02/11/2024
Comunicato ufficiale.
Vista la grave campagna denigratoria volta a screditare l’operato di questa spett.le associazione e che vede coinvolto il “Rifugio di Toby” sito in San Cesario, io sottoscritto Gianni Monacchia, nella qualità di presidente dell'associazione Aipae Odv, riservandomi ogni azione volta a tutelare la reputazione ed il buon nome dell'associazione, ritengo doveroso precisare quanto segue:
La volontaria, che di fatto ha gestito il rifugio dopo la morte della compianta Luciana Moscatelli, è stata esclusa dall'associazione con lettera raccomandata a/r (che si allega in copia) in data 10 Ottobre 2024 a causa di gravi comportamenti dalla stessa tenuti, in totale spregio di qualunque regola volta alla trasparenza, buon senso e correttezza.
La stessa, infatti, si è fatta più volte lecita di procedere ad una attività altamente diffamatoria nei confronti dell'associazione oggi da me rappresentata, culminata in data odierna sia con la pubblicazione dell’ articolo nel quotidiano “il messaggero” che con la pubblicazione del post sulla pagina Stop animal crimes”.
Ma procediamo con ordine.... "Il rifugio di Toby", struttura oggi messa in discussione, ospita (cosi come riportato nell'articolo) n. 16 esemplari, di cui solo 4 intestati all'associazione, ma vi è di più... si ha contezza di un numero cosi elevato di esemplari, solo dalla lettura dell’articolo, posto che le volontarie, a mezzo pec pervenuta a firma dell'Avv. Patrocinante la signora del 11.10.2024, hanno sempre asserito essere presenti in struttura solo 9 esemplari...... Più volte, da parte dell'associazione, sia per le vie brevi che in ultimo con pec del 06.10.2024 a firma del legale Avv. Chiara La Rosa, è stata richiesta alla volontaria oggi esclusa, tutta la documentazione relativa ai cani presenti in struttura al fine procedere alla redazione di un elenco/archivio degli stessi e trovare idonea sistemazione per il tempo necessario alla bonifica, alla derattizzazione ed alla messa in sicurezza del rifugio, documentazione mai pervenuta.
Si precisa ulteriormente che l'associazione, preso atto delle problematiche sottese al rifugio, si è presa carico IMMEDIATAMENTE della risoluzione, chiedendo e diffidando le volontarie allo spostamento, momentaneo, dei cani al fine di procedere alla messa in sicurezza e bonifica del rifugio. Risulta altresì veritiero che la signora, unitamente alle altre volontarie presenti in struttura, non solo si è sempre opposte allo spostamento dei cani ( e per l'effetto alla bonifica e messa in sicurezza dei luoghi) ma ha tenuto un atteggiamento ostativo alla definizione bonaria della controversia, occupando abusivamente il rifugio ed impedendo, di fatto, ogni iniziata volta a ripristinare lo stato di legalità ponendo in essere gravi reati penali di cui, sarà mia cura, notiziare l'autorità Giudiziaria competente. Non sfuggirà certamente all'attento lettore che la stramaggioranza dei cani presenti, NON sono di proprietà dell'associazione e che l’associazione, per l’effetto dell’appropriazione indebita messa in atto, non ha il possesso materiale della struttura. Tanto si doveva per doverosa conoscenza.