18/06/2026
Caro Generale,
secondo la sua logica un Femminicidio si chiama così perché colpisce le donne, di conseguenza un omicidio colpisce un uomo.
Se l'etichettamento avviene basando il tutto su una catalogazione generica che serve a distinguere solo per orientamento sessuale o status sociale, potrebbe anche ampliare il suo dizionario di reati.
Caro Generale,
il FEMMINICIDIO NON E' una semplice parola che serve a distinguere il sesso, è un aggravante di reato, il che vuol dire che una donna viene uccisa dopo aver subito manipolazioni, stalking, minacce, violenze fisiche, verbali, economiche e psicologiche da una persona che diceva di amarla.
Una parola che porta con se il peso di un atto atroce e crudele e la paura di una donna che per anni o mesi o settimane ha vissuto in silenzio, significa il coraggio di tutte quelle donne che hanno denunciato, creando una rete tra loro per sentirsi protette da uomini maltrattanti.
Caro Generale,
secondo noi chi si pone come soggetto politico alla guida di un partito che vorrebbe governare l'Italia, non dovrebbe avere come priorità la terminologia della parola ma concentrarsi sull'estinzione di tale reato che porta con se atti di odio, prevaricazione, dominio, controllo, possesso e violenze di ogni tipo.
Violenze, Generale, come quelle che lei fa all'Italia abbassando il livello politico e di confronto istituzionale ogni volta che apre bocca.