27/05/2026
Due Tunisini molestano ragazzine all’uscita della scuola a Campobasso: l’ennesimo fallimento dell’accoglienza. Il 13 giugno tutti a Roma per la proposta di legge
La celebrazione della prima udienza predibattimentale davanti al Tribunale di Campobasso accende drammaticamente i riflettori su una realtà ormai insostenibile. Il procedimento giudiziario, legato ai gravi fatti avvenuti nell’ottobre del 2025 nelle immediate vicinanze dell’istituto superiore “Galanti” del capoluogo, rappresenta l’ennesimo, inequivocabile e incontestabile esempio del totale fallimento delle politiche dell’accoglienza indiscriminata e della totale mancanza di sicurezza che stringe in una morsa il nostro territorio.
Secondo quanto emerge chiaramente dagli atti della Procura, il processo vede come imputati a vario titolo due cittadini tunisini, accusati di aver avvicinato e molestato alcune ragazze minorenni all’uscita da scuola. Le contestazioni formali riportate nel decreto di citazione a giudizio sono pesantissime: molestie, atti osceni in luogo pubblico e lesioni personali, con le aggravanti specifiche legate alla presenza di minori e alla vicinanza a un istituto scolastico. Nel corso degli eventi, un'altra ragazza che era coraggiosamente intervenuta in difesa di una delle minorenni è stata a sua volta aggredita, riportando lesioni personali. Davanti a questo orrore, la famiglia di una delle giovani coinvolte si è già costituita parte civile.
Che i dintorni delle scuole, luoghi che dovrebbero essere i più sicuri e protetti per i nostri figli, diventino teatro di simili condotte degradanti e violente da parte di cittadini stranieri è il risultato diretto di anni di gestioni fallimentari. Si è preferito anteporre l'ideologia dell'integrazione forzata alla tutela dei cittadini italiani e alla sovranità delle nostre città.
Davanti a questo scenario di costante declino, le mezze misure non sono più tollerabili. Ribadiamo con forza che l’unica risposta concreta e strutturale a questa emergenza è l’approvazione immediata della legge "Remigrazione e Riconquista", una proposta normativa radicale e necessaria per ripristinare la legalità e avviare il rimpatrio di chi non ha alcun diritto di rimanere sul suolo nazionale.
L'appello è diretto a tutti i cittadini, alle famiglie e a chiunque rifiuti di rassegnarsi a vivere nella paura: è il momento di reagire. Il prossimo 13 giugno, tutti in piazza a Roma per una grande manifestazione patriottica a sostegno della proposta di legge.
Scendere in piazza il 13 giugno non è più solo un diritto, ma un dovere morale per riprenderci il destino della nostra Nazione, difendere i nostri confini, la sicurezza delle nostre donne e il futuro dei nostri figli.
Rete dei patrioti Molise
Remigrazione e riconquista