15/10/2026
Navi Pillay è stata presidente della Commissione internazionale contro la pena di morte e ha sostenuto il regime cubano. È stata Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e ha difeso il terrorismo jihadista in nome dell’islamofobia: in Danimarca, dopo gli attentati per le caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten, in Francia, dopo Charlie Hebdo. Il suo ufficio faceva trapelare informazioni sugli spostamenti dei dissidenti al governo cinese. E quando Israele, dopo il massacro del 7 ottobre, ha iniziato la guerra contro Hamas, ha lanciato l'accusa di genocidio.
"C'era un tempo in cui i paesi occidentali ancora dicevano apertamente: no, non accetteremo questo. E combattevano. Ma negli ultimi decenni, in generale, l'occidente non riesce più a difendersi. Le nostre società sono state sovvertite dall'interno. E non siamo più in grado di difendere ciò in cui crede l'occidente. E penso che Pillay sia un simbolo di questa caduta, di questo declino”: le parole di Hillel Neuer nell’intervista a Giulio Meotti per Il Foglio (14 ottobre 2026).
UN Watch Hillel Neuer
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