggezza strategica e della guerra giusta. Era amatissima dai soldati, in particolar modo dai legionari della Legio I Minervia
Sugli anelli si potevano trovare anche l'Aquila legionaria o il segno zodiacale dell'imperatore regnante.
Quindi gli anelli, oltre ad essere un ornamento, rispondevano perfettamente alle esigenze psicologiche e militari dei soldati, unendo lo spirito di corpo della legione alla devozione religiosa. Nel mondo romano inoltre, l'ariete era strettamente consacrato a Marte, il dio della guerra, e richiamava sia il mese di marzo (inizio delle campagne militari) sia il segno zodiacale stesso.
Quindi gli anelli erano anche una sorta di talismano protettivo.

Foto di Givlia Mementi Pictrix Giulia Tossini
Come sempre grazie all'Area archeologica di Carsulae - Pagina Istituzionale
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Lo scutum era il grande scudo utilizzato dai legionari romani. Realizzato con strati di legno sovrapposti e ricoperto in...
01/06/2026

Lo scutum era il grande scudo utilizzato dai legionari romani. Realizzato con strati di legno sovrapposti e ricoperto in cuoio e lino. Era famoso per la sua forma rettangolare e convessa e per l'umbone centrale. Offriva una protezione quasi totale del corpo ed unitamente al gladio formava la micidiale combinazione di morte nelle mani del legionario romano. I bordi erano rinforzati con lamine di ferro o bronzo mentre l' esterno era dipinto con i simboli della legione, saette o altri motivi.
Durante le marce, lo scudo veniva protetto da una fodera in cuoio (Tegimentum) per ripararlo dall'umidità e dalla pioggia. Come riportato dallo storico romano Vegezio sul retro di ogni scutum venivano obbligatoriamente indicati: il nome e cognome del legionario proprietario dello scudo e il numero e il nome della coorte di appartenenza.
All'interno era facile trovare anche insulti o frasi scaramantiche o volgari incise dai soldati nonché falli che i romani consideravano un potente amuleto portafortuna.

Grazie a Giulia Tossini per le meravigliose foto
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26/05/2026
La LEGIO I Minervia PF ringrazia l'Area archeologica di Carsulae - Pagina Istituzionale  , la dott.ssa Silvia Casciarri,...
26/05/2026

La LEGIO I Minervia PF ringrazia l'Area archeologica di Carsulae - Pagina Istituzionale , la dott.ssa Silvia Casciarri, la dott.ssa Claudia Costantino e tutto il personale del sito per aver permesso e supportato questo splendido evento. Sono state due importanti giornate di divulgazione storica e le opinioni positive raccolte dai visitatori sono l'energia che ci sprona a proseguire il nostro percorso con sempre maggiore entusiasmo e determinazione
Grazie

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Rome
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