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REMIGRAZIONE, IL COMITATO CHIEDE UN SEGNALE AI PARLAMENTARI E AI PARTITI CHE SI DICONO CONTRO L'IMMIGRAZIONE: VOTATE LA ...
10/07/2026

REMIGRAZIONE, IL COMITATO CHIEDE UN SEGNALE AI PARLAMENTARI E AI PARTITI CHE SI DICONO CONTRO L'IMMIGRAZIONE: VOTATE LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE CHE HA RACCOLTO 150MILA FIRME
Roma, 8 luglio - Il Comitato Remigrazione e Riconquista ha raccolto per mesi le firme necessarie perché la Remigrazione potesse diventare realtà in Italia, e ora è arrivato il momento della verità: ora tocca ai parlamentari italiani calendarizzare e discutere la legge di iniziativa popolare sulla Remigrazione, oppure spiegare agli oltre 150mila sottoscrittori della legge per quale ragione questo non avverrà.
"Sappiamo di aver colto nel segno la scorsa settimana - recita la nota del Comitato - quando abbiamo presentato le decine di migliaia di firme certificate di italiani che vogliono la Remigrazione. Abbiamo visto chi ha provato a sminuire la proposta, che è invece la prima legge concreta e completa sulla Remigrazione ad arrivare nelle aule parlamentari di uno Stato europeo. Abbiamo visto chi la ha demonizzata (quasi sempre senza nemmeno averla letta), delirando di deportazioni di massa e di rimpatri forzati che, invece, sono rivolti solamente agli irregolari e ai criminali che purtroppo hanno invaso le nostre strade. E abbiamo visto i tanti, tantissimi italiani che, nonostante la censura mediatica totale, hanno continuato a esprimere appoggio alla nostra proposta e a chiedere, insieme a noi, che il Parlamento ora dia delle risposte."
"Ora tocca ai parlamentari - continua la nota - calendarizzare e far discutere la legge prima nella Commissione apposita, e poi di fronte a tutto l'emiciclo. In particolare, le aspettative ricadono inevitabilmente su quei partiti che sulla lotta all'immigrazione clandestina, sulla necessità di ripristinare la sicurezza delle nostre città e sulla difesa dell'identità italiana, hanno orientato il proprio programma politico, costruito carriere politiche, e sono stati eletti con un forte mandato popolare su queste tematiche nel 2022."
"Ci rivolgiamo quindi - prosegue il Comitato - ai parlamentari esponenti della maggioranza di governo di Fratelli d'Italia, della Lega e di Forza Italia e anche a quelli di Futuro Nazionale, oggi all'opposizione ma tutti eletti nel 2022 con lo stesso mandato popolare: in questi ultimi mesi di legislatura, avete l'ultima possibilità per dare un segnale forte a chi vi ha votato e a tutti i cittadini italiani, votando una legge sulla Remigrazione che rappresenterebbe una rivoluzione copernicana nella gestione dei flussi migratori nel nostro paese, e allo stesso tempo il mantenimento di molte delle promesse contenute nel vostro stesso programma elettorale."
"Recenti sondaggi - continua la nota - hanno confermato che il 73% degli italiani ritiene che i migranti irregolari debbano essere rimpatriati e il 57% valuta prevalentemente negativo l'impatto degli sbarchi di immigrati che arrivano in Italia: basterebbe quindi la volontà politica di governo e parlamento perché una legge radicale contro l'immigrazione di massa diventasse realtà. La nostra legge è a disposizione di tutti i parlamentari e non esiteremo a dare pieno merito a chi vorrà impegnarsi a renderla realtà."
"Se così non sarà - conclude la nota del Comitato - se si penserà di prendere in giro i cittadini italiani mostrando i risultati del tutto risibili ottenuti in termini di aumento dei rimpatri (che restano purtroppo una frazione minimale rispetto agli arrivi), o rimandando l'attuazione della Remigrazione a data da destinarsi per perdere tempo dietro alla legge elettorale e al teatrino delle diatribe tra partiti, ne prenderemo atto insieme a tutti i cittadini che ci hanno sostenuto e ne trarremo le necessarie conseguenze. Non faremo sconti a nessuno e non ci fermeremo: la battaglia per la Riconquista è appena cominciata!"

Remigrazione e riconquista Rete dei patrioti

𝗖𝗢𝗟𝗢𝗡𝗜𝗘 𝗘𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗣𝗘𝗥𝗢‌𝗡 𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲Ci siamo, siamo quasi pronte...le colonie estive stanno  per iniziare per il 9° anno con...
10/07/2026

𝗖𝗢𝗟𝗢𝗡𝗜𝗘 𝗘𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗣𝗘𝗥𝗢‌𝗡 𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲
Ci siamo, siamo quasi pronte...le colonie estive stanno per iniziare per il 9° anno consecutivo.
Dal 12 al 19 luglio sempre sulle colline romagnole, una settimana totalmente gratuita per bambini dai 6 ai 14 anni provenienti da famiglie italiane temporaneamente in difficoltà.
8 giorni alla scoperta di storie lontane, di valori oramai perduti, di senso comunitario e responsabilità, di rispetto e aiuto reciproco.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰’𝗲‌ 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗼: ogni singola donazione può fare la differenza per sostenere il vitto e l'alloggio dei bambini.
𝙋𝙪𝙤𝙞 𝙨𝙤𝙨𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝘾𝙤𝙡𝙤𝙣𝙞𝙚 𝙀𝙫𝙞𝙩𝙖 𝙋𝙚𝙧𝙤‌𝙣 𝙞𝙣 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙧𝙨𝙞 𝙢𝙤𝙙𝙞:
• 𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐚𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐏𝐚𝐲𝐏𝐚𝐥 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐢𝐧𝐤:
https://www.paypal.com/donate/...
• 𝐛𝐨𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚𝐩𝐚𝐲 𝐄𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐢𝐨𝐧, 𝐢𝐛𝐚𝐧 intestato a Desideria Raggi:
IT86Y3608105138271375471382
Evita Perón in Rete Rete dei patrioti

Dal Molise un appello al Parlamento: la sicurezza non può più aspettare. Calendarizzate subito la proposta di legge popo...
09/07/2026

Dal Molise un appello al Parlamento: la sicurezza non può più aspettare. Calendarizzate subito la proposta di legge popolare "Remigrazione e Riconquista".

Per anni ci hanno raccontato che il Molise fosse immune dai problemi che affliggono molte altre regioni italiane. Oggi, purtroppo, le cronache dimostrano che non è più così.

Nelle ultime settimane il nostro territorio è stato teatro di episodi che non possono essere archiviati come semplici fatti di cronaca.

A Campobasso un cittadino straniero, già noto alle forze dell'ordine per reati in materia di stupefacenti e ricorrente contro il diniego della protezione internazionale, è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di cocaina e cannabis.

A Civitacampomarano un cittadino marocchino è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio dopo aver tentato di investire deliberatamente tre persone sedute su una panchina.

Negli ultimi mesi le cronache locali hanno inoltre riportato operazioni antidroga, arresti, rapine, risse e numerosi episodi di criminalità che testimoniano come anche il Molise stia vivendo un progressivo peggioramento della percezione di sicurezza.

Di fronte a tutto questo, la politica continua troppo spesso a minimizzare.

Noi diciamo che è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà.

Affrontare il tema della sicurezza significa prendere atto dei fatti e interrogarsi se gli strumenti oggi a disposizione dello Stato siano realmente adeguati a garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità.

È evidente che il sistema attuale presenta criticità che meritano un confronto serio e senza pregiudizi.

Per questo rivolgiamo un appello ai rappresentanti istituzionali del Molise, ai parlamentari eletti nella nostra regione, al Governo e a tutte le forze politiche.

Prendete atto di ciò che sta accadendo in Molise e nel resto d'Italia.

Abbiate il coraggio di affrontare il tema della sicurezza senza slogan e senza condizionamenti ideologici, riportando al centro del dibattito la tutela dei cittadini, la legalità e il controllo del territorio.

Anche noi ci uniamo alla richiesta del Comitato Remigrazione e Riconquista ovvero che il Parlamento calendarizzi e discuta con urgenza la proposta di legge di iniziativa popolare "Remigrazione e Riconquista", sottoscritta da oltre 150.000 cittadini italiani.

Una proposta di legge popolare sostenuta da un numero così significativo di firme non può essere lasciata nei cassetti del Parlamento.

Ignorare la volontà espressa da oltre 150.000 cittadini significa indebolire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Il Molise non può permettersi di aspettare che episodi sempre più gravi diventino la normalità.

La sicurezza è un diritto fondamentale.

Per questo chiediamo alla politica locale e nazionale di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità: ascoltare le preoccupazioni dei cittadini, rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alla criminalità e avviare immediatamente la discussione parlamentare della proposta di legge popolare "Remigrazione e Riconquista".

Il tempo dell'indifferenza è finito.

È il momento che il Parlamento ascolti la voce di oltre 150.000 cittadini italiani e si assuma la responsabilità di discutere una proposta che affronta uno dei temi più sentiti dall'opinione pubblica: la sicurezza e il futuro della nostra Nazione.

Remigrazione e riconquista

08/07/2026

Il silenzio della politica è una vergogna. Ci sono episodi che non possono essere archiviati come una semplice pagina di cronaca. Quanto

07/07/2026

𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐅𝐚𝐥𝐯𝐞𝐥𝐥𝐚, 𝐢𝐥 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚!

Ci sono storie che si leggono sui libri e altre che, senza averle vissute direttamente, finiscono per entrare nella propria vita attraverso le persone che si incontrano lungo il cammino. Per me, Carlo Falvella è una di queste.

Quando avevo appena ventiquattro anni, la morte di mio padre cambiò radicalmente il mio destino. Rilevai il suo centro servizi, dove si svolgevano pratiche di Patronato e CAF, trasformandolo nella sede zonale dell'UGL. Da quel momento iniziò il mio percorso sindacale: dapprima referente zonale di tutte le categorie UGL, poi responsabile provinciale della categoria dei Lavoratori Socialmente Utili e dei Lavoratori Atipici e, successivamente, dei BAIF, i Braccianti Agricoli e Idraulico-Forestali.

Fu proprio grazie a quell'esperienza che ebbi il privilegio di conoscere la famiglia Falvella.

Conobbi Stefano Falvella, operatore del Patronato ENAS UGL, con il quale mi confrontavo quotidianamente per le pratiche di patronato, ma soprattutto ebbi l'onore di collaborare con l'avvocato Filippo Falvella (detto Pippo), consulente della CISNAL prima e dell'UGL poi, uomo di straordinaria preparazione e profonda umanità, scomparso prematuramente il 19 novembre 2014.

Con Pippo ho condiviso tante battaglie sindacali. Mi aiutò concretamente nella costruzione della categoria dei lavoratori atipici insieme al Segretario Generale Provinciale Franco Bisogno. Ma i ricordi più intensi non riguardano il sindacato. Riguardano suo fratello Carlo.

Pippo parlava spesso di Carlo. Lo faceva con il dolore composto di un fratello che non aveva mai smesso di convivere con una ferita aperta. Attraverso i suoi racconti ho avuto quasi l'impressione di conoscerlo personalmente. Da allora rendere omaggio a Carlo Falvella ogni anno è diventato per me un dovere morale, prima ancora che politico.

Successivamente ebbi modo di conoscere anche Marco Falvella, presidente dell'Associazione Internazionale Vittime del Terrorismo e portavoce dei familiari delle vittime della violenza politica, che continua con dignità a difendere la memoria di tutte le vittime degli anni di piombo.

Carlo Falvella aveva soltanto diciannove anni quando, il 7 luglio 1972, fu ucciso a Salerno da una coltellata inferta da Giovanni Marini. I processi che seguirono riconobbero la responsabilità di Marini, condannato in via definitiva per omicidio preterintenzionale aggravato e concorso in rissa.

Eppure, mentre la magistratura pronunciava le proprie sentenze, sul piano politico prendeva forma una narrazione completamente diversa.

Per anni si è tentato di trasformare la vittima in aggressore. Le campagne politiche e culturali sorte attorno a Giovanni Marini costruirono il racconto di una presunta spedizione fascista e di una legittima difesa. Quella ricostruzione, però, non venne fatta propria dai giudici, in quanto palesemente fasulla, e riconobbero la responsabilità di Marini per la morte di Carlo Falvella.

Vi è poi un particolare che raramente viene ricordato. Carlo soffriva di un grave problema alla vista, una condizione ben nota a chi lo frequentava e che rende ancora più difficile riconoscere in lui l'immagine del capo di una presunta spedizione punitiva che certa propaganda cercò di accreditare. Non è un elemento che, da solo, ricostruisce la dinamica dei fatti, ma rappresenta un tassello importante per comprendere quanto sia stato spesso piegato il racconto di quella tragedia alle esigenze dello scontro ideologico.

La morte di Carlo non segnò soltanto la fine della vita di un ragazzo. Segnò l'inizio del calvario di un'intera famiglia, costretta per decenni non solo a convivere con un dolore incolmabile, ma anche ad assistere al tentativo di riscrivere la storia, relegando la vittima sullo sfondo e trasformando il suo assassino, per una parte del mondo politico e culturale, in un simbolo da difendere.

È questo, forse, l'aspetto più doloroso dell'intera vicenda.

Perché una società che dimentica le proprie vittime o che arriva perfino a metterne in discussione la memoria è una società che non ha ancora fatto pienamente i conti con il proprio passato.

Da salernitano, da ex dirigente sindacale dell'UGL e da uomo che si riconosce nei valori della Patria, Carlo Falvella ha rappresentato per me una figura di riferimento. Un ragazzo a cui la violenza antifascista dell'epoca strappò via la vita.

Per questo provo profonda indignazione nell'apprendere che ancora oggi ci sia chi tenta di impedire perfino il suo ricordo. L'aggressione ai ragazzi di CasaPound, da parte dei cosiddetti "antifascisti" salernitani, mentre affiggevano manifesti commemorativi e le contestazioni organizzate contro la presentazione di un libro dedicato a Carlo dimostrano che, a oltre cinquant'anni di distanza, qualcuno continua ad avere paura della memoria.

E invece ricordare Carlo Falvella dovrebbe essere un dovere di tutti, indifferentemente dall'appartenenza politica.

Non si tratta di condividere le sue idee politiche. Si tratta di riconoscere il valore della vita umana.

La giustizia degli uomini ha pronunciato le sue sentenze. Giovanni Marini fu riconosciuto responsabile dell'uccisione di Carlo Falvella e condannato in via definitiva a nove anni di reclusione per omicidio preterintenzionale aggravato e concorso in rissa. Tuttavia, quella pena non venne scontata per intero: dopo circa sette anni di carcere, Marini tornò in libertà beneficiando degli istituti previsti dall'ordinamento penitenziario. È proprio questo uno degli aspetti che, ancora oggi, continua a lasciare un profondo senso di amarezza. Nessuna sentenza avrebbe potuto restituire Carlo alla sua famiglia, ma il fatto che l'autore della sua uccisione non abbia nemmeno scontato integralmente la pena inflitta alimenta, in molti, la convinzione che quella giustizia sia rimasta incompleta. Il giudizio giuridico appartiene ai tribunali; quello morale appartiene alla coscienza di ciascuno.

Io continuerò a ricordare Carlo Falvella. Lo farò perché ho conosciuto chi lo ha amato. Lo farò perché ho visto negli occhi dei suoi fratelli un dolore che il tempo non è riuscito a cancellare. Lo farò perché la memoria è il primo argine contro la menzogna.

Carlo vive.

Vive nel ricordo della sua famiglia, che da oltre mezzo secolo porta con dignità il peso di una tragedia mai superata. Vive nella memoria di quanti lo hanno conosciuto e di chi, come me, ne ha raccolto il testimone attraverso i racconti di Filippo. Vive in ogni giovane che continua a credere che gli ideali possano essere difesi con il confronto e mai con la violenza. Vive nella coscienza di chi rifiuta ogni tentativo di riscrivere la storia o di trasformare una vittima in un colpevole.

Perché Carlo Falvella non è soltanto una vittima degli anni di piombo. È un figlio di Salerno, un giovane italiano al quale è stato negato il futuro. E finché ci sarà qualcuno disposto a pronunciarne il nome, a raccontarne la storia con onestà e a deporre un fiore sulla sua tomba, Carlo vivrà.

Oggi la vita mi ha portato a vivere a Roma e gli impegni di lavoro non mi consentono sempre di essere presente, ogni 7 luglio, alla commemorazione di Carlo. È un'assenza che mi pesa profondamente, perché quella non è una semplice cerimonia: è un appuntamento con la memoria, con la storia della mia città e con il ricordo di un ragazzo che, pur non avendo mai conosciuto personalmente, sento vicino grazie ai racconti dei suoi fratelli e di quanti lo conobbero.

Ma la distanza non può cancellare il ricordo. Ogni 7 luglio, ovunque io sia, il mio cuore torna inevitabilmente a Carlo. E, anche se lontano da Salerno, c'è una parola che nasce spontanea, quasi fosse un riflesso dell'anima, una parola che racchiude il senso più profondo della memoria e dell'appartenenza. È una parola che non ha bisogno di spiegazioni, perché parla direttamente al cuore di chi non dimentica.

𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐄!

Perché gli uomini muoiono soltanto quando vengono dimenticati. E Carlo Falvella, per me e per tanti altri, non sarà dimenticato mai.

𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐅𝐚𝐥𝐯𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐯𝐞.

Valerio Arenare

30/06/2026
19/06/2026

E' stato un pomeriggio che rimarrà nella storia perchè abbiamo organizzato il corteo più imponente della destra radicale dai tempi dell'MSI.

17/06/2026

PUOI FIRMARE PER LA REMIGRAZIONE IN FORMATO DIGITALE ANCORA PER POCHI GIORNI 📣

Dopo aver raccolto oltre 130mila firme in formato digitale e decine di migliaia in formato cartaceo (raggiungendo così oltre il triplo delle firme necessarie), la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare Remigrazione e Riconquista è alle battute finali.

Ancora per pochi giorni però puoi ancora firmare e far firmare la proposta in modalità digitale ‼️

La procedura è semplicissima e bastano 2 minuti:
1️⃣ collegati al link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5700000
2️⃣ Accedi con SPID o CIE per confermare la tua identità
3️⃣ clicca su “Sostieni iniziativa” e conferma la tua scelta nella schermata successiva
4️⃣ Hai firmato per portare la REMIGRAZIONE in Parlamento ✍🏻

In questi mesi ci hanno attaccato in tutti i modi, hanno tentato di silenziarci, hanno detto che siamo dei mostri. Non è servito a nulla e lo abbiamo mostrato sabato a Roma con la manifestazione per la Remigrazione più grande mai vista in Italia e in Europa.

Entro la fine di giugno porteremo la proposta sul tavolo del Parlamento. Firma e poi fai girare il link https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5700000 a tutti i tuoi amici e conoscenti ‼️

È l’ora della Remigrazione, è l’ora della Riconquista.

17/06/2026

𝟭𝟳 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 𝟭𝟵𝟳𝟰: 𝗔𝘀𝘀𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗱𝗼𝘃𝗮
Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci.......PRESENTE!

14/06/2026

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Rome

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