10/05/2026
La Festa della Mamma rappresenta simbolicamente il valore universale e indissolubile del legame materno e questo principio vale per ogni essere senziente. Eppure viene sistematicamente negato quando le madri non sono umane.
Per ragioni economiche e alimentari, la nostra specie normalizza e accetta passivamente la separazione forzata dei cuccioli dalle madri: un atto che spezza un legame biologico primario, generando trauma in entrambi.
Di solito ricordiamo questa giornata nei santuari, luoghi di riscatto dove gli animali non umani riacquistano la propria dignità.
Qui dignità significa poter esprimere i comportamenti naturali della specie, vivere senza paura, e soprattutto non vedere il proprio legame materno interrotto.
Nei santuari ogni madre e figlio possono vivere questo rapporto in serenità.
Questa volta, invece, ci troviamo in un non-luogo, la ex Fattoria degli Ultimi, un contesto degradato a lager a causa di un grave caso di accumulo di animali.
Qui ogni diritto alla dignità è stato negato, soprattutto a maiali e cinghiali.
In questo luogo madri e figli non hanno mai conosciuto una vita serena.
Ammassati in piccoli box fatiscenti o relegati in piccole stanze, i nuovi nati crescevano nell’incuria e nel sovraffollamento, inconsapevoli di una condizione priva di cure e futuro.
Individui curiosi e sociali costretti a reprimere istinti fondamentali, come esplorare, grufolare, costruire nidi, allattare i piccoli senza costrizione.
La deprivazione e il degrado li hanno spinti a modificare forzatamente il proprio comportamento, sviluppando stereotipie e atti di aggressività: mordere le sbarre, lotte per lo spazio, apatia.
Sono risposte estreme a una condizione di vita innaturale, generata non da un sistema produttivo, ma da abbandono e accumulo patologico.
Eppure, nonostante il quadro sia drammatico e la disperazione a volte sembri avere la meglio, noi di AnimaLiberAction, insieme ad altre attiviste e attivisti, stiamo lottando ogni giorno per restituire a questi individui la serenità e la dignità che gli spettano.
Perché ogni vita conta, e nessun legame merita di essere spezzato nell’indifferenza.