15/06/2025
Tre riflessioni su come lo sport può essere “formazione umana e cristiana”:
1. Cooperazione e comunità: in un mondo sempre più individualista, lo sport insegna a collaborare, condividere e creare fratellanza — riflesso della vita divina. 
2. Concretezza e presenza: contrasta la solitudine digitale, insegnando il valore del corpo, dello spazio, dell’impegno reale e comunitario. 
3. Accettazione dei limiti: imparare a perdere insegna la fragilità umana, ma anche la speranza e la capacità di rialzarsi. Nessuno nasce campione né santo: servono allenamento quotidiano e perseveranza.
Tre riflessioni che ci sentiamo di condividere, per noi, in particolare ci regala una nuova fratellanza o sorellanza con le Donne in Rosa di tutto il mondo .
Lo sport ci obbliga a non isolarci anche durante i lunghi momenti durante i quali , in effetti , non vorremmo impegni, vorremmo star sole con noi stesse , stordite da diagnosi esplosive in un corpo che sentiamo nemico e che vuole farci del male . Lo sport ci insegna il valore del corpo, a conoscerlo , a conoscerci .
Lo sport ci indica e ci insegna i nostri limiti , ma anche a metterci in gioco , a superare i nostri limiti, a scoprire per la prima volta che si può cadere , care Donne in rosa, si durante la vita si può anche cadere, ma ci si può anche rialzare .
Noi abbiamo la fortuna di avere una Comunità che se si cade può aiutarci a rialzarci e , sinceramente, non lo so se tutto questo , caro Papa , sia o non sia “ un riflesso della vita divina” ma sicuramente si avvicina moltissimo .
Noi , sì , abbiamo voluto esserci al Giubileo degli sportivi perché , insieme , sulla stessa barca , nutriamo la speranza e la capacità di rialzarci Sempre .
Insieme .