14/06/2026
"Si vince il nemico con la zappa" ("muro, non armis, vinci hostem"),
È la frase più significativa a descrivere la dolabra.
Pronunciata dal famoso generale romano Gneo Domizio Corbulone, riassume la filosofia militare romana: le guerre non si vincevano solo con la spada, ma soprattutto con la fatica, la logistica e la capacità di fortificare il terreno. Infatti la dolabra romana era un versatile attrezzo-ascia in uso nell'esercito romano, impiegato principalmente come strumento da lavoro e da zappa dai legionari per la costruzione e la fortificazione degli accampamenti.
I legionari la utilizzavano per scavare i fossati difensivi e tagliare i pali di legno necessari alla palizzata del campo. All'occorrenza, si rivelava un'efficace arma d'emergenza o anche di demolizione. Diverse scene della Colonna Traiana mostrano i legionari intenti a usare la dolabra per aprirsi la strada nelle foreste o distruggere le fortezze daciche.
L'affilatura delle lame era preservata con una tipica protezione in ottone anche per evitare di ferire il legionario durante la marcia
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