24/07/2026
Mentre procede la trattativa per il CCNL del personale del SSN, i lavoratori si rendono sempre più conto che le condizioni di lavoro nella sanità pubblica sono al limite. Un lavoro di elevato valore sociale viene mortificato, così come le aspettative che i cittadini ripongono nel SSN.�
I Livelli Essenziali di Assistenza vengono considerati raggiunti anche quando si attestano sul 60% di reale erogazione e le liste d’attesa sono penose rappresentazioni della domanda di salute, costretta a dirottarsi sul privato. ��
Negli ultimi 30 anni le scelte politiche hanno causato il deterioramento del SSN: dall’aziendalizzazione delle USL nel 1992, al finanziamento a prestazione nel 1994, alla modifica del Titolo V nel 2001, fino al federalismo fiscale del 2011.�
I principi cardine del SSN (Universalismo, Uguaglianza, Globalità, Equità) rischiano di non essere più garantiti. ��
Sorprende la mancanza di sedi di discussione, così come il fallimento nell’intervenire per valorizzare il personale. Tra blocco dei contratti, burocrazia, gettonisti, straordinari non pagati e in ultimo l’ipotesi di abolire l’esclusività di rapporto senza una reale riflessione sul tema, si mortificano i dipendenti del SSN e la salute si trasforma da diritto costituzionale a possibilità legata al reddito.�
È auspicabile anche una riflessione intersindacale unitaria per definire un posizionamento e un progetto sui temi fondamentali della sanità: solo così è possibile evitare la distruzione del SSN.