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ed impegno sociale giovanili.

Abbiamo appreso con forte preoccupazione le notizie riguardanti le condizioni di salute di Alessandro Di Battista che, s...
29/08/2026

Abbiamo appreso con forte preoccupazione le notizie riguardanti le condizioni di salute di Alessandro Di Battista che, secondo gli ultimi aggiornamenti, sarebbero gravi.

Alessandro si trovava a Cuba a documentare le condizioni della popolazione che da più di mezzo secolo vivono sotto un durissimo embargo da parte degli Stati Uniti.

Di Battista è un pilastro della storia M5S e la coerenza con la quale ha difeso i valori del Movimento dovrebbe essere esempio per tutti.

Forza Alessandro non mollare!💪🏻

28/08/2026

Sarebbe un dispiacere se scoppiasse una guerra mondiale ma noi abbiamo una soluzione: vogliamo far parlare Putin con una personalità, un vero signore che può risolvere questo dannato conflitto!

GIUSEPPI IL WEB NON DIMENTICAVorremmo veramente smettere di parlare di Giuseppe Conte e voltare pagina, annunciare che i...
15/08/2026

GIUSEPPI IL WEB NON DIMENTICA

Vorremmo veramente smettere di parlare di Giuseppe Conte e voltare pagina, annunciare che il simbolo M5S è sfuggito dalle fauci del contismo sfrenato e chiudere questo triste capitolo della storia del Movimento ma non possiamo, il Conte ci regala sempre nuove perle e siamo costretti a intervenire.

Ieri l'ex PDC ha pubblicato un post celebrativo delle sue splendide gesta nella gestione delle concessioni autostradali ai Benetton dopo il dramma del crollo del Ponte Morandi

A smentire la versione autocelebrativa di Conte non è un avversario politico, ma Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture del suo stesso governo.
Toninelli ha raccontato un retroscena molto pesante: «Conte mi urlò in faccia che bisognava solo minacciare la revoca, per poter trattare con i Benetton».

Altro che battaglia portata avanti fino in fondo. Secondo il suo ex ministro, la revoca non sarebbe mai stata il vero obiettivo di Conte, ma soltanto un’arma da agitare pubblicamente per ottenere condizioni migliori al tavolo della trattativa.

La procedura amministrativa, sostiene Toninelli, era pronta. Mancò però la volontà politica: Salvini si tirò indietro e Conte, preoccupato dai possibili contenziosi, preferì non forzare la mano.

La sua ricostruzione è molto chiara: il Conte I parlava di revoca; il Conte II scelse la trattativa. Caduto il primo governo, quella battaglia venne accantonata e la promessa fatta agli italiani dopo la morte di 43 persone non fu mai mantenuta.

Ma andiamo per ordine: dopo anni di promesse, le concessioni autostradali non sono mai state revocate.

Al loro posto, una soluzione alternativa: il passaggio di Autostrade per l’Italia (ASPI) sotto controllo statale, tramite l’acquisizione da parte di Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Un compromesso presentato come vittoria, ma che ha lasciato intatti molti dei problemi del passato

Nel 2019, il governo Conte I aveva annunciato la volontà di revocare la concessione ad ASPI, all’indomani del crollo del ponte Morandi.

L’inadempienza della società nella manutenzione dell’infrastruttura era evidente.

Nel 2021 Cassa Depositi e Prestiti (51%), insieme ai fondi Blackstone e Macquarie, rileva l’88% di ASPI.
Nel 2024, ASPI ha distribuito 790 milioni di euro in dividendi agli azionisti, compresa CDP, mentre gli investimenti sulla rete risultano ancora insufficienti: sarebbero necessari 23 miliardi.

Nel frattempo, i pedaggi continuavano a crescere: +3,34% nel 2023, +2,3% nel 2024.

I cittadini hanno pagato di più, senza percepire un vero miglioramento in manutenzione e sicurezza.

Insomma, il passaggio di Autostrade per l'Italia allo Stato non ha risolto il problemi e ha anche esonerato i Benetton dalle proprie responsabilità dato che non hanno dovuto più occuparsi della manutenzione delle autostrade.

I cittadini ne escono con 8 miliardi in meno in tasca ma con la rete autostradale da ricostruire a nostre spese e con i pedaggi aumentati.

Le famiglie delle vittime hanno avuto fiori e cerimonie.

I Benetton, un assegno da otto miliardi.

Visti i fatti il Conte dovrebbe guardarsi bene dal celebrarsi in questa maniera parlando di "atti e sfide messi in campo" sui social, ma si sa il contismo si basa sull'autoreferenzialità e gli accoliti sono pronti a sostenere le tesi più strampalate pur di portare Oz a Palazzo Chigi.

E le proposte? In soffitta, Ca vas sans dire.

Tanti auguri, Gianroberto.Ci hai regalato un sogno che non smetteremo mai di inseguire.Le idee non muoiono finché c'è qu...
14/08/2026

Tanti auguri, Gianroberto.
Ci hai regalato un sogno che non smetteremo mai di inseguire.
Le idee non muoiono finché c'è qualcuno disposto a portarle avanti.

Una splendida riflessione di Beppe Grillo che condividiamo volentieri:La generazione che paga il contoEd è qui che bisog...
12/08/2026

Una splendida riflessione di Beppe Grillo che condividiamo volentieri:

La generazione che paga il conto

Ed è qui che bisogna parlare dei giovani, perché sono loro a vivere per primi la contraddizione di tutto questo sistema. Per decenni il patto era chiaro: studi, entri nel mondo del lavoro, il tuo reddito cresce piano piano, lasci casa dei genitori, ti costruisci la tua indipendenza. Oggi questo percorso è diventato molto più difficile. In Italia i salari reali sono fermi da decenni e si è allargato il fenomeno del lavoro povero. Avere un lavoro non vuol più dire per forza riuscire a viverci. Salari bassi, precarietà, affitti sempre più cari rendono difficile conquistarsi l’autonomia, mettere su famiglia, o solo pianificare il futuro.

È un problema economico e, insieme, un problema democratico. Una società in cui le decisioni le prendono soprattutto generazioni che hanno già accumulato patrimonio, mentre il conto lo pagano generazioni che ne hanno molto meno, rischia di rompere il patto tra generazioni.

Casa, istruzione, pensioni, lavoro e clima sono anche una questione di rapporto tra chi c’era prima e chi viene dopo.

E poi ci stupiamo se tanti giovani sentono la politica come qualcosa che parla una lingua estranea alla loro vita.

Se hai venticinque anni, vuoi sapere se riuscirai a pagare un affitto, se il tuo lavoro varrà ancora qualcosa tra dieci anni, se potrai avere figli, e su quale pianeta vivrai a cinquant’anni.

Una democrazia evolutiva deve tornare a rappresentare il futuro. I giovani sono le persone che vivranno più a lungo con le conseguenze delle decisioni che prendiamo oggi, molto più di una categoria sociale da rincorrere con qualche bonus.

Se il futuro viene deciso soprattutto dai vecchi, ai giovani resta soltanto il conto da pagare.

11/08/2026

di Beppe Grillo Abbiamo vinto, il Novecento lo abbiamo vinto noi. Democrazia liberale, capitalismo, diritti individuali, scienza e tecnologia hanno tirato fuori un mix imperfetto, pieno di contrad…

08/08/2026

ILVA (E URSO) GAME OVER!
Dall'ex Ilva si libereranno 170 ettari di aree e il Governo parla già di 17 progetti per migliaia di posti di lavoro a Taranto... aaaa quindi non c'è solo l'acciaio!
Quanti "Giochi del Mediterraneo" avrebbero potuto organizzare con i miliardi persi in quella fabbrica?

CARTOLINA DA CHIGIL’ultimo scontro tra Elly Schlein e Giuseppe Conte svela un cortocircuito politico clamoroso. Ricordat...
04/08/2026

CARTOLINA DA CHIGI

L’ultimo scontro tra Elly Schlein e Giuseppe Conte svela un cortocircuito politico clamoroso. Ricordate quella buffonata della Costituente Nova 2.0? Conte aveva persino aperto il voto ai non iscritti, chiedendo loro di tracciare le linee per il "programma di governo della coalizione progressista". Avete letto bene: non il programma del suo partito, ma quello di tutti.

Oggi, con una giravolta totale, cambia le carte in tavola: vuole le primarie subito, usandole come un referendum per imporre la sua linea (soprattutto su armi e Ucraina).

Il paradosso è servito: alla fine la più "grillina" nel metodo - inteso come centralità dei temi e partecipazione democratica - sembra proprio la segretaria del PD. Schlein ha rimesso Conte al suo posto con una frase tanto semplice quanto netta: “Non funziona così: prima il programma condiviso, poi le primarie”. Chi vince le primarie deve rappresentare una sintesi di tutti, non dettare legge da solo.

La verità che emerge da questa mossa sembra un'altra: la priorità per il leader del M5S è unicamente assecondare una personalissima ambizione per Palazzo Chigi e blindare le poltrone dei fedelissimi.

D'altronde, è del tutto scontato che accadano certe cose: il MoVimento 5 Stelle delle origini non ha mai avuto alcuna similitudine e non ha nulla da condividere con il Partito Democratico.

Peccato che ormai di quel M5S che ha tanto fatto sognare non ne sia rimasto più nulla.

L'ENNESIMA STORIELLA DEL CONTEOrmai il Conte lo conosciamo: tutto quello che dice fa parte di una narrazione che lo vede...
31/07/2026

L'ENNESIMA STORIELLA DEL CONTE

Ormai il Conte lo conosciamo: tutto quello che dice fa parte di una narrazione che lo vede come unico portatore della verità, attaccato dai poteri forti che lo vogliono incatenare per evitare che faccia gli interessi degli italiani.

Ovviamente sono tutte storielle. Conte è appoggiato dal Fatto Quotidiano che gli fa da megafono ed è uno dei media più potenti in Italia e quindi rappresenta uno dei famigerati “poteri forti”.

Sulla storia del Governo Draghi, il conte supera se stesso.

Giuseppi sfodera la solita narrazione del draghi grillino affibiando a Beppe Grillo tutte le colpe. Ma non fu proprio Conte a inviperirsi con i giornalisti, intimando ai media di non dire che il Movimento non voleva Draghi?

Non fu proprio Conte a dichiarare che avrebbe votato si al governo Draghi? Ve lo diciamo noi, si.

Ieri il Conte si è superato nuovamente tirando in ballo il defunto De Masi per attaccare Grillo, accusandolo di non aver fatto nulla mentre Draghi cercava di far fuori Giuseppi.

Peccato che proprio il libro di Conte smentisca questa versione, infatti, in un estratto pubblicato dal Fatto Quotidiano ad aprile emerge tutta la buona fede di Grillo il quale, una volta resosi conto di quali manovre stava portando avanti Draghi, ha subito avvertito Conte per porre fine al tentavo di ingerenza nella vita politica del Movimento 5 Stelle.

Inoltre, fu proprio De Masi a smentire queste vili accuse mosse a Grillo dagli accoliti del contismo in un intervento a La 7 nel quale il sociologo, durante la trasmissione televisiva L'Aria che tira, respinge fermamente l'accusa di aver diffuso indiscrezioni riservate, sostenendo che le informazioni erano già state rese note da Beppe Grillo a Conte e ai membri del Movimento 5 Stelle.

La domanda quindi sorge spontanea: se Grillo avesse voluto rimuovere Conte, perchè lo ha avvertito delle trame di Draghi?

Speriamo che le risposte non siano le solite storielle del Conte.

30/07/2026

GIUSEPPI CHE SI SENTE UN CONTE
Da autoproclamato avvocato del popolo a imputato per aver snaturato un sogno
I bimbi di Conte e il PD sono nel panico.
Se Beppe si riprende il simbolo, torneranno tutti da dove sono arrivati: a fare le belle statuine con Bettini!

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