Premio Internazionale Nassiriya per la Pace

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Da leggere…
09/03/2026

Da leggere…

Il cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha scritto una lettera potente e dolorosa rivolta ai “mercanti della morte”, a chi continua a fare affari con la guerra mentre il mondo conta i suoi morti. Leggete questa lettera. Con calma. Con rispetto. Con il cuore aperto.

Ai mercanti della morte,
a voi che fate affari con il sangue degli uomini,
a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli,
a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo,
rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita.

Vi scrivo da questa terra che trema.
Trema sotto i passi dei poveri,
sotto il pianto dei bambini,
sotto il silenzio degli innocenti,
sotto il rumore feroce delle armi che avete costruito, venduto, benedetto dal vostro cinismo.

Vi scrivo mentre il mondo sembra aver imparato di nuovo il linguaggio di Caino.
Quel linguaggio antico e terribile che domanda:
«Sono forse io il custode di mio fratello?».
E invece sì, lo siamo.
Lo siamo tutti.
E voi, più di altri, perché avete scelto non soltanto di voltare lo sguardo, ma di trarre guadagno dalla ferita del fratello.

Ci sono notti, in questo tempo, in cui l’umanità sembra smarrirsi.
Notti lunghe, dove il cielo non consola e la terra restituisce soltanto macerie.
Eppure proprio lì, nel cuore della notte, il Vangelo continua a ostinarsi.
Continua a dire che nessun uomo è nato per essere bersaglio.
Che nessun bambino ha il destino della polvere.
Che nessuna madre deve imparare a riconoscere il figlio da un brandello di stoffa.
Che la pace non è una debolezza da deridere, ma la forma più alta della forza.

Voi fate il contrario del pane.
Il pane si spezza per sfamare.
Le armi spezzano i corpi per affamare il futuro.
Il pane mette gli uomini a tavola.
Le armi scavano fosse, svuotano case, allungano tavole senza commensali.
Il pane ha il profumo delle mani.
Le armi hanno l’odore freddo dei bilanci.

E ditemi: come fate?
Come riuscite a dormire sapendo che dietro ogni contratto c’è una carne aperta?
Che dietro ogni firma c’è una scuola svuotata, un ospedale abbattuto, un volto cancellato?
Come fate a chiamare “mercato” ciò che, davanti a Dio, ha il nome più semplice e più terribile: peccato?

Non vi parlo da giudice.
Non ho tribunali da aprire.
Vi parlo da uomo e da pastore.
Da credente ferito dalla ferocia dei tempi.
Da vescovo che sente nelle viscere il grido di Cristo ancora crocifisso nei popoli umiliati, nelle città devastate, nei corpi senza nome che il mare restituisce e la guerra nasconde.

Perché il Crocifisso oggi ha le mani dei civili sepolti sotto le bombe.
Ha gli occhi sbarrati dei bambini che non sanno dare un nome all’orrore.
Ha il volto delle donne che stringono fotografie invece di abbracciare figli.
Ha la sete dei profughi, la paura dei vecchi, il tremore di chi non ha più una casa e nemmeno una lingua per raccontare il dolore.

E voi, mercanti della morte, continuate a passare sotto quella croce come passarono un giorno i soldati, spartendovi le vesti del condannato.
Solo che oggi non tirate a sorte una tunica:
tirate a sorte interi popoli.
Scommettete sulle frontiere, sui rancori, sulle escalation, sugli equilibri armati.
E intanto chiamate pace la paura, chiamate ordine il dominio, chiamate sicurezza la minaccia permanente.

Ma non c’è sicurezza dove si semina morte.
Non c’è futuro dove si educano i giovani al sospetto.
Non c’è giustizia se la ricchezza di pochi si fonda sul lutto di molti.
E non ci sarà pace finché la guerra resterà un investimento accettabile.

Il Vangelo, invece, non tratta.
Il Vangelo non benedice le industrie della distruzione.
Il Vangelo non si abitua ai morti.
Il Vangelo non sopporta che il dolore diventi statistica e che i massacri si consumino dentro il commento stanco di un notiziario.

Il Vangelo mette un bambino al centro.
Sempre.
E quando un bambino è al centro, tutte le vostre ragioni crollano.
Crollano le dottrine militari, le alleanze opportunistiche, le giustificazioni geopolitiche, i linguaggi tecnici con cui nascondete la vergogna.
Perché davanti a un bambino ucciso non esiste più destra o sinistra, oriente o occidente, amico o nemico:
esiste solo l’abisso.

Io vi chiedo, allora, non solo di fermarvi.
Vi chiedo di convertirvi.
Sì, convertirvi.
Parola antica, parola scandalosa, parola necessaria.
Convertirsi significa smettere di pensare che tutto abbia un prezzo.
Significa riconoscere che la vita umana è sacra, o non sarà più umana.
Significa uscire dalla logica del profitto per entrare in quella della custodia.
Significa avere il coraggio, finalmente, di perdere denaro per salvare uomini.

Abbiate un sussulto.
Uno solo, ma vero.
Lasciate che vi raggiunga il pianto che avete tenuto fuori dalle vostre stanze.
Lasciate entrare il nome dei morti nei vostri consigli di amministrazione.
Lasciate che una madre vi venga a disturbare i conti.
Lasciate che il Vangelo vi rovini la quiete.

Perché non c’è pace senza disarmo del cuore,
e non c’è disarmo del cuore finché la mano resta aggrappata al profitto.
La guerra non comincia quando cade la prima bomba.
Comincia molto prima:
quando il fratello diventa un ostacolo,
quando il povero diventa irrilevante,
quando la compassione viene giudicata ingenua,
quando l’economia smette di servire la vita e decide di usarla.

Eppure io non vi scrivo per consegnarvi alla disperazione.
Vi scrivo perché persino per voi esiste una strada.
Dio non smette di bussare nemmeno alle porte più blindate.
Anche per voi c’è una possibilità di riscatto.
Anche per voi c’è un Venerdì Santo che può aprirsi alla Pasqua.
Ma dovete scendere.
Scendere dai piedistalli del potere, dai linguaggi che assolvono, dalle stanze dove la morte viene progettata senza odore e senza volto.
Dovete tornare uomini.
Prima che dirigenti, azionisti, strateghi, intermediari: uomini.
Uomini capaci di vergogna, e quindi di verità.
Io sogno il giorno in cui le vostre fabbriche cambieranno vocazione.
In cui il ferro non diventerà proiettile ma aratro,
in cui l’ingegno non servirà a perfezionare l’offesa ma a custodire la vita,
in cui i capitali saranno spesi per curare, istruire, ricostruire, accogliere.
Sogno il giorno in cui la parola “profitto” non farà più rima con “funerale”.

E so che qualcuno sorriderà, chiamando tutto questo ingenuità.
Ma l’unica vera ingenuità, oggi, è credere che la guerra salvi.
L’unica vera follia è pensare che si possa continuare a incendiare il mondo senza bruciare con esso.
L’unico realismo possibile, ormai, è la pace.

Per questo vi affido una domanda che non vi lascerà in pace, spero:
quanto sangue vi basta?
Quanto dolore deve ancora attraversare la storia perché comprendiate che state trafficando non con merci, ma con figli, con madri, con volti, con carne amata da Dio?

Fermatevi.
Prima che sia troppo tardi per i popoli.
Prima che sia troppo tardi per voi.
Fermatevi, e ascoltate il Vangelo della pace, che non urla ma insiste, che non schiaccia ma converte, che non umilia ma chiama per nome.
Ascoltate Cristo, disarmato e vero, che continua a dire:
“Beati gli operatori di pace.”
Non i calcolatori di guerra.
Non i garanti dell’equilibrio armato.
Non i venditori di paura.
Gli operatori di pace.

Il mondo ha bisogno di mani che rialzino, non di mani che armino.
Ha bisogno di coscienze sveglie, non di profitti ciechi.
Ha bisogno di profeti, non di mercanti.

E noi, Chiesa del Vangelo, non taceremo.
Non per ideologia, ma per fedeltà.
Non per ingenuità, ma per obbedienza a Cristo.
Non perché ignoriamo la complessità della storia, ma perché conosciamo il valore infinito di ogni vita.

A voi, mercanti della morte, dico dunque l’ultima parola non come condanna, ma come supplica:
restituite il futuro.
Restituite il respiro.
Restituite i figli alle madri, i padri alle case, i sogni alla terra.
Restituitevi alla vostra umanità.

La pace vi giudicherà.
Ma, se lo vorrete, la pace potrà ancora salvarvi.

Con dolore, con speranza, con il Vangelo tra le mani.

don Mimmo Battaglia

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24/02/2026

I giornali locali sono uno strumento prezioso per il territorio. Raccontano storie, danno voce alla comunità e tengono viva l’informazione su ciò che accade ogni giorno intorno a noi.
Grazie di cuore per il vostro supporto!

Anche l’Ansa nazionale scrive di noi!
23/02/2026

Anche l’Ansa nazionale scrive di noi!

E' stato conferito al cardinale Fernando Filoni, Gran Maestro dell'Ordine del Santo Sepolcro, il premio Internazionale 'Nassiriya per la Pace', promosso dall'associazione culturale Elaia. (ANSA)

+++Al Cardinale Fernando Filoni il Premio Internazionale «Nassiriya per la Pace»+++  ROMA – Presso gli Uffici del Gran M...
23/02/2026

+++Al Cardinale Fernando Filoni il Premio Internazionale «Nassiriya per la Pace»+++


ROMA – Presso gli Uffici del Gran Magistero dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, è stato conferito a Sua Eminenza il Cardinale Fernando Filoni il Premio Internazionale «Nassiriya per la Pace», promosso dall’Associazione culturale Elaia.
Il riconoscimento è stato assegnato «per la luminosa testimonianza di fede, coraggio e dedizione offerta nei contesti più difficili del mondo, dove ha servito la Chiesa e l’umanità con instancabile spirito missionario e profonda ca**tà pastorale». Nel corso del suo lungo servizio diplomatico, vissuto anche in terre segnate da guerra e persecuzioni, il Cardinale Filoni ha incarnato la presenza viva della solidarietà e della speranza, scegliendo di restare accanto alle popolazioni colpite dai conflitti quale segno concreto di vicinanza e di pace. Il suo impegno ha contribuito a edificare ponti di fraternità e riconciliazione, promuovendo il dialogo tra i popoli e sostenendo con determinazione le comunità cristiane. Fondata nel 2013, l’Associazione culturale Elaia promuove la memoria, la pace e la coesione sociale, l’educazione alla difesa della libertà e alla solidarietà, ispirandosi alla memoria della strage di Nassiriya del 12 novembre 2003 come motore di speranza, resilienza e civiltà.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi membri dell’Associazione, tra cui il Presidente Vincenzo Rubano e la Vice Presidente Rossella Cantisani. Presente anche Zakia Seddiki Attanasio, presidente della Fondazione Mama Sofia, e il Presidente dell’Unms Antonino Mondello.
Il Cardinale Filoni, primo insignito per il 2026 del Premio Internazionale «Nassiriya per la Pace», è stato invitato a presenziare alla prossima edizione, che si terrà nel mese di novembre tra il Cilento e Roma.

Cinque anni fa veniva ucciso Luca Attanasio.Un ambasciatore giovane, coraggioso, profondamente umano. Ha servito l’Itali...
22/02/2026

Cinque anni fa veniva ucciso Luca Attanasio.
Un ambasciatore giovane, coraggioso, profondamente umano. Ha servito l’Italia con dedizione, mettendo al centro le persone, gli ultimi, la pace. Il suo sorriso, il suo impegno, il suo esempio restano vivi.Non è solo memoria: è responsabilità.
Questa sera lo ricorderemo con una Santa Messa, alle ore 17.30, presso la Parrocchia San Marco Evangelista di Licusati dove nel 2020 ritiro’ il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace.
Per non dimenticare. 🇮🇹🤍

21/02/2026

Grazie al giornalista Vito Sansone e all’emittente Rete 7 - Canale 99 per questo servizio!

La diretta di Radio Radicale della conferenza sulla giustizia, promossa e organizzata ieri a Roma dall’Associazione Elai...
19/02/2026

La diretta di Radio Radicale della conferenza sulla giustizia, promossa e organizzata ieri a Roma dall’Associazione Elaia in sinergia con l’UNMS nazionale!

Intervengono: Giuseppe Bianco (Sostituto Procuratore di Roma), Andrea Del Mastro (Sottosegretario di Stato alla Giustizia), Gaetano Bono (Magistrato - Autore del libro: "Riforma Nordio), Antonio Nicita (Vice Capogruppo del PD al Senato). Introduce Antonio Mondello. Modera il giornalista Vincenzo Rub...

Grande interesse e partecipazione per l’incontro dedicato al Referendum sulla Giustizia, organizzato ieri a Roma dall’as...
19/02/2026

Grande interesse e partecipazione per l’incontro dedicato al Referendum sulla Giustizia, organizzato ieri a Roma dall’associazione Elaia in collaborazione con l’UNMS. Un momento di confronto serio e approfondito sulle ragioni del SÌ e del NO, che ha visto interventi qualificati e un pubblico attento e coinvolto. Nel corso del dibattito sono state illustrate le motivazioni di chi sostiene la riforma, con l’obiettivo di rendere il sistema giudiziario più efficiente e rafforzarne l’imparzialità, così come le ragioni di chi si oppone, evidenziando l’importanza di tutelare l’autonomia della magistratura e affrontare diversamente le criticità della giustizia. Un’iniziativa che ha offerto ai cittadini strumenti concreti per comprendere meglio i contenuti della riforma e partecipare in modo consapevole al voto. Grazie all’on. Andrea Delmastro, Sottosegretario di Stato alla Giustizia, al dott. Giuseppe Bianco, Sostituto Procuratore di Roma, al dott. Gaetano Bono, magistrato e autore del libro “Riforma Nordio” e al Sen. Antonio Nicita, Vicecapogruppo del Partito Democratico al Senato. Un grazie particolare ad Antonino Mondello (Presidente Nazionale UNMS) e a tutti i partecipanti per l’attenzione e la qualità del confronto.

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16/02/2026

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Referendum Giustizia: Le ragioni del Sì e del No a confronto. Dialogo con Del Mastro e Nicita presso la sede dell’Associazione Elaia a Roma. Si terrà mer

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11/02/2026

A Roma, con la partecipazione dell’UNMS, abbiamo organizzato questo interessante incontro pubblico per approfondire, con equilibrio e pluralità di voci, le ragioni del SÌ e del NO. Un momento di dialogo e riflessione per comprendere meglio i contenuti del referendum e formarsi un’opinione consapevole.

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05/01/2026

Le immagini dell’arrivo in Italia delle vittime della tragedia di Crans Montana hanno suscitato profonda commozione. Il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace esprime il più sentito cordoglio alle famiglie delle vittime, che in queste ore stanno affrontando una perdita così drammatica. A loro va la nostra vicinanza e la solidarietà, nel segno dei valori di pace, dignità della persona e rispetto della vita umana. 🇮🇹

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