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European Regional Office - WFTU European class oriented trade unionism

22/05/2026
22/05/2026
Siamo stanchi di pagare sempre noi: il 23 maggio manifestazione nazionale a RomaLa condizione materiale di chi lavora in...
22/05/2026

Siamo stanchi di pagare sempre noi: il 23 maggio manifestazione nazionale a Roma
La condizione materiale di chi lavora in questo Paese ha raggiunto un punto di rottura. Il problema riguarda tutti: salari bassi, salari medi, perfino retribuzioni considerate fino a pochi anni fa solide. Il potere d’acquisto si riduce mese dopo mese. Il costo della vita cresce, le bollette aumentano, i beni essenziali diventano più cari. La busta paga resta ferma mentre tutto il resto accelera.
Questo scarto produce un effetto netto: si lavora di più e si vive peggio. Il salario perde funzione, diventa insufficiente a garantire una vita dignitosa. Anche chi ha un lavoro stabile sperimenta una perdita progressiva di sicurezza materiale. La questione salariale emerge come emergenza generale.
Questa dinamica ha radici precise. Non si tratta di una crisi passeggera. Siamo dentro una trasformazione strutturale del capitale, governata attraverso la guerra, il riarmo, la precarietà e la compressione del lavoro. L’aumento dei prezzi, l’instabilità delle forniture, il costo dell’energia rappresentano effetti diretti di questo assetto.
La dimensione internazionale entra dentro la vita quotidiana. Le guerre in corso, l’estensione dei conflitti e gli episodi recenti che colpiscono anche iniziative civili e solidali mostrano un livello di scontro sempre più avanzato. Il quadro geopolitico determina scelte economiche, orienta le politiche industriali, ridefinisce l’uso delle risorse pubbliche.
L’economia di guerra prende forma come scelta politica. Le risorse vengono indirizzate verso il riarmo, gli impegni internazionali assorbono quote crescenti di bilancio, il welfare e i salari restano subordinati. Il lavoro paga il prezzo di questa trasformazione: attraverso l’aumento del costo della vita e attraverso la redistribuzione regressiva della ricchezza.
Dentro questo scenario emerge un punto centrale. Il salario e la guerra appartengono allo stesso terreno. Le politiche che alimentano la corsa agli armamenti coincidono con quelle che comprimono il lavoro e riducono il reddito.
Da qui prende forma la mobilitazione del 23 maggio. Un passaggio che mette al centro la condizione materiale delle persone e la collega alle scelte strutturali che stanno ridefinendo l’economia.
Questo percorso ha già assunto una forma politica chiara nell’Assemblea Nazionale Operaia del 28 marzo. In quella sede si è definito un manifesto che rappresenta una linea di rottura con l’attuale modello di sviluppo. Un impianto che parte dal salario come diritto e come misura della ricchezza prodotta, rivendica un aumento generalizzato delle retribuzioni, la loro difesa automatica dall’inflazione, la riduzione dell’orario di lavoro, il controllo sulle condizioni di sicurezza, il superamento degli appalti e della frammentazione produttiva.
Dentro quella piattaforma prende corpo una visione alternativa: intervento pubblico nei settori strategici, redistribuzione della ricchezza, centralità del lavoro nelle scelte economiche. Un programma che si oppone frontalmente a un modello fondato su sfruttamento, insicurezza e riarmo.
Il lavoro operaio assume qui una funzione precisa. Produce la ricchezza del Paese e può determinare un cambio di direzione. Da questa posizione nasce una responsabilità: chiamare a raccolta un fronte sociale più ampio, capace di riconoscersi in un programma che rimette al centro i bisogni reali.
Questa chiamata riguarda tutti i soggetti colpiti dall’attuale modello: lavoratori, giovani, pensionati, chi vive precarietà e impoverimento. L’obiettivo è costruire una mobilitazione larga, capace di tenere insieme queste condizioni dentro una prospettiva comune.
Il nodo riguarda i rapporti di forza. La traiettoria attuale spinge verso bassi salari, aumento delle disuguaglianze, espansione della spesa militare e coinvolgimento crescente nei conflitti. Una traiettoria diversa richiede organizzazione, continuità e capacità di incidere.
“Paghiamo sempre noi” descrive una condizione reale. Il 23 maggio rappresenta il passaggio per trasformarla in forza collettiva.
Il lavoro può tornare a determinare le scelte. Questa è la direzione da costruire.

22/05/2026

🇨🇺| Por y por , nos vemos mañana en la Tribuna Antimperialista.

21/05/2026

I have signed the petition in support of Cuba, adding my name to those of over six million Cuban citizens who have chosen to demonstrate their firm resolve to defend the revolution.
Please sign too; trade unions across the world that are members of the World Federation of Trade Unions are doing so, spreading the word about the initiative and collecting signatures. It is a simple but very meaningful gesture.
Cuba is not alone.
Pierpaolo Leonardi WFTU Coordinator of European Regional Office

21/05/2026

*URGENT STATEMENT!*

Central Organization of Cuban Workers (CTC)

The World Trade Union Movement unites in defense of the truth and dignity of Cuba.

In these decisive moments, the Central Organization of Cuban Workers (CTC) makes a strong and fraternal appeal to all trade union, social, youth, and solidarity organizations that share our values ​​throughout the world.

We address you with deep concern and an unwavering spirit of unity. We have witnessed recent and blatant defamation and lies orchestrated by the United States government against Army General Raúl Castro Ruz, the distinguished leader of our Revolution and a fundamental pillar in the defense of the sovereignty and well-being of our people.

We cannot, nor will we allow, the truth to be defiled. The lies and defamation against our Homeland will not prevail.

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21/05/2026

LA FSM CONDENA LA ACUSACIÓN POLÍTICAMENTE MOTIVADA CONTRA RAÚL CASTRO
La Federación Sindical Mundial condena enérgicamente la acusación promovida por el gobierno de los Estados Unidos contra el General de Ejército Raúl Castro Ruz, líder histórico de la Revolución Cubana.

Esta acción provocadora forma parte de la histórica política de agresión e injerencia imperialista contra Cuba y su pueblo. El intento de criminalizar a la dirección cubana mediante narrativas históricas distorsionadas busca justificar la continuación e intensificación del criminal bloqueo y de las medidas hostiles impuestas contra Cuba durante más de seis décadas.

Los trabajadores del mundo conocen bien los sacrificios y las luchas del pueblo cubano frente a la agresión imperialista. A pesar de los continuos ataques y presiones, Cuba sigue siendo un símbolo de dignidad, solidaridad y resistencia para los trabajadores y los pueblos del mundo.

La FSM expresa su plena solidaridad con los trabajadores y el pueblo de Cuba y con la CTC, y reafirma su firme e invariable apoyo a la Revolución Cubana.

Indirizzo

Rome

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

0035722866400

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