Il tempio della Gens Flavia -datato agli ultimi anni del I secolo d.C. grazie al rinvenimento dell’iscrizione dedicatoria ai divi Vespasiano e Tito e al vivente Domiziano- si ergeva maestoso al margine sudoccidentale del porto di Leptis Magna (Lebda, Al-Khums, Lybia), poco distante dalla foce del Wadi Lebda nel bacino portuale, quale ideale pendant scenografico dell’altrettanto monumentale tempio
dedicato a Giove Dolicheno, dalla parte opposta del corso d’acqua. L'’indagine estensiva e protratta nel tempo dell’area del complesso architettonico dedicato alla Gens Flavia ha fornito la possibilità di indagare il più cospicuo giacimento di reperti che possa essere riferito alla città di Leptis. Un patrimonio enorme per la conoscenza, soprattutto delle produzioni ceramiche. Gli esemplari assommano a più di 40.000 e si collocano cronologicamente, in maggior misura, tra il IV ed il VII secolo, per giungere fino alle soglie del X secolo con la produzione di età aghlabita. La schedatura informatizzata dei frammenti -iniziata nel 2005 dopo aver ricoverato il materiale negli ambienti adattati a magazzini della Missione, grazie alla disponibilità della Muraqaba di Leptis- ha consentito di organizzare i reperti, oltre che per anno di scavo, anche per classi ceramiche all’interno dell’anno.