09/08/2026
Il 22 luglio scorso, Unicef ha pubblicato una nuova indagine sul livello di malnutrizione della popolazione della Striscia di Gaza di età inferiore ai 5 anni.
In base ai parametri MUAC (circonferenza della parte media del braccio), solo l’1,3% soffre di malnutrizione acuta, mentre secondo il WHZ (rapporto altezza-peso), si tratterebbe dello 0,5%.
Confrontando questi dati, con quelli globali presentati da Unicef, WHO (World Health Organization) e IPC (Integrated Food Security Phase Classification), la Striscia è in una situazione di malnutrizione inferiore rispetto a tutti gli altri paesi del Medio Oriente.
Nonostante ciò i paesi europei (UE e non-UE), nel 2025, hanno dato a Gaza (2 milioni di abitanti) più di 1,1 miliardi di euro, mentre al Sudan (51 milioni di abitanti), che ha una malnutrizione dei bambini sotto i 5 anni del 16,3%, sono arrivati solo 750 milioni.
Tutto questo non vuol dire che i gazawi vivano bene. Sono una popolazione sottomessa a 19 anni di dittatura sanguinaria, di un’organizzazione terroristica che li ha sottoposti a una guerra urbana devastante nel nome della distruzione dello Stato di Israele. Eppure nelle “azioni necessarie” prospettate sia da Unicef che da IPC e WHO non compare la parola Hamas e neanche la proposta di un cambio di governo.
Chi vuole aiutare i palestinesi, deve smettere di falsificare i numeri, smettere di costruire false notizie, smettere di alimentare la propaganda jihadista e iniziare ad affrontare la realtà: Gaza deve essere liberata da Hamas. Per i gazawi e per gli israeliani.
Leggi il documento dell’Unicef al link qui:
https://drive.google.com/file/d/1yfidZV6MXmsvobOKUbhsON5le5daATAc/view?pli=1&fbclid=PAb21jcATld0ZwZG9mAmV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDzU2NzA2NzM0MzM1MjQyNwABp6Pm0rbBP1w5iiKfRATnKgd_A_HOiHF6Criz2P91OJCXbiNjDXI5nExXK7J__aem_6yhWvF8j0D7gZUnvY4Ifiw&utm_source=ig&utm_medium=social&utm_content=link_in_bio